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	<title>PRIMO PIANO Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>PRIMO PIANO Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Assistenza sanitaria, Aisi: gli italiani scelgono il privato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Aug 2026 06:30:10 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Gli assistiti, in Italia, optano sempre più spesso percorsi sanitari privati e i numeri mostrano quanto questa componente sia ormai&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Gli assistiti, in Italia, optano sempre più spesso percorsi sanitari privati e i numeri mostrano quanto questa componente sia ormai rilevante. Quasi 27 euro ogni 100 spesi in Italia per la salute provengono da fonti private, circa sette in più rispetto alla media dell&#8217;Unione europea. Nell&#8217;assistenza ambulatoriale soltanto il 58% della spesa è coperto da finanziamento pubblico, contro il 77% nella media UE. E cresce rapidamente anche la protezione assicurativa: nel ramo malattia la raccolta premi è aumentata del 12,1% nel 2024 e di un ulteriore 12,7% nei primi nove mesi del 2025.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>È quanto emerge dall&#8217;indagine di AISI</strong> – Associazione Imprese Sanitarie Indipendenti, costruita sugli ultimi dati comparabili di OECD, Commissione europea, European Observatory on Health Systems and Policies e IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) e sulle più recenti evidenze scientifiche internazionali.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La fotografia è chiara: il privato non occupa più uno spazio marginale nei percorsi di cura degli italiani. Accanto alle strutture accreditate, integrate nella programmazione sanitaria, esiste un&#8217;ampia area di pura solvenza nella quale sono direttamente i cittadini a scegliere struttura, professionista e prestazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«Non vogliamo costruire una contrapposizione tra pubblico e privato, perché sarebbe una lettura vecchia e inutile», afferma la presidente AISI Karin Saccomanno. «Gli italiani utilizzano il privato in misura rilevante, soprattutto in aree decisive come specialistica, diagnostica e prevenzione. Se una parte così consistente della domanda di salute passa da queste strutture, questa capacità deve essere riconosciuta come una risorsa del Paese».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">27 EURO SU 100: IL PESO DELLA SCELTA PRIVATA</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Le fonti private finanziano quasi il 27% della spesa sanitaria italiana, contro circa il 20% della media UE. Circa il 24% della spesa complessiva è costituito da pagamenti diretti delle famiglie, mentre un ulteriore 3% passa attraverso assicurazioni sanitarie volontarie.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Quasi nove euro su dieci della componente privata arrivano quindi direttamente dai cittadini. E non si tratta prevalentemente di ticket: secondo il rapporto europeo, le compartecipazioni obbligatorie rappresentano appena il 7,4% dell&#8217;out-of-pocket.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«I numeri mostrano una scelta precisa: una quota importante di cittadini paga direttamente visite, esami e altre prestazioni rivolgendosi alla sanità privata», osserva il segretario generale AISI Giovanni Onesti. «Non è più un fenomeno marginale, ma una componente concreta del modo in cui gli italiani accedono oggi alle cure».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">SPECIALISTICA E DIAGNOSTICA: QUI LA SCELTA È ANCORA PIÙ EVIDENTE</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nell&#8217;assistenza ambulatoriale soltanto il 58% dei costi è finanziato pubblicamente in Italia, contro il 77% nella media UE. OECD ed European Observatory collegano parte di questa differenza anche ai tempi di attesa per le visite specialistiche, che portano alcuni pazienti a cercare un accesso più rapido attraverso prestazioni private.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Uno studio pubblicato nel 2025 su <i>Health Policy</i>, basato sulla European Health Interview Survey, rileva inoltre che disporre di un&#8217;assicurazione sanitaria volontaria è associato a una probabilità superiore del 7,3% di accedere privatamente alle visite specialistiche e del 7,3% alla diagnostica.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«La scelta privata non può più essere considerata occasionale», sottolinea il direttore generale AISI Fabio Vivaldi. «Quando il cittadino cerca direttamente una visita, un esame diagnostico o un percorso di prevenzione esprime un&#8217;esigenza precisa: accedere alla prestazione nel momento in cui ne ha bisogno, in tempi più rapidi e con una risposta adeguata alle proprie esigenze di cura».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">ASSICURAZIONI SANITARIE, CRESCITA A DOPPIA CIFRA</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un altro segnale arriva dai dati IVASS. Nel 2024 la raccolta premi del ramo malattia ha raggiunto 4,403 miliardi di euro, +12,1% sul 2023. Nei primi nove mesi del 2025 la crescita prosegue con un ulteriore +12,7%.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nel 2024 il 49,5% dei premi proviene da polizze collettive collegate a fondi sanitari, il 12,8% da altre forme collettive e il 37,8% da polizze individuali, quota in aumento rispetto al 36,7% dell&#8217;anno precedente.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«È un segnale da leggere con attenzione», afferma Onesti. «Una parte della popolazione non si limita più a pagare la singola prestazione, ma sceglie strumenti con cui programmare e proteggere il proprio accesso alle cure. Anche questo racconta quanto stiano cambiando le scelte sanitarie degli italiani».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">ACCREDITATO E PURA SOLVENZA: DUE REALTÀ, UNA CAPACITÀ SANITARIA</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">AISI richiama una distinzione fondamentale. Il privato accreditato opera all&#8217;interno della programmazione sanitaria pubblica e degli accordi con i sistemi regionali; la pura solvenza risponde invece a una domanda finanziata direttamente dal cittadino o intermediata da fondi e assicurazioni.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sono modelli differenti per finanziamento, regolazione e accesso, ma entrambi esprimono capacità sanitaria attraverso strutture, professionisti, tecnologie, diagnostica, prevenzione e riabilitazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«Distinguerli è necessario, ignorarne il peso complessivo sarebbe un errore», afferma Saccomanno. «Una politica sanitaria moderna dovrebbe sapere quanta capacità esiste, dove si trova e quali bisogni può soddisfare. Non conta soltanto chi eroga una prestazione: conta quanta salute quella capacità riesce concretamente a produrre».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">ITALIA ED EUROPA: SISTEMI DIVERSI, CONFRONTO UTILE</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il confronto richiede una precisazione: i sistemi sanitari europei non sono sovrapponibili. Cambiano modelli assicurativi, finanziamento, accreditamento e rapporti tra erogatori pubblici e privati.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Le statistiche armonizzate OECD e UE permettono però di confrontare il peso delle diverse fonti di finanziamento. Ed è qui che emerge la peculiarità italiana: la componente privata della spesa sanitaria pesa sensibilmente più della media europea.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«Non stiamo stabilendo quale modello sia migliore», chiarisce Onesti. «Stiamo osservando un fatto: in Italia una quota particolarmente elevata della salute viene finanziata attraverso risorse private. Ignorarlo significherebbe descrivere soltanto una parte di come gli italiani oggi si curano».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">IL PRIVATO NON VA DEMONIZZATO: PUÒ SOSTENERE L&#8217;INTERO SISTEMA</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Per AISI questi numeri impongono di superare la tradizionale contrapposizione tra pubblico e privato. L&#8217;obiettivo non è sostituire il Servizio sanitario nazionale né metterne in discussione il carattere universalistico, ma utilizzare meglio tutta la capacità sanitaria disponibile nel Paese, soprattutto mentre il pubblico affronta difficoltà di accesso e tempi di attesa.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«Sostenere il privato non significa indebolire il pubblico», afferma Vivaldi. «Può significare il contrario: mettere a disposizione più capacità assistenziale, tecnologia e possibilità di accesso. Un servizio pubblico sotto pressione non ha bisogno di una guerra ideologica con chi già produce prestazioni sanitarie, ma di utilizzare al meglio tutte le risorse disponibili, ciascuna secondo le proprie regole».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«Non chiediamo privilegi né scorciatoie», conclude Saccomanno. «Il privato è già parte delle scelte sanitarie degli italiani e non deve essere demonizzato. Può contribuire ad alleggerire la pressione e ad ampliare le possibilità di cura. Pubblico e privato hanno funzioni e regole differenti, ma se esiste capacità sanitaria disponibile il Paese deve avere l&#8217;intelligenza di valorizzarla».</span></p>
