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	<title>APPROFONDIMENTI Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>APPROFONDIMENTI Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Omelie celebri, la Pentecoste di San Giovanni Crisostomo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 12:23:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Pentecoste]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nessuno può dire Gesù “Signore”, se non nello Spirito santo. Se non esistesse lo Spirito santo, non potremmo dire che&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Nessuno può dire Gesù “Signore”, se non nello Spirito santo.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Se non esistesse lo Spirito santo, non potremmo dire che Gesù è Signore. Nessuno, infatti, può dire Gesù “Signore”, se non nello Spirito santo (1Cor 12,3). Se lo Spirito santo non esistesse, noi credenti non potremmo pregare Dio; diciamo infatti: Padre nostro, che sei nei cieli (Mt 6,9). Come non potremmo chiamare Gesù “Signore”, così non potremmo chiamare Dio “Padre”. Come lo si dimostra?</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Per il fatto che lo stesso Apostolo dice: Poiché siete suoi figli, Dio ha inviato nei vostri cuori lo Spirito di suo Figlio che esclama: “Abba, Padre” (Gal 4,6). Per questo quando invochi il Padre, ricordati che ti è stato dato di chiamarlo con tale nome poiché vi è lo Spirito che sospinge la tua anima. Se lo Spirito non esistesse, non ci sarebbe nella chiesa parola di sapienza e di scienza: A uno, infatti, è data una parola di sapienza attraverso lo Spirito, a un altro una parola di scienza (1Cor 12,8). Se non ci fosse lo Spirito santo, non ci sarebbero nella chiesa pastori e maestri, poiché è lo Spirito che li rende tali, come dice anche Paolo: Lo Spirito santo vi ha posti come pastori e come vescovi (At 20,28). Vedi che anche questo avviene grazie all’azione dello Spirito?</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Se lo Spirito santo non fosse presente in questo nostro padre e maestro [che presiede la liturgia], quando poco fa è salito a questo santo altare e ha dato a tutti noi la pace, voi non gli avreste risposto tutti insieme: “E con il tuo spirito”. Per questo gli rivolgete tali parole non solo quando sale all’altare o parla con voi, o prega per voi, ma anche quando sta presso questa santa mensa, quando si dispone a offrire il venerando sacrificio. Ben lo sanno quanti sono stati iniziati ai santi misteri. Egli non tocca i santi doni se prima non ha invocato per voi la grazia del Signore, se prima voi non gli avete risposto: “E con il tuo spirito”. Questa vostra risposta vi ricorda che colui che è là presente non fa nulla da se stesso e che i doni offerti non sono di natura umana, ma che solo la grazia dello Spirito che è presente, discesa su tutti, compie questo  mistico sacrificio. Anche se là è presente un uomo, è Dio che agisce per mezzo di lui. Non fermarti  dunque a ciò che vedi, ma pensa alla grazia invisibile.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Cardarelli: No infermieri, no sanità</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 12:13:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> “Non esiste una sanità forte senza infermieri e professionisti sanitari forti, così come non possono esistere modelli organizzativi efficienti senza&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/cardarelli-no-infermieri-no-sanita/">Cardarelli: No infermieri, no sanità</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"> “Non esiste una sanità forte senza infermieri e professionisti sanitari forti, così come non possono esistere modelli organizzativi efficienti senza competenze, responsabilità e valorizzazione professionale”. È quanto evidenziato dall’infermiera Natascia Maraniello dell’AORN Cardarelli di Napoli, a margine della diffusione di una fotografia che ritrae la dirigente delle Professioni Sanitarie Tiziana Russo, il dirigente infermieristico Salvatore Scuotto e Giuseppe Lombardi della Direzione Medica di Presidio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Secondo Maraniello, il tema della valorizzazione delle professioni sanitarie e della dirigenza infermieristica rappresenta oggi “uno degli aspetti più importanti per il futuro della sanità pubblica”, soprattutto all’interno di strutture ospedaliere complesse e ad alta intensità assistenziale.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“La questione non riguarda soltanto la dirigenza — ha dichiarato — ma tutta la filiera professionale e organizzativa della sanità: dai coordinamenti alle posizioni organizzative, dai case manager fino al singolo infermiere all’interno delle unità operative”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Secondo quanto riferito, ogni infermiere svolge un ruolo centrale nei percorsi di presa in carico e assistenza, contribuendo quotidianamente anche al coordinamento dell’équipe assistenziale e alla gestione dei percorsi di cura.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Troppo spesso infermieri, professionisti sanitari e operatori vengono ancora marginalizzati nei processi organizzativi e decisionali, nonostante rappresentino uno degli ingranaggi fondamentali del sistema salute”, ha aggiunto.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La riflessione si inserisce nel più ampio dibattito sulla necessità di rafforzare i modelli organizzativi sanitari attraverso investimenti sulle competenze, sulla formazione e sulla valorizzazione delle responsabilità professionali.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Nel corso dell’intervento è stato inoltre richiamato il ruolo strategico degli Ordini professionali, dell’OPI Napoli guidato dalla presidente Teresa Rea, delle organizzazioni sindacali e della rappresentanza professionale rispetto alla necessità di sostenere sempre di più percorsi di crescita professionale, valorizzazione delle competenze infermieristiche e rafforzamento del ruolo organizzativo delle professioni sanitarie all’interno del sistema salute.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Ordini professionali, sindacati, dirigenza sanitaria e professioni devono continuare a lavorare nella stessa direzione — ha concluso Maraniello — perché investire sulle professioni sanitarie significa investire direttamente sulla qualità dell’assistenza, sulla sicurezza delle cure e sulla capacità della sanità di rispondere concretamente ai bisogni dei cittadini”.</span></p>
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		<title>Acerra, Papa Leone nella &#8220;Terra dei fuochi&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 May 2026 05:30:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[APPUNTAEVENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Leone]]></category>
		<category><![CDATA[Papa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nell&#8217;intervento tenuto ieri da Papa Leone nel corso della sua breve ma intensa visita alla martoriata &#8220;Terra dei fuochi&#8221; l&#8217;eredità&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/acerra-papa-leone-nella-terra-dei-fuochi/">Acerra, Papa Leone nella &#8220;Terra dei fuochi&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div class="testo">
<div class="text parbase vaticanrichtext">
<p><span style="font-size: 14pt;">Nell&#8217;intervento tenuto ieri da Papa Leone nel corso della sua breve ma intensa visita alla martoriata &#8220;Terra dei fuochi&#8221; l&#8217;eredità del suo predecessore, Papa Franceso, e della &#8220;Laudato si&#8221; non solo è richiamata ma appare in tutta la sua reale portata. Vi si colgono, tra l&#8217;altro, gli accenti e il comando del celebre passo della Genesi: &#8220;Dio prese l&#8217;uomo e lo pose nel giardino di Eden, affinché lo coltivasse e lo custodisse&#8230;&#8230;..&#8221;</span></p>
</div>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">A seguire l&#8217;intervento integrale del pontefice:</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="testo">
<div class="text parbase vaticanrichtext">
