Cnr, un napoletano nella spedizione in Antartide

Cnr, un napoletano nella spedizione in Antartide

25 Gennaio 2020 0 Di Gaetano Milone

Insieme ad altri 20 ricercatori, Pierpaolo Falco nel mare di Ross per studiare “uno degli interruttori che muove le correnti oceaniche di tutto il mondo, influenzando il clima”.

 

È in Antartide dal 6 gennaio al 22 febbraio, a bordo della nuova nave oceanografica italiana “Laura Bassi” insieme ad altri venti ricercatori italiani, del Cnr e delle Università Parthenope, di Genova e Bologna, per svolgere attività di ricerca nel mare di Ross.

 Pierpaolo Falco, nato a Napoli, figliuolo dell’indimenticato pioniere della subacquea negli anni sessanta e recordman mondiale di apnea, Ennio Falco, professore associato in oceanografia e fisica dell’atmosfera alla Parthenope di Napoli, dove  insegna oceanografia polare agli studenti della laurea di primo livello in Scienze Nautiche ed Aeronautiche ad indirizzo Meteorologico ed  Oceanografico. In dettaglio, un corso con interessi di ricerca sullo studio delle correnti marine, a differente scala spaziale e temporale, della massa d’acqua e dell’Oceanografia polare. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente (12 le ore di differenza del fuso orario) per farci svelare i “segreti” di questa nuova campagna in Antartide, finanziata dal Ministero dell’Università e della Ricerca e gestito dal Consiglio Nazionale delle Ricerche per la parte scientifica e da Enea per la logistica.

“La campagna oceanografica della XXXV missione italiana in Antartide – ha spiegato il professor Falco –  si svolge, come in passato, nel mare di Ross. Questa zona è molto importante da un punto di vista oceanografico e climatico, perché qui c’è uno degli interruttori che muove le correnti oceaniche di tutto il mondo, influenzando il clima globale. In particolare, in quest’area si forma una massa d’acqua caratterizzata da un valore relativamente alto di salinità, elemento questo che la rende densa e pesante. Questa massa d’acqua si muove sul fondo del mare di Ross, mescolandosi con un’altra massa con la quale forma le acque più dense e profonde del pianeta, le cosiddette Antarctic Bottom Water. Queste acque rappresentano la componente più profonda di un enorme circuito che coinvolge tutti gli oceani (la circolazione termoalina globale) e ha il ruolo di ridistribuire calore, la CO2, l’ossigeno e di muovere le correnti, con importantissime ricadute sul clima”.

 “La novità di quest’anno – ha concluso Pierpaolo Falco – è la nuova nave rompighiaccio dell’Istituto di Oceonografia e Geofisica Sperimentale di Trieste che ci consentirà di arrivare in zone che erano impossibili da raggiungere con navi precedentemente utilizzate e di rimanere più a lungo anche quando il ghiaccio comincerà a formarsi per la fine dell’estate antartica”.

A seguire l’ audiointervista dall’Antartide di Falco