Fentanyl, si mira a “blindare” il percorso: dalla distribuzione alla somministrazione

Fentanyl, si mira a “blindare” il percorso: dalla distribuzione alla somministrazione

5 Ottobre 2026 Off Di La Redazione

Dalla farmacia al reparto, dalla custodia alla somministrazione, fino alla gestione di residui e medicinali scaduti: ogni passaggio deve essere controllato, documentato e ricostruibile. È il cambio di passo introdotto dal Decreto del Ministero della Salute del 15 settembre 2026, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale numero 223 del 25 settembre, che stabilisce misure minime uniformi per sicurezza, custodia, tracciabilità e gestione dei medicinali contenenti sostanze stupefacenti o psicotrope nelle strutture sanitarie pubbliche e private.

Il provvedimento si inserisce nel Piano nazionale di prevenzione contro l’uso improprio di fentanyl e di altri oppioidi sintetici, ma definirlo semplicemente “Decreto Fentanyl” sarebbe riduttivo: riguarda i medicinali ricompresi nelle sezioni A, B e C della Tabella dei medicinali del DPR 309/1990 e interviene sull’intero percorso, dall’approvvigionamento e distribuzione alla custodia, dagli accessi alle movimentazioni, fino a residui e scaduti.

Il Decreto aggiorna e rende omogeneo un sistema costruito nel tempo attraverso diverse disposizioni su registri, movimentazione tra farmacie e reparti, carico e scarico, buoni acquisto e registrazione informatizzata. L’obiettivo dichiarato è prevenire furti, sottrazioni, manomissioni, frodi documentali, utilizzi impropri e diversioni dal circuito sanitario legale, assicurando tracciabilità delle operazioni e individuazione delle responsabilità.

L’esigenza di rafforzare la prevenzione è emersa con forza anche nel 2026. A luglio, dopo la sottrazione di 80 fiale di fentanyl dall’Ospedale Israelitico di Roma, sono stati intensificati i controlli sulla gestione dei farmaci stupefacenti lungo la filiera distributiva. Secondo quanto riferito dall’ANSA il 4 luglio 2026, il quantitativo sottratto avrebbe potuto consentire il confezionamento di circa 20mila dosi destinate al consumo illecito.