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		<title>&#8220;Urologia&#8221; Cardarelli, Giovanni Di Lauro è il nuovo primario</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 07:30:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguito dell&#8217;avviso Pubblico, per titoli e colloquio, per il conferimento di un incarico, a valenza  quinquennale, di Direttore di&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/urologia-cardarelli-giovanni-di-lauro-e-il-nuovo-primario/">&#8220;Urologia&#8221; Cardarelli, Giovanni Di Lauro è il nuovo primario</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">A seguito dell&#8217;avviso Pubblico, per titoli e colloquio, per il conferimento di un incarico, a valenza  quinquennale, di Direttore di struttura Complessa di Urologia ed all&#8217;espletamento della relativa procedura, il direttore generale dell&#8217;Azienda ospedaliera A. Cardarelli di Napoli, dottor Antonio D&#8217;Amore, ha provveduto ad assegnare l&#8217;incarico al dottor Giovanni Di Lauro. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In tal senso l&#8217;atto deliberativo, numero 937 del 18 agosto scorso, con il quale il manager D&#8217;Amore , avendo accolto i pareri favorevoli del direttore sanitario ed amministrativo del nosocomio, rispettivamente, dottor Massimo Mensorio e dottoressa Marcella Abbate, ed avendo fatta propria la graduatoria di merito stilata dalla Commissione esaminatrice, appositamente istituita, ha assegnato il primariato del Reparto di Urologia al dottor Giovanni Di Lauro </span> che è <span style="font-size: 14pt;">risultato primo in graduatoria con punteggio di 83,100. Al secondo posto della graduatoria si è posizionato il dottor Leo Romis con valutazione 80,116. Al terzo posto il dottor Carmine Sciorio  con punteggio 78, 629. Al quarto il dottor Vittorio Imperatore (78,400). Al quinto il dottor Ricardo Giannella ((73,900)- Al sesto il dottor Maurizio Fedelini (72,150).</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Nel silenzio assordante, uccisi in Nigeria altri 27 uomini perché cristiani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Aug 2026 05:00:33 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Tempi moderni, quei martiri per la fede di cui pochi parlano. Si registra l&#8217;ennesima tragedia nel contesto del genocidio  messo&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-103015 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/genocidio-NIgeria.jpg?resize=300%2C168&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="168" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/genocidio-NIgeria.jpg?resize=300%2C168&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/genocidio-NIgeria.jpg?resize=720%2C405&amp;ssl=1 720w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/genocidio-NIgeria.jpg?w=738&amp;ssl=1 738w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />Tempi moderni, quei martiri per la fede di cui pochi parlano. Si registra l&#8217;ennesima <span dir="auto">tragedia nel contesto del genocidio  messo in  atto da pastori islamici contro i cristiani in Nigeria. Almeno <strong>27</strong> <strong>cristiani sono stati uccisi negli attacchi avvenuti nelle ultime 24 ore. </strong></span></span></p>
<p><span dir="auto" style="font-size: 14pt;">La situazione nello Stato di Plateau, in Nigeria, è caratterizzata da una continua escalation di violenti attacchi contro le comunità cristiane. Secondo quanto riportato da Truth Nigeria e International Christian Concern, questi attacchi consistono in incursioni notturne nei villaggi, che provocano numerose vittime, tra cui bambini e <strong>intere famiglie barricate nelle case che vengono date alle fiamme.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Appena lo scorso anno, nel 2025 nello stato di Benue</strong>, in Nigeria centrale, si è consumata una tragedia tra le più spaventose che questa terra africana abbia conosciuto negli ultimi anni. Più di <strong>duecento persone</strong>, uomini, donne, bambini, intere famiglie cristiane che avevano già perso tutto a causa dei continui conflitti e sfollamenti, sono state massacrate con una violenza cieca e sistematica nel villaggio di Yelwata, nella contea di Guma.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 14pt;">Dal 2009 i pastori musulmani Fulani spinti dalla desertificazione climatica hanno ucciso tra le tredicimila e diciannovemila persone innocenti soprattutto tra i cristiani della &#8220;Middle Belt&#8221;. </span></strong></p>
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		<title>Scienza salvavita, dalla tragedia di Palermo alla svolta sul melanoma</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 Aug 2026 06:30:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Francesco Vaia: &#8220;La disinformazione sui social ha conseguenze drammatiche&#8221;. &#8220;La morte della piccola di quattro anni di Palermo è una&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/scienza-salvavita-dalla-tragedia-di-palermo-alla-svolta-sul-melanoma/">Scienza salvavita, dalla tragedia di Palermo alla svolta sul melanoma</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Francesco Vaia: &#8220;La disinformazione sui social ha conseguenze drammatiche&#8221;.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8220;La morte della piccola di quattro anni di Palermo è una tragedia che ci colpisce profondamente. Come medici, come genitori, come nonni. Prima di ogni altra considerazione viene il rispetto per una bambina che non c&#8217;è più e per una famiglia che sta vivendo un dolore indicibile. Non è questo certamente il momento di puntare il dito contro i genitori&#8221;. Dice <b>Vaia</b>, già direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute e direttore generale dello Spallanzani, commentando il caso della bambina del quartiere Zen di Palermo: </span><span style="font-size: 14pt;">&#8220;Saranno gli accertamenti sanitari e le indagini in corso a chiarire definitivamente quanto accaduto &#8211; prosegue Vaia &#8211; ma ciò che starebbe emergendo a livello mediatico impone una riflessione seria sul valore delle vaccinazioni e sul danno prodotto da anni di disinformazione. I vaccini hanno salvato milioni di vite e hanno reso rare malattie che per generazioni hanno ucciso o lasciato gravemente disabili soprattutto i bambini. Non possono e non devono diventare una bandiera ideologica o strumento politico. Il vaccino, e soprattutto il suo uso corretto, resta uno degli strumenti più efficaci della sanità pubblica&#8221;. Il professor Vaia stigmatizza chi &#8220;utilizza i social per diffondere ed alimentare paura e dubbi oscurantistici sui vaccini, senza alcuna  evidenza scientifica consolidata. Chi lo fa si assume una responsabilità morale e sociale enorme, soprattutto se appartiene alla classe medica e sanitaria. La disinformazione sanitaria non è neutra nè innocua: può tradursi nella rinuncia a una vaccinazione, nella conseguente perdita della protezione individuale e collettiva e, nei casi più drammatici, può contribuire a creare le condizioni perché malattie prevenibili tornino a fare vittime&#8221;. Paradossalmente, sottolinea Vaia, proprio “mentre assistiamo alle conseguenze di una crescente sfiducia verso i vaccini, la ricerca ci mostra  quanto questo