Sorrento, per la balena spiaggiata nessun destino museale?

Sorrento, per la balena spiaggiata nessun destino museale?

17 Agosto 2022 0 Di Gaetano Milone

 

La triste storia della balena spiaggiata, sotterrata e… dimenticata.

 

 

 

 

Promesse da marinaio è proprio il caso di dirlo per l’ enorme cetaceo (quasi venti metri di lunghezza) che aveva scelto, il 14 gennaio del 2021, il “Golfo di Surriento” ed in particolare le acque del porto di Marina Piccola quale ultima destinazione di una vita libera, oceanica.

Accorsero tutti, Capitaneria di Porto, Comune di Sorrento, l’Area Marina Protetta Punta Campanella, l’”esercito della salvezza” di Marevivo Penisola sorrentina, durante la breve agonia e, soprattutto subito dopo, per la destinazione definitiva di una carcassa che si gonfiava giorno dopo giorno emanando un odore nauseabondo frutto dell’iniziata decomposizione.

 Dopo tanti “consulti” anche supportati da esperti dell’Università di Padova, la carcassa del cetaceo venne trainata a Napoli, non senza difficoltà da un’unità della Capitaneria di Porto, ( a coordinare l’operazione l’Ammiraglio Pietro Vella direttore marittimo della Campania), nel cantiere Megaride, messo a disposizione dal sorrentino comandante Salvatore Di Leva, dove venne effettuata l’autopsia per stabilire le cause del decesso.

Dopo il sezionamento, le ossa della balena su appositi tir, vennero trasportate al cimitero di Sorrento per essere interrate (in uno spazio diverso dalla prima localizzazione per l’impossibilità dei tir di accedervi) per un anno, e poi, dopo accurata pulizia, destinate ad essere “montate” e collocate all’ingresso del porto di Sorrento quale richiamo “scientifico” e turistico per i visitatori della città.

Purtroppo e, ritorniamo alle promesse di marinaio, l’Amministrazione comunale di Sorrento ha dimenticato di “riesumare” le ossa della balena – sono trascorsi ben otto messi in più dell’anno stabilito -, rischiando di vanificare la musealizzazione dell’animale, uno dei più grossi esemplari censiti, tra il silenzio assoluto delle Associazioni del territorio, prima fra tutte Marevivo ed i soliti ambientalisti dell’ultima ora.