Indennità, Cisl-Fp: “Fico dà il via libera ma le aziende non pagano”

Indennità, Cisl-Fp: “Fico dà il via libera ma le aziende non pagano”

9 Settembre 2026 Off Di La Redazione

Nella sanità regionale le sorprese negative non finiscono mai. Luigi DEmilio, leader della Cisl Funzione Pubblica della Campania, la più rappresentativa categoria del settore, denuncia lennesima farsa che, a suo dire, si rischia di consumare nel comparto nonostante sia stato perfezionato fino in fondo liter procedurale frutto di una intesa tra la Regione e le forze sociali per il pagamento delle somme spettanti ai dipendenti impegnati nei pronto soccorso.

Con una delibera di Giunta proposta dal presidente Roberto Fico segnala il segretario generale della FP è stata formalizzata in pochissimi giorni la presa datto dellaccordo raggiunto con le organizzazioni sindacalisui criteri di riparto delle risorse destinate al personale dei P.S., ma a distanza di 2 mesi da allora ancora non è successo niente. Le aziende sanitarie locali e quelle ospedaliere, tranne qualche rara eccezione dove si registra un avvio del percorso, ancora non erogano le indennità al personale. Perchè?

Il numero uno della categoria è su tutte le furie. Parliamo sottolinea DEmilio di soldi stanziati ad ottobre dellanno scorso con la sottoscrizione delcontratto nazionale a riconoscimento delle particolaricondizioni del lavoro svolto dagli addetti ed a titolo di compensazione del disagio in cui versano i lavoratori del PS. A seguito del riparto effettuato dal Fondo Sanitario Nazionale alle singole regioni abbiamo chiesto e stipulato rapidamente una intesa con il presidente assessore Fico, a cui abbiamo espresso la nostra personale condivisione per la sensibilità manifestata. Non immaginavamo che un percorso definito potesse fermarsi per linerzia degli enti cui compete lerogazione materiale delle somme. Non è possibile che i singoli manager possano non dare seguito a provvedimenti del governo regionale. Eppure, nella sanità campana anche questo accade. E continuiamo a chiederci: perché?”.