straordinario strumento della medicina preventiva possa spingersi ancora più avanti fino alla cura. In queste ore arrivano risultati molto importanti sul vaccino terapeutico personalizzato a mRNA contro il melanoma sviluppato da Moderna e Merck, che nello studio di fase 3, associato all&#8217;immunoterapia, ha mostrato un significativo beneficio nel ridurre il rischio che la malattia torni o si diffonda. È una prospettiva che può aprire una nuova stagione nella lotta contro i tumori. Come ha sottolineato anche Paolo Ascierto, uno dei massimi esperti internazionali di melanoma ed eccellenza italiana, siamo davanti a risultati di grande rilievo e a una nuova frontiera dell&#8217;oncologia. Naturalmente la ricerca deve completare il proprio iter ma quello che stiamo osservando dimostra ancora una volta quanto investire nella scienza possa cambiare il destino delle persone&#8221;. Vaia distingue però tra chi ha dubbi e chi alimenta consapevolmente la disinformazione. &#8220;I cittadini che hanno paura devono essere ascoltati, informati e accompagnati. Il novaxismo non si combatte insultando le persone, ma spiegando, comunicando bene e offrendo evidenze scientifiche chiare. Altra cosa sono coloro che costruiscono consenso, visibilità e talvolta perfino carriere deformando i dati e diffondendo falsità. A loro &#8211; conclude Vaia &#8211; dobbiamo rivolgerci con fermezza  denunciando chiaramente che le parole possono avere conseguenze anche gravi. Chi distrugge la fiducia nella prevenzione contribuisce a rendere più vulnerabile l&#8217;intera comunità. Mentre la ricerca ci porta verso vaccini capaci persino di aiutare il sistema immunitario a combattere un tumore, c&#8217;è ancora chi tenta di riportarci indietro seminando paura verso uno dei più grandi strumenti di progresso della medicina. Non possiamo accettarlo. La scienza va discussa, verificata e migliorata perché si nutre del dubbio, ma non può essere demonizzata né strumentalizzata dalle parti politiche in polemica feroce tra loro.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La  buona scienza salva vite, la disinformazione può contribuire a perderle&#8221;.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/scienza-salvavita-dalla-tragedia-di-palermo-alla-svolta-sul-melanoma/">Scienza salvavita, dalla tragedia di Palermo alla svolta sul melanoma</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Doppia nomina primariale all&#8217;Asl Na 2: nuovi direttori per &#8220;Igiene e sanità pubblica e &#8220;Salute mentale&#8221;</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/doppia-nomina-primariale-allasl-na-2-nuovi-direttori-per-igiene-e-sanita-pubblica-e-salute-mentale/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=doppia-nomina-primariale-allasl-na-2-nuovi-direttori-per-igiene-e-sanita-pubblica-e-salute-mentale</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 07:30:23 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Con atto deliberativo numero 1732 del 21 luglio scorso e con delibera  numero 1752 del 23/7/2026, il direttore generale&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/doppia-nomina-primariale-allasl-na-2-nuovi-direttori-per-igiene-e-sanita-pubblica-e-salute-mentale/">Doppia nomina primariale all&#8217;Asl Na 2: nuovi direttori per &#8220;Igiene e sanità pubblica e &#8220;Salute mentale&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Con atto deliberativo numero 1732 del 21 luglio scorso e con delibera  numero 1752 del 23/7/2026, il direttore generale dell&#8217;Asl Napoli 2 Nord, dottoressa Monica Vanni,, ha provveduto a conferire l’incarico gestionale di Direzione delle Unità operative complesse di &#8220;Salute mentale,  afferente al Dipartimento di Salute Mentale e di “Igiene e </span><span style="font-size: 14pt;">Sanità Pubblica”, afferente al Dipartimento di Prevenzione della Azienda sanitaria locale puteolana.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Le nomine di primario,  a seguito di procedura concorsuale per titolo e colloquio e relativa graduatoria stilata dalla Commissione esaminatrice appositamente istituita, riguardano la dottoressa Laura Giordano per quanto attiene la Divisione di &#8220;Igiene e sanità pubblica&#8221; ed il dottor Gilberto Di Petta per la &#8220;Salute Mentale&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8220;Alla stregua dell’istruttoria compiuta dalla UOC G.R.U (Settore Concorsi) &#8211; si legge nel dispositivo dei deliberati &#8211; e delle risultanze degli atti tutti </span><span style="font-size: 14pt;">richiamati nella premessa, costituenti istruttoria a tutti gli effetti di legge, nonché di espressa dichiarazione, </span><span style="font-size: 14pt;">mediante la sottoscrizione dello stesso da parte del proponente, della regolarità e legittimità del presente atto </span><span style="font-size: 14pt;">nella forma e nella sostanza, ai sensi della vigente normativa e utilità per il servizio pubblico, ai sensi e per </span><span style="font-size: 14pt;">gli effetti di quanto disposto dall’art. 1 della legge 20/94, e successive modifiche&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Da qui, sentiti i pareri favorevoli del direttore amministrativo e del direttore sanitario, l&#8217;assegnazione degli incarichi,  a valenza quinquennale, ai due professionisti, Giordano e Di Petta, attraverso le delibere  adottate dal manager Monica Vanni.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Maddalena Gobbi, la farmacista dei bambini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Magliulo &#38; Pasquale Maria Sansone]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Aug 2026 07:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[TUTTINTERVISTA]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Aldilà dei vaccini prescritti i bambini vengono immaginati come lontani dalla Sanità e dai luoghi cura. Ed invece non è&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/maddalena-gobbi-la-farmacista-dei-bambini/">Maddalena Gobbi, la farmacista dei bambini</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-82528 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2024/07/in-punta-di-penna.jpeg?resize=300%2C163&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="163" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2024/07/in-punta-di-penna.jpeg?resize=300%2C163&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2024/07/in-punta-di-penna.jpeg?w=510&amp;ssl=1 510w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Aldilà dei vaccini prescritti i bambini vengono immaginati come lontani dalla Sanità e dai luoghi cura. Ed invece non è affatto così. Senza arrivare alle patologie più gravi sono tanti, infatti, i disturbi che affliggono i più piccoli. Scoprire che esiste una farmacia (purtroppo non nella nostra zona) che si occupa proprio di questo è una grande bella scoperta. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>La dottoressa Maddalena Gobbi, farmacista e Consulente in Puericultura, è  da una vita che si dedica a questo particolarissimo ambito della prevenzione  e della cura in età pediatrica. </b></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-102978 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG-20260820-WA0001.jpg?resize=300%2C282&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="282" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG-20260820-WA0001.jpg?resize=300%2C282&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG-20260820-WA0001.jpg?w=766&amp;ssl=1 766w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />Mi sono sempre interessata al mondo dell&#8217;infanzia perché credo che i primi anni di  vita siano una fase fondamentale per costruire le basi della salute futura. Nel mio  lavoro quotidiano mi occupo di accompagnare i genitori nella gestione delle  esigenze più comuni dei bambini, dalla cura della pelle all&#8217;igiene, dall&#8217;alimentazione  alla gestione dei piccoli disturbi, cercando soprattutto di promuovere un uso  consapevole dei farmaci pediatrici.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">La farmacia può avere un ruolo importante anche in questo senso: non sostituisce il  pediatra, naturalmente, ma può rappresentare un primo punto di ascolto,  orientamento ed educazione sanitaria per le famiglie. Molte volte il genitore arriva  con un dubbio apparentemente semplice e, dietro quella domanda, c&#8217;è la necessità  di capire quando è sufficiente un consiglio e quando invece è opportuno rivolgersi  al pediatra. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Lei è madre di una bimba di venti mesi, quindi vive un&#8217;esperienza diretta.  Che differenza passa tra fare prevenzione e cura per gli adulti e per i  bambini? </b></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-102979 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG-20260820-WA0005.jpg?resize=240%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="240" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG-20260820-WA0005-scaled.jpg?resize=240%2C300&amp;ssl=1 240w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG-20260820-WA0005-scaled.jpg?w=819&amp;ssl=1 819w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG-20260820-WA0005-scaled.jpg?resize=768%2C960&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 240px) 100vw, 240px" data-recalc-dims="1" />La differenza principale è che il bambino non è un piccolo adulto. Le sue esigenze  cambiano rapidamente con l&#8217;età, il peso e lo sviluppo e anche interventi  apparentemente banali devono essere valutati tenendo conto della fascia  pediatrica.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Con i bambini la prevenzione assume un significato ancora più importante: significa  educare fin dai primi anni a una corretta alimentazione, all&#8217;igiene, alla protezione  della pelle, al sonno, all&#8217;attività fisica e all&#8217;uso appropriato dei farmaci.  Essere madre mi ha sicuramente dato anche uno sguardo diverso, più vicino alle  difficoltà quotidiane dei genitori. Ma cerco sempre di mantenere separati il vissuto  personale e quello professionale: l&#8217;esperienza di mamma aiuta a comprendere le  emozioni e le preoccupazioni, mentre le decisioni sanitarie devono basarsi sulle  evidenze scientifiche e sulle indicazioni dei professionisti di riferimento.  Inoltre, riesco anche ad empatizzare con i genitori e con le paure che, quando si  tratta dei più piccoli, vengono sempre amplificate. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Spesso i genitori lamentano la scarsa propensione dei piccoli al consumo  di frutta e verdura. In questi casi lei cosa suggerisce? </b></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-102980 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG-20260820-WA0000.jpg?resize=300%2C169&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="169" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG-20260820-WA0000-scaled.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG-20260820-WA0000-scaled.jpg?resize=1024%2C576&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG-20260820-WA0000-scaled.jpg?resize=768%2C432&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG-20260820-WA0000-scaled.jpg?w=1140&amp;ssl=1 1140w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/IMG-20260820-WA0000-scaled.jpg?resize=720%2C405&amp;ssl=1 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />Innanzitutto, di non trasformare il momento del pasto in una battaglia. La selettività  alimentare è molto frequente nei bambini, soprattutto in alcune fasi dello sviluppo. È importante continuare a proporre gli alimenti senza forzare, dando al bambino la  possibilità di familiarizzare con sapori, consistenze e colori diversi. Anche il modello  familiare conta moltissimo: se frutta e verdura fanno normalmente parte  dell&#8217;alimentazione dei genitori, il bambino ha maggiori occasioni di osservarle e  conoscerle.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Possiamo inoltre lavorare sulla presentazione, coinvolgere il bambino nella  preparazione e proporre lo stesso alimento in forme differenti. Un rifiuto oggi non  significa necessariamente un rifiuto definitivo.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">La cosa importante è valutare l&#8217;alimentazione nel suo complesso e non  concentrarsi sul singolo pasto o sul singolo alimento. In presenza di una selettività  molto marcata o di difficoltà nella crescita è invece fondamentale confrontarsi con il  pediatra e, quando necessario, con un professionista della nutrizione pediatrica. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Ancora oggi in alcune zone della penisola, in particolare nel Sud (la  Campania è prima in Italia per obesità infantile), si è  convinti che certe rotondità siano segni di buona salute. Come si fa a  sconfiggere certi miti? </b></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-100241 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/fernando-botero-le-sorelle20180416093233_e4fc359d040dbb361e8a1fe135d3e0a720180416093234_3fcdb21a0e82187a17fa69e1dd357793.jpg?resize=300%2C265&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="265" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/fernando-botero-le-sorelle20180416093233_e4fc359d040dbb361e8a1fe135d3e0a720180416093234_3fcdb21a0e82187a17fa69e1dd357793.jpg?resize=300%2C265&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/fernando-botero-le-sorelle20180416093233_e4fc359d040dbb361e8a1fe135d3e0a720180416093234_3fcdb21a0e82187a17fa69e1dd357793.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />Credo che la parola chiave sia educazione sanitaria. Dobbiamo superare l&#8217;idea che  un bambino “in carne” sia necessariamente un bambino sano.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">La crescita deve essere valutata nel tempo attraverso curve di crescita appropriate  per età e sesso e interpretata dal pediatra nel contesto generale dello sviluppo del  bambino. Non è il peso preso singolarmente a dirci se un bambino sta bene.  È importante anche modificare il linguaggio che utilizziamo. Non dobbiamo parlare  di peso e alimentazione in termini di giudizio o colpa, soprattutto davanti ai bambini.  Dobbiamo insegnare alle famiglie che una corretta alimentazione non significa  privazione, ma offrire quotidianamente varietà, equilibrio e buone abitudini. Prevenire il sovrappeso e l&#8217;obesità significa iniziare molto prima che compaia un  problema: significa creare un ambiente familiare favorevole a un&#8217;alimentazione  equilibrata, al movimento e a uno stile di vita sano. Dobbiamo far sì che il momento  del pasto sia un momento felice e di condivisione, il momento in cui la famiglia si  incontra magari dopo una giornata fuori; quindi, lasciamo da parte i dispositivi  elettronici e la televisione e concentriamoci sulle relazioni.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>L&#8217;importanza dell&#8217;allattamento naturale al seno. </b></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-13747 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2019/04/allattare-seno2.jpg?resize=300%2C197&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="197" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2019/04/allattare-seno2.jpg?resize=300%2C197&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2019/04/allattare-seno2.jpg?resize=768%2C503&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2019/04/allattare-seno2.jpg?w=800&amp;ssl=1 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />L&#8217;allattamento al seno rappresenta una risorsa preziosa sia dal punto di vista  nutrizionale sia per la relazione tra mamma e bambino. Il latte materno è un  alimento specificamente adattato alle esigenze del neonato e contiene componenti  che contribuiscono allo sviluppo e alla protezione dell&#8217;organismo.  Ma quando parliamo di allattamento dobbiamo anche ricordare che ogni situazione  è diversa. Promuovere l&#8217;allattamento significa soprattutto sostenere la madre, darle  informazioni corrette e aiutarla a superare le eventuali difficoltà, senza trasformare  l&#8217;allattamento in una fonte di pressione o senso di colpa.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Il sostegno deve iniziare già in gravidanza e proseguire dopo la nascita, creando  una rete intorno alla mamma. Anche in questo caso farmacia, pediatra, ostetrica e  consulenti formati possono avere ruoli complementari.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Da mamma che ha allattato la sua bimba fino all’anno e mezzo, posso affermare  che è stato un viaggio bellissimo ma anche faticoso, soprattutto all’inizio;  l’importante è avere accanto persone formate che, senza giudizio, possano aiutare  la diade mamma-bambino.