<p><span style="font-size: 14pt;"><i>&#8220;Cari fratelli e sorelle, buongiorno a tutti!</i></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Saluto le Autorità e ringrazio quanti hanno collaborato per preparare l’incontro di oggi. Grazie a tutti di essere qui!</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sono contento di trascorrere fra voi questo sabato mattina, per visitare nuovamente una regione di cui nessuna ingiustizia può cancellare la bellezza. Nella vita comprendiamo che più una bellezza è fragile, più chiede cura e responsabilità. Questo, carissimi, è il senso principale della mia presenza oggi ad Acerra: confermare e incoraggiare quel sussulto di dignità e responsabilità che ogni cuore onesto avverte quando la vita germoglia e subito è minacciata dalla morte. Chi ha il dono della fede comprenderà che tale sussulto viene da Dio creatore, che in ogni uomo e in ogni donna cerca cooperatori ai suoi progetti di vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/5/23/visita-acerra-cattedrale.html">Poco fa, nel Duomo, ho incontrato alcuni familiar</a></span><a style="color: #000000; outline: 0px;" href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/5/23/visita-acerra-cattedrale.html">i </a><span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.vatican.va/content/leo-xiv/it/events/event.dir.html/content/vaticanevents/it/2026/5/23/visita-acerra-cattedrale.html">delle vittime dell’inquinamento</a> </span>che, negli ultimi decenni, ha reso tristemente nota quest’area come “Terra dei fuochi”: un’espressione che non fa giustizia al bene che c’è e che resiste, ma che ha certamente facilitato una presa di coscienza diffusa della gravità del malaffare e dell’indifferenza che ha lasciato spazio ai crimini. Ho desiderato ringraziare vescovi, preti, diaconi, religiose, religiosi e laici che hanno accolto prontamente il messaggio dell’Enciclica <span style="color: #000000;"><i><a style="color: #000000;" href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html">Laudato si’</a></i></span><span style="color: #000000;"> </span>e il costante invito di <span style="color: #000000;"><a style="color: #000000;" href="https://www.vatican.va/content/francesco/it.html">Papa Francesco</a></span> a essere Chiesa in uscita, missionaria, sinodale. Camminare insieme, vincere l’autoreferenzialità, osare la profezia nonostante le resistenze e le minacce è ciò che il Signore ci chiede e il suo Spirito ispira.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In questo territorio, infatti, la vita c’è e contrasta la morte; la giustizia esiste e si affermerà. Occorre, certo, scegliere la vita e liberarsi dai legami di morte. C’è sempre una sottile convenienza nella rassegnazione, nei compromessi, nel rimandare le decisioni necessarie e coraggiose. Il fatalismo, il lamento, lo scaricare la colpa sugli altri sono il terreno di coltura dell’illegalità e un principio di desertificazione delle coscienze. Per questo vorrei dire a tutti voi: assumiamoci ognuno le proprie responsabilità, scegliamo la giustizia, serviamo la vita! Il bene comune viene prima degli affari di pochi, degli interessi di parte, piccoli o grandi che siano.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Questa terra ha pagato un tributo alto, ha sepolto tanti suoi figli, ha assistito alla sofferenza di bambini e innocenti. Il valore e il peso di quel dolore impongono di provare insieme a essere testimoni di un nuovo patto. Siete in cammino verso il tempo della rinascita, che non è tempo di rimozione, ma di azione etica e di memoria operosa. È il momento di uno sguardo contemplativo, quello cui l’Enciclica <i><a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html">Laudato si’</a></i> ha richiamato tutti gli esseri umani, ciascuno a partire dalle sue responsabilità. «La cultura ecologica – scriveva <a href="https://www.vatican.va/content/francesco/it.html">Papa Francesco</a> – non si può ridurre a una serie di risposte urgenti e parziali ai problemi che si presentano riguardo al degrado ambientale, all’esaurimento delle riserve naturali e all’inquinamento. Dovrebbe essere uno sguardo diverso, un pensiero, una politica, un programma educativo, uno stile di vita e una spiritualità che diano forma a una resistenza di fronte all’avanzare del paradigma tecnocratico» (<span style="color: #000000;"><i><a style="color: #000000;" href="https://www.vatican.va/content/francesco/it/encyclicals/documents/papa-francesco_20150524_enciclica-laudato-si.html#111.">Laudato sì</a>’</i>,</span> 111). Sorelle, fratelli, quel paradigma si presenta ancora oggi come vincente: è all’origine del moltiplicarsi dei conflitti, dietro ai quali c’è la corsa all’accaparramento delle risorse; lo vediamo resistere ogni volta che chi ha responsabilità politiche e istituzionali è troppo debole verso chi è forte; lo ritroviamo attivo in uno sviluppo tecnologico che mira ai vertiginosi profitti di pochi ed è cieco davanti alle persone, al loro lavoro e al loro futuro. Per questo, se siamo chiamati a cambiare, è a partire dal nostro sguardo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Secondo alcuni, lasciare un mondo migliore ai nostri figli è diventata un’ambizione molto grande. Non lo deve essere, però, la missione di lasciare al mondo figli e figlie migliori. L’impegno educativo è alla nostra portata ed è prioritario. Educazione dei giovani, certo, ma anche degli adulti; dei bambini, ma anche degli anziani; dei cittadini e dei loro governanti; dei lavoratori e dei datori di lavoro; dei fedeli e dei pastori: tutti abbiamo da imparare ancora. Ognuno ha qualcosa da donare, ma prima deve imparare a ricevere. Non è facile ammetterlo, tuttavia è questo l’inizio del futuro: è come una porta che si apre su ciò che fin qui non abbiamo pensato, né creduto, né amato abbastanza. Imparare ancora: ecco che cosa ci rende comunità. Per i cristiani, è “fare strada” con Gesù: diventare, ad ogni età, sempre più e meglio suoi discepoli.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Carissimi, sarà un vero cambiamento di mentalità economica, civile e perfino religiosa a edificare il bene che risanerà questa terra e l’intero Pianeta. Tra le persone, le istituzioni, le organizzazioni pubbliche e private occorre consolidare e allargare il patto che già sta portando i suoi primi frutti sul piano educativo e sociale. Esso non soltanto contrasterà e scardinerà le alleanze criminali, ma positivamente collegherà e moltiplicherà le migliori forze e le grandi idee che già sono nei vostri cuori. Qui vorrei ringraziare quei “pionieri” che, col loro impegno coraggioso, hanno per primi denunciato i mali di questa terra e hanno portato l’attenzione sulla realtà oscurata e negata del suo avvelenamento: penso in particolari ai membri delle associazioni ambientaliste. Ora tutti sappiamo che occorre vigilare sulla salute del creato come si vigila sulla porta di casa, respingere tentazioni di potere e di arricchimento legate alle pratiche che inquinano la terra, l’acqua, l’aria e la convivenza. Realizzeremo, passo dopo passo, ma rapidamente, un’economia meno individualistica, un sistema meno consumistico. Quanti rifiuti, quanto spreco, quanti veleni sono venuti da un modello di crescita che ci ha come stregato, lasciandoci più malati e più poveri. Impariamo allora a essere ricchi diversamente: più attenti alle relazioni, più tesi a valorizzare il bene comune, più affezionati al territorio, più grati nell’accogliere e integrare chi viene a vivere con noi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">È a partire da questa conversione che si possono ⁠costruire buone pratiche di comunità: mediante persone e imprese che coltivino il senso del limite, non quello della violazione irresponsabile; che abbiano il gusto del recupero, non la logica dell’invasione; fame e sete di giustizia invece che di possesso. In particolare, essere vicini al cuore umano, e quindi più vicini a Dio che l’ha creato, significa desiderare una comunità più inclusiva, più unita, meno affetta da marginalità e polarizzazioni. Ma la via da percorrere è stretta, perché parte da noi, da dove ci troviamo. Riuscire a correggere la rotta, agire ogni giorno su abitudini e pregiudizi in cui ci siamo accomodati, vedere oltre il nostro recinto significa davvero incontrarci. È talvolta un sentiero in salita e poco tracciato. Un esempio concreto: il nome “terra dei fuochi” rinvia ai roghi accesi ai margini delle città, talvolta da minoranze respinte ed emarginate di fratelli e sorelle di cui pochi hanno conoscenza e stima. L’emarginazione produce sempre insicurezza: la via in salita è contrastare l’emarginazione, non gli emarginati, è rompere l’intera catena, non colpire solo l’ultimo anello. Voi lo sapete bene!</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In questo<span style="color: #000000;"> <a style="color: #000000;" href="https://www.vatican.va/content/romancuria/it/organismi-di-giustizia/penitenzieria-apostolica/documenti/20260110-indulgenze-sanfrancesco.html">anno giubilare di San Francesco</a>,</span> Patrono d’Italia, proprio il Poverello di Assisi ci ricorda che la pace è fondata sulla cura verso l’altro, sulla fraternità: siamo stati posti in una casa comune per imparare a vivere insieme. I problemi di questa casa sono i nostri problemi; la sua bellezza è la nostra bellezza. Abbiamo il compito di vigilare come sentinelle nella notte. Possiamo essere tra quelli che osserveranno la nuova alba.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sorelle e fratelli, vi ringrazio tanto: questa visita per il Papa è molto preziosa! Vi porto nella mia preghiera, affidando alla nostra Madre Maria, Stella del mattino, ognuno di voi, le vostre famiglie, il presente e il futuro delle vostre comunità. Grazie!</span></p>
<div class="clearfix"></div>
</div>
</div>
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		<title>Anziani fragili e ad alto rischio, l&#8217;ospedale rischia di diventare un punto di non ritorno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 20 May 2026 05:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[anziani]]></category>
		<category><![CDATA[fragili]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Fragili, soli e ricoverati: per gli anziani ad alto rischio l’ospedale può diventare il punto di non ritorno, il luogo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/anziani-fragili-e-ad-alto-rischio-lospedale-rischia-di-diventare-un-punto-di-non-ritorno/">Anziani fragili e ad alto rischio, l&#8217;ospedale rischia di diventare un punto di non ritorno</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div>
<p><span style="font-size: 14pt;"> Fragili, soli e ricoverati: per gli anziani ad alto rischio l’ospedale può diventare il punto di non ritorno, il luogo in cui si perde autonomia e non si riesce più a tornare alla vita di prima. Tra i pazienti geriatrici più fragili, infatti, oltre il 50% viene dimesso non a domicilio e la mortalità intraospedaliera arriva al 18,9%, contro lo 0,8% dei pazienti a basso rischio. È quanto emerge dallo studio GRACE, promosso nell’ambito dell’attività scientifica della Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio, che sarà tra i temi al centro del 40° Congresso Nazionale SIGOT, in programma a Roma dal 20 al 22 maggio 2026.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>LO STUDIO “GRACE”: CAPIRE SUBITO CHI RISCHIA DI PIÙ</b> &#8211; Lo studio GRACE ha analizzato 893 pazienti di età pari o superiore a 65 anni ricoverati nell’Unità di Geriatria per acuti dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata di Roma. L’obiettivo era confrontare strumenti di valutazione multidimensionale e screening rapido per prevedere alcuni esiti critici del ricovero: mortalità intraospedaliera, durata della degenza e dimissione non a domicilio. I risultati mostrano una differenza netta tra i pazienti a basso rischio e quelli a rischio più elevato. Nei pazienti più fragili la mortalità intraospedaliera raggiunge il 18,9%, rispetto allo 0,8% dei pazienti a basso rischio; la dimissione non a domicilio arriva al 50,8%, rispetto all’11,8%; la durata media della degenza sale da 11,4 a 17,3 giorni. Numeri che indicano come la fragilità, se riconosciuta precocemente, possa diventare uno strumento concreto per programmare cure, dimissioni protette e continuità assistenziale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“<i>L’anziano fragile non può essere valutato solo attraverso la diagnosi della patologia acuta che lo porta in ospedale</i> – sottolinea il Prof. <b>Lorenzo Palleschi</b>, Presidente SIGOT – <i>Occorre considerare insieme stato funzionale, comorbidità, nutrizione, capacità cognitive, condizioni sociali, rischio di perdita di autonomia e bisogni assistenziali. La geriatria ha proprio questo compito: dare una regia alla complessità. Lo studio GRACE dimostra che riconoscere precocemente la fragilità consente di individuare i pazienti più vulnerabili e di orientare meglio le decisioni cliniche e organizzative. Per questo la valutazione multidimensionale geriatrica deve diventare parte integrante della presa in carico ospedaliera e territoriale</i>”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>IL MODELLO TOSCANO: UNA RETE UNICA TRA OSPEDALE, TERRITORIO E DOMICILIO</b> &#8211; A Firenze il modello di presa in carico dell’anziano fragile punta a superare la separazione tradizionale tra ospedale e territorio. La logica è costruire una rete continua, capace di accompagnare il paziente dalla prevenzione alla gestione dell’acuzie, fino all’ospedalizzazione domiciliare e alle cure palliative.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“<i>Nel paziente anziano complesso non possiamo più ragionare per compartimenti separati</i> – spiega <b>Enrico Benvenuti</b>, Direttore Geriatria <a href="https://www.uslcentro.toscana.it/" target="_blank" rel="noopener" data-saferedirecturl="https://www.google.com/url?q=https://www.uslcentro.toscana.it/&amp;source=gmail&amp;ust=1779338903895000&amp;usg=AOvVaw1-sv-eo_3PzZY9K3631qS8">Azienda Usl Toscana Centro</a> – <i>L’obiettivo è scegliere di volta in volta il livello di cura meno traumatico e più appropriato, riducendo il rischio che il ricovero diventi l’inizio di una perdita stabile di autonomia. In questo modello il geriatra entra già nelle fasi iniziali del percorso, anche in Pronto Soccorso, per valutare se il paziente debba essere ricoverato, stabilizzato in aree a breve permanenza o seguito con percorsi alternativi. Tra questi rientra il GIROT, Gruppo Intervento Rapido Ospedale Territorio, che consente di portare al domicilio competenze e strumenti ospedalieri, come ecografia, radiologia portatile, emogasanalisi, elettrocardiogramma. Un anziano con polmonite, demenza o elevata fragilità può peggiorare anche per gli effetti stessi dell’ospedalizzazione: infezioni, confusione mentale, malnutrizione, perdita di mobilità. Se possiamo curarlo a casa con la stessa sicurezza, dobbiamo farlo. A completare la rete poi vi sono Case della Comunità, ambulatori specialistici, équipe multidisciplinari, consulti con i medici di medicina generale e programmi di prevenzione rivolti alle persone a rischio, al fine di intercettare fragilità, rischio cardiovascolare, decadimento cognitivo e perdita funzionale prima che si trasformino in disabilità. Per questo servono percorsi condivisi tra ospedale, territorio, domicilio, terzo settore e caregiver</i>”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>IL MODELLO OGLIASTRA: SANITÀ DI PROSSIMITÀ, TELEMEDICINA E PRESA IN CARICO DOMICILIARE</b> &#8211; Portare la sanità dove vivono gli anziani fragili, soprattutto nei territori più distanti dai servizi. È il modello su cui sta lavorando la ASL Ogliastra, in un’area caratterizzata da una popolazione longeva ma spesso dispersa in comuni piccoli e difficilmente raggiungibili. Qui il DM77 diventa uno strumento concreto per costruire una rete tra Case della Comunità, assistenza domiciliare, infermieri di comunità, telemedicina e Centrale Operativa Territoriale. “<i>Nei territori complessi deve essere la sanità ad avvicinarsi alla persona</i> – sottolinea <b>Andrea Fabbo</b>, Vicepresidente SIGOT e Direttore Generale della ASL Ogliastra – <i>In Ogliastra il 19% degli ultra65enni è già preso in carico a domicilio, un dato superiore all’obiettivo del 10% previsto dal PNRR. La sfida è usare questa rete per intercettare precocemente fragilità, cronicità e perdita di autonomia. Tra le esperienze più avanzate rientra il progetto di telemonitoraggio della BPCO: attraverso un’app basata su intelligenza artificiale e un pulsossimetro bluetooth, i pazienti possono essere monitorati direttamente dal domicilio e messi rapidamente in contatto con il medico in caso di criticità. Telemedicina, Case della Comunità, assistenza domiciliare e COT devono far parte di un unico percorso. A questo si aggiungono il potenziamento dei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze, le palestre della memoria, i gruppi di cammino, l’educazione dei caregiver e la prescrizione sociale. La prossimità non significa solo curare, ma prevenire il bisogno prima che diventi emergenza</i>”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>A ROMA IL 40° CONGRESSO NAZIONALE SIGOT</b> &#8211; Questi temi saranno al centro del <b>40° Congresso Nazionale della Società Italiana di Geriatria Ospedale e Territorio – SIGOT</b>, in programma a Roma dal 20 al 22 maggio 2026 presso l’Omnia Hotel Shangri-La. Il Congresso ospiterà anche il <b>19° Congresso Nazionale di Cardiogeriatria</b> e riunirà specialisti geriatri, cardiologi, internisti, professionisti sanitari e rappresentanti del mondo istituzionale per discutere le principali sfide della sanità dell’invecchiamento. Tra i temi in programma fragilità, demenze, insufficienza respiratoria, dolore e cure palliative, scompenso cardiaco, ospedale e territorio a misura di anziano, residenzialità, intelligenza artificiale nelle RSA, vaccinazione dell’anziano fragile, sarcopenia, depressione e rischio suicidario, non autosufficienza e nuovi modelli di welfare. Presidenti del Congresso sono il Prof. <b>Lorenzo Palleschi</b>, Presidente SIGOT, Direttore UOC Geriatria e del Dip. Internistico dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni-Addolorata, Roma; <b>Luca Cipriani</b>, Presidente eletto SIGOT e Direttore UOC Geriatria presso la Asl Roma 1; il Prof. <b>Francesco Vetta</b>, Direttore UOC Cardiologia UTIC Ospedale di Avezzano e Professore di Cardiologia Unicamillus.