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	<title>PRIMO PIANO Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>PRIMO PIANO Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>In Campania è il Cotugno l&#8217;anti-Ebola</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 05:30:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per fortuna la minaccia non è immediata ma l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms) preoccupata lancia un appello alle popolazioni ed&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Per fortuna la minaccia non è immediata ma l&#8217;Organizzazione mondiale della sanità (Oms) preoccupata lancia un appello alle popolazioni ed ai Governi dell&#8217;Africa dove c&#8217;è una recrudescenza della grave patologia virale che, da anni, sta mietendo migliaia vittime. Oltretutto, l&#8217;epidemia si somma una guerra durissima, combattuta dal Congo prima con il Ruanda e poi con l&#8217;M23, gruppo armato ispirato e sostenuto dal  Ruanda: una guerra feroce fatta di massacri ed orrori e della quale sembra siano in pochi ad accorgersi. Alla base del conflitto, come sempre,  una fetta di territorio ricchissima di materie prime preziose, necessarie alla tecnologia occidentale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> Da qui l&#8217;allarme lanciato dall&#8217;Oms che &#8220;esorta tutte le parti in conflitto a concordare un <strong>cessate il fuoco immediato</strong> per contenere questa epidemia&#8221;. &#8220;Per consentire un accesso sicuro e continuativo alle équipe mediche&#8221;. Il mondo scientifico è in subbuglio perché dal ceppo base della patologia si sono sviluppati, intanto, ceppi mutati per  i quali, ancora oggi, non esistono cure  specifiche. E così, pur senza allarmismi l&#8217;Occidente sta sistemando le sue linee difensive.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In quest&#8217;ottica la Regione Campania ha indicato l&#8217;unità operativa complessa &#8216;Malattie infettive Emergenti e ad Alta contagiosità&#8217; del presidio ospedaliero &#8216;Cotugno&#8217; della Azienda ospedaliera di rilievo nazionale &#8216;Ospedale dei Colli&#8217; come struttura di riferimento per eventuali casi di Ebola.</span></p>
<p id="xtp"><span style="font-size: 14pt;">La decisione è stata assunta sulla base della circolare del ministero della Salute del 29 maggio scorso che stabilisce che ogni regione deve indicare i propri centri di riferimento per le malattie infettive.</span></p>
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		<title>Asl Ce, Salute mentale: laddove si diradano le nebbie del &#8220;male oscuro&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Antonio Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 07:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[TUTTINTERVISTA]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[resistente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In Italia, oltre 3,5 milioni di persone soffrono di disturbi depressivi. Di questi, circa un milione è colpito dalla forma&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/asl-ce-salute-mentale-dove-si-diradano-le-nebbie-del-male-oscuro/">Asl Ce, Salute mentale: laddove si diradano le nebbie del &#8220;male oscuro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-100838 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0003.jpg?resize=300%2C200&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="200" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0003-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0003-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0003-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0003-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0003-scaled.jpg?w=1140&amp;ssl=1 1140w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />In Italia, oltre 3,5 milioni di persone soffrono di disturbi depressivi. Di questi, circa un milione è colpito dalla forma più grave di depressione maggiore.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> Si stima inoltre che circa il 10% della popolazione abbia sperimentato un episodio depressivo nel corso della propria vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Secondo una previsione dell’Oms, entro il 2030, il disturbo depressivo è destinato a diventare la patologia cronica e la prima causa di disabilità con il maggiore impatto economico e sociale al mondo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Purtroppo, come ribadisce un vecchio adagio, le disgrazie non vengono mai da sole, e così alle prime due notizie negative bisogna aggiungere, necessariamente, la terza : <strong>sono anni che il Sistema sanitario nazionale  puntualmente sottofinanzia il segmento della psichiatria</strong> con conseguenze facilmente intuibili.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il campo è vasto, impossibile da trattare in un contesto limitato, qual è appunto quello di un articolo di giornale, ed allora, riproponendoci  di ritornare sull’argomento, proviamo a gettare un po’ di luce sul « male oscuro » della depressione, facendoci una chiacchierata con il dottor Fabrizio Ferraiuolo, direttore dell’Unità operativa di salute mentale di Caserta, che con il suo team, da anni ha dato corso adun approccio innovativo alla malattia.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Come sta affrontando ed affronta il Centro da lei diretto le forme depressive resistenti e quelle a forte rischio suicidario?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il Centro di Salute Mentale di Caserta per le depressioni resistenti, oramai da sette anni propone, con ottimi risultati, il trattamento con l’<strong>Esketamina</strong>, una datata sostanza utilizzata come anestetico, che ha evidenziato una decisa azione antidepressiva nelle forme refrattarie ai trattamenti con i comuni farmaci oggi impiegati nella cura ed in quelle che possono sfociare in atti inconsulti, fino alla violenza estrema rivolta contro se stessi. Su questo fronte il nostro Centro è il primo riferimento in Campania e tra i primi in Italia. P</span><span style="font-size: 14pt;">resso l’UOSM 12 di Caserta è attivo da tempo, infatti, un ambulatorio dedicato alle terapie innovative per i disturbi resistenti in psichiatria, con particolare attenzione alle forme depressive resistenti. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Vuole chiarire il concetto di depressione resistente? Per depressione resistente si fa riferimento alla manifestazione di un episodio depressivo maggiore che non ha mostrato una risposta clinicamente significativa ad almeno due trattamenti antidepressivi differenti, assunti per tempi, dosaggi e aderenza terapeutica adeguati. In questa cornice, l’ambulatorio rappresenta un riferimento specialistico per la valutazione e il trattamento dei quadri depressivi refrattari, anche mediante l’impiego di Esketamina nei casi appropriati.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Perché anche oggi la depressione resistente rappresenta ancora una sfida così difficile da affrontare?