Epatiti pediatriche, a quali sintomi prestare attenzione

Epatiti pediatriche, a quali sintomi prestare attenzione

2 Maggio 2022 0 Di La Redazione

In relazione alle epatiti acute a eziologia sconosciuta nei bambini, in tutti in Paesi in cui sono stati segnalati casi si è al lavoro per individuarne le cause. Al momento, i casi nel mondo sono circa 190 e in Italia ci sarebbero 20 segnalazioni. Nel nostro Paese è stata attivata una rete ad hoc e la situazione è monitorata dall’Iss. Intanto, dal Ministero della salute è stata emanata una circolare che traccia il quadro della situazione epidemiologica e ripercorre i principali sintomi.
Casi di epatite acuta sconosciuta in bambini: la situazione epidemiologica

A livello complessivo, a tracciare una prima mappa è l’Oms che, al 21 aprile, rileva almeno 169 casi segnalati da 11 Paesi nella regione europea: nel dettaglio, sono 114 nel Regno Unito, 13 in Spagna, 12 in Israele, 9 negli Stati Uniti, 6 in Danimarca, 5 in Irlanda, 4 nei Paesi Bassi, 2 in Norvegia, 2 in Francia, 1 in Romania e 1 in Belgio. Per quanto riguarda il nostro Paese, al 22 aprile, secondo quanto riferisce il Ministero della salute, “sono giunte in totale 11 segnalazioni che fanno riferimento a pazienti individuati in diverse Regioni italiane (Abruzzo, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Marche, Sicilia, Toscana e Veneto). Si tratta quindi di segnalazioni relative a casi sporadici sparsi sul territorio nazionale. Di questi, due risultano come casi “confermati”, mentre altri due sono definiti come possibili (in quanto di età superiore ai 10 ma comunque inferiori ai 16). Per quanto riguarda un paziente, il ricovero è avvenuto prima di gennaio; altri 2 casi sono in corso di valutazione per possibili ulteriori cause eziologiche e 4 sono definibili come sospetti. Caratteristica per tutti i casi è che i virus comuni che causano l’epatite virale acuta (virus dell’epatite A, B, C, D ed E) non sono stati rilevati”, mentre “una positività per Adenovirus o per SARS-CoV-2 eÌ stata per ora riportata in due casi sospetti”. A scorrere le pagine della cronaca odierna, da quanto riportano le agenzie, a ogni modo, sembrerebbero essere emerse altre situazioni su cui sono in corso gli esami: per il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri ospite di ‘TimeLine’ su SkyTg24 le segnalazioni sono salite a «20 e a 8 i casi sospetti».

In corso le indagini sulle cause. Tra le ipotesi causa virale

Se ci sia un vero e proprio eccesso di casi in Italia rispetto alla norma non è ancora chiaro: “ogni anno in Italia, come negli altri Paesi, si verifica un certo numero di epatiti con causa sconosciuta, e sono in corso analisi per stabilirlo”. Per cercare di individuare le cause “le indagini sono in corso in tutti i Paesi che riportano casi. Le autorità sanitarie che stanno indagando nel Regno Unito, dove si eÌ verificata la maggior parte dei casi fino a oggi, ritiene, sulla base delle caratteristiche cliniche ed epidemiologiche dei casi in esame, che una causa infettiva sia la più probabile, ed in particolare l’infezione da Adenovirus”. Una ipotesi che non convince comunque l’Iss, “in quanto questo tipo di virus normalmente non è associato a malattie epatiche”. Secondo quanto si legge nella circolare del Ministero, “le infezioni da Adenovirus sono comuni e di solito provocano una malattia lieve, con sintomi simili al raffreddore, vomito e diarrea. La maggior parte delle persone infettate da un Adenovirus non presenta complicazioni. Gli Adenovirus non causano comunemente l’epatite, che eÌ una complicazione rara, nota di solito tra gli individui immunocompromessi. Si potrebbe ipotizzare o la comparsa di una nuova variante in circolazione che causi una grave epatite nei bambini, o che una variante comunemente in circolazione stia colpendo soprattutto bambini più piccoli forse immunologicamente non protetti in relazione alla minore circolazione di Adenovirus durante la pandemia COVID-19”. A ogni modo, secondo quanto riferisce l’ultima comunicazione di Iss, “al momento nessuna delle teorie formulate sull’origine ha avuto un riscontro attraverso evidenze scientifiche”. Va detto poi che “quanto alle ipotesi di possibile esposizione a sostanze tossiche, informazioni dettagliate raccolte attraverso un questionario relativo a cibi, bevande, abitudini personali dei casi non hanno evidenziato esposizioni comuni. Le indagini tossicologiche sono in corso”.

La sintomatologia: attenzione a comparsa di ittero

Per quanto riguarda infine la sintomatologia, secondo la circolare del ministero, sulla base delle segnalazioni, “la presentazione clinica dei casi identificati al momento nel Regno Unito risponde a una grave epatite acuta, con livelli aumentati di enzimi epatici (AST o ALT maggiori di 500 IU/L) e in molti casi, con ittero. I casi hanno riportato sintomi gastrointestinali, tra cui dolore addominale, diarrea e vomito nelle settimane precedenti. La maggior parte dei pazienti non presentava febbre. Non eÌ stato identificato alcun legame con il vaccino anti COVID-19” anche perché molti bambini colpiti sono sotto i 5 anni, fascia d’età per cui non c’è il vaccino. Sileri invita comunque a prestare attenzione «a valutare quali sintomi si presentano, se i bambini hanno sintomi influenzali con l’apparato gastroenterico coinvolto, bisogna informare il pediatra di fiducia e il medico di famiglia, ma non ci deve essere preoccupazione. Un possibile campanello d’allarme è l’ittero». Intanto, la commissaria europea alla salute Stella Kyriakides, invita gli Stati dell’Unione europea a condividere tutte le informazioni possibili e chiarisce che “Ecdc pubblicherà domani una prima valutazione”.

 

 

 

Fonte: DoctorNews33