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nella giornata inaugurale è prevista anche la tavola rotonda di orientamento e approfondimento dal titolo “<b>A che punto siamo con l’attuazione del DM77? Quattro domande della SIGOT alla politica e alle aziende”</b>, dedicata al confronto, moderato dal giornalista scientifico Daniel Della Seta, tra clinici, decisori istituzionali e organizzazioni sanitarie sulla riorganizzazione dell’assistenza territoriale.</span></p>
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		<title>Il &#8220;male oscuro &#8220;sempre&#8221; più decodificato</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 11:17:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando la voglia di vivere viene meno e insorge quella cappa di piombo che ti allontana da tutto e da&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Quando la voglia di vivere viene meno e insorge quella cappa di piombo che ti allontana da tutto e da tutti. La depressione agisce anche come un&#8217;interferenza all&#8217;interno dei processi cognitivi, scollegando le emozioni dall&#8217;orologio interno e interrompendo il normale dialogo tra stato emotivo e percezione del mondo esterno.</p>
<p>Lo dimostra lo studio internazionale guidato dall&#8217;Università di Padova con la partecipazione dell&#8217;Università di Pisa, che è stato<span style="color: #000000;"><strong> </strong></span><a href="https://www.sciencedirect.com/science/article/pii/S2667174325001806"><span style="color: #000000;">pubblicato</span></a>sulla rivista Biological Psychiatry Global Open Science.</p>
<p>La scoperta permette di capire meglio i sintomi di questo disturbo e apre anche a terapie future mirate a ripristinare il collegamento.<br />
Per chi soffre di depressione, le ore sembrano spesso non passare mai. È un fenomeno noto come &#8216;dilatazione temporale depressiva&#8217;, cioè una sensazione soggettiva di rallentamento del tempo, i cui meccanismi biologici erano però poco compresi finora. I ricercatori guidati da Francesca Mura dell&#8217;Università di Padova hanno reclutato 120 studenti universitari, la metà dei quali mostrava i sintomi della depressione. La loro attività cerebrale è stata monitorata tramite elettroencefalogramma mentre guardavano un video triste oppure neutro dal punto di vista emotivo. Al termine del video compariva sullo schermo un segnale visivo e, dopo un po&#8217;, veniva chiesto alla persona di stimare l&#8217;intervallo di tempo trascorso dal segnale.<br />
I risultati hanno mostrato una netta differenza tra soggetti sani e depressi. Nei primi, le emozioni negative alterano la percezione del tempo, portandoli a sottostimarne la durata, mentre nei secondi ciò non avviene. &#8220;Questo a supporto della teoria che uno stato di depressione compromette il legame funzionale tra percezione emotiva e percezione del tempo&#8221;, afferma Gaetano Valenza dell&#8217;Università di Pisa, tra gli autori dello studio. &#8220;Se la percezione del tempo fosse un aspetto intimamente e inestricabilmente connesso all’esperienza depressiva &#8211; aggiunge Claudio Gentili dell&#8217;Ateneo veneto, co-autore della ricerca &#8211; potremmo pensare di agire direttamente su di essa, aiutando i pazienti a rivalutare la durata e l’esperienza soggettiva del tempo che passa&#8221;.</p>
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		<title>Vangelo in Salute, la Parola che cura: l&#8217;Ascensione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Fabio De Biase]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 07:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Ascensione]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[vangelo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Guardare il cielo senza tornare alla vita è una fede incompleta: Cristo sale al Padre per insegnarci a stare sulla&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/vangelo-in-salute-la-parola-che-cura-lascensione/">Vangelo in Salute, la Parola che cura: l&#8217;Ascensione</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Guardare il cielo senza tornare alla vita è una fede incompleta: Cristo sale al Padre</strong></span><br />
<span style="font-size: 14pt;"><strong>per insegnarci a stare sulla terra in modo nuovo.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’Ascensione del Signore è una delle feste più fraintese del calendario cristiano.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Molti la immaginano come un addio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù che lascia la terra, si allontana, scompare verso il cielo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">E invece il Vangelo racconta esattamente il contrario:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">non una distanza, ma una presenza nuova.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Nel testo di Matteo (28,16-20), proclamato nell’Anno A, non c’è nemmeno la descrizione</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">fisica dell’Ascensione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">C’è un monte, ci sono gli Undici, c’è un incontro.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">E soprattutto c’è una missione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La festa dell’Ascensione non celebra un Cristo assente,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma un Cristo che affida il mondo alle mani fragili dei suoi discepoli.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesù aveva loro indicato.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La Galilea è il luogo dell’inizio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il luogo delle chiamate, della quotidianità, delle strade ordinarie.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù li riporta lì, perché la fede non può vivere solo di emozioni straordinarie.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Eppure, davanti al Risorto, il Vangelo annota una frase sorprendente:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Essi però dubitarono.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Hanno visto Gesù vivo,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">eppure il dubbio resta.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È una delle notizie più consolanti del Vangelo:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">la fede autentica non elimina automaticamente ogni incertezza.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La malattia spirituale più diffusa è pensare che credere significhi evadere dalla complessità</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">della vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Come se il cristianesimo fosse una fuga dalla terra verso il cielo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Ma Cristo non porta i discepoli fuori dal mondo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Li rimanda dentro il mondo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il Risorto non chiede ai discepoli di restare fermi a contemplare il cielo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Li mette in cammino.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La fede in salute è sempre dinamica.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Non si chiude nei ricordi.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Non vive di nostalgia spirituale.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Chi incontra davvero Cristo non può restare immobile.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L’Ascensione è una terapia contro la paralisi interiore.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Contro quella fede stanca che aspetta sempre condizioni migliori prima di agire.