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	<title>APPROFONDIMENTI Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>APPROFONDIMENTI Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Inail: è allarme per le malattie professionali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 13:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le patologie legate al lavoro svolto denunciate in Italia raggiungono un nuovo livello di allarme. Nel 2025 l&#8217;INAIL ha protocollato&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/inail-e-allarme-per-le-malattie-professionali/">Inail: è allarme per le malattie professionali</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Le patologie legate al lavoro svolto denunciate in Italia raggiungono un nuovo livello di allarme. Nel 2025 l&#8217;INAIL ha protocollato 98.463 denunce, quasi 10mila in più rispetto alle 88.499 del 2024, con un incremento dell&#8217;11,3%. Il confronto con gli anni precedenti evidenzia inoltre una crescita del 35,3% rispetto al 2023, del 62% rispetto al 2022 e del 60,6% rispetto al 2019. Si tratta di denunce presentate, non necessariamente di casi già riconosciuti e indennizzati, ma il trend rappresenta un segnale epidemiologico e sociale che non può essere ignorato.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Anche il 2026 conferma la tendenza: nel primo bimestre sono state registrate 17.036 denunce, il 14,2% in più rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre il dato disponibile al primo trimestre indica un aumento del 16,7% delle patologie di possibile origine professionale denunciate.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">«Dietro questi numeri non ci sono soltanto pratiche amministrative, ma persone che spesso hanno continuato a lavorare per mesi o anni ignorando segnali precisi del proprio corpo», dichiara Roberto Feroli, Ceo di TuttoBene TV e Project Manager di Salute.it. «Un dolore alla schiena che ritorna ogni sera, una mano che perde forza, un formicolio notturno, il risveglio già stanchi, l&#8217;ansia prima di entrare in servizio o l&#8217;incapacità di recuperare durante il riposo non sono sempre disturbi passeggeri. Possono rappresentare l&#8217;inizio di una patologia legata all&#8217;organizzazione o alle condizioni del lavoro».</span><br />
<strong><span style="font-size: 14pt;">Il peso delle patologie professionali</span></strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">Le patologie più frequentemente denunciate riguardano il sistema osteo-muscolare e il tessuto connettivo, seguite dalle malattie del sistema nervoso e dell&#8217;orecchio. Restano inoltre presenti patologie respiratorie, tumori professionali e disturbi psichici. Le evidenze scientifiche indicano i disturbi muscolo-scheletrici tra le principali cause di disabilità lavorativa e l&#8217;EU-OSHA richiama la necessità di investire in ergonomia, adeguamento delle postazioni, organizzazione del lavoro, rotazione delle mansioni e pause.</span><br />
<strong><span style="font-size: 14pt;">Stress lavoro-correlato: un rischio da non sottovalutare</span></strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">Accanto ai rischi fisici assumono crescente rilievo quelli organizzativi e psicosociali. I dati del sistema di sorveglianza MalProf mostrano una prevalenza dei disturbi dell&#8217;adattamento (60,4%), seguiti dalle reazioni a grave stress (25,5%) e dal disturbo post-traumatico da stress. In oltre la metà delle segnalazioni esaminate è stata individuata una correlazione positiva con il lavoro.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Lo stress professionale non coincide con una giornata difficile o con una normale preoccupazione», sottolinea Feroli. «Il problema nasce quando la tensione diventa continua e il lavoratore non riesce più a recuperare. Insonnia, tachicardia, disturbi gastrointestinali, irritabilità, difficoltà di concentrazione, senso di inadeguatezza e perdita di motivazione sono segnali che meritano ascolto, soprattutto quando compaiono o peggiorano in relazione al lavoro».</span><br />
<strong><span style="font-size: 14pt;">Prevenzione e tutela della salute</span></strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">Tra i segnali che non devono essere normalizzati figurano dolore persistente a schiena, collo e spalle, perdita di forza o sensibilità nelle mani, formicolii, rigidità articolare, affaticamento che non migliora con il riposo, insonnia, ansia, difficoltà di concentrazione, irritabilità e disturbi digestivi, soprattutto quando compaiono durante il lavoro e migliorano nei giorni di riposo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">«Non bisogna aspettare che il dolore impedisca di lavorare o che il disagio psicologico diventi ingestibile», afferma Feroli. «Riferire tempestivamente i sintomi al medico curante e, dove previsto, al medico competente permette di avviare accertamenti, correggere i fattori di rischio e impedire che un disturbo iniziale diventi una limitazione permanente».</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il riferimento resta il Decreto Legislativo 81/2008, che impone la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, compreso lo stress lavoro-correlato. La valutazione deve riguardare mansioni, carichi, ritmi, turnazioni, postazioni, attrezzature e organizzazione del lavoro, intervenendo concretamente quando emergono criticità.</span><br />
<strong><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;appello di Feroli</span></strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">La vera svolta sarà passare dalla cultura della sopportazione alla cultura della prevenzione», conclude Roberto Feroli. «Non è normale terminare ogni turno con un dolore intenso, dormire male per la preoccupazione del giorno successivo o perdere progressivamente la capacità di svolgere gesti abituali. Le aziende devono osservare il lavoro reale, ascoltare chi lo svolge e intervenire prima che il corpo o la mente presentino il conto. Proteggere la salute dei lavoratori significa anche ridurre assenze, errori, perdita di competenze e costi sociali».</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Feroli richiama inoltre l&#8217;attenzione sull&#8217;invecchiamento della popolazione lavorativa: «Con l&#8217;aumento dell&#8217;età media della popolazione lavorativa, prevenire l&#8217;usura fisica e mentale non è più soltanto una scelta organizzativa, ma una necessità per garantire la sostenibilità del mondo del lavoro e del nostro sistema sanitario. Ogni intervento che migliora ergonomia, organizzazione, formazione e benessere psicologico rappresenta un investimento sulla salute delle persone e sulla competitività delle imprese».</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Salute.it e TuttoBene TV invitano istituzioni, imprese, professionisti della salute e lavoratori a promuovere una cultura della prevenzione fondata sull&#8217;evidenza scientifica e sulla collaborazione, per costruire ambienti di lavoro più sicuri e sostenibili.</span></p>
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		<title>&#8220;Pascale&#8221;, eccellenza nella cura delle neoplasie ovariche</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 06:00:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[neoplasie]]></category>
		<category><![CDATA[Ovaie]]></category>