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Quali sono le patologie più diffuse tra i bimbi e quelle che allarmano di più i  genitori, magari senza motivo? </b></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-23208 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2020/01/influenza-pediatra-bimbi.jpg?resize=300%2C197&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="197" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2020/01/influenza-pediatra-bimbi.jpg?resize=300%2C197&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2020/01/influenza-pediatra-bimbi.jpg?resize=768%2C503&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2020/01/influenza-pediatra-bimbi.jpg?w=800&amp;ssl=1 800w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />Tra i problemi più frequenti troviamo sicuramente le infezioni delle vie respiratorie, il  raffreddore, la tosse, gli episodi febbrili e i disturbi gastrointestinali. Nei primi anni  sono comuni anche problematiche dermatologiche come dermatite atopica,  irritazioni e dermatiti da pannolino.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Molte delle situazioni che preoccupano maggiormente i genitori sono invece  manifestazioni che fanno parte della normale esperienza dell&#8217;infanzia. Penso, per  esempio, alla febbre: spesso viene percepita come una malattia in sé, mentre è un  segnale dell&#8217;organismo e deve essere valutata insieme alle condizioni generali del  bambino.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Questo non significa sottovalutare i sintomi. Al contrario, significa imparare a  riconoscere i segnali che richiedono una valutazione medica. Il mio obiettivo nel  lavoro quotidiano è proprio questo: aiutare i genitori a distinguere ciò che può  essere gestito con serenità e corretti consigli da ciò che necessita del pediatra o di  un approfondimento medico. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Prendersi cura della salute dei bambini significa, prima di tutto, investire nel loro  futuro. La prevenzione non inizia quando compare un problema, ma si costruisce  ogni giorno attraverso piccoli gesti, informazioni corrette e scelte consapevoli. Il mio  obiettivo, come farmacista e consulente in puericultura, è proprio quello di essere  accanto alle famiglie in questo percorso: ascoltare, orientare e aiutare i genitori a  prendersi cura dei propri bambini con maggiore consapevolezza e serenità, senza  sostituirmi al pediatra ma lavorando nell&#8217;ottica di una vera rete di professionisti al  servizio della salute del bambino.</span></p>
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		<title>Società, Francesco Vaia: &#8220;Ascoltiamo il disagio, la politica dia risposte concrete&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 07:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[vaia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando la forbice tra Governo e governati continua ad allargarsi succede che, pur parlando la stessa lingua, non ci si&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/societa-francesco-vaia-ascoltiamo-il-disagio-la-politica-dia-risposte-concrete/">Società, Francesco Vaia: &#8220;Ascoltiamo il disagio, la politica dia risposte concrete&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Quando la forbice tra Governo e governati continua ad allargarsi succede che, pur parlando la stessa lingua, non ci si comprende e si inseguono le chimere di chi parla con chiarezza alla pancia della gente. &#8220;Nella società italiana sta emergendo un disagio profondo che la politica non può permettersi di ignorare o liquidare con sufficienza. Se nel dibattito pubblico tornano con forza parole come famiglia, natalità, merito, scuola, lavoro, sicurezza e welfare è perché dietro quei temi ci sono bisogni concreti, paure e aspettative alle quali troppo spesso non è stata data una risposta&#8221;. Lo afferma il professor<b> Francesco Vaia</b>, ex direttore generale dell’Istituto Spallanzani di Roma e già direttore generale della Prevenzione sanitaria presso il Ministero della Salute. Per Vaia, il punto di partenza deve essere la realtà quotidiana di una parte crescente del Paese. &#8220;Ci sono coppie che incontrano enormi difficoltà nel costruire una famiglia, giovani che riescono a realizzare i propri progetti soltanto all’estero, donne ancora costrette a scegliere tra maternità e lavoro. Ci sono anziani soli e caregiver che ogni giorno sostengono, spesso con grande fatica, il peso della cura di una persona fragile. È da qui che bisogna partire: da cittadini che si sentono inascoltati e che cercano risposte nuove&#8221;. È proprio questo vuoto, osserva Vaia, a creare spazio per proposte e leadership capaci di intercettare il malcontento con messaggi netti e talvolta radicali. &#8220;Sarebbe un errore sottovalutare questi fenomeni o considerarli semplicemente come qualcosa da respingere. Guardarli con sufficienza significa non capire ciò che sta accadendo. Non dobbiamo ignorare il disagio e neppure sottovalutare chi riesce a farsene portavoce&#8221;. Questo, precisa Vaia, &#8220;non significa affatto condividere le risposte che vengono proposte. Significa riconoscere che le domande da cui quelle risposte nascono sono reali e meritano di essere affrontate. Quando una risposta non ci convince, il compito della politica e delle istituzioni non è limitarsi a contestarla, ma costruirne una migliore&#8221;. Secondo l’ex direttore dello Spallanzani, la risposta deve poggiare su &#8220;istituzioni forti, responsabilità personale, comunità e tutela della persona&#8221;. E deve tradursi in scelte concrete. &#8220;Se parliamo di famiglia, dobbiamo sostenerla quando diventa il luogo quotidiano della cura. Se parliamo di merito, dobbiamo garantire a ciascuno la possibilità di esprimere le proprie capacità, eliminando familismi e barriere, ma senza abbassare l’asticella. Se parliamo di responsabilità, dobbiamo evitare che questa parola diventi un alibi per lasciare sole le persone&#8221;. Lo stesso vale per il welfare. &#8220;Continuare a considerarlo esclusivamente come una voce di spesa è un errore. Un welfare moderno deve produrre autonomia, prevenire le fragilità, sostenere chi si prende cura degli altri e impedire che le persone vengano abbandonate proprio quando sono più vulnerabili. La vera sfida che oggi abbiamo davanti – conclude Vaia – non è scegliere tra forza e solidarietà, come se fossero due principi incompatibili. È costruire una società capace di essere forte proprio perché sa prendersi cura delle persone. Una società che chiede responsabilità, ma che allo stesso tempo non lascia indietro chi ha bisogno di sostegno e di aiuti concreti&#8221;.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/societa-francesco-vaia-ascoltiamo-il-disagio-la-politica-dia-risposte-concrete/">Società, Francesco Vaia: &#8220;Ascoltiamo il disagio, la politica dia risposte concrete&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Varenne, adesso galoppa libero nei &#8220;verdi pascoli&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pasquale De Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Aug 2026 05:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[SALERNO]]></category>