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù affida la missione a uomini fragili, ancora pieni di paure e dubbi.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Questo significa che Dio non aspetta persone perfette.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Chiama persone disponibili.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Mi è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù parla con autorità,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma subito dopo consegna la missione ai discepoli.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È impressionante:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Dio sceglie di aver bisogno dell’uomo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La nostra fragilità spesso diventa un alibi:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Non sono all’altezza”,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Non sono preparato”,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Non sono abbastanza credente”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Ma il Vangelo dell’Ascensione distrugge questa scusa.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">I discepoli stessi erano imperfetti, incerti, spaventati.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Eppure vengono inviati.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La guarigione spirituale nasce quando smettiamo di aspettare di sentirci perfetti</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">e iniziamo a fidarci della chiamata di Dio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il battesimo non è un rito sociale.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È immersione nella vita stessa di Dio.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Cristo affida alla Chiesa il compito di generare uomini nuovi.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">In un mondo che produce spesso identità fragili, paure croniche e solitudini profonde,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">il Vangelo continua a offrire una vita capace di resistere al vuoto.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù non dice semplicemente “insegnate delle idee”.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Dice:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La fede non è una teoria astratta.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È uno stile di vita.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La malattia spirituale di molti cristiani è ridurre il Vangelo a cultura religiosa.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Sapere molte cose su Dio senza vivere davvero secondo il Vangelo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Cristo non cerca esperti di religione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Cerca testimoni.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ed ecco l’ultima frase del Vangelo, forse la più importante:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L’Ascensione non è assenza.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">È una presenza diversa.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Gesù non resta accanto ai discepoli come prima,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma entra nella profondità della loro storia.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Questa è la vera medicina della fede:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">sapere che non siamo mai soli.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Nei giorni luminosi e in quelli pesanti.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Nelle stagioni della speranza e in quelle del dubbio.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Cristo continua a esserci.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 14pt;">Per riflettere : una fede che torna sulla</span></strong><br />
<strong><span style="font-size: 14pt;">terra</span></strong><br />
<span style="font-size: 14pt;">La festa dell’Ascensione ci libera da una spiritualità evasiva.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La Parola che cura oggi ci ricorda che il cristianesimo non consiste nel guardare il cielo</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">dimenticando la terra,</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">ma nel vivere la terra con lo sguardo del cielo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La fede torna in salute quando smette di essere rifugio</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">e diventa missione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Quando non si limita a custodire ricordi spirituali,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma genera vita attorno a sé.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Quando accetta il rischio del cammino,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">della testimonianza,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">della responsabilità.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Cristo sale al Padre,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ma non abbandona il mondo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Lo affida a uomini fragili,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">sostenuti da una promessa incrollabile:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">“Io sono con voi tutti i giorni.”</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">E questa presenza basta</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">per non avere paura del futuro.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/vangelo-in-salute-la-parola-che-cura-lascensione/">Vangelo in Salute, la Parola che cura: l&#8217;Ascensione</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Miopia, la chirurgia refrattiva per correggere i difetti visivi</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/miopia-la-chirurgia-refrattiva-per-correggere-i-difetti-visivi/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=miopia-la-chirurgia-refrattiva-per-correggere-i-difetti-visivi</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Pasquale De Rosa]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 06:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[miopia]]></category>
		<category><![CDATA[refrattiva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mario Sbordone: &#8220;Risultati ottimi in breve tempo, ma attenti a non cadere in errori che possono costare cari&#8221;. Vedere meglio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/miopia-la-chirurgia-refrattiva-per-correggere-i-difetti-visivi/">Miopia, la chirurgia refrattiva per correggere i difetti visivi</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Mario Sbordone: &#8220;Risultati ottimi in breve tempo, ma attenti a non cadere in errori che possono costare cari&#8221;.</b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Vedere meglio in tempi rapidi è uno dei principali vantaggi della chirurgia refrattiva, ma il risultato non dipende solo dalla tecnologia utilizzata. Conta anche, e molto, il comportamento del paziente nelle ore e nei giorni successivi all’intervento. È da qui che bisogna partire quando si parla di correzione laser della miopia: l’operazione può durare pochi minuti e consentire un ritorno piuttosto veloce alla vita quotidiana, ma il post-operatorio va seguito con attenzione. Tra le tecniche più utilizzate oggi c’è la Femtolasik, scelta in molti casi perché permette un recupero visivo rapido e un decorso generalmente ben tollerato. La procedura prevede la creazione di un sottile lembo corneale, il rimodellamento della cornea con laser a eccimeri e il riposizionamento del flap. Non si tratta però di una soluzione valida indistintamente per tutti: la valutazione dipende dallo spessore della cornea, dal grado di miopia e dalle caratteristiche complessive dell’occhio.</span></p>
<h4><span style="font-size: 14pt;">Prime ore</span></h4>
<p><span style="font-size: 14pt;">«È importante che il paziente arrivi preparato al dopo intervento. Nelle prime ore può comparire un leggero bruciore, insieme a lacrimazione, fastidio alla luce o sensazione di corpo estraneo. Sono disturbi frequenti e, nella maggior parte dei casi, tendono a ridursi rapidamente», spiega il dottor <b>Mario Sbordone</b>, tra i maggiori esperti campani di chirurgia refrattiva. Anche la qualità della vista può non essere subito perfetta. Nei primi momenti può apparire instabile, non del tutto nitida o leggermente fluttuante. «Nelle prime 24 ore non bisogna pretendere una visione definitiva. Il recupero è spesso rapido, ma va accompagnato con prudenza e senza forzare i tempi», aggiunge Sbordone. Il punto centrale è distinguere ciò che rientra nel normale decorso da ciò che invece richiede attenzione. Un lieve fastidio, una maggiore sensibilità alla luce, un appannamento transitorio, lacrimazione più abbondante e, più raramente, aloni o abbagliamenti nelle ore serali possono comparire nei primi giorni. Diversi sono invece i segnali da non sottovalutare: dolore intenso o in aumento, peggioramento improvviso della vista, arrossamento marcato o secrezioni anomale. In questi casi è necessario contattare rapidamente lo specialista.</span></p>
<h4><span style="font-size: 14pt;">Regole da seguire</span></h4>
<p><span style="font-size: 14pt;">Una parte decisiva del recupero dipende dall’aderenza alle indicazioni ricevute. I colliri prescritti devono essere utilizzati con regolarità, rispettando dosaggi, orari e durata della terapia. «La terapia con colliri non è un passaggio secondario. Serve a proteggere l’occhio, controllare l’infiammazione e favorire una guarigione ordinata», sottolinea Sbordone. Nei primi giorni bisogna evitare tutto ciò che può irritare o contaminare la superficie oculare: strofinare gli occhi, esporsi a polvere e fumo, far entrare acqua o sapone negli occhi, utilizzare cosmetici nella zona perioculare o trascurare le protezioni consigliate dal chirurgo. Il riposo visivo è utile soprattutto nelle prime ore, ma non significa immobilità assoluta: il decorso deve essere prudente, non vissuto con ansia. La ripresa delle attività quotidiane è in genere veloce, ma va personalizzata. Leggere, usare computer e smartphone può essere possibile già nei primi giorni, purché con moderazione e pause frequenti. Il ritorno al lavoro dipende dal tipo di attività svolta e dal comfort visivo raggiunto. Per la guida, invece, la regola deve essere ancora più chiara: mettersi al volante solo quando la visione è sufficientemente stabile e sicura. Maggiore cautela è necessaria per sport, piscina e attività che espongono a urti, sudore, polvere o possibili contaminazioni. «Uno degli errori più frequenti è avere fretta. Sentirsi meglio non significa che l’occhio abbia già completato il processo di guarigione», avverte Sbordone.</span></p>
<h4><span style="font-size: 14pt;">Controlli finali</span></h4>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il percorso, dunque, non termina con l’uscita dalla sala operatoria. I controlli post-operatori servono a verificare che la cornea stia guarendo correttamente e che la qualità visiva proceda secondo le attese. Secchezza oculare o recupero più lento del previsto possono verificarsi e non indicano necessariamente una complicanza, ma vanno comunque monitorati. «Ogni occhio ha tempi propri. Il follow-up serve proprio a riconoscere subito eventuali deviazioni dal decorso normale e ad accompagnare il paziente fino alla stabilizzazione completa», conclude Sbordone. La chirurgia refrattiva, quindi, può rappresentare una soluzione efficace e rapida per correggere la miopia, ma non va raccontata come una scorciatoia priva di regole. Resta un intervento chirurgico: richiede valutazione accurata, indicazioni precise e collaborazione attenta da parte del paziente.</span></p>
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		<title>Hantavirus, per saperne di più senza allarmismi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2026 05:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[hantavirus]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono tre i decessi finora accertati ai quali si aggiunge un paziente in terapia intensiva in Sudafrica e cinque casi&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Sono tre i decessi finora accertati ai quali si aggiunge un paziente in terapia intensiva in Sudafrica e cinque casi sospetti ancora sotto indagine. È il bilancio del possibile <a href="https://www.dica33.it/dizionario-medico/24832/focolaio.asp"><b><span style="color: #000000;">focolaio</span></b></a> di <b>hantavirus </b>segnalato dall&#8217;Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) sulla nave da crociera MV Hondius, partita da Ushuaia in Argentina e diretta verso Capo Verde. L&#8217;Oms ha dichiarato la conferma in laboratorio di almeno un caso di infezione, mentre le indagini virologiche ed epidemiologiche sono ancora in corso. Ma cos&#8217;è esattamente l&#8217;hantavirus? Come si contrae? E quale rischio rappresenta per la popolazione generale?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Cos&#8217;è l&#8217;hantavirus</b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Le malattie da hantavirus sono infezioni virali di diversa gravità, trasmesse all&#8217;uomo dai roditori selvatici e domestici. Il genere hantavirus comprende diverse decine di specie a livello globale: almeno 38 quelle riconosciute dagli esperti, di cui 24 capaci di infettare l&#8217;uomo. I principali serbatoi naturali sono topi, ratti e arvicole.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Non si tratta di un virus nuovo. In Europa alcune specie sono presenti da tempo, e negli ultimi anni si stanno espandendo sia come numero di casi che come aree geografiche coinvolte. In Asia e nelle Americhe circolano varianti con caratteristiche diverse e con tassi di mortalità molto diversi tra loro.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Come si contrae: il ruolo dei roditori</b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;infezione avviene principalmente per contatto diretto con feci, saliva o urine di roditori infetti, oppure per inalazione di particelle virali disperse nell&#8217;aria a partire dagli escrementi. Più raramente può trasmettersi attraverso morsi o graffi dell&#8217;animale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«L&#8217;hantavirus è tipicamente legato all&#8217;esposizione ambientale ai roditori», spiegano i virologi. Le comunità agricole sono tra le più esposte, per la maggiore probabilità di contatto con animali infetti in spazi chiusi o scarsamente ventilati.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La trasmissione da persona a persona è considerata eccezionale per la maggior parte delle varianti. Una parziale eccezione riguarda il virus Andes, diffuso in Sud America, per il quale alcuni studi hanno documentato casi di contagio interumano, ma le prove rimangono limitate.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Le tre forme della malattia</b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il Ministero della Salute italiano distingue tre sindromi principali legate all&#8217;hantavirus:</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La <b>febbre emorragica con sindrome renale</b> (Haemorrhagic Fever with Renal Syndrome, HFRS) è la forma più comune in Europa e Asia. Colpisce i reni e può causare danno renale acuto, emorragie, calo di pressione e shock. La mortalità stimata varia tra l&#8217;1% e il 15% a seconda della variante.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La <b>nefropatia epidemica</b> (NE) è una forma più lieve di HFRS, osservata prevalentemente in Europa, con decorso generalmente meno grave.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La <b>sindrome polmonare da hantavirus</b> (Hantavirus cardiopulmonary syndrome, HCPS) è quella tipica delle Americhe ed è la più temuta. Esordisce con sintomi simil-influenzali: febbre, affaticamento, dolori muscolari. Poi si deteriora rapidamente, con insufficienza respiratoria progressiva. La mortalità nelle Americhe raggiunge circa il 40%.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In tutte e tre le forme, il meccanismo centrale è lo stesso: il virus danneggia l&#8217;endotelio vascolare, ovvero lo strato interno dei vasi sanguigni, causando aumento della permeabilità, ipotensione, emorragie e, nei casi più gravi, shock.