Sanità, le Regioni chiedono più soldi
18 Settembre 2026A fronte della costante crescita dei costi, in sanità come i tutti i settori, le Regioni ieri hanno chiesto di aumentare le risorse destinate al Fondo sanitario nazionale, sulla base del reale fabbisogno sanitario, avvertendo che la spesa continua a crescere più del finanziamento disponibile. È questa una delle principali richieste avanzate ieri dalla Conferenza delle Regioni in audizione alla Commissione Affari sociali della Camera, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’attuazione dei Livelli essenziali di assistenza e sull’erogazione delle prestazioni sanitarie nei territori.
Del resto, quello che è da sempre un male storico e cronicizzato della Sistema sanitario nazionale è stato acuito dalle guerre che tuttora si stanno combattendo in Medioriente e dal conseguente blocco dei rifornimenti delle risorse energetiche, legate al petrolio, il cui costo sta raggiungendo cifre mai viste.
“È necessario incrementare le risorse del Fondo Sanitario Nazionale sulla base del reale fabbisogno sanitario, tenendo conto che la stima della spesa sanitaria è costantemente superiore al finanziamento disponibile, con un gap progressivo che ci preoccupa”, ha dichiarato Massimo Fabi, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni e assessore alla Sanità dell’Emilia-Romagna.
Le Regioni riconoscono il percorso di sviluppo avviato e il metodo di collaborazione tra i diversi livelli di governo, ma segnalano la mancanza di continuità del finanziamento oltre il 2026. “L’incremento finanziario del FSN previsto per il 2026 non trova la necessaria continuità negli anni successivi”, ha sottolineato Fabi, evidenziando che la disponibilità di risorse finanziarie e professionali è una condizione essenziale per la sostenibilità futura del sistema sanitario. Tra le richieste c’è anche il superamento del vincolo di destinazione delle risorse, così da consentire alle Regioni una maggiore flessibilità nell’allocazione dei finanziamenti in funzione delle esigenze dei singoli territori. Altro nodo indicato in audizione è quello del payback farmaceutico e dei dispositivi medici. Le Regioni chiedono regole certe e tempestive e il superamento dell’attuale sistema, insieme a una soluzione per il contenzioso ancora aperto relativo al periodo 2019-2025. Sul personale, Fabi ha indicato la necessità di intervenire sia sulle risorse economiche sia sulla valorizzazione delle competenze. Tra le proposte figurano una revisione profonda del tetto di spesa storico per il personale, misure per contrastare il ricorso alle cooperative attraverso una maggiore attrattività del lavoro nel Ssn, il rafforzamento degli organici nelle aree dell’emergenza e della chirurgia e un incremento delle retribuzioni in linea con la media dei Paesi Ocse.
Le Regioni chiedono inoltre regole certe per l’uscita dai Piani di rientro, attualmente non definite dalla normativa, collegandola al raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario e al miglioramento continuo dell’erogazione dei LEA. Infine, la Conferenza delle Regioni pone il tema della sostenibilità delle strutture realizzate o potenziate con le risorse del PNRR. Case e Ospedali di Comunità, sottolinea Fabi, dopo la fase di investimento per la loro realizzazione, hanno bisogno di un finanziamento stabile che ne garantisca la piena operatività nel tempo. “Solo attraverso la realizzazione di tutti questi obiettivi – ha concluso Fabi – potrà parlare compiutamente di “Livelli essenziali di assistenza” e garantire a tutti i cittadini il diritto alla salute”.