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La difficoltà nasce anzitutto dalla stessa definizione clinica di resistenza. Una cospicua ed accreditata letteratura scientifica riporta che il 30-35% dei pazienti con diagnosi di Disturbo Depressivo Maggiore sono definiti come resistenti, se non raggiungono la remissione clinica dopo due cicli di adeguato trattamento antidepressivo (Oliveira- Maia et al., 2024). La natura cronica e la persistenza dei sintomi, in tali varietà, si riflette su un rischio suicidario che, rispetto alle forme melanconiche tipiche, è significativamente più elevato, con un’incidenza dei tentativi autolesivi fino a dieci volte superiore ed un rischio di mortalità al di sopra del 17%. Il tasso dei comportamenti suicidari nei resistenti è, infatti, raddoppiato e quello dei decessi è risultato dieci volte maggiore.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Su queste persone in trattamento la terapia non è solo farmacologica e non vengono affidate ad un singolo specialista, qui lavorate in squadra. Da chi è composto il gruppo di studio?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il team investigativo di riferimento è composto dai Dirigenti Psichiatri Milena Piccirillo, Pietropaolo Russo, Elena Scopetta, Cristina Serritella, Giulia Tarantino.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Al di là della cura dei pazienti che resta primaria, voi state cercando di portare avanti anche un lavoro di studio per consentire  anche ad altri l’utilizzo delle metodiche impiegate. </strong><strong>Su cosa si concentrerà concretamente la ricerca sperimentale?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il focus della ricerca sarà orientato sul misterioso mondo dei biomarcatori nella depressione: il gruppo di studio analizzerà, attraverso un percorso sperimentale, la parametrazione degli indici infiammatori subclinici o silenti nelle forme depressive resistenti e in quelle atipiche, titolando specifici biomarcatori. Il Gold Standard da raggiungere è stabilire se il trattamento con Esketamina possa influenzare o spegnere tali indici e quali saranno gli esiti a un anno e a lungo termine.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Perché è importante studiare la qualità della vita e il rischio “quoad vitam” nei pazienti resistenti alle cure tradizionali?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">È importante perché, in questi quadri, non è in gioco soltanto la riduzione dei sintomi, ma anche il funzionamento globale e la prognosi vitale del paziente. Il campo esplorativo è particolarmente interessante perché prende in considerazione la qualità della vita ed il rischio “quod vitam” negli assistiti refrattari alle comuni cure erogate, definiti come depressi resistenti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Quali parametri biologici verranno monitorati durante la ricerca? </strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sul piano operativo, saranno titolati diversi parametri sieroematologici. Le titolazioni dei biomarcatori dell’infiammazione, hsPCR, IL-6, IL-2, TNF- α, emocromo e fibrinogeno, nella coorte selezionata, saranno effettuate al tempo 0, a tre mesi, a 8 mesi e a un anno, ponendoli in relazione con il quadro clinico e la persistenza dei sintomi, nella speranza di facilitare nei pazienti il difficile recupero di una migliore qualità di vita. Un progetto molto ambizioso che richiederà tanto coraggio e un po&#8217; di sana follia per esplorare il lato oscuro della luna senza poter disporre dei potenti mezzi di “un’agenzia aereospaziale” (without sponsor).   </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Esiste, dunque, un legame tra depressione resistente e infiammazione silente?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">È la nostra ipotesi di partenza. In questa prospettiva, nelle forme depressive resistenti ed a rischio suicidario sembra coesistere un processo infiammatorio subclinico. Da qui nasce la proposta di uno screening sierologico degli indici di flogosi, allo scopo di intercettare eventuali alterazioni biologiche silenti e metterle in relazione con il quadro clinico, la persistenza dei sintomi e la risposta al trattamento.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Nel Centro di Salute Mentale di Caserta sono previsti locali dedicati dove vengono seguiti i pazienti con depressione resistente? </strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">I pazienti sono accolti in un setting riservato. Le depressioni complesse, refrattarie ai comuni trattamenti e di frequente “improntate” da una reattività infiammatoria silente &#8211; cioè senza una manifesta sintomatologia clinica-, vengono accettate ed attenzionate in un ambulatorio dedicato presso la Salute Mentale di Caserta, nella sede di Via Roma.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>La depressione contemporanea è diversa rispetto a quella del passato?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“La depressione dei nostri tempi”, agli occhi dei curanti, si presenta con un nuovo look, sfuggente e ancora non inquadrabile a tutto schermo, contraddistinto da una diversa vulnerabilità clinica che opera, da valida agonista, nel conferire un tipico spessore psicopatologico allo zoccolo duro di un male ritenuto sempre più come un disturbo eternalizzato e resistente. Un “male oscuro” che continua a fungere da attrattore e da cassa di risonanza nei confronti dei fattori avversi e delle attuali difficoltà come accadeva rispetto a quelle dei tempi passati.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>In che modo il disagio contemporaneo appare diverso rispetto a quello del passato?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>La differenza riguarda soprattutto il contesto in cui il disagio prende forma.</strong> L’uomo contemporaneo si rapporta non con un male di vivere nella sua “dimensione romantica goethiana” che lo vedeva impotente nei confronti della forza incontrollabile della Natura, entità selvaggia e divina, ma con una potenza distruttiva ed occulta, a volte aliena e a volte quasi neoplastica propria del suo ecosistema.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Questi fattori negativi agiscono separatamente oppure tendono a sommarsi tra loro?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Tendono a sommarsi e a stratificarsi.</strong> I suddetti eventi sfavorevoli coesistono in una contemporanea e specifica “dimensione avversativa” che va dalla sovraesposizione mediatica alla deriva sociale, politica ed essi non fanno un’onorevole ammenda alle disuguaglianze socio-economiche, alla povertà, alla caduta dei riferimenti, alla perdita della funzione guida della tradizione.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Anche l’ambiente e l’inquinamento possono influenzare la salute mentale?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sì, tali « phantom elements » sembrano entrare nel campo della vulnerabilità psicofisica. Ancora in questa “lenta discesa negli abissi”, non senza qualche nota di paradossale stupore, sembrano concorrere l’inquinamento atmosferico, la variabilità climatica, la qualità dell’acqua potabile consumata, la disponibilità d’accesso agli spazi verdi ed anche, allibito e turbato da ciò, la presenza fumosa e spettrale dello smog.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Quanto può essere distruttiva questa miscela di fattori ambientali e sociali?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La loro azione può essere profondamente esplosiva. Tale miscela nervina di agenti tossici annichilisce la salute come l’antimateria fa quando incontra la materia.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Quanto è importante, in questo contesto, poter accedere ad una sanità pubblica di qualità?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nell’attuale scenario, l’accesso alle cure diventa un argine fondamentale. Ricorrendo in appello ad una nota shakesperiana “the last but not least”, nella sua accreditata enfatica inferenza, poniamo a fare da contraltare “alla funesta discesa nel precipizio”, un presidio protettivo essenziale che è l’agevole possibilità di accesso ad un’universalistica assistenza sanitaria di qualità.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Esistono modelli scientifici che cercano di spiegare l’impatto dell’ambiente sulla salute mentale?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Uno dei concetti più interessanti, in tal senso, è quello di esposoma. Il neuroscienziato Augustin Ibáñez, in un recente articolo a tema sulle politiche sanitarie-ambientali, sviluppo urbano ed invecchiamento cerebrale, edito su Nature Medicine, definisce l’attuale concetto di “esposoma”, qualificandolo come la sommatoria degli effetti combinati e concomitanti dei diversi fattori avversi di natura ambientale, sociale, politica e sanitaria, su di un individuo con un aumentato rischio di neuro-infiammazione, di malattie psicofisiche e di invecchiamento.</span></p>
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		<title>Anziani e fragili facciano attenzione al caldo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 31 May 2026 07:30:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Vaia Vaia: “Non solo emergenze stagionali: contro caldo e zanzare occorrono interventi strutturali” Con temperature così elevate già alla&#8230;</p>
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<div dir="ltr"><span style="font-size: 14pt;"><b>Francesco Vaia Vaia: “Non solo emergenze stagionali: contro caldo e zanzare occorrono interventi strutturali”</b></span></div>
<div dir="ltr"><span style="font-size: 14pt;">Con temperature così elevate già alla fine di maggio, soprattutto gli anziani devono prestare la massima attenzione, restando in casa nelle ore più calde o frequentando ambienti adeguatamente climatizzati”. Lo afferma il professor Francesco Vaia, ex direttore generale dell’ospedale Spallanzani di Roma e già direttore generale della Prevenzione sanitaria presso il ministero della Salute, che richiama l’attenzione sugli effetti dei cambiamenti climatici sulla salute pubblica e mette in luce l’esigenza di un cambio di paradigma.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Molti si chiedono come saranno luglio e agosto se già oggi registriamo questo caldo eccezionale. Non si tratta più di episodi isolati: da tempo assistiamo a un cambiamento delle stagioni e delle condizioni climatiche. Per questo è necessario adottare una visione più ampia della salute, che non può essere ridotta esclusivamente alla cura delle malattie o all’uso dei farmaci”, sottolinea Vaia.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Secondo l’esperto, è necessario promuovere un approccio integrato che tenga insieme salute umana, salute animale e tutela dell’ambiente. “Dobbiamo guardare alla salute in modo globale, considerando il rapporto tra clima, ecosistemi e persone. Sappiamo già che nelle prossime settimane torneranno le zanzare e con esse il rischio di malattie trasmesse da vettori. Sono fenomeni che conosciamo da anni e che richiedono prevenzione, programmazione e consapevolezza”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Per Vaia occorre quindi “cambiare prospettiva e mettere questi temi al centro dell’agenda politica e istituzionale tutto l’anno,”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Un richiamo particolare è rivolto alle nuove generazioni. “I giovani hanno compreso molto bene la portata di queste sfide e ce lo stanno comunicando in molti modi. Dobbiamo lasciarci guidare da questa sensibilità e costruire un mondo diverso, capace di mettere realmente al centro le persone, il benessere collettivo e le politiche sociali”, conclude Vaia.</span></div>
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		<title>Raccolta differenziata, il Sud sta vincendo la scommessa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 May 2026 08:00:34 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una tre giorni dedicata per disegnare il futuro della sostenibilità e della transizione ecologica nel Mezzogiorno. Si accendono i riflettori&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Una tre giorni dedicata per disegnare il futuro della sostenibilità e della transizione ecologica nel Mezzogiorno.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Si accendono i riflettori alla Stazione Marittima di Napoli sulla settima edizione del Green Med Expo Symposium &#8211; Stati Generali dell&#8217;Ambiente in Campania.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;evento, organizzato da Ricicla TV (Zucchetti Ambiente) ed Ecomondo (Italian Exhibition Group), si conferma fino a venerdì il fulcro del dibattito ambientale tra istituzioni, imprese e comunità scientifica, con il patrocinio del Mase e il supporto di Conai.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Al centro dell&#8217;agenda i dossier caldi del Paese: dalle comunità energetiche alla gestione della risorsa idrica, fino alle bonifiche, al Rentri e ai modelli di biocittà. Ampio spazio anche ai giovani con i laboratori e le startup del Green Med Hub.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La prima giornata ha visto la partecipazione della viceministra dell&#8217;Ambiente e della sicurezza energetica, Vannia Gava, che ha promosso a pieni voti il lavoro svolto nel Meridione: &#8220;Il Sud sta già facendo tantissimo per la transizione, stiamo andando nella giusta direzione. Abbiamo il dovere di sostenere i nostri imprenditori che vogliono investire in innovazione e tecnologie, ma tutto all&#8217;insegna della sostenibilità&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Di economia reale e impatto sui cittadini ha parlato invece il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, che ha chiesto una riflessione profonda sull&#8217;industria dei rifiuti: &#8220;Vogliamo che l&#8217;Italia continui ad avere il primato della raccolta differenziata, ma vogliamo anche che i cittadini paghino sempre meno. Non possiamo gravare su bilanci familiari così faticosi con una tassa sui rifiuti così alta&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Proprio sul fronte della gestione cittadina, l&#8217;amministratore unico di Asia Napoli, Domenico Ruggiero, ha colto l&#8217;occasione del simposio per lanciare una svolta tecnologica per la città: la nuova campagna di comunicazione Transforming City. &#8220;Il Green Med è un momento importantissimo per promuovere la cultura ambientale &#8211; ha chiarito Ruggiero -. Con questa campagna metteremo in campo nuovi mezzi dotati di sensoristica avanzata e intelligenza artificiale. Sono strumenti pensati per supportare i nostri operatori e rendere sempre più efficaci la raccolta differenziata e il decoro urbano in città&#8221;. Monica D&#8217;Ambrosio, event manager dell&#8217;evento, ha quindi sottolineato: &#8220;Con il Green Med, Napoli diventa la capitale delle politiche ambientali del Mezzogiorno&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Presentato durante la prima giornata, il Green Book di Utilitatis, che conferma la crescita della raccolta differenziata nel Mezzogiorno: raggiunta nel 2024 la quota del 60 per cento con una produzione pro capite che sale e si attesta a 454 chili per abitante. Secondo i dati del Green Book, resta però come nodo centrale il deficit impiantistico: al 2035 nel Sud peninsulare e in Sicilia servono circa 1,7 milioni di tonnellate di capacità aggiuntiva per il trattamento dell&#8217;organico e 1,1 milioni di tonnellate per l&#8217;indifferenziato residuo. Così come si evidenzia che, nonostante l&#8217;accelerata degli investimenti grazie alle risorse del Pnrr, le aziende del Sud investono mediamente meno rispetto a quelle del Nord (2,8 milioni di euro contro 4,5 milioni).