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Il caso della nave MV Hondius: cosa è successo</b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La MV Hondius è una nave da crociera polare con una capacità di circa 170 passeggeri e 70 membri di equipaggio. Era partita da Ushuaia, in Argentina, diretta verso Capo Verde, quando sono emersi i primi casi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Stando alle informazioni disponibili, il primo a manifestare sintomi sarebbe stato un uomo di 70 anni, deceduto a bordo, il cui corpo si trova attualmente sull&#8217;isola di Sant&#8217;Elena. Anche la moglie, 69 anni, si è ammalata durante la traversata, è stata evacuata in Sudafrica e vi è deceduta in un ospedale a Johannesburg. Una terza vittima si trovava ancora a bordo al momento delle ultime comunicazioni. Un cittadino britannico di 69 anni, invece, è ricoverato in terapia intensiva a Johannesburg. Domenica la nave si trovava al largo del porto di Praia, a Capo Verde, mentre erano in corso valutazioni su altri due passeggeri con sintomi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;Oms ha dichiarato di facilitare il coordinamento tra i paesi coinvolti e la compagnia di navigazione, e ha avviato le procedure per eventuali evacuazioni mediche. Il sequenziamento del virus è in corso.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Come si spiega un focolaio su una nave</b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Le ipotesi sul tavolo sono diverse. La più plausibile è la contaminazione da parte di roditori infetti in aree della nave come depositi o spazi di stoccaggio. Un secondo scenario, reso plausibile dalla lunga incubazione del virus (da una a otto settimane), è che i passeggeri o i membri dell&#8217;equipaggio si siano esposti durante le attività a terra in Argentina o in altri scali, e abbiano sviluppato i sintomi solo durante la navigazione. La trasmissione interumana a bordo, pur teoricamente possibile per alcune varianti, è considerata al momento l&#8217;ipotesi meno probabile.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Cura e trattamento: cosa esiste</b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Non esistono antivirali specifici approvati che abbiano dimostrato un&#8217;efficacia definitiva contro l&#8217;hantavirus. Il trattamento è principalmente di supporto: ossigeno, gestione dei fluidi, supporto alla pressione arteriosa e ventilazione meccanica nei casi di insufficienza respiratoria. Questo rende la diagnosi precoce particolarmente importante poiché intervenire quando i sintomi sono ancora lievi può fare la differenza sull&#8217;esito.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ricerche su antivirali ad ampio spettro sono in corso, ma nessun farmaco mirato è ancora disponibile per uso clinico routinario.</span></p>
<p><strong><span style="font-size: 14pt;"> Il rischio per la popolazione generale nell&#8217;Ue resta classificato come molto basso.</span></strong></p>
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		<title>Vangelo in Salute, la Parola che cura: amare Dio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2026 07:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[Gesù]]></category>
		<category><![CDATA[La Parola]]></category>
		<category><![CDATA[vangelo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dire di amare Dio senza lasciarsi cambiare dall’amore è la più elegante delle illusioni spirituali. La VI Domenica di Pasqua&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Dire di amare Dio senza lasciarsi cambiare dall’amore è la più elegante delle illusioni spirituali.</b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">La VI Domenica di Pasqua ci porta nel cuore del grande discorso di addio di Gesù.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Non ci sono miracoli spettacolari, folle da sfamare o segni clamorosi.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> C’è qualcosa di molto più difficile:</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> l’amore vissuto nella quotidianità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Il Vangelo di Giovanni (14,15-21) raccoglie parole intime, quasi testamentarie.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Gesù sta preparando i discepoli alla sua assenza visibile.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Sa che verranno giorni di paura, smarrimento, silenzio.</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">E proprio allora pronuncia una frase decisiva:</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">“</span><b>Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.</b><span style="font-weight: 400;">”</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Parole semplici.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Ma profondamente controcorrente.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Viviamo in un tempo in cui la parola “amore” viene usata continuamente.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Si ama tutto: persone, oggetti, passioni, idee.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Eppure spesso l’amore resta emotivo, fragile, instabile.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Si confonde il sentimento con la fedeltà.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> L’intensità con la verità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Anche nella fede accade questo.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Si può dire di amare Dio senza lasciarsi realmente trasformare da Lui.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">La malattia spirituale che il Vangelo oggi vuole curare è proprio questa:</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span> <b>un cristianesimo affettivo ma non concreto</b><span style="font-weight: 400;">.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Una fede che emoziona, ma non converte.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Che consola, ma non cambia la vita.</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">“Se mi amate, osserverete i miei comandamenti.”</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Gesù non collega l’amore alle emozioni,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> ma alla fedeltà.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">I comandamenti non sono catene.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Sono la forma concreta dell’amore.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Perché l’amore vero non resta teoria.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Diventa gesto, scelta, responsabilità.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Un genitore ama nei sacrifici quotidiani.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Uno sposo ama nella fedeltà.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Un credente ama nel modo in cui vive.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">La fede in salute non si misura dalle parole che diciamo a Dio,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> ma dalle scelte che facciamo davanti agli uomini.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Gesù sa che i discepoli saranno fragili.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Per questo promette:</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">“Ed io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paraclito.”</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Il Paraclito è il Consolatore, il Difensore, lo Spirito della verità.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Cristo non lascia i suoi orfani.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Non consegna un ideale impossibile da vivere.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Dona una presenza interiore che sostiene il cammino.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Questa è una notizia terapeutica straordinaria:</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> la vita cristiana non si regge solo sulla forza umana.</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">C’è uno Spirito che accompagna, illumina, rialza.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">“Non vi lascerò orfani.”</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Questa frase tocca una delle ferite più profonde dell’uomo contemporaneo:</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> la solitudine.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Mai come oggi siamo connessi,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> eppure spesso interiormente isolati.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Molti vivono circondati da persone ma privi di relazioni vere.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Molti parlano continuamente ma non si sentono ascoltati.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Gesù entra proprio lì.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Nella paura di essere lasciati soli.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">La fede in salute nasce dalla scoperta che la presenza di Dio non dipende dalle emozioni del momento.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Anche quando non lo sentiamo, Lui resta.