Pertosse, aumento dei casi e rischio negli adulti
25 Marzo 2026In Italia si osserva un aumento dei casi di pertosse, che coinvolge anche la popolazione adulta, mentre in Europa i contagi hanno superato quota 60mila tra marzo 2023 e maggio 2024, secondo i dati dell’European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), oltre dieci volte rispetto al biennio precedente.
Il trend riguarda non solo l’età pediatrica. “La pertosse è una malattia tipica dell’infanzia, ma attualmente sono in aumento i casi anche tra gli adulti a causa di una inadeguata prevenzione vaccinale”, ha spiegato Fabrizio Pregliasco, direttore della Scuola di specializzazione in Igiene e medicina preventiva dell’Università degli Studi di Milano. “La vaccinazione viene effettuata nei bambini piccoli ma perde efficacia con gli anni. Per questo un richiamo dovrebbe essere effettuato ogni 10 anni, ma solo una minoranza della popolazione lo esegue”.
La perdita progressiva dell’immunità e la scarsa adesione ai richiami aumentano quindi la quota di soggetti suscettibili all’infezione. In ambienti chiusi e con contatti ravvicinati, come evidenziato dal recente focolaio segnalato nel Sassuolo Calcio, il rischio di trasmissione può risultare elevato.
Secondo quanto riportato dall’Istituto superiore di sanità (Iss), la pertosse è una malattia infettiva batterica altamente contagiosa, causata da Bordetella pertussis e trasmessa per via aerea attraverso goccioline respiratorie. L’uomo rappresenta l’unico serbatoio del batterio e la trasmissione avviene esclusivamente tra esseri umani.
Dal punto di vista clinico, la malattia può presentarsi inizialmente con sintomi lievi, come tosse e secrezioni nasali, per poi evolvere in una fase caratterizzata da tosse persistente e parossistica che può durare diverse settimane. Nei casi più gravi, in particolare nei neonati, possono comparire complicanze respiratorie rilevanti.
Il trattamento si basa su terapia antibiotica, che consente di ridurre il periodo di contagiosità e la durata della malattia se avviata precocemente. In Italia la vaccinazione è obbligatoria nei bambini, ma l’immunità non è permanente e richiede richiami nel tempo.