		<category><![CDATA[pascale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Arriva un riconoscimento europeo per l&#8217;istituto di ricovero ricerca cure monospecialistico per i tumori che si traduce in un vantaggio concreto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/pascale/">&#8220;Pascale&#8221;, eccellenza nella cura delle neoplasie ovariche</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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<p><span style="font-size: 14pt;">Arriva un riconoscimento europeo per l&#8217;istituto di ricovero ricerca cure monospecialistico per i tumori che si traduce in un vantaggio concreto per le donne colpite da tumore ovarico. L&#8217;Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli entra ufficialmente nella rete dei centri di eccellenza europei per la cura del carcinoma ovarico avanzato grazie alla certificazione rilasciata dalla European Society of Gynaecological Oncology (ESGO), il più autorevole organismo scientifico europeo che definisce gli standard di qualità nella ginecologia oncologica.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il Pascale è il primo centro del Sud Italia a ottenere questo prestigioso accreditamento, riservato alle strutture che garantiscono livelli di eccellenza non solo nella chirurgia, ma anche nell&#8217;organizzazione dell&#8217;assistenza, nella ricerca clinica e nella presa in carico multidisciplinare delle pazienti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Per chi affronta una diagnosi di carcinoma ovarico avanzato, la certificazione ESGO significa poter accedere a un percorso di cura costruito secondo i più rigorosi standard europei, dove ogni fase del trattamento è sottoposta a controlli di qualità e ogni decisione terapeutica viene condivisa da un&#8217;équipe multidisciplinare composta da ginecologi oncologi, oncologi medici, radiologi, anatomopatologi, anestesisti, genetisti, nutrizionisti, psicologi e specialisti dedicati.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La qualità della chirurgia rappresenta uno degli elementi più importanti nella prognosi del tumore ovarico. È ormai dimostrato che essere operate in centri ad alta specializzazione aumenta le probabilità di ottenere una rimozione completa della malattia, il principale fattore associato a un miglioramento della sopravvivenza e dell&#8217;efficacia delle terapie successive. La certificazione ESGO attesta proprio la capacità del Pascale di garantire questi elevati standard.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il riconoscimento arriva a tre anni dall&#8217;insediamento della Struttura complessa di Ginecologia Oncologica diretta dal professor Vito Chiantera. In questo lasso di tempo sono stati eseguiti oltre 70 interventi chirurgici su pazienti affette da carcinoma ovarico avanzato, molti dei quali caratterizzati da procedure multicompartimentali e ad altissima complessità, possibili solo in centri con competenze altamente specialistiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ma oggi la cura del tumore ovarico non si limita più solo alla chirurgia e alla chemioterapia. Negli ultimi anni la medicina di precisione ha cambiato radicalmente l&#8217;approccio terapeutico, consentendo di scegliere i trattamenti in base alle caratteristiche biologiche e molecolari del tumore. Le pazienti vengono sottoposte sempre più frequentemente a test genetici e biomolecolari che permettono di individuare alterazioni, come le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 o il deficit di ricombinazione omologa (HRD), fondamentali per orientare le scelte terapeutiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Grazie a queste informazioni è possibile accedere alle terapie target, in particolare agli inibitori di PARP, farmaci innovativi che hanno modificato la storia naturale della malattia in molte pazienti. Utilizzati come terapia di mantenimento dopo la risposta alla chemioterapia, questi medicinali consentono di prolungare in modo significativo il tempo libero dalla malattia e, in molti casi, di migliorare la sopravvivenza. Per pazienti selezionate restano inoltre fondamentali le terapie antiangiogeniche, mentre la ricerca internazionale sta aprendo nuove prospettive con gli anticorpi farmaco-coniugati (ADC), veri e propri &#8220;farmaci intelligenti&#8221; capaci di colpire selettivamente le cellule tumorali, e con nuove strategie di immunoterapia e combinazioni terapeutiche.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8220;Disporre di un centro certificato ESGO &#8211; sottolinea il manager Maurizio Di Mauro, anche lui medico &#8211; significa quindi poter accedere non soltanto a una chirurgia di eccellenza, ma anche a un percorso completo che integra diagnostica molecolare, consulenza genetica, trattamenti innovativi e sperimentazioni cliniche, offrendo alle pazienti le migliori opportunità terapeutiche disponibili secondo gli standard internazionali.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La certificazione ESGO valuta infatti l&#8217;intero percorso assistenziale: dalla diagnosi alla chirurgia, dalle terapie farmacologiche al follow-up, fino al supporto nutrizionale, psicologico e riabilitativo. Un modello organizzativo che consente di personalizzare le cure, ridurre le complicanze, migliorare la qualità della vita e assicurare tempi di trattamento appropriati.&#8221;</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un altro elemento determinante è rappresentato dalla ricerca scientifica. Negli ultimi tre anni la Ginecologia Oncologica del Pascale ha pubblicato numerosi lavori sul carcinoma ovarico sulle principali riviste internazionali, partecipando e coordinando studi clinici nazionali e internazionali. &#8220;Per le pazienti questo significa anche una maggiore possibilità di accedere a protocolli sperimentali, nuovi farmaci e cure innovative spesso prima della loro diffusione nella pratica clinica&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La certificazione assume inoltre un forte valore sociale per il Mezzogiorno. Per molte donne del Sud Italia significa poter ricevere cure di livello europeo vicino alla propria famiglia, evitando i cosiddetti &#8220;viaggi della speranza&#8221; verso strutture del Centro-Nord. Ridurre la mobilità sanitaria significa alleggerire il peso economico e psicologico della malattia, consentendo alle pazienti di affrontare il percorso terapeutico nel proprio territorio senza rinunciare all&#8217;eccellenza delle cure.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8220;La certificazione ESGO – conclude il direttore generale del Pascale, Maurizio Di Mauro – rappresenta un risultato di straordinario valore per il nostro Istituto e per l&#8217;intera sanità del Mezzogiorno. Essere l&#8217;unico centro del Sud Italia ad ottenere questo prestigioso riconoscimento europeo significa offrire alle pazienti percorsi di cura ai più alti standard internazionali, senza la necessità di migrare verso altre regioni. È il frutto di una visione che punta sulla qualità, sull&#8217;innovazione, sulla ricerca e sulla capacità di attrarre professionisti di altissimo livello&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un traguardo che conferma dunque il ruolo del Pascale come centro di eccellenza nazionale e internazionale nella lotta contro i tumori.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Per la struttura diretta dal professor Vito Chiantera, il riconoscimento rappresenta il punto di arrivo di un intenso lavoro clinico, scientifico e organizzativo, ma soprattutto un nuovo punto di partenza. Entrare nella rete ESGO significa confrontarsi costantemente con i migliori centri europei, condividere innovazioni e offrire alle pazienti un&#8217;assistenza in continua evoluzione.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Per le donne che ricevono una diagnosi di carcinoma ovarico avanzato, il messaggio è chiaro: oggi al Pascale possono trovare non solo un centro certificato secondo i più elevati standard europei, ma un luogo dove chirurgia d&#8217;eccellenza, medicina personalizzata, ricerca e innovazione lavorano insieme per aumentare le possibilità di guarigione, prolungare la sopravvivenza e migliorare la qualità della vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Europea n riconoscimento europeo per l&#8217;istituto di ricovero ricerca cure monospecialisto per i tumori che si traduce in un vantaggio concreto per le donne colpite da tumore ovarico. L&#8217;Istituto Nazionale Tumori IRCCS Pascale di Napoli entra ufficialmente nella rete dei centri di eccellenza europei per la cura del carcinoma ovarico avanzato grazie alla certificazione rilasciata dalla European Society of Gynaecological Oncology (ESGO), il più autorevole organismo scientifico europeo che definisce gli standard di qualità nella ginecologia oncologica.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il Pascale è il primo centro del Sud Italia a ottenere questo prestigioso accreditamento, riservato alle strutture che garantiscono livelli di eccellenza non solo nella chirurgia, ma anche nell&#8217;organizzazione dell&#8217;assistenza, nella ricerca clinica e nella presa in carico multidisciplinare delle pazienti.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Per chi affronta una diagnosi di carcinoma ovarico avanzato, la certificazione ESGO significa poter accedere a un percorso di cura costruito secondo i più rigorosi standard europei, dove ogni fase del trattamento è sottoposta a controlli di qualità e ogni decisione terapeutica viene condivisa da un&#8217;équipe multidisciplinare composta da ginecologi oncologi, oncologi medici, radiologi, anatomopatologi, anestesisti, genetisti, nutrizionisti, psicologi e specialisti dedicati.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La qualità della chirurgia rappresenta uno degli elementi più importanti nella prognosi del tumore ovarico. È ormai dimostrato che essere operate in centri ad alta specializzazione aumenta le probabilità di ottenere una rimozione completa della malattia, il principale fattore associato a un miglioramento della sopravvivenza e dell&#8217;efficacia delle terapie successive. La certificazione ESGO attesta proprio la capacità del Pascale di garantire questi elevati standard.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il riconoscimento arriva a tre anni dall&#8217;insediamento della Struttura complessa di Ginecologia Oncologica diretta dal professor Vito Chiantera. In questo lasso di tempo sono stati eseguiti oltre 70 interventi chirurgici su pazienti affette da carcinoma ovarico avanzato, molti dei quali caratterizzati da procedure multicompartimentali e ad altissima complessità, possibili solo in centri con competenze altamente specialistiche.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Ma oggi la cura del tumore ovarico non si limita più solo alla chirurgia e alla chemioterapia. Negli ultimi anni la medicina di precisione ha cambiato radicalmente l&#8217;approccio terapeutico, consentendo di scegliere i trattamenti in base alle caratteristiche biologiche e molecolari del tumore. Le pazienti vengono sottoposte sempre più frequentemente a test genetici e biomolecolari che permettono di individuare alterazioni, come le mutazioni dei geni BRCA1 e BRCA2 o il deficit di ricombinazione omologa (HRD), fondamentali per orientare le scelte terapeutiche.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Grazie a queste informazioni è possibile accedere alle terapie target, in particolare agli inibitori di PARP, farmaci innovativi che hanno modificato la storia naturale della malattia in molte pazienti. Utilizzati come terapia di mantenimento dopo la risposta alla chemioterapia, questi medicinali consentono di prolungare in modo significativo il tempo libero dalla malattia e, in molti casi, di migliorare la sopravvivenza. Per pazienti selezionate restano inoltre fondamentali le terapie antiangiogeniche, mentre la ricerca internazionale sta aprendo nuove prospettive con gli anticorpi farmaco-coniugati (ADC), veri e propri &#8220;farmaci intelligenti&#8221; capaci di colpire selettivamente le cellule tumorali, e con nuove strategie di immunoterapia e combinazioni terapeutiche.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">&#8220;Disporre di un centro certificato ESGO &#8211; sottolinea il manager Maurizio Di Mauro, anche lui medico &#8211; significa quindi poter accedere non soltanto a una chirurgia di eccellenza, ma anche a un percorso completo che integra diagnostica molecolare, consulenza genetica, trattamenti innovativi e sperimentazioni cliniche, offrendo alle pazienti le migliori opportunità terapeutiche disponibili secondo gli standard internazionali.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La certificazione ESGO valuta infatti l&#8217;intero percorso assistenziale: dalla diagnosi alla chirurgia, dalle terapie farmacologiche al follow-up, fino al supporto nutrizionale, psicologico e riabilitativo. Un modello organizzativo che consente di personalizzare le cure, ridurre le complicanze, migliorare la qualità della vita e assicurare tempi di trattamento appropriati&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Un altro elemento determinante è rappresentato dalla ricerca scientifica. Negli ultimi tre anni la Ginecologia Oncologica del Pascale ha pubblicato numerosi lavori sul carcinoma ovarico sulle principali riviste internazionali, partecipando e coordinando studi clinici nazionali e internazionali. &#8220;Per le pazienti questo significa anche una maggiore possibilità di accedere a protocolli sperimentali, nuovi farmaci e cure innovative spesso prima della loro diffusione nella pratica clinica&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La certificazione assume inoltre un forte valore sociale per il Mezzogiorno. Per molte donne del Sud Italia significa poter ricevere cure di livello europeo vicino alla propria famiglia, evitando i cosiddetti &#8220;viaggi della speranza&#8221; verso strutture del Centro-Nord. Ridurre la mobilità sanitaria significa alleggerire il peso economico e psicologico della malattia, consentendo alle pazienti di affrontare il percorso terapeutico nel proprio territorio senza rinunciare all&#8217;eccellenza delle cure.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">«La certificazione ESGO – conclude il direttore generale del Pascale, Maurizio Di Mauro – rappresenta un risultato di straordinario valore per il nostro Istituto e per l&#8217;intera sanità del Mezzogiorno. Essere l&#8217;unico centro del Sud Italia ad ottenere questo prestigioso riconoscimento europeo significa offrire alle pazienti percorsi di cura ai più alti standard internazionali, senza la necessità di migrare verso altre regioni. È il frutto di una visione che punta sulla qualità, sull&#8217;innovazione, sulla ricerca e sulla capacità di attrarre professionisti di altissimo livello&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Un traguardo che conferma dunque il ruolo del Pascale come centro di eccellenza nazionale e internazionale nella lotta contro i tumori e</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Per la struttura diretta dal professor Vito Chiantera, il riconoscimento rappresenta il punto di arrivo di un intenso lavoro clinico, scientifico e organizzativo, ma soprattutto un nuovo punto di partenza. Entrare nella rete ESGO significa confrontarsi costantemente con i migliori centri europei, condividere innovazioni e offrire alle pazienti un&#8217;assistenza in continua evoluzione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Per le donne che ricevono una diagnosi di carcinoma ovarico avanzato, il messaggio è chiaro: oggi al Pascale possono trovare non solo un centro certificato secondo i più elevati standard europei, ma un luogo dove chirurgia d&#8217;eccellenza, medicina personalizzata, ricerca e innovazione lavorano insieme per aumentare le possibilità di guarigione, prolungare la sopravvivenza e migliorare la qualità della vita.</span></p>