</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">“Il mondo non mi vede più; voi invece mi vedrete.”</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Non si tratta degli occhi fisici.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> È lo sguardo della fede.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Ci sono persone che guardano tutto e non vedono nulla.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> E persone che, illuminate interiormente, riconoscono la presenza di Dio nella vita quotidiana.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">La malattia spirituale più sottile è vivere senza profondità.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Fermarsi alla superficie delle cose.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Consumare esperienze senza mai abitarle davvero.</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Cristo educa a uno sguardo nuovo.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">“In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.”</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Il cristianesimo non è distanza.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> È comunione.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Dio non resta esterno all’uomo.</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> Viene ad abitare dentro la sua vita.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Questa è la vera guarigione spirituale:</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> scoprire che non siamo fatti per vivere separati da Dio,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> ma uniti a Lui.</span></span></p>
<h2><span style="font-size: 14pt;"><b>Per riflettere : la fede che prende corpo nella vita</b></span></h2>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">La VI Domenica di Pasqua ci consegna una domanda essenziale:</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Il mio amore per Cristo è concreto?</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Oppure resta fatto di parole, abitudini, emozioni passeggere?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">La Parola che cura oggi ci invita a passare</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> da una fede superficiale</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> a una relazione viva e trasformante.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">La fede torna in salute quando l’amore diventa fedeltà quotidiana,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> quando i comandamenti smettono di essere pesi</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> e diventano sentieri di libertà.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Quando si scopre che Dio non abbandona mai i suoi figli,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> ma continua ad abitare la loro storia attraverso lo Spirito.</span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">E allora anche nei giorni difficili,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> anche nelle prove,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> anche nei silenzi della vita,</span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">resta una certezza che sostiene tutto:</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>non siamo orfani.</b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Cristo continua a camminare con noi,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> dentro di noi,</span><span style="font-weight: 400;"><br />
</span><span style="font-weight: 400;"> attraverso il respiro invisibile del suo Spirito.</span></span></p>
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		<title>Le merendine di oggi stanno &#8220;creando&#8221; i malati di cuore di domani</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 06:30:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Campania purtroppo continua a detenere il triste primato del più alto tasso di obesità infantile in Europa, con circa&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;"><mark class="HxTRcb" data-sfc-root="c" data-wiz-uids="lD3FR_g" data-sfc-cb="" data-processed="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 500; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(0, 29, 53);"><strong><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-100241 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/fernando-botero-le-sorelle20180416093233_e4fc359d040dbb361e8a1fe135d3e0a720180416093234_3fcdb21a0e82187a17fa69e1dd357793.jpg?resize=300%2C265&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="265" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/fernando-botero-le-sorelle20180416093233_e4fc359d040dbb361e8a1fe135d3e0a720180416093234_3fcdb21a0e82187a17fa69e1dd357793.jpg?resize=300%2C265&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/05/fernando-botero-le-sorelle20180416093233_e4fc359d040dbb361e8a1fe135d3e0a720180416093234_3fcdb21a0e82187a17fa69e1dd357793.jpg?w=600&amp;ssl=1 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />La Campania purtroppo continua a detenere il triste primato del più alto tasso di obesità infantile in Europa</strong>, con circa il 43% dei bambini in sovrappeso o obesi<!--TgQPHd|[]--></mark>. I dati 2023 di <span style="color: #000000;" data-sfc-cp="" data-sfc-root="c" data-sfc-cb="" data-processed="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 400; margin: 0px; text-decoration: none; border-bottom: 0px rgb(10, 10, 10);"><a class="H23r4e" style="color: #000000;" href="https://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/indagine-2023-report-campania" target="_blank" rel="noopener" data-hveid="CAEQAg" data-processed="true" data-copy-service-computed-style="font-family: &quot;Google Sans&quot;, Arial, sans-serif; font-size: 16px; font-weight: 500; margin: 0px; text-decoration: underline 1px rgb(26, 13, 171); border-bottom: 0px rgb(26, 13, 171);">OKkio alla SALUTE<!--TgQPHd|[]--></a><!--TgQPHd|[[&quot;https://www.epicentro.iss.it/okkioallasalute/indagine-2023-report-campania&quot;,null,null,[null,null,null,null,null,null,null,null,null,null,null,null,null,null,null,[{&quot;1218&quot;:[16]}]],16,null,&quot;OKkio alla SALUTE: i risultati dell&#39;indagine 2023 in Campania&quot;,&quot;Lo stato ponderale Il quadro che emerge mette in evidenza che nel 2023 in Campania il 6% dei bambini risulta in condizioni di obesità grave, il 12,6% è obeso, il 24,6% sovrappeso, il 55,5% normopeso e l&#39;1,3% sottopeso.&quot;,null,&quot;ISS -Epicentro&quot;,&quot;https://encrypted-tbn3.gstatic.com/faviconV2?url\u003dhttps://www.epicentro.iss.it\u0026client\u003dAIM\u0026size\u003d64\u0026type\u003dFAVICON\u0026enable_upscaled\u003dtrue\u0026fallback_opts\u003dTYPE,SIZE,URL&quot;,[[1778211940025401,117625894,3257189166],null,null,null,null,[[2,0,0,1,127]]]]]--> </span>confermano il problema, rilevando il 12,6% di bambini obesi e il 6% in obesità grave. Giunge quando mai a proposito, pertanto, l&#8217;ennesimo grido di allarme che arriva dal mondo della scienza. </span></p>
<p><span style="font-size: 18pt; font-family: arial, helvetica, sans-serif;">&#8220;La dichiarazione della Società Europea di Cardiologia pubblicata su &#8216;European Heart Journal&#8217; conferma ciò che purtroppo osserviamo quotidianamente, vale a dire che l’eccesso di cibi ultra-processati è strettamente associato ad un aumento del rischio cardiovascolare, fibrillazione atriale, ipertensione, obesità e diabete tipo 2. Questi alimenti, ricchi di zuccheri, sale e additivi, favoriscono un consumo eccessivo e peggiorano i principali fattori di rischio. La loro riduzione porta benefici concreti su glicemia, pressione arteriosa e rischio cardiovascolare. Il trattamento multimodale è uno strumento efficace, ma senza un cambiamento duraturo delle abitudini alimentari i risultati si riducono nel tempo. Promuovere una dieta equilibrata e fenotipizzata resta fondamentale per la prevenzione e la tutela della salute pubblica&#8221;. Così Maurizio De Luca, presidente Sicob, Società Italiana di Chirurgia dell&#8217;Obesità e delle malattie metaboliche, che aggiunge &#8220;in Italia operano 161 centri della nostra Società con un approccio multidisciplinare che integra nutrizione, supporto psicologico, farmacologia, endoscopia e chirurgia. In questo percorso, l’allontanamento dai cibi ultra-processati è un obiettivo centrale, non solo per ridurre il peso, ma per migliorare il profilo metabolico e prevenire complicanze gravi e talvolta anche mortali”.</span></p>
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