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nelle giornate di domani e venerdì proseguiranno, nell&#8217;ambito del Green Med, gli Stati Generali dell&#8217;Ambiente in Campania, evento che rappresenta l&#8217;appuntamento con il bilancio tra le politiche ambientali e gli obiettivi a medio termine fissati dal Governo regionale. </span><br />
<span style="font-size: 14pt;">   </span></p>
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		<title>&#8220;AscoltaMi&#8221; e lo psicologo nelle scuole diventa operativo &#8230; almeno si spera</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 08:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
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		<category><![CDATA[psicologi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 28 maggio 2026 diverrà operativo AscoltaMi, il servizio ideato e realizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Il 28 maggio 2026 diverrà operativo AscoltaMi, il servizio ideato e realizzato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito, in collaborazione con il Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi (CNOP), per il supporto psicologico agli studenti dell’ultimo anno della Scuola secondaria di I grado e del primo biennio della Secondaria di II grado. Con AscoltaMI, si offre agli studenti un servizio di ascolto e consulenza, non terapeutica, per affrontare situazioni di fragilità e vulnerabilità che possono manifestarsi in età adolescenziale, in un’ottica di prevenzione dei fattori di rischio o di situazioni di disagio che spesso ostacolano i processi e la partecipazione alla vita scolastica. In particolare, l’applicativo sarà reso, attraverso la piattaforma UNICA del MIM, in videoconferenza e in maniera individuale e volontaria, mediante la fruizione, per una sola volta nel corso dell’anno scolastico, di un voucher che garantirà cinque incontri con esperti psicologi, della durata di 60 minuti ciascuno, ad eccezione del primo incontro che avrà la durata di 70 minuti per consentire al singolo studente di concordare con il professionista le modalità e i tempi di erogazione del servizio. Sono previsti specifici requisiti per gli psicologi individuati dal Consiglio Nazionale dell’Ordine: dovranno essere iscritti all’albo da almeno tre anni e con esperienza in ambito scolastico e in progetti per l’età evolutiva almeno triennale. La funzionalità del servizio si articolerà in tre fasi: i genitori degli studenti interessati presenteranno la richiesta del voucher tramite la Piattaforma Unica. Una volta completata la richiesta procederanno, entro 30 giorni dall’assegnazione del beneficio, alla scelta del professionista psicologo cui affidare il ciclo di incontri. Scelto lo psicologo, gli studenti beneficiari potranno incontrarlo in videoconferenza, tramite l’applicazione AscoltaMI presente sulla Piattaforma Unica.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Con uno stanziamento, dal 2026, di oltre 18 milioni di euro, abbiamo ulteriormente rafforzato le misure che pongono al centro della nostra attenzione la persona dello studente per aiutare ogni giovane a superare eventuali ostacoli e fragilità e poter così esprimere al meglio le proprie potenzialità. Si tratta di una iniziativa importante per la effettiva realizzazione del diritto allo studio. Ringrazio l’Ordine degli Psicologi per il fondamentale contributo all’iniziativa”, dichiara <strong>il Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara</strong>.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Troppo spesso il disagio dei ragazzi viene visto solo quando esplode. Invece bisogna arrivare prima, costruendo luoghi di ascolto, fiducia e prevenzione dentro la quotidianità degli studenti. Portare un servizio psicologico nazionale nella scuola, accessibile a tutti, significa fare prevenzione e intervenire sui bisogni sommersi. Il benessere psicologico dei giovani è una priorità educativa e sociale. AscoltaMI rappresenta un primo passo importante per intercettare fragilità e difficoltà prima che si trasformino in isolamento, sofferenza o abbandono scolastico. Il CNOP sarà in prima linea per monitorare il processo e gli esiti di questa iniziativa e costruire spazi di ulteriori sviluppi futuri. Ringraziamo il Ministro Valditara per aver investito su una progettualità che pone attenzione alla prevenzione e all’ascolto dei più giovani”, aggiunge <strong>la Presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, Maria Antonietta Gulino</strong>.</span></p>
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		<title>Omelie celebri, la Pentecoste di San Giovanni Crisostomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 12:23:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Pentecoste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nessuno può dire Gesù “Signore”, se non nello Spirito santo. Se non esistesse lo Spirito santo, non potremmo dire che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Nessuno può dire Gesù “Signore”, se non nello Spirito santo.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Se non esistesse lo Spirito santo, non potremmo dire che Gesù è Signore. Nessuno, infatti, può dire Gesù “Signore”, se non nello Spirito santo (1Cor 12,3). Se lo Spirito santo non esistesse, noi credenti non potremmo pregare Dio; diciamo infatti: Padre nostro, che sei nei cieli (Mt 6,9). Come non potremmo chiamare Gesù “Signore”, così non potremmo chiamare Dio “Padre”. Come lo si dimostra?</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Per il fatto che lo stesso Apostolo dice: Poiché siete suoi figli, Dio ha inviato nei vostri cuori lo Spirito di suo Figlio che esclama: “Abba, Padre” (Gal 4,6). Per questo quando invochi il Padre, ricordati che ti è stato dato di chiamarlo con tale nome poiché vi è lo Spirito che sospinge la tua anima. Se lo Spirito non esistesse, non ci sarebbe nella chiesa parola di sapienza e di scienza: A uno, infatti, è data una parola di sapienza attraverso lo Spirito, a un altro una parola di scienza (1Cor 12,8). Se non ci fosse lo Spirito santo, non ci sarebbero nella chiesa pastori e maestri, poiché è lo Spirito che li rende tali, come dice anche Paolo: Lo Spirito santo vi ha posti come pastori e come vescovi (At 20,28). Vedi che anche questo avviene grazie all’azione dello Spirito?