		<category><![CDATA[Varenne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Anche chi non è appassionato di ippica conosce quel nome diventato mitico per il numero impressionante di vittorie portate alla&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-102950 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/images-1.jpg?resize=239%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="239" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/images-1.jpg?resize=239%2C300&amp;ssl=1 239w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/images-1.jpg?w=399&amp;ssl=1 399w" sizes="(max-width: 239px) 100vw, 239px" data-recalc-dims="1" />Anche chi non è appassionato di ippica conosce quel nome diventato mitico per il numero impressionante di vittorie portate alla sua scuderia e al Paese intero. Varenne è stato unico, inossidabile, quasi invincibile&#8230;</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Purtroppo anche per lui è giunta l&#8217;ore dell&#8217;appuntamento con la signora in nero. Il cuore di Varenne, il cavallo più forte di tutti i tempi, ha smesso di battere intorno alle due dell&#8217;altra notte.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Una morte fulminea e improvvisa, avvenuta nel box dell&#8217;allevamento LJ di Eboli dove il &#8216;Capitano&#8217; si era trasferito a marzo del 2025.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">&#8220;Al di là degli acciacchi dell&#8217;età, stava discretamente bene. Purtroppo quando succede non sei mai preparato &#8211; racconta all&#8217;<strong>ANSA</strong> il proprietario dell&#8217;allevamento Dario De Angelis. Era insieme a Giovanni, un nostro collaboratore che si occupava di lui, quando si è improvvisamente accasciato.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Era da poco rientrato da una passeggiata nel parco, d&#8217;estate era facile che uscisse di notte. Noi lo abbiamo coccolato in ogni modo e siamo onorati di averlo avuto con noi&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Varenne nella Piana del Sele aveva trovato il suo buen ritiro dove poter trascorrere in serenità e relax le giornate. &#8220;Era arrivato da noi quasi due anni fa per volere di Enzo Giordano (proprietario del cavallo, ndr) &#8211; ricorda De Angelis &#8211; Avevamo un rapporto molto stretto, apprezzava il nostro allevamento e ci teneva che venisse da me. Devo ringraziarlo per avermi concesso questo onore&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Nell&#8217;allevamento LJ, struttura che ha curato nei minimi particolari l&#8217;assistenza del &#8216;Capitano&#8217;, la leggenda del trotto viveva in un box di 30 metri quadri, dotato di due ingressi e tre ventilatori. Era seguito da due veterinari e un nutrizionista e mangiava pasti differenti cinque volte al giorno. Durante la giornata usciva spesso a passeggiare nel parco, accudito da Giovanni e Sara. &#8220;Poter vivere con Varenne &#8211; confessa De Angelis &#8211; mi ha fatto capire che era un cavallo fuori dal normale, aveva un&#8217;intelligenza quasi umana e lo si vedeva dalle piccole cose.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Qui da noi si è subito ambientato, aveva il suo mondo. Noi lo curavamo come un cavallo anziano, poi veniva il campione e per noi era un&#8217;emozione in più. Ma avremmo seguito così qualsiasi altro cavallo anziano&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Un legame forte, venuto improvvisamente a mancare. &#8220;Oggi abbiamo innanzitutto perso un cavallo e, poi, abbiamo perso Varenne. Questo fa doppiamente male. Mi piace solo pensare che è andato da Enzo, questo mi fa soffrire meno &#8211; dice il proprietario dell&#8217;allevamento &#8211; perché finalmente si sono ricongiunti per non separarsi più&#8221;.</span></p>
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		<title>Non solo il caldo, Pronto soccorsi intasati anche dall&#8217;aumenti dei traumi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 18 Aug 2026 07:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[Pronto soccorso]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il caldo asfissiante di questi giorni da solo non giustifica l&#8217;aumento degli accessi nei pronto soccorso. In queste strutture, in media,&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/non-solo-il-caldo-pronto-soccorsi-intasati-anche-dallaumenti-dei-traumi/">Non solo il caldo, Pronto soccorsi intasati anche dall&#8217;aumenti dei traumi</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p id="" class="art-text"><span style="font-size: 14pt;">Il caldo asfissiante di questi giorni da solo non giustifica l&#8217;aumento degli accessi nei pronto soccorso. </span><span style="font-size: 14pt;">In queste strutture, in media, è stato osservato un aumento del 15% degli accessi che è difficile discriminare in modo assoluto se legati solo alle temperature record, perché in diverse regioni c&#8217;è stato anche un incremento dei traumi dovuti ad incidenti stradali e in mare&#8221;. L&#8217;intervento per l&#8217;Adnkronos Salute è di <b>Alessandro Riccardi, presidente della Simeu (Società italiana Medicina di emergenza urgenza).</b> &#8220;Considerando il momento attuale, con l&#8217;avvio sul territorio delle Case di comunità &#8211; aggiunge Riccardi &#8211; non vediamo ancora funzionare bene la presa in carico dei pazienti che vengono dimessi dal Pronto soccorso e dovrebbero trovare nelle Case di comunità un riferimento. Spesso li vediamo tornare in Ps, magari avevano necessità per un problema acuto minore &#8211; ad esempio cutaneo o un ascesso. Inoltre &#8211; rimarca &#8211; viviamo una carenza strutturale di organici che nel periodo estivo arriva ad almeno 7mila medici a livello nazionale&#8221;.</span></p>
<p id="" class="art-text"><span style="font-size: 14pt;"><b>Quanto ha inciso il caldo record sugli accessi in Pronto soccorso?</b> &#8220;Incide nel momento in cui dalla popolazione non vengono seguite o lo sono solo parzialmente le raccomandazioni e gli accorgimenti previsti dai bollettini del ministero della Salute &#8211; avverte il presidente Simeu &#8211; Vediamo ancora comportamenti, come fare sport in orari improbabili, che se fino a 10 anni fa potevano ancora andare bene oggi, con le temperature che abbiamo vissuto, non possono andare più bene. Sincopi e colpi di calore sono dietro l&#8217;angolo. In più dovremmo ricordarci che il cambiamento climatico ha ridotto la forbice di tolleranza del nostro organismo alla ore più calde. Gli anziani che escono la mattina o il pomeriggio o i genitori che portano i bambini al mare, dovrebbero rivedere gli orari. In più in queste settimane abbiamo notato un certo aumento di traumi maggiori &#8211; ad esempio in Liguria dove lavoro &#8211; per incidenti stradali e in mare. C&#8217;è una maggiore disattenzione e la diffusione di compotamenti pericolosi alla guida&#8221;.</span></p>
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		<title>Veronica Di Gaspare, le dipendenze sono equiparabili a malattie croniche recidivanti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Magliulo &#38; Pasquale Maria Sansone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Aug 2026 07:05:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[TUTTINTERVISTA]]></category>
		<category><![CDATA[intervista]]></category>
		<category><![CDATA[veronica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Il problema delle dipendenze è un problema veramente serio ed in continua crescita.  In Italia si calcola che 393.000&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/veronica-di-gaspare-le-dipendenze-equiparate-a-malattie-croniche-recidivanti/">Veronica Di Gaspare, le dipendenze sono equiparabili a malattie croniche recidivanti</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-82528 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2024/07/in-punta-di-penna.jpeg?resize=300%2C163&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="163" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2024/07/in-punta-di-penna.jpeg?resize=300%2C163&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2024/07/in-punta-di-penna.jpeg?w=510&amp;ssl=1 510w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Il problema delle dipendenze è un problema veramente serio ed in continua crescita. </b><b> </b><b>In Italia si calcola che 393.000 persone tra i 15 ed i 64 anni dipendono da sostanze </b><b> </b><b>stupefacenti. Si tratta, ovviamente, di un dato indicativo perché non sono pochi i </b><b> </b><b>soggetti affetti da comportamento d&#8217;abuso che non passano per i SerD per cui non </b><b> </b><b>vengono censiti.</b><b> </b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-102884 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/Di-Gaspa.jpg?resize=188%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="188" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/Di-Gaspa.jpg?resize=188%2C300&amp;ssl=1 188w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/Di-Gaspa.jpg?w=602&amp;ssl=1 602w" sizes="(max-width: 188px) 100vw, 188px" data-recalc-dims="1" />Si, esattamente &#8211; spiega la <strong>psicologa-psicoterapeuta Veronica Di Gaspare</strong> &#8211; è un fenomeno sicuramente in crescita. In realtà sappiamo che ad  oggi il consumo di sostanze stupefacenti nei giovanissimi inizia spesso anche prima dei  quindici anni. </span><span style="font-weight: 400;">Il che è un problema enorme, in quanto durante la fase dell’adolescenza fino ai 20/25  anni il cervello si sta ancora sviluppando. </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">In particolare negli adolescenti la </span><b>corteccia prefrontale</b><span style="font-weight: 400;">, ovvero l’area deputata alla  gestione del pensiero logico, pianificazione, controllo degli impulsi, e regolazione delle  emozioni, è in pieno rebuilding sinaptico.  </span><span style="font-weight: 400;">Cioè non è semplicemente &#8220;immatura&#8221;, ma si trova in una fase di transizione critica  definita </span><b>mismatch evolutivo</b><span style="font-weight: 400;">, dove il sistema limbico, è già iperattivo, mentre la corteccia prefrontale non è ancora completamente mielinizzata. </span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">In parole semplici, la mielinizzazione è il processo in cui i neuroni vengono rivestiti di  mielina, una guaina lipidica (fatta di grasso e proteine) che avvolge gli assoni. Immagini i circuiti del cervello come i fili elettrici di un elettrodomestico: per funzionare  in modo sicuro e far viaggiare la corrente alla massima velocità, hanno bisogno di  essere rivestiti da una guaina di plastica isolante.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Nei ragazzi, questo rivestimento si sta ancora completando, quando un adolescente  assume alcol o droghe, queste sostanze agiscono come un acido corrosivo che  consuma l&#8217;isolamento dei fili.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">La corrente continua a passare, ma il segnale si disperde e viaggia al rallentatore.  Questo spiega perché, a livello psicologico, il ragazzo perde la capacità di  autoregolarsi: il suo cervello non ha più la velocità biologica necessaria per frenare  l&#8217;impulso prima che si trasformi in azione. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">L’uso di sostanze in questa fase così delicata influisce su questi processi aumentando  in modo esponenziale il rischio di </span><b>vulnerabilità psichiatrica</b><span style="font-weight: 400;">, scarso controllo degli  impulsi, maggiore probabilità di dipendenza in età adulta e difficoltà nella regolazione  emotiva. </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Esiste un problema legato alle cosiddette droghe sintetiche: costano poco ed </b><b> </b><b>arrecano danni irreversibili basta pensare al Fentanyl. </b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-102885 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/Di-Gaspare.jpg?resize=169%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="169" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/Di-Gaspare-scaled.jpg?resize=169%2C300&amp;ssl=1 169w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/Di-Gaspare-scaled.jpg?w=576&amp;ssl=1 576w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/Di-Gaspare-scaled.jpg?resize=768%2C1365&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/Di-Gaspare-scaled.jpg?resize=864%2C1536&amp;ssl=1 864w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" data-recalc-dims="1" />Si, inoltre un altro elemento critico da considerare è il fenomeno della contaminazione a </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">monte, definito </span><i><span style="font-weight: 400;">“</span></i><b>effetto taglio”</b><b> </b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Cioè, i dati tossicologici ed epidemiologici ci dicono che una percentuale significativa di </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">giovani assume Fentanyl in modo del tutto inconsapevole. </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Questa molecola sintetica viene utilizzata come adulterante a basso costo per potenziare </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">gli effetti di altre sostanze, come la cocaina, o per il confezionamento di farmaci contraffatti diffusi sul mercato illegale. L&#8217;obiettivo commerciale è duplice: abbattere i costi di </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">produzione e massimizzare l&#8217;indice di dipendenza chimica del consumatore, esponendo il </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">soggetto a un rischio elevatissimo di overdose accidentale.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Tante altre cose si potrebbero dire legate al mondo delle tossicodipendenze. Ma con </b><b> </b><b>questi due primi quesiti abbiamo inteso solo sottolineare l&#8217;impegno immane che </b><b> </b><b>assume chi, come gli psicologi, sceglie di impegnarsi in questo settore. </b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-102886 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/Di-Gas.jpg?resize=151%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="151" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/Di-Gas-scaled.jpg?resize=151%2C300&amp;ssl=1 151w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/Di-Gas-scaled.jpg?w=514&amp;ssl=1 514w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/Di-Gas-scaled.jpg?resize=768%2C1529&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/Di-Gas-scaled.jpg?resize=771%2C1536&amp;ssl=1 771w" sizes="(max-width: 151px) 100vw, 151px" data-recalc-dims="1" />Sicuramente è un ambito complesso. Ci basti pensare al fatto che la dipendenza è </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">considerata una </span><b>malattia cronica recidivante</b><span style="font-weight: 400;">, ciò vuol dire che è un qualcosa che la </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">persona deve gestire a vita. Appunto per questo lo psicologo lavora su vari fronti, dalla </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">prevenzione nei contesti sociali a rischio, alla riduzione del danno, presa in carico nei </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">servizi deputati, quali i Serd, il lavoro nelle comunità terapeutiche, che appunto seguono il </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">paziente con dipendenza dalla presa in carico al reinserimento sociale. Quello che è di fondamentale importanza è considerare la dipendenza secondo un </span><span style="font-weight: 400;"> </span><b>approccio biopsicosociale </b><span style="font-weight: 400;">e soprattutto </span><b>centrato sulla persona</b><span style="font-weight: 400;">.</span><span style="font-weight: 400;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">In ambito clinico dobbiamo operare un importante cambio di paradigma: la dipendenza non </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">è il problema primario, ma rappresenta la risposta sintomatica del soggetto. Per il paziente, l&#8217;uso della sostanza è la soluzione, ovvero la strategia, ovviamente </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">disfunzionale, ma la migliore che ha trovato per rispondere a un disagio psicologico. Pertanto, l&#8217;intervento psicoterapeutico non può limitarsi alla sola rimozione del </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">comportamento di abuso, ma deve focalizzarsi sulla comprensione della vulnerabilità </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">emotiva sottostante e sullo sviluppo di strategie funzionali per la gestione del disagio. Quindi si lavora attraverso un intervento centrato sulla persona, sui bisogni, sull’eventuale </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">comorbilità di disturbi psichiatrici e l’apprendimento di strategie maggiormente funzionali </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">appunto, per la regolazione emotiva e tolleranza della sofferenza. </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Ad oggi ,ad esempio, la DBT (Dialectical Behaviour Therapy) è uno dei maggiori approcci </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">evidence based per il trattamento</span> <span style="font-weight: 400;">delle dipendenze, specialmente quando l&#8217;abuso di </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">sostanze si associa a una forte disregolazione emotiva (come nel disturbo borderline di </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">personalità).