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<p>&nbsp;</p>
<p>da Mondosanità</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Italia, tempi di attesa troppo lunghi per una diagnosi di tumore dell&#8217;ovaio</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/italia-tempi-di-attesa-troppo-lunghi-per-una-diagnosi-di-tumore-dellovaio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=italia-tempi-di-attesa-troppo-lunghi-per-una-diagnosi-di-tumore-dellovaio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 04:30:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
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		<category><![CDATA[diagnosi]]></category>
		<category><![CDATA[ovaio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando il tempo è vita. Il 30% delle donne con tumore dell&#8217;ovaio, in Italia attende più di un anno per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/italia-tempi-di-attesa-troppo-lunghi-per-una-diagnosi-di-tumore-dellovaio/">Italia, tempi di attesa troppo lunghi per una diagnosi di tumore dell&#8217;ovaio</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Quando il tempo è vita. Il 30% delle donne con tumore dell&#8217;ovaio, in Italia attende più di un anno per ricevere una diagnosi e il 46% più di tre mesi. Questo il dato che emerge dalla survey dedicata alla presa in carico delle persone colpite da questa neoplasia, condotta online a luglio 2026, e che ha coinvolto circa 300 pazienti ed ex pazienti da tutta Italia.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;indagine è parte della campagna &#8216;Insieme di insiemi&#8217; promossa da varie associazioni del settore.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><strong>&#8220;Ogni anno vengono diagnosticati oltre 5400 nuovi casi di tumore dell&#8217;ovaio &#8211; ha spiegato Sandro Pignata, direttore della Uoc di oncologia medica del dipartimento di uro-ginecologia dell&#8217;Irccs Fondazione Pascale di Napoli</strong> e fondatore del Gruppo Mito alla conferenza online di presentazione dei risultati -. Il ritardo diagnostico rappresenta il primo bisogno espresso dalle donne intervistate, e trova conferma soprattutto tra le under 40, nelle quali il sospetto clinico tende a essere meno immediato&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    &#8220;Nel nostro campione una donna su cinque giudica poco approfondita o insufficiente la valutazione ricevuta, e la quota sale fino a quasi una su tre tra le pazienti non seguite in un centro di riferimento&#8221;, ha sottolineato poi Domenica Lorusso, responsabile del programma di ginecologia oncologica medica ospedale Humanitas San Pio X Milano.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Ornella Campanella, Presidente di aBRCAdabra ha illustrato come &#8220;la survey evidenzi che una donna su cinque giudica poco approfondita la valutazione del rischio eredo-familiare, e la quota sale al 31% tra le pazienti non seguite in un centro ad alto volume, contro il 17% di quelle prese in carico in un centro di riferimento&#8221;. &#8220;Quando le donne sono seguite da una struttura dedicata l&#8217;insoddisfazione scende addirittura dal 17% al 4%&#8221;, ha affermato Ilaria Bellet, presidente di Acto Italia.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Sandra Balboni, Presidente di Loto OdV ha posto poi l&#8217;attenzione sulle differenze territoriali &#8220;il supporto psicologico raggiunge il 54% delle pazienti del Nord, ma soltanto il 35% nel Centro e il 34% nel Sud e nelle Isole&#8221;. &#8220;Tra le donne con meno di 45 anni, il 62% dichiara di non aver ricevuto informazioni sulla preservazione della fertilità prima dell&#8217;inizio delle cure&#8221;, ha affermato Marilena Serra, socia di Mai più sole. Vincenza Bologna, vicepresidente di Alto, ha infine spiegato che &#8220;più della metà delle pazienti indica l&#8217;accesso all&#8217;innovazione tra gli aspetti sui quali è più urgente intervenire&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    E&#8217; quindi necessario, concludono le associazioni dei pazienti, &#8220;aumentare l&#8217;accesso ai centri ad alto volume, al supporto psiconcologico e all&#8217;innovazione terapeutica&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">   </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/italia-tempi-di-attesa-troppo-lunghi-per-una-diagnosi-di-tumore-dellovaio/">Italia, tempi di attesa troppo lunghi per una diagnosi di tumore dell&#8217;ovaio</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Agenas: nel primo trimestre 2026 più prestazioni, più appropriatezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jul 2026 04:00:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Si accorciano li liste di attesa. Un milione e 624 mila visite ed esami diagnostici in più erogati entro i&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Si accorciano li liste di attesa. Un milione e 624 mila visite ed esami diagnostici in più erogati entro i tempi massimi previsti. È il risultato che emerge dal primo Bollettino trimestrale Agenas sul monitoraggio delle liste di attesa, il nuovo strumento di trasparenza che raccoglie i dati della Piattaforma nazionale e restituisce una fotografia dell’andamento delle prestazioni a livello nazionale e regionale. Il confronto con il primo semestre 2025 evidenzia un aumento complessivo dell’attività del Servizio sanitario nazionale: le prenotazioni passano da 13,3 milioni a 14,9 milioni, mentre cresce anche l’offerta nei fine settimana, con 357 mila prestazioni erogate contro le 330 mila dello stesso periodo dell’anno precedente. Secondo Agenas, il miglioramento è legato &#8220;all’aumento della produttività e a una migliore organizzazione dell’offerta&#8221;. Le prime visite effettuate entro i tempi di garanzia salgono dal 76,4% al 78,5%, mentre gli accertamenti diagnostici passano dall’82,8% all’84,6%.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il dato positivo riguarda soprattutto le prestazioni con maggiore urgenza. Le prime visite da garantire entro tre giorni raggiungono l’81%, rispetto al 77,7% del 2025, mentre le prestazioni in classe B passano dal 77,3% all’80,2%. Per gli esami diagnostici urgenti l’incremento è dal 73,2% al 76,4%. Il miglioramento, però, non cancella le differenze territoriali. Per le prime visite cinque Regioni mantengono una percentuale di rispetto dei tempi inferiore al 70%, mentre sul fronte diagnostico persistono criticità in alcune aree. Agenas segnala inoltre differenze nell’appropriatezza prescrittiva, con una distribuzione molto variabile delle classi di priorità che può influenzare la programmazione dell’offerta. Nel monitoraggio emergono anche alcune esperienze organizzative considerate virtuose. La Toscana ha utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per analizzare circa 350 mila prescrizioni dermatologiche e rivedere i criteri di appropriatezza, riducendo le richieste di prime visite dermatologiche. Il Piemonte ha invece introdotto algoritmi per ottimizzare la gestione delle agende e utilizzare gli slot disponibili, migliorando in particolare la capacità di risposta alle prenotazioni con priorità più urgente.