Nuovo aeroporto Pontecagnano: un’operazione “criminale”

Nuovo aeroporto Pontecagnano: un’operazione “criminale”

14 Febbraio 2019 2 Di Vincenzo Petrosino*

L’urlo degli imprenditori non può superare quello della scienza e della gente. I danni per molti, soprattutto in termini di impatto ambientale, supererebbero di molto i vantaggi per pochi.

Leggere sulla stampa, addirittura vedere un video su “ Tv dei Viaggi “ che – attraverso gli interventi di imprenditori  turistici, tutti interessati ai famosi voli low cost – chiede l’apertura dell’aeroporto Costa d’Amalfi, è assolutamente fuorviante per l’informazione pubblica. Parlare di valanghe di adesione di non aventi diritto, non residenti e non colpiti dall’impatto dell’opera, è troppo facile. Leggere, inoltre, che anche i rappresentanti dell’agricoltura Salernitana sponsorizzano questo aeroporto è quasi ridicolo. A quanto pare queste grida tendono solo a calpestare quelle dei 90 espropriati, perché è questo il numero delle famiglie private di case e terreni.

Queste grida degli imprenditori interessati, oltretutto, non sono per l’apertura di qualcosa che esiste ed è stato chiuso ma per “la costruzione di un vero e proprio nuovo aeroporto “. Non si tratta, dunque, di ampliare qualcosa che esiste, come si tenta di far credere, oppure di un piccolo allungamento della pista, ma di ben 54 ettari di sottrazione di terreno agricolo produttivo. Tanto per fare un paragone 54 ettari rappresentano oltre 60 campi di calcio. Il master plan dell’aeroporto Costa d’Amalfi dovrebbe essere letto con attenzione per vedere cosa prevede e cosa si sta tentando di costruire a Pontecagnano senza considerare l’impatto sul territorio e sulla popolazione.

I cittadini, coinvolti, hanno comunque già dallo scorso mese di maggio, impugnato – dando mandato ad un pool di avvocati toscani , che già si sta occupando di analogo problema a Firenze – il decreto Ministeriale di Valutazione di Impatto ambientale nonché il decreto di compatibilità urbanistica.

Questa opera ha ricevuto parere positivo con “prescrizioni ambientali” ma, appunto, secondo legge e nei termini, i decreti sono stati impugnati davanti al Tar e sono da discutere. In tribunale sono stati chiamati Regione, Aeroporti Salerno, Enac e Ministero ambiente.  Il master plan approvato prevede solo 500.000 passeggeri entro 10 anni e, sia chiaro, nell’orizzonte decennale del progetto, non è previsto alcun cargo.  Pertanto nessun aereo volerà per trasportare alcun prodotto alimentare. Non conoscere o non volere far emergere cosa produce una simile criticità ambientale nel territorio circostante è allarmante, anche perché gli imprenditori che in questo momento “ gridano “  non hanno rispetto alcuno  né per chi perde casa e terreni (ripeto sono 54 ettari) né per la qualità della vita degli abitanti di quei luoghi.

Questo aeroporto, in fieri, presenta numerose criticità di sicurezza ma anche per quanto attiene ai finanziamenti che non possono essere consentiti per aeroporti vicini e serviti da Tav. Presenta, inoltre, notevoli problematiche di inquinamento ambientale. Le ricadute di inquinanti, infatti, come si ricava sempre dal progetto, interesserebbero 10, 20 km. Questo significa che i terreni e i prodotti coltivati verrebbero irrimediabilmente compromessi da inquinanti persistenti. Oltretutto un aeroporto per la sua rumorosità, ed è scienza non fantascienza, conduce a danni certi specialmente per i bambini piccoli. In altre città la popolazione è in fermento e protesta per le condizioni pessime di vita intorno ad aeroporti. A tal proposito, basterebbe pensare agli abitanti di Napoli e Capodichino e fare due chiacchiere con chi abita nei coni di atterraggio ad esempio per rendersi conto di cosa significa. Inoltre gli inquinanti diretti e indotti da un aeroporto sono persistenti e si bioaccumulano nella popolazione insieme ad altri che riceviamo da altre fonti. Con il mio gruppo di ricerca, così come è successo ad altri ricercatori, abbiamo ritrovato molti di questi inquinanti delle matrici biologiche degli ammalati di cancro. È solo di pochi mesi fa la notizia del rilievo da parte di gruppi di ricerca europei di metalli pesanti nei tumori mammari della donna, provenienti principalmente da processi di combustione. Questi non solo indurrebbero la carcinogenesi ma impedirebbero il buon fine delle cure. Dirò di più, questi inquinanti sono responsabili di malformazioni nei bambini e di patologie cardio vascolari, tiroidee e di riduzione della fertilità maschile.

La salute umana, la qualità della vita della gente, dei propri cari, dei propri figli e affetti non può e non deve mai essere calpestata da un pugno di persone che vedono solo e ciecamente un progresso finalizzato a guadagni e dio denaro. Da medico, da oncologo e da ricercatore ho ben detto a tutti che il progresso, se di progresso si tratta, non può avere mai un prezzo e se questo prezzo fosse solo un bambino ammalato di leucemia o un famigliare con un cancro io devo dire no e perorare la giusta Prevenzione primaria.

In una Campania che si vuole ergere a patria della ricerca sul cancro, creare in un territorio free quale Pontecagnano – all’inizio della Piana del Sele, in zona abbastanza libera da inquinamento –  una fonte che cambierà la qualità dell’aria minimo del 20 % è semplicemente un’operazione criminale.

*Chirurgo Oncologo