</span><span style="font-weight: 400;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Per affrontare le problematiche di chi è &#8220;malato nell&#8217;anima&#8221; è necessario partire </b><b> </b><b>da una grande motivazione. Quale è stata la sua? </b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-102887 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/di-ga.jpg?resize=233%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="233" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/di-ga.jpg?resize=233%2C300&amp;ssl=1 233w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/di-ga.jpg?resize=768%2C988&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/di-ga.jpg?w=777&amp;ssl=1 777w" sizes="(max-width: 233px) 100vw, 233px" data-recalc-dims="1" />Guardi, quello che posso dirle è che credo fermamente che il lavoro dello psicologo sia uno </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">dei lavori più belli al mondo. Ovviamente questa è una mia personale opinione, di parte </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">aggiungerei. </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">L’ambito delle dipendenze per me è stata più una scoperta che un obiettivo.</span> <span style="font-weight: 400;">Quando ho iniziato l’università non era assolutamente un ambito che mi interessava. Poi con il tirocinio ho iniziato a conoscere il lavoro nelle comunità terapeutiche e</span><span style="font-weight: 400;">  </span><span style="font-weight: 400;">successivamente ho iniziato a lavorare in questo ambito, che mi ha appassionato sempre </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">di più. </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Attualmente lavoro come libero professionista in studio ma l’esperienza nelle comunità è </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">stata profondamente arricchente per me. </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Lavorando in comunità hai la possibilità di vivere a pieno, anche tu, come operatore, la vita </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">comunitaria. È un ambito, ripeto, complesso, intenso. Ma anche stimolante. </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">Non saprei dirle nello specifico qual è la motivazione che mi ha spinto a scegliere di </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">lavorare con le persone con dipendenza.</span><span style="font-weight: 400;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Quello che le posso dire è che lavorandoci, impari quanto la sostanza può essere per </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">qualcuno una salvezza. </span><i><span style="font-weight: 400;">E quanto è difficile abbandonare qualcosa che per me è l’unico </span></i><i><span style="font-weight: 400;"> </span></i><i><span style="font-weight: 400;">modo per sopravvivere?</span></i></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Ecco, per lavorare nelle dipendenze sicuramente devi riuscire a comprendere ed </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">empatizzare con questo.</span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">Ci sono giorni in cui è più difficile, giorni in cui ti senti completamente impotente. Ma poi ci sono giorni in cui vedi semplicemente una persona stare meglio.</span> <span style="font-weight: 400;">Scopri che un ragazzo ha finito il percorso in comunità.</span><span style="font-weight: 400;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Che uno li loro ha scoperto che è bravo a cucinare e vorrebbe fare quello nella vita. Qualcuno ha ricominciato con la scuola e sta prendendo il diploma.</span><span style="font-weight: 400;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Qualcuno si è fidanzato o ha avuto un bambino ed è felice.</span><span style="font-weight: 400;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">In quel momento pensi che ogni sforzo, ogni giorno di frustrazione e di fatica, vale la pena.</span><span style="font-weight: 400;">  </span><span style="font-weight: 400;">Ecco, non saprei spiegarle la mia motivazione, se non così.</span><span style="font-weight: 400;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>La crescita della violenza tra i minori è legata spesso e volentieri al consumo di </b><b> </b><b>sostanze. Come se ne esce? </b></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> <img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-102889 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/babygang.jpg?resize=300%2C169&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="169" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/babygang-scaled.jpg?resize=300%2C169&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/babygang-scaled.jpg?resize=1024%2C577&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/babygang-scaled.jpg?resize=768%2C433&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/babygang-scaled.jpg?w=1140&amp;ssl=1 1140w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/08/babygang-scaled.jpg?resize=720%2C405&amp;ssl=1 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />Ma, guardi io la metterei in un altro modo. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Il disagio giovanile ha come possibile conseguenza il consumo di sostanze e fenomeni di </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">violenza. Come dicevamo prima, l’adolescenza è un momento estremamente delicato nella </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">vita di un individuo. E’ il momento in cui l’individuo non è più un bambino, ma non è</span><span style="font-weight: 400;">  </span><span style="font-weight: 400;">nemmeno un adulto. Si inizia a differenziare dalle figure genitoriali e inizia la costruzione </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">della sua identità. Si affaccia al mondo, alla società, confronto con i pari, primi amori, prime </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">delusioni, prime frustrazioni. </span><span style="font-weight: 400;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Fa ogni cosa per la prima volta.</span><span style="font-weight: 400;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Sicuramente quello che posso dirle è che c’è bisogno che l’individuo abbia degli </span><i><span style="font-weight: 400;">strumenti </span></i><i><span style="font-weight: 400;"> </span></i><span style="font-weight: 400;">per affrontare il mondo. L’adolescente ha bisogno di imparare a conoscersi, a comprendere </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">il proprio mondo interno, le emozioni, a regolarle. Deve imparare a relazionarsi con l’altro, </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">stabilire i propri e gli altrui confini. </span><span style="font-weight: 400;"> </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Ecco perché l&#8217;uso di sostanze o le manifestazioni di violenza tra i giovani vanno letti come</span><span style="font-weight: 400;">  </span><span style="font-weight: 400;">veri e propri </span><b>sintomi di una fragilità </b><span style="font-weight: 400;">nell&#8217;autoregolazione. La sostanza, i comportamenti </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">aggressivi, ma anche l’autolesionismo, mi viene in mente, diventano un mezzo che il </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">ragazzo trova per gestire un carico emotivo che non sa come decodificare. Per questo motivo, l&#8217;intervento non può essere solo punitivo o repressivo: diventa </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">fondamentale </span><b>investire in un&#8217;educazione affettiva e relazionale </b><span style="font-weight: 400;">strutturata, che parte </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">dalla famiglia ma anche, soprattutto, dalle scuole, che fornisca ai giovani gli strumenti </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">cognitivi ed emotivi necessari per navigare la complessità della loro crescita e della vita in </span><span style="font-weight: 400;"> </span><span style="font-weight: 400;">generale.</span></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/veronica-di-gaspare-le-dipendenze-equiparate-a-malattie-croniche-recidivanti/">Veronica Di Gaspare, le dipendenze sono equiparabili a malattie croniche recidivanti</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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