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Per il ministro della Salute <strong>Orazio Schillaci</strong> i dati rappresentano &#8220;un dato positivo&#8221; e confermano che &#8220;la strada intrapresa due anni fa con la legge sulle liste d’attesa è quella giusta&#8221;. Il ministro ha però indicato come principale elemento critico &#8220;la diseguaglianza dell’offerta nella presa in carico dei pazienti tra Regione e Regione&#8221;, su cui &#8220;bisogna lavorare&#8221;. La nuova Piattaforma nazionale, ha spiegato Schillaci, consente oggi di &#8220;misurare ciò che avviene nella sanità pubblica e nelle liste d’attesa&#8221; e rappresenta uno strumento per intervenire dove emergono maggiori difficoltà. Passo dopo passo, pur con  criticità ancora presenti, ma anche con risultati incoraggianti,  stiamo iniziando a governare le liste d&#8217;attesa con i dati, la  conoscenza e il dialogo con le Regioni. Lo stiamo facendo garantendo  trasparenza al processo, non solo attraverso la nuova Piattaforma  nazionale, ma da oggi anche con un Bollettino periodico, che dà  evidenza dei risultati raggiunti e di ciò che si può e si deve  migliorare&#8221;. Così il direttore generale di Agenas, <strong>Angelo Tanese</strong>. Con il nuovo Bollettino trimestrale, Agenas punta a rendere strutturale il monitoraggio, fornendo periodicamente dati sull’andamento delle prestazioni e sulle aree in cui sono necessari interventi</span> organizzativi.</p>
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		<title>Campania, caldo intenso almeno fino ad inizio settimana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Marco Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 05:00:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) reitera l’allarme per l’influenza nefasta che le ondate di calore hanno sulla salute. Lo fa&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) reitera l’allarme per l’influenza nefasta che le ondate di calore hanno sulla salute. Lo fa sottolineando un dato agghiacciante: nel continente europeo negli ultimi 4 anni oltre 200mila decessi sono attribuibili alle ondate di calore.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In Italia il dato, sempre legato all’aumento anomalo delle temperature e riferito agli over 65, è di un aumento della mortalità del 3%. Insomma, chiosano dall’Oms non si può più parlare di allarme ambientale derivante dalle avverse condizioni climatiche ma di un vero e proprio allarme sanitario.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Intanto il Centro funzionale della Protezione Civile della Regione Campania ha prorogato l’avviso di criticità per ondate di calore fino alle 20 di lunedì 20 luglio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Sono previste, infatti, ancora temperature elevate che potranno essere superiori ai valori medi stagionali di 4-6°C, associate a un tasso di umidità che, durante le ore diurne potrà superare anche il 60-70%, in condizioni di scarsa ventilazione e che, durante le ore notturne potrà raggiungere l&#8217;80%.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Per il gran caldo di questi giorni, particolare prudenza viene sollecitata ai cardiopatici, agli anziani, ai bambini ai soggetti a rischio, ai malati cronici&#8221;.</span></p>
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		<title>Chi ha paura della IA?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Jul 2026 04:00:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[SALERNO]]></category>
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		<category><![CDATA[IA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non abbiamo resistito e così abbiamo ripreso e riproposto la splendida intervista, a firma di  Cinzia Conti, che Dacia Marini&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Non abbiamo resistito e così abbiamo ripreso e riproposto la splendida intervista, a firma di </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Cinzia Conti, che Dacia Marini ha concesso all&#8217;Ansa: &#8220;chi ha paura dell&#8217;IA? Certo non Dacia Maraini e non dovrebbe averla nessuno.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">E il perché è bellissimo, è una vera lezione di vita, come la scrittrice spiega in un&#8217;intervista all&#8217;ANSA durante la sua partecipazione al festival di Giffoni.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8220;Cosa abbiamo noi che l&#8217;IA non ha e perché non potrà averla mai? L&#8217;intelligenza artificiale &#8211; dice &#8211; non muore. Quindi non ha quella consapevolezza della finitezza dell&#8217;essere umano, perché tutti ci confrontiamo con la nostra fine. Non ha contezza della fine, non conosce l&#8217;amore, il dolore. Se l&#8217;avesse diventerebbe un essere umano&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    I ragazzi della platea di Giffoni non possono non chiederle cosa pensi di temi caldissimi come il femminicidio e l&#8217;educazione sessuale nelle classi. &#8220;Non si controlla la violenza con le regole, con la prigione, con i braccialetti.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Purtroppo anche quelli servono &#8211; spiega Maraini &#8211; ma bisogna agire sull&#8217;educazione e quindi sulla scuola. Le famiglie hanno una dinamica psicologica molto complessa che non c&#8217;entra niente con i diritti civili, quindi io direi che invece dovrebbe essere obbligatoria nelle scuole, fin proprio da piccoli, un&#8217;educazione semplicemente all&#8217;altro&#8221;. E aggiunge pensando all&#8217;ultimo ddl di Valditara: &#8220;Non è solo educazione sessuale, il sesso c&#8217;entra ma come tutto il resto. Il sesso non è separato dai sentimenti, dalla sensibilità, dallo sguardo verso il mondo, il sesso è parte della persona umana e quindi non puoi essere separato, c&#8217;è questo terrore del sesso. Invece secondo me bisogna imparare a stare con l&#8217;altro, questa è l&#8217;unica cosa che si deve imparare.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    La violenza, che sia sessuale, che sia economica, che sia di guerra, viene sempre dalla non conoscenza dell&#8217;altro, dall&#8217;idea che l&#8217;altro sia un nemico, ma non ci sono nemici, ci sono esseri umani&#8221;, continua.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Sul femminicidio dice ancora: &#8220;Io credo che sia una forma di regressione culturale, non c&#8217;entra niente con il sesso e non c&#8217;entra niente con la natura, cioè non è che un uomo per natura uccide la moglie. Ricordiamoci che per 3.000 anni l&#8217;uccisione della donna &#8211; il delitto d&#8217;onore è stato eliminato nel 1981, non tanto tempo fa &#8211; per secoli e secoli nella società romana, nella società greca era legittimato, questo è il punto. Questa è la ragione per cui una donna, se il suo marito o il suo compagno la tradisce, non è che pensa di ucciderlo, perché non ha avuto questa legittimazione nei secoli. Lei piange oppure, non so, magari insulta, ma non uccide perché ha imparato a sublimare.