Allarme nascite, Istat: nuovo calo nel 2025

Allarme nascite, Istat: nuovo calo nel 2025

2 Aprile 2026 Off Di La Redazione

Nel 2025 in Italia si registrano 355mila nascite, in diminuzione di 15mila unità rispetto al 2024 (-3,9%), con un numero medio di figli per donna pari a 1,14, in calo rispetto all’1,18 dell’anno precedente. È quanto emerge dal bilancio demografico diffuso dall’Istat.

A fronte del calo delle nascite, i decessi restano stabili a 652mila. Il saldo naturale, dato dalla differenza tra nati e morti, risulta ampiamente negativo, con circa 296mila unità in meno rispetto all’anno precedente. La popolazione residente al 1° gennaio 2026 si attesta a poco meno di 59 milioni di persone.

La stabilità della popolazione è sostenuta dall’aumento della componente straniera. I residenti di cittadinanza straniera sono 5 milioni e 560mila, in crescita di 188mila unità (+3,5%) rispetto al 2025, con un’incidenza del 9,4% sul totale. L’incremento è trainato da un saldo migratorio con l’estero pari a +348mila unità, cui si aggiunge un saldo naturale positivo di 36mila. Nello stesso periodo, la popolazione di cittadinanza italiana diminuisce di circa 189mila unità, con un saldo naturale negativo di 333mila e un saldo migratorio con l’estero pari a -53mila.

La presenza straniera si concentra soprattutto nel Nord, dove risiedono 3 milioni e 230mila individui, pari al 58,1% degli stranieri residenti, con un’incidenza dell’11,7% sulla popolazione. Nel Centro si contano 1 milione e 344mila stranieri (24,2% del totale), con un’incidenza dell’11,5%, mentre nel Mezzogiorno sono 986mila (17,7%), pari al 5,0% dei residenti.

La fecondità diminuisce in modo uniforme sul territorio nazionale. Il valore più basso si registra nel Centro, con 1,07 figli per donna, seguito dal Nord con 1,15 e dal Mezzogiorno con 1,16. A livello regionale, la Sardegna presenta per il sesto anno consecutivo una fecondità inferiore all’unità (0,85), seguita da Molise (1,02) e Lazio (1,05), mentre il valore più elevato si osserva nel Trentino-Alto Adige (1,40), seguito da Sicilia (1,23) e Campania (1,22).

Prosegue inoltre la tendenza alla posticipazione delle nascite. L’età media al parto sale a 32,7 anni, in aumento rispetto ai 32,6 del 2024. Il valore più elevato si registra nel Centro (33,1 anni), mentre nel Nord e nel Mezzogiorno l’età media è pari rispettivamente a 32,8 e 32,4 anni.

Nel 2025 si registrano anche 165mila matrimoni, in calo di 8mila unità rispetto all’anno precedente. La diminuzione riguarda soprattutto i riti religiosi (-11,7%), mentre quelli civili risultano sostanzialmente stabili.