</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Se lo Spirito santo non fosse presente in questo nostro padre e maestro [che presiede la liturgia], quando poco fa è salito a questo santo altare e ha dato a tutti noi la pace, voi non gli avreste risposto tutti insieme: “E con il tuo spirito”. Per questo gli rivolgete tali parole non solo quando sale all’altare o parla con voi, o prega per voi, ma anche quando sta presso questa santa mensa, quando si dispone a offrire il venerando sacrificio. Ben lo sanno quanti sono stati iniziati ai santi misteri. Egli non tocca i santi doni se prima non ha invocato per voi la grazia del Signore, se prima voi non gli avete risposto: “E con il tuo spirito”. Questa vostra risposta vi ricorda che colui che è là presente non fa nulla da se stesso e che i doni offerti non sono di natura umana, ma che solo la grazia dello Spirito che è presente, discesa su tutti, compie questo  mistico sacrificio. Anche se là è presente un uomo, è Dio che agisce per mezzo di lui. Non fermarti  dunque a ciò che vedi, ma pensa alla grazia invisibile.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Acerra, Papa Leone nella &#8220;Terra dei fuochi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 05:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[APPUNTAEVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
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		<category><![CDATA[Papa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;intervento tenuto ieri da Papa Leone nel corso della sua breve ma intensa visita alla martoriata &#8220;Terra dei fuochi&#8221; l&#8217;eredità&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="testo">
<div class="text parbase vaticanrichtext">
<p><span style="font-size: 14pt;">Nell&#8217;intervento tenuto ieri da Papa Leone nel corso della sua breve ma intensa visita alla martoriata &#8220;Terra dei fuochi&#8221; l&#8217;eredità del suo predecessore, Papa Franceso, e della &#8220;Laudato si&#8221; non solo è richiamata ma appare in tutta la sua reale portata. Vi si colgono, tra l&#8217;altro, gli accenti e il comando del celebre passo della Genesi: &#8220;Dio prese l&#8217;uomo e lo pose nel giardino di Eden, affinché lo coltivasse e lo custodisse&#8230;&#8230;..&#8221;</span></p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">A seguire l&#8217;intervento integrale del pontefice:</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="testo">
<div class="text parbase vaticanrichtext">
<p><span style="font-size: 14pt;"><i>&#8220;Cari fratelli e sorelle, buongiorno a tutti!</i></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Saluto le Autorità e ringrazio quanti hanno collaborato per preparare l’incontro di oggi. Grazie a tutti di essere qui!</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sono contento di trascorrere fra voi questo sabato mattina, per visitare nuovamente una regione di cui nessuna ingiustizia può cancellare la bellezza. Nella vita comprendiamo che più una bellezza è fragile, più chiede cura e responsabilità. Questo, carissimi, è il senso principale della mia presenza oggi ad Acerra: confermare e incoraggiare quel sussulto di dignità e responsabilità che ogni cuore onesto avverte quando la vita germoglia e subito è minacciata dalla morte. Chi ha il dono della fede comprenderà che tale sussulto viene da Dio creatore, che in ogni uomo e in ogni donna cerca cooperatori ai suoi progetti di vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/5/23/visita-acerra-cattedrale.html">Poco fa, nel Duomo, ho incontrato alcuni familiar</a></span><a style="color: #000000; outline: 0px;" href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/5/23/visita-acerra-cattedrale.html">i </a><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/5/23/visita-acerra-cattedrale.html">delle vittime dell’inquinamento</a> </span>che, negli ultimi decenni, ha reso tristemente nota quest’area come “Terra dei fuochi”: un’espressione che non fa giustizia al bene che c’è e che resiste, ma che ha certamente facilitato una presa di coscienza diffusa della gravità del malaffare e dell’indifferenza che ha lasciato spazio ai crimini. Ho desiderato ringraziare vescovi, preti, diaconi, religiose, religiosi e laici che hanno accolto prontamente il messaggio dell’Enciclica <span style="color: #000000;"><i><a style="color: #000000;" href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html">Laudato si’</a></i></span><span style="color: #000000;"> </span>e il costante invito di <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.vatican.va/content/francesco/it.html">Papa Francesco</a></span> a essere Chiesa in uscita, missionaria, sinodale. Camminare insieme, vincere l’autoreferenzialità, osare la profezia nonostante le resistenze e le minacce è ciò che il Signore ci chiede e il suo Spirito ispira.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In questo territorio, infatti, la vita c’è e contrasta la morte; la giustizia esiste e si affermerà. Occorre, certo, scegliere la vita e liberarsi dai legami di morte. C’è sempre una sottile convenienza nella rassegnazione, nei compromessi, nel rimandare le decisioni necessarie e coraggiose. Il fatalismo, il lamento, lo scaricare la colpa sugli altri sono il terreno di coltura dell’illegalità e un principio di desertificazione delle coscienze. Per questo vorrei dire a tutti voi: assumiamoci ognuno le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia, serviamo la vita! Il bene comune viene prima degli affari di pochi, degli interessi di parte, piccoli o grandi che siano.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Questa terra ha pagato un tributo alto, ha sepolto tanti suoi figli, ha assistito alla sofferenza di bambini e innocenti. Il valore e il peso di quel dolore impongono di provare insieme a essere testimoni di un nuovo patto. Siete in cammino verso il tempo della rinascita, che non è tempo di rimozione, ma di azione etica e di memoria operosa. È il momento di uno sguardo contemplativo, quello cui l’Enciclica <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html">Laudato si’</a></i> ha richiamato tutti gli esseri umani, ciascuno a partire dalle sue responsabilità. «La cultura ecologica – scriveva <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it.html">Papa Francesco</a> – non si può ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all’esaurimento delle riserve naturali e all’inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma a una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico» (<span style="color: #000000;"><i><a style="color: #000000;" href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#111.">Laudato sì</a>’</i>,</span> 111). Sorelle, fratelli, quel paradigma si presenta ancora oggi come vincente: è all’origine del moltiplicarsi dei conflitti, dietro ai quali c’è la corsa all’accaparramento delle risorse; lo vediamo resistere ogni volta che chi ha responsabilità politiche e istituzionali è troppo debole verso chi è forte; lo ritroviamo attivo in uno sviluppo tecnologico che mira ai vertiginosi profitti di pochi ed è cieco davanti alle persone, al loro lavoro e al loro futuro. Per questo, se siamo chiamati a cambiare, è a partire dal nostro sguardo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Secondo alcuni, lasciare un mondo migliore ai nostri figli è diventata un’ambizione molto grande. Non lo deve essere, però, la missione di lasciare al mondo figli e figlie migliori. L’impegno educativo è alla nostra portata ed è prioritario. Educazione dei giovani, certo, ma anche degli adulti; dei bambini, ma anche degli anziani; dei cittadini e dei loro governanti; dei lavoratori e dei datori di lavoro; dei fedeli e dei pastori: tutti abbiamo da imparare ancora. Ognuno ha qualcosa da donare, ma prima deve imparare a ricevere. Non è facile ammetterlo, tuttavia è questo l’inizio del futuro: è come una porta che si apre su ciò che fin qui non abbiamo pensato, né creduto, né amato abbastanza. Imparare ancora: ecco che cosa ci rende comunità. Per i cristiani, è “fare strada” con Gesù: diventare, ad ogni età, sempre più e meglio suoi discepoli.