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Invece per alcuni uomini è normale, per carità non tutti, perché ci sono tanti uomini bravissimi&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Uno dei giovani ricorda come il concetto di proprietà sia spesso radicato proprio nelle famiglie, quando alcuni genitori dicono &#8216;i figli sono miei&#8217;: &#8220;Sono d&#8217;accordo con te &#8211; sottolinea Maraini &#8211; ed è profondamente sbagliato. Anche le donne a volte commettono questo errore. E lo fanno nei confronti dei figli arrivando anche all&#8217;aberrazione di ucciderli, da Medea in poi&#8230;</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Per questo occorre rispetto, educazione, cultura, fede&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Maraini, a cui viene consegnato il premio Futura &#8211; L&#8217;impossibile è possibile della Zecca dello Stato, non solo non si sottrae a nessuna delle domande dei giovani, ma dimostra una rara empatia chiedendo ai ragazzi cosa studiano, se andranno a completare la loro formazione all&#8217;estero e se, come spera, torneranno poi in Italia. Consola e sprona chi pensa di non potersi guadagnare da vivere suonando in una band, dà consigli a una delle giovani che fa l&#8217;insegnante. Anche quando si va sul personale è cristallina e stimolante, come quando le viene chiesto del rapporto tra sofferenza e scrittura. &#8220;Per proteggersi &#8211; dice &#8211; non serve a nulla voltare le spalle alla realtà, il dolore va affrontato, altrimenti le ferite diventano purulente. Scrivere serve? Certamente, anche se la letteratura non cambia il mondo. Riesce però a lavorare in profondità e a costruire consapevolezza. Il pensiero si costruisce e si radica proprio attraverso la parola&#8221;. Le viene chiesto anche come nascono i suoi personaggi: &#8220;Mi bussano alla porta e offro loro un caffè. Se poi vogliono restare a cena e anche a dormire, allora scatta la scintilla e capisco: sta per iniziare una storia&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Nell&#8217;intervista ricorda anche il doloroso e inumano internamento in un campo di concentramento in Giappone a seguito del rifiuto dei genitori &#8211; l&#8217;antropologo Fosco Maraini e la pittrice Topazia Alliata &#8211; di giurare fedeltà alla Repubblica di Salò: &#8220;Non lo fecero per idee politiche ma solo perché rigettavano l&#8217;idea del razzismo. È stata una cosa terribile per tutta la mia famiglia ma non è stata voluta dal Giappone ma dall&#8217;Italia. Mi ha insegnato quanto sia importante difendere le proprie idee. Succede anche oggi, basta pensare all&#8217;Iran e a tutti quei giovani uccisi solo per avere manifestato il proprio pensiero. Uccisi dal regime in nome della religione&#8230;&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Infine con i ragazzi ricorda Pier Paolo Pasolini: &#8220;Diceva sempre la verità e la verità terrorizza e offende. La pensava così anche Alberto Moravia di cui Pasolini non a caso era amico.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Stiamo andando da tempo verso una cultura del consumismo e quando l&#8217;idea del consumo inquina perfino i sentimenti tutto diventa terribile. Il fine, come diceva Moravia, non è il commercio ma l&#8217;essere umano&#8221;. E quando finisce il tempo delle domande ammette: &#8220;Non me ne andrei mai di qui&#8230;&#8221;.</span></p>
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		<title>Capri,  Peppino forever</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Jul 2026 06:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L&#8217;amore per Peppino di Capri&#8230; Il notissimo cantante sarà ricordato dalla sua isola con l&#8217;intitolazione di un luogo pubblico e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;amore per Peppino di Capri&#8230; Il notissimo cantante sarà ricordato dalla sua isola con l&#8217;intitolazione di un luogo pubblico e con l&#8217;istituzione di un premio a lui intitolato.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ne ha parlato l&#8217;assessore ai Grandi eventi della città di Capri, Salvatore Ciuccio, durante la seconda edizione dei Capri Music Awards, rassegna che ha preso il via ieri e che si conclude domani sera con un evento live nella Certosa di San Giacomo cui parteciperanno Ditonellapiaga, Malika Ayane, Samurai Jay, LDA e AKA 7even, Nicolò Filippucci.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    &#8220;Vogliamo ribadire &#8211; ha detto Ciuccio &#8211; quanto Peppino fosse importante per Capri: un cittadino che non dimenticheremo mai.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Per questo, insieme al sindaco, abbiamo deciso di dedicargli uno spazio pubblico della nostra isola, una strada, una piazza o un luogo simbolico, anche ricorrendo a una deroga rispetto ai tempi previsti dalla normativa&#8221;.</span></p>
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		<title>Campania: caldo africano almeno sino a domani, venerdì 17 luglio</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/campania-caldo-africano-almeno-sino-a-domani-venerdi-17-luglio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=campania-caldo-africano-almeno-sino-a-domani-venerdi-17-luglio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jul 2026 04:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Continua il gran caldo. Il Centro funzionale della Protezione Civile della Regione Campania ha emanato un avviso di criticità per&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/campania-caldo-africano-almeno-sino-a-domani-venerdi-17-luglio/">Campania: caldo africano almeno sino a domani, venerdì 17 luglio</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Continua il gran caldo. Il Centro funzionale della Protezione Civile della Regione Campania ha emanato un avviso di criticità per ondate di calore che permarranno almeno fino alle 20 di venerdì 17 luglio. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Si prevedono ancora temperature elevate che potranno essere superiori ai valori medi stagionali di 4-6°C, associate a un tasso di umidità che, soprattutto nelle ore serali e notturne, potrà superare anche il 60-70%, in condizioni di scarsa ventilazione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;"> L&#8217;assessore alla Protezione Civile della Regione Campania, Fiorella Zabatta, ricorda che è a disposizione delle persone over 65 e delle persone con disabilità la terrazza della piscina dello stadio Collana al Vomero, aperta su sua disposizione tutti i giorni della settimana: l&#8217;accesso è gratuito: &#8220;L&#8217;ondata di calore non va sottovalutata.</span></p>
<p id="ob"><span style="font-size: 14pt;">Abbiamo voluto mettere gratuitamente a disposizione la terrazza della piscina dello stadio Collana per offrire alle persone over 65 e alle persone con disabilità un luogo fresco e accogliente durante questi giorni di temperature particolarmente elevate. È un servizio ulteriore che si affianca alle misure di prevenzione già attivate dagli enti competenti&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8220;Rinnoviamo l&#8217;invito ai Comuni a prestare la massima attenzione nei confronti soprattutto degli anziani, dei bambini e delle fasce più fragili della popolazione. Ai cittadini &#8211; ha proseguito l&#8217;assessora Zabatta &#8211; raccomandiamo di adottare comportamenti adeguati alle condizioni climatiche attuali: evitare di uscire nelle ore più calde della giornata, limitare le attività all&#8217;aperto e gli spostamenti non necessari, mantenere gli ambienti freschi e correttamente arieggiati, idratarsi con regolarità e prestare attenzione anche agli animali domestici&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    &#8220;La collaborazione di tutti è fondamentale: seguire le raccomandazioni, prendersi cura delle persone più fragili e adottare comportamenti responsabili significa contribuire concretamente alla tutela della salute della comunità&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">   </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/campania-caldo-africano-almeno-sino-a-domani-venerdi-17-luglio/">Campania: caldo africano almeno sino a domani, venerdì 17 luglio</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Ruolo unico, &#8220;è questa la medicina territoriale del futuro?&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Caiazza &#38; Pasquale Persico]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 06:00:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Medico di famiglia]]></category>
		<category><![CDATA[ruolo unico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ruolo Unico: 10 ore a settimana a custodire muri e suppellettili. È questa la valorizzazione del Medico di Medicina Generale?&#8230;</p>
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<div id=":211" class="a3s aiL ">
<div id="avWBGd-514">
<div dir="auto">
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Ruolo Unico: 10 ore a settimana a custodire muri e suppellettili. È questa la valorizzazione del Medico di Medicina Generale?</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Ancora una volta la realtà supera ogni peggiore previsione.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Ad una collega sono state assegnate 10 ore settimanali, così ripartite:</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">* 6 ore presso la Casa della Comunità;</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">* 4 ore presso la sede unica dell’AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali. FONTEGRECA.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Fin qui qualcuno potrebbe pensare ad attività clinica, presa in carico dei pazienti, medicina di iniziativa o integrazione territoriale. Nulla di tutto questo.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Nelle quattro ore previste presso la sede unica dell’AFT, la collega rimane completamente sola, senza personale, senza un’organizzazione funzionale e, soprattutto, senza pazienti da assistere. Di fatto, è chiamata esclusivamente a presidiare locali, mura e suppellettili.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">È questa la medicina territoriale del futuro? È questa la valorizzazione di un professionista che ha dedicato anni allo studio, alla formazione e all’assistenza dei cittadini?</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">La collega dott.ssa T., suo malgrado, rappresenta oggi l’emblema delle distorsioni generate dall’applicazione del Ruolo Unico: un medico trasformato da professionista sanitario in semplice presidio fisico di una struttura.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Non si tratta di un caso isolato, ma del simbolo di un modello organizzativo che rischia di svilire profondamente la dignità della professione medica, disperdendo tempo, risorse pubbliche e competenze che potrebbero essere impiegate nell’assistenza ai pazienti, oggi sempre più bisognosi di cure.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">SMI denuncia con forza una situazione che riteniamo inaccettabile. Le Case della Comunità e le AFT devono essere luoghi di assistenza reale, non contenitori vuoti da presidiare per giustificare modelli organizzativi calati dall’alto.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">I medici di medicina generale devono curare i cittadini, non fare la guardia a edifici deserti.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">Se questa è la concreta applicazione del Ruolo Unico, allora è doveroso aprire immediatamente una riflessione seria sulle sue conseguenze, prima che la mortificazione della professione diventi irreversibile.</span></div>
<div dir="auto"><span style="font-size: 14pt;">La dignità dei medici non può essere sacrificata sull’altare di un’organizzazione inefficiente.</span></div>
</div>
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		<title>Molti farmaci sono resi inefficaci dalle alte temperature: consigli utili per conservarli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jul 2026 05:30:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[conservazione]]></category>
		<category><![CDATA[farmaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Riprendiamo i rigiriamo ai lettori l&#8217;allarme lanciato da Federfarma Verona. Bastano pochi giorni a temperature superiori a 25°C per compromettere&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/molti-farmaci-sono-resi-inefficaci-dalle-alte-temperature-consigli-utili-per-conservarli/">Molti farmaci sono resi inefficaci dalle alte temperature: consigli utili per conservarli</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">Riprendiamo i rigiriamo ai lettori l&#8217;allarme lanciato da Federfarma Verona. Bastano pochi giorni a temperature superiori a 25°C per compromettere l&#8217;efficacia di molti <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/prontuario-farmaci/elenco-farmaci/"><b>farmaci</b></a>. E in alcuni casi &#8211; antibiotici, insulina, analgesici, anticoagulanti, farmaci adrenergici (usati nella cura di patologie cardiache, asma o allergie) &#8211; il <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/notizie/40063/caldo-estremo-piu-accessi-pediatrici-segnali-allarme.asp"><b>caldo</b></a> non li rende solo inefficaci, ma addirittura dannosi. È l&#8217;avvertimento dei farmacisti di Federfarma Verona, in aggiunta alle raccomandazioni dell&#8217;Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che in questa stagione di <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/notizie/40037/caldo-estivo-come-proteggersi-dalle-ondate-calore.asp"><b>ondate di calore</b></a> richiamano l&#8217;attenzione su un tema spesso trascurato: la <b>corretta conservazione dei medicinali</b> è importante quanto assumerli nel modo giusto. Ma il problema non riguarda solo dove si mette la confezione: alcune classi di farmaci, con il caldo, cambiano il modo in cui agiscono nell&#8217;organismo; smettere o ridurre la dose da soli, anche con le migliori intenzioni, può essere pericoloso.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;"><b>I farmaci che il caldo può alterare</b></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">Quando la temperatura di conservazione è indicata nel foglietto illustrativo, non rispettarla può comprometterne l&#8217;efficacia e, in alcuni casi, renderli nocivi. Le classi più a rischio includono antibiotici, farmaci adrenergici, insulina, analgesici, sedativi, antiepilettici e anticoagulanti. Anche i farmaci per la tiroide, i contraccettivi ormonali e altri medicinali contenenti ormoni sono particolarmente sensibili alle variazioni termiche.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">Un cambiamento di colore, odore, sapore o consistenza, la presenza di particelle solide in sospensione o sul fondo o la separazione dei componenti di una crema sono segnali di possibile deterioramento. Ma attenzione: l&#8217;assenza di alterazioni visibili non garantisce che il farmaco sia integro. Alcuni medicinali possono perdere efficacia pur mantenendo un aspetto normale.