Giuseppe Grieco, l’Armonia musicale rispecchia l’armonia dei corpi celesti
12 Aprile 2026
Violinista affermato, docente di strumento nella Scuola superiore Giuseppe Grieco coniuga l’attività di musicista con quella di Biologo-Nutrizionista conscio che le due attività professionali contribuiscono perfettamente a dare un completo benessere olistico.
Maestro di violino,Biologo e Nutrizionista. Con quali note si passa dalla Musica alla cura della vita ed alla Scienza dell’alimentazione?
Se si pensa che la Musica è stata da sempre contemplata tra le arti del Quadrivio, e quindi arte scientifica, il passaggio diviene del tutto naturale. Abituati oramai a iperspecializzazioni settoriali abbiamo rimosso dal nostro pensiero che è tutto interconnesso: ogni nostra singola cellula, che si nutre grazie all’alimentazione, non è passiva alle vibrazioni di un suono prodotte da uno strumento, anzi quasi si verifica un allineamento con esse, e così l’armonia musicale rispecchia l’armonia tra i corpi celesti. Se le nostra mente riuscisse a passare dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande e viceversa senza porsi alcun limite, molte cose diverrebbero possibili.
È più facile accontentare i palati esigenti di quanti seguono la musica sinfonica oppure quelli non meno esigenti dei cultori del vivere sani?
La musica classica non sta affrontando di certo il suo miglio periodo, soprattutto in Italia dove i finanziamenti privati a Fondazioni e Associazioni Musicali sono rari e dove si conta perlopiù su irrisori contributi statali. Detto ciò il pubblico non è esigente, anzi mi accorgo che anche non cultori musicali accolgono con piacere offerte anche di nicchia, il problema è trovare il pubblico! Lo scoglio da superare è proprio quello di portare nelle chiese, teatri e sale da concerto chi non ci è mai entrato, e mi rivolgo in particolar modo ai giovanissimi, offrendo anche approcci informali e di poca durata che permettano loro di ritornare con piacere senza esserne spaventati. Anche i cultori, quelli veri, del viver sano, ahimè, sono pochi… e anche in questo caso un approccio integralista non è auspicabile: il mio consiglio è sempre quello di offrire un percorso alternativo non in salita ma che, discostandosi gradualmente da quello attuale, permetta di raggiungere senza traumi un benessere ai più sconosciuto.
Il violino l’ha portato ad incontrare ed a lavorare con personaggi di primo piano della Musica classica, tra gli altri Muti, Abbado e Accardo…Cosa si prova a suonare fianco a fianco con autentici mostri sacri del pentagramma?
Mostri sacri è il termine giusto. Ciò che mi ha colpito profondamente è il carisma che riescono ad avere anche quando non fanno niente! Ricordo ancora quando in orchestra mi passò accanto per la prima volta Riccardo Muti…attraversò semplicemente tutta l’orchestra per raggiungere il podio e tutti noi eravamo rapiti dal solo suo camminare, poi quando alzò le braccia per dirigerci la musica divenne magia. Ognuno di noi dovrebbe avere la fortuna di incontrare personaggi di questo livello, sicuramente non potranno cambiarci la vita, ma riescono a farci vedere tutto con occhi diversi.
C’è una dieta tipo per un musicista impegnato ad alti livelli che accumula dosi di stress quotidiano?
Quando ero all’Università di Biologia, in una delle lezioni di Nutrizione applicata dovevamo calcolare il dispendio energetico per le varie attività quotidiane per poi realizzare un piano calorico appropriato. Ebbene, dove si collocava lo studio di uno strumento che prevede ore e ore di pratica quotidiana? Non c’erano studi che avevano stimato quale potesse essere il dispendio energetico ma soprattutto oltre lo sforzo fisico, in apparenza nullo, bisognava considerare anche quello mentale. Non sarà di certo paragonabile a chi trasporta manualmente carichi pesanti, ma il suonare ha un dispendio energetico non trascurabile, e quando a ciò si aggiunge lo stress legato alla performance e non solo, ecco che un’alimentazione bilanciata e ben distribuita nell’arco della giornata, soprattutto limitando alimenti pro infiammatori e riducendo il caffè, può essere un valido aiuto per affrontare anche le giornate più pesanti.
Lei ha operato in Teatri internazionali di assoluto livello. I suoi tour hanno toccato anche i teatri estremo-orientali. Come ha trovato il pubblico in queste realtà?
Noi Italiani quando andiamo all’estero siamo molto apprezzati, infatti in tutti i teatri in cu ho avuto il piacere di suonare il pubblico è stato sempre accogliente e caloroso, ma sicuramente in Giappone è facile sentirsi una star: hanno un apprezzamento verso noi italiani prossimo alla venerazione. E’ stato invece emozionante suonare in teatri, come in Argentina e in Canada, dove abbiamo incontrato le comunità italiane originatesi dalle migrazioni del ‘900 che ci hanno accolto come loro familiari e con la nostra musica hanno potuto, seppur per poco, tornare nella loro patria.
Quali sono i suoi progetti immediati e più a lungo termine?
La mia attività didattica in ambito musicale è sicuramente sempre in prima fila, volta non al semplice insegnamento strumentale quanto al creare nei ragazzi interesse e passione verso un mondo apparentemente così lontano dalla vita quotidiana. In ambito interpretativo ci sono vari progetti in corso incentrati su un repertorio barocco con strumenti dell’epoca: a breve uscirà un CD con registrazioni di musica strumentale inedita del ‘700 napoletano con l’ensemble “Le musiche da Camera”, e con “La compagnia degli affetti” parteciperò nella prossima estate a vari festival di musica antica sul territorio nazionale.