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Carissimi, sarà un vero cambiamento di mentalità economica, civile e perfino religiosa a edificare il bene che risanerà questa terra e l’intero Pianeta. Tra le persone, le istituzioni, le organizzazioni pubbliche e private occorre consolidare e allargare il patto che già sta portando i suoi primi frutti sul piano educativo e sociale. Esso non soltanto contrasterà e scardinerà le alleanze criminali, ma positivamente collegherà e moltiplicherà le migliori forze e le grandi idee che già sono nei vostri cuori. Qui vorrei ringraziare quei “pionieri” che, col loro impegno coraggioso, hanno per primi denunciato i mali di questa terra e hanno portato l’attenzione sulla realtà oscurata e negata del suo avvelenamento: penso in particolari ai membri delle associazioni ambientaliste. Ora tutti sappiamo che occorre vigilare sulla salute del creato come si vigila sulla porta di casa, respingere tentazioni di potere e di arricchimento legate alle pratiche che inquinano la terra, l’acqua, l’aria e la convivenza. Realizzeremo, passo dopo passo, ma rapidamente, un’economia meno individualistica, un sistema meno consumistico. Quanti rifiuti, quanto spreco, quanti veleni sono venuti da un modello di crescita che ci ha come stregato, lasciandoci più malati e più poveri. Impariamo allora a essere ricchi diversamente: più attenti alle relazioni, più tesi a valorizzare il bene comune, più affezionati al territorio, più grati nell’accogliere e integrare chi viene a vivere con noi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">È a partire da questa conversione che si possono ⁠costruire buone pratiche di comunità: mediante persone e imprese che coltivino il senso del limite, non quello della violazione irresponsabile; che abbiano il gusto del recupero, non la logica dell’invasione; fame e sete di giustizia invece che di possesso. In particolare, essere vicini al cuore umano, e quindi più vicini a Dio che l’ha creato, significa desiderare una comunità più inclusiva, più unita, meno affetta da marginalità e polarizzazioni. Ma la via da percorrere è stretta, perché parte da noi, da dove ci troviamo. Riuscire a correggere la rotta, agire ogni giorno su abitudini e pregiudizi in cui ci siamo accomodati, vedere oltre il nostro recinto significa davvero incontrarci. È talvolta un sentiero in salita e poco tracciato. Un esempio concreto: il nome “terra dei fuochi” rinvia ai roghi accesi ai margini delle città, talvolta da minoranze respinte ed emarginate di fratelli e sorelle di cui pochi hanno conoscenza e stima. L’emarginazione produce sempre insicurezza: la via in salita è contrastare l’emarginazione, non gli emarginati, è rompere l’intera catena, non colpire solo l’ultimo anello. Voi lo sapete bene!</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In questo<span style="color: #000000;"> <a style="color: #000000;" href="https://www.vatican.va/content/romancuria/it/organismi-di-giustizia/penitenzieria-apostolica/documenti/20260110-indulgenze-sanfrancesco.html">anno giubilare di San Francesco</a>,</span> Patrono d’Italia, proprio il Poverello di Assisi ci ricorda che la pace è fondata sulla cura verso l’altro, sulla fraternità: siamo stati posti in una casa comune per imparare a vivere insieme. I problemi di questa casa sono i nostri problemi; la sua bellezza è la nostra bellezza. Abbiamo il compito di vigilare come sentinelle nella notte. Possiamo essere tra quelli che osserveranno la nuova alba.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sorelle e fratelli, vi ringrazio tanto: questa visita per il Papa è molto preziosa! Vi porto nella mia preghiera, affidando alla nostra Madre Maria, Stella del mattino, ognuno di voi, le vostre famiglie, il presente e il futuro delle vostre comunità. Grazie!</span></p>
<div class="clearfix"></div>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/acerra-papa-leone-nella-terra-dei-fuochi/">Acerra, Papa Leone nella &#8220;Terra dei fuochi&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Lettera aperta al governatore Campano: &#8220;La sanità non si governa con i selfie&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale Persico*]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2026 07:00:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[CASERTA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Presidente Roberto Fico, la sanità campana sta affondando. E la cosa più grave è che lei sembra non essersene ancora&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/lettera-aperta-al-governatore-campano-la-sanita-non-si-governa-con-i-selfie/">Lettera aperta al governatore Campano: &#8220;La sanità non si governa con i selfie&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Presidente Roberto Fico, la sanità campana sta affondando.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">E la cosa più grave è che lei sembra non essersene ancora accorto. Oppure, peggio ancora, si è affidato mani e piedi agli stessi burocrati, agli stessi dirigenti, agli stessi centri di potere che per anni hanno contribuito a devastare il sistema sanitario regionale.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">I cittadini campani avevano immaginato una svolta.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Dopo anni di gestione targata Vincenzo De Luca, ci si aspettava una vera tabula rasa: nuovi dirigenti, nuove idee, nuovi modelli organizzativi, una rivoluzione amministrativa capace di liberare la sanità dalle lobby interne e dagli apparati che da anni vivono di immobilismo, clientele e inefficienze. E invece no. È cambiato il volto politico, ma il sistema è rimasto lo stesso.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Le liste d’attesa continuano ad essere una vergogna nazionale. Milioni di proclami, ma nessun risultato concreto. I cittadini aspettano mesi per una visita, mesi per un esame, mesi persino per prestazioni urgenti. Nel frattempo, chi può paga privatamente quegli stessi medici che dovrebbero assicurare nel pubblico l’assistenza e che lucrano ai danni dell’SSN, chi non può rinuncia a curarsi.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Sulla dematerializzazione prescrittiva degli specialisti il nulla assoluto. Ancora oggi migliaia di specialisti ospedalieri e ambulatoriali scaricano impropriamente sui Medici di Medicina Generale l’onere di trascrivere prescrizioni che dovrebbero essere emesse direttamente dagli specialisti attraverso i sistemi regionali e nazionali. Una situazione assurda, medievale, che rallenta le cure, genera caos negli studi medici e umilia il concetto stesso di digitalizzazione sanitaria. E la Regione Campania cosa fa? Nulla. Nessun controllo serio. Nessuna sanzione. Nessuna riorganizzazione vera. Solo qualche circolare che invita le ASL e nulla più.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Poi arriva la firma della Campania in Conferenza Stato-Regioni al progetto del Ministro Orazio Schillaci sulla Medicina Generale: un progetto che rischia di distruggere definitivamente la medicina territoriale trasformando i medici di famiglia in burocrati dipendenti di un sistema centralizzato, svuotando il rapporto fiduciario con il cittadino e aumentando caos, carenza di medici e disorganizzazione. Una firma gravissima. Una firma che dimostra o totale inconsapevolezza della realtà territoriale oppure una cieca obbedienza ai tecnocrati ministeriali e regionali. Presidente Fico, governare la sanità non significa farsi fotografare nei convegni o pubblicare slogan rassicuranti sui social. Non basta parlare di diritto alla salute se poi negli ospedali mancano posti letto, nei territori manca assistenza e nei CUP regna il caos. Non basta vedere inaugurare Case di comunità, scatole vuote ad oggi riempite da medici spostati da altri ambulatori che poi sono stati chiusi</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Servono fatti.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Servono decisioni coraggiose.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Servono epurazioni amministrative.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Servono dirigenti capaci e indipendenti dai vecchi sistemi di potere.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Perché oggi il sospetto è fortissimo: Lei non stia governando la sanità campana, ma la stia subendo.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">E chi governa davvero sono quei burocrati che da anni hanno costruito un sistema opaco, inefficiente e impermeabile a qualsiasi cambiamento reale.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">La verità è semplice: se i cittadini campani non riescono a curarsi, se le liste d’attesa aumentano, se la medicina territoriale viene smantellata e se il diritto alla salute continua ad essere negato, la responsabilità politica oggi è anche sua. E la storia, Presidente, giudica i risultati.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Non i comunicati stampa.</span></div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">* Medico di Famiglia, Segretario Aziendale SMI Caserta</div>
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		<title>Vangelo in Salute, la Parola che cura: l&#8217;Ascensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio De Biase]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 07:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Ascensione]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[vangelo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guardare il cielo senza tornare alla vita è una fede incompleta: Cristo sale al Padre per insegnarci a stare sulla&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Guardare il cielo senza tornare alla vita è una fede incompleta: Cristo sale al Padre</strong></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><strong>per insegnarci a stare sulla terra in modo nuovo.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’Ascensione del Signore è una delle feste più fraintese del calendario cristiano.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Molti la immaginano come un addio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù che lascia la terra, si allontana, scompare verso il cielo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">E invece il Vangelo racconta esattamente il contrario:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">non una distanza, ma una presenza nuova.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Nel testo di Matteo (28,16-20), proclamato nell’Anno A, non c’è nemmeno la descrizione</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">fisica dell’Ascensione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">C’è un monte, ci sono gli Undici, c’è un incontro.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">E soprattutto c’è una missione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La festa dell’Ascensione non celebra un Cristo assente,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma un Cristo che affida il mondo alle mani fragili dei suoi discepoli.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La Galilea è il luogo dell’inizio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il luogo delle chiamate, della quotidianità, delle strade ordinarie.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù li riporta lì, perché la fede non può vivere solo di emozioni straordinarie.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Eppure, davanti al Risorto, il Vangelo annota una frase sorprendente:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Essi però dubitarono.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Hanno visto Gesù vivo,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">eppure il dubbio resta.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È una delle notizie più consolanti del Vangelo:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">la fede autentica non elimina automaticamente ogni incertezza.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La malattia spirituale più diffusa è pensare che credere significhi evadere dalla complessità</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">della vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Come se il cristianesimo fosse una fuga dalla terra verso il cielo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Ma Cristo non porta i discepoli fuori dal mondo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Li rimanda dentro il mondo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il Risorto non chiede ai discepoli di restare fermi a contemplare il cielo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Li mette in cammino.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La fede in salute è sempre dinamica.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Non si chiude nei ricordi.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Non vive di nostalgia spirituale.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Chi incontra davvero Cristo non può restare immobile.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L’Ascensione è una terapia contro la paralisi interiore.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Contro quella fede stanca che aspetta sempre condizioni migliori prima di agire.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù affida la missione a uomini fragili, ancora pieni di paure e dubbi.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Questo significa che Dio non aspetta persone perfette.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Chiama persone disponibili.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Mi è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù parla con autorità,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma subito dopo consegna la missione ai discepoli.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È impressionante:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Dio sceglie di aver bisogno dell’uomo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La nostra fragilità spesso diventa un alibi:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Non sono all’altezza”,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Non sono preparato”,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Non sono abbastanza credente”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Ma il Vangelo dell’Ascensione distrugge questa scusa.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">I discepoli stessi erano imperfetti, incerti, spaventati.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Eppure vengono inviati.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La guarigione spirituale nasce quando smettiamo di aspettare di sentirci perfetti</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">e iniziamo a fidarci della chiamata di Dio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il battesimo non è un rito sociale.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È immersione nella vita stessa di Dio.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Cristo affida alla Chiesa il compito di generare uomini nuovi.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">In un mondo che produce spesso identità fragili, paure croniche e solitudini profonde,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">il Vangelo continua a offrire una vita capace di resistere al vuoto.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù non dice semplicemente “insegnate delle idee”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Dice:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La fede non è una teoria astratta.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È uno stile di vita.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La malattia spirituale di molti cristiani è ridurre il Vangelo a cultura religiosa.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Sapere molte cose su Dio senza vivere davvero secondo il Vangelo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Cristo non cerca esperti di religione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Cerca testimoni.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ed ecco l’ultima frase del Vangelo, forse la più importante:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L’Ascensione non è assenza.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È una presenza diversa.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù non resta accanto ai discepoli come prima,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma entra nella profondità della loro storia.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Questa è la vera medicina della fede:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">sapere che non siamo mai soli.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Nei giorni luminosi e in quelli pesanti.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Nelle stagioni della speranza e in quelle del dubbio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Cristo continua a esserci.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 14pt;">Per riflettere : una fede che torna sulla</span></strong><br />
<strong><span style="font-size: 14pt;">terra</span></strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">La festa dell’Ascensione ci libera da una spiritualità evasiva.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La Parola che cura oggi ci ricorda che il cristianesimo non consiste nel guardare il cielo</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">dimenticando la terra,</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">ma nel vivere la terra con lo sguardo del cielo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La fede torna in salute quando smette di essere rifugio</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">e diventa missione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Quando non si limita a custodire ricordi spirituali,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma genera vita attorno a sé.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Quando accetta il rischio del cammino,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">della testimonianza,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">della responsabilità.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Cristo sale al Padre,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma non abbandona il mondo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Lo affida a uomini fragili,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">sostenuti da una promessa incrollabile:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Io sono con voi tutti i giorni.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">E questa presenza basta</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">per non avere paura del futuro.</span></p>
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		<title>Monaldi, interviene la Direzione strategica: stop colate di fango sull&#8217;ospedale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 06:30:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[fango]]></category>
		<category><![CDATA[Monaldi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Direzione Strategica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli resta basita alla lettura delle dichiarazioni odierne dell&#8217;avv. Petruzzi.  Sono parole assolutamente prive&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">La Direzione Strategica dell’Azienda Ospedaliera dei Colli resta basita alla lettura delle dichiarazioni odierne dell&#8217;avv. Petruzzi.  Sono parole assolutamente prive di fondamento e per questo incomprensibili. Il dottore Maiorino, che nella vicenda è il medico legale dell&#8217;Azienda Ospedaliera dei Colli, non si è mai dimesso, né ci ha mai pensato; continua a svolgere il suo lavoro unitamente ai legali incaricati dall’Azienda.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L&#8217;ultimatum dell’avvocato Petruzzi e le sue parole sono irricevibili e intollerabili. Appare del tutto improprio chiamare in causa il Direttore Generale e il Presidente della Regione Campania rispetto ad attività istruttorie e valutative che, in questa fase strettamente tecnico-giuridica, sono rimesse ai soggetti a ciò deputati. Gli avvocati dovrebbero sapere che devono attenersi ai doveri di continenza, correttezza e lealtà propri della professione forense, evitando dichiarazioni pubbliche non aderenti ai fatti e caratterizzate da toni suggestivi, suscettibili di esercitare indebite pressioni nei confronti di quanti sono coinvolti in procedimenti amministrativi in corso, che sono disciplinati dalle leggi.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Pertanto, ci si riserva di tutelare nelle sedi competenti la serenità, l’onorabilità e l’immagine della Azienda Ospedaliera dei Colli e dei suoi professionisti.</span></p>
<div></div>
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