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;"><b>me conservare i farmaci in estate</b></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">La regola di base è rispettare sempre le indicazioni del foglietto illustrativo. In assenza di indicazioni specifiche, i medicinali vanno conservati in un luogo fresco e asciutto, a temperatura inferiore a 25°C.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">Due errori molto comuni: conservare i farmaci in bagno o in cucina, entrambi ambienti con elevata umidità e sbalzi termici continui; oppure metterli tutti in frigorifero pensando di proteggerli. Non funziona così: molti farmaci non tollerano le basse temperature, e le formulazioni liquide come sciroppi, gocce e sospensioni sono particolarmente sensibili agli sbalzi termici in ambo le direzioni.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">Durante i viaggi, serve usare un contenitore termico e non lasciare mai i medicinali in auto sotto il sole, nemmeno per pochi minuti. «Un consiglio pratico è riporli nella borsa termica anche per il solo tragitto farmacia-casa», suggerisce <b>Gianmarco Padovani</b>, vicepresidente di Federfarma Verona. L&#8217;insulina, in particolare, deve essere mantenuta alle temperature indicate, ricorrendo se necessario a contenitori refrigerati specifici.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;"><b>Antipertensivi, diuretici e farmaci cardiovascolari: il rischio di aggiustare la dose da soli</b></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">Uno degli errori più frequenti in <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/speciali/38409/speciale-estate.asp"><b>estate</b></a> riguarda i farmaci per la <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/notizie/pressione-arteriosa/pressione-arteriosa-come-si-misura-valori-di-riferimento.asp"><b>pressione</b></a>. Con il caldo la pressione tende a scendere fisiologicamente, e molti pazienti decidono di ridurre o sospendere autonomamente la terapia antipertensiva. «Si tratta di una prassi pericolosa per la salute perché solo il medico può variare posologia e farmaci», sottolinea Padovani.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">Gli <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/prontuario-farmaci/antipertensivi/"><b>antipertensivi</b></a> e i <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/prontuario-farmaci/diuretici/"><b>diuretici</b></a> possono favorire disidratazione e riduzione della pressione arteriosa, con rischio di capogiri, vertigini e svenimenti, soprattutto alzandosi rapidamente dalla posizione seduta o sdraiata. I <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/prontuario-farmaci/betabloccanti/"><b>beta-bloccanti</b></a> possono ridurre la capacità dell&#8217;organismo di disperdere il calore, mentre i vasodilatatori possono accentuare l&#8217;ipotensione nei soggetti più vulnerabili.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">La soluzione non è sospendere la terapia, ma controllare la pressione con maggiore frequenza, mantenersi ben idratati e contattare il medico se i valori scendono troppo o compaiono sintomi persistenti.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;"><b>Psicofarmaci, antistaminici e anticolinergici: effetti sulla termoregolazione</b></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">Diverse classi di farmaci che agiscono sul sistema nervoso possono interferire con la capacità dell&#8217;organismo di regolare la temperatura corporea, aumentando il rischio di colpo di calore.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">Gli <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/prontuario-farmaci/anticolinergici/"><b>anticolinergici</b></a> possono ostacolare la sudorazione e ridurre lo stato di vigilanza. Gli <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/prontuario-farmaci/antipsicotici/"><b>antipsicotici</b></a> possono diminuire la pressione arteriosa e ridurre la capacità del paziente di adottare comportamenti protettivi nei confronti del caldo. Gli <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/prontuario-farmaci/antidepressivi-ssri/"><b>antidepressivi</b></a> possono ridurre la sudorazione e interferire con la termoregolazione centrale. Anche gli <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/notizie/37101/antistaminici-quando-usarli-quali-effetti-collaterali.asp"><b>antistaminici</b></a> possono ridurre la sudorazione e abbassare la pressione, mentre gli <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/prontuario-farmaci/ansiolitici/"><b>ansiolitici</b></a> possono provocare vertigini, diminuire la gittata cardiaca, influenzare il raffreddamento dell&#8217;organismo e aggravare alcuni sintomi respiratori. Gli <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/prontuario-farmaci/antiepilettici/"><b>antiepilettici</b></a>, invece, possono aumentare lo stato confusionale e ridurre la vigilanza. I farmaci utilizzati contro nausea, vomito, disturbi gastrointestinali e incontinenza possono causare squilibri idroelettrolitici.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">Per chi assume questi farmaci, le precauzioni in estate sono particolarmente importanti: limitare l&#8217;attività fisica nelle ore più calde, bere regolarmente anche senza sete, rinfrescare frequentemente polsi, collo e viso.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;"><b>Antibiotici fotosensibilizzanti e antinfiammatori: attenzione al sole</b></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">Alcuni farmaci reagiscono ai raggi ultravioletti provocando reazioni cutanee anche gravi. I fluorochinoloni, <a style="color: #000000;" href="https://www.dica33.it/prontuario-farmaci/antibiotici/"><b>antibiotici</b></a> ad ampio spettro, e il ketoprofene, un antinfiammatorio molto usato, possono causare eritemi intensi, ustioni e macchie cutanee difficili da eliminare se il paziente si espone al sole durante il trattamento.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">La precauzione da seguire: evitare l&#8217;esposizione diretta al sole e le lampade abbronzanti durante la terapia e nei due o tre giorni successivi alla sua conclusione, applicando protezione solare ad alto fattore anche per le normali attività quotidiane.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;"><b>Quando rivolgersi al farmacista o al medico</b></span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">Il farmacista è il primo riferimento per dubbi sulla conservazione e sul trasporto dei medicinali, e può indicare se un farmaco mostra segni di deterioramento. Se si notano alterazioni nella confezione portarla in farmacia prima di assumerla.</span></p>
<p><span style="color: #000000; font-size: 14pt;">Il medico va contattato se la pressione scende significativamente durante la terapia antipertensiva, se compaiono sintomi come vertigini persistenti, confusione, difficoltà a sudare nonostante il caldo intenso, o qualsiasi altro segnale insolito durante l&#8217;assunzione di farmaci nelle settimane più calde dell&#8217;anno. Mai modificare autonomamente posologia o terapia.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/molti-farmaci-sono-resi-inefficaci-dalle-alte-temperature-consigli-utili-per-conservarli/">Molti farmaci sono resi inefficaci dalle alte temperature: consigli utili per conservarli</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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