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	<title>CAMPANIA Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>CAMPANIA Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Liste d’attesa, Schillaci: “C’è ancora molto da fare”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 07:00:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Schillaci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Le liste d’attesa &#8220;sono la parte peggiore del Servizio sanitario nazionale&#8221;, ma oggi esiste una piattaforma nazionale per monitorarle e&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Le liste d’attesa &#8220;sono la parte peggiore del Servizio sanitario nazionale&#8221;, ma oggi esiste una piattaforma nazionale per monitorarle e un percorso per intervenire. È il punto da cui parte il ministro della Salute Orazio Schillaci, intervenuto alla Festa del Fatto Quotidiano alla Versiliana di Marina di Pietrasanta, dove ha affrontato anche il calo delle coperture vaccinali, la prevenzione e il tema della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid. &#8220;Finora non avevamo un sistema per monitorare le liste d’attesa. Oggi abbiamo un metodo: la piattaforma di Agenas&#8221;, ha sottolineato Schillaci. Il ministro riconosce che &#8220;c’è ancora molto da fare&#8221;, ma rivendica l’impianto costruito con la normativa sulle liste d’attesa. &#8220;Nella legge gli strumenti ci sono tutti, ma ci vuole la volontà di applicarla&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Tra gli obiettivi c’è anche il superamento delle agende chiuse. &#8220;È illegittimo tenere le liste chiuse&#8221;, ha ribadito Schillaci: quando un cittadino prenota un esame deve sapere quando potrà effettuarlo. Se la prestazione non viene garantita nei tempi previsti, ha ricordato il ministro, il cittadino può ricorrere all’attività intramoenia senza sostenere un costo superiore al ticket. Sul fronte dei controlli, Schillaci ha assicurato che il ministero è pronto a intervenire in presenza di irregolarità. &#8220;Mandiamo gli ispettori, non c’è problema&#8221;, ha detto rispondendo a una domanda sui controlli, in particolare sull’intramoenia. Il monitoraggio e la vigilanza, ha aggiunto, coinvolgono anche Agenas e Regioni, mentre il ministero dispone di poteri sostitutivi in caso di carenze gravi. Il ministro ha collegato il problema delle liste d’attesa a quello più ampio delle disuguaglianze nell’accesso alle cure. &#8220;In un Paese come il nostro è impensabile che l’aspettativa di vita dipenda da dove uno risiede e da quanto guadagna&#8221;, ha affermato.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Altro capitolo quello delle vaccinazioni, rispetto alle quali Schillaci ha parlato di un problema soprattutto culturale. &#8220;Gli italiani purtroppo non sono mai stati particolarmente amanti dei vaccini. Non è che sono tutti No vax, hanno paura di fare i vaccini&#8221;, ha osservato il ministro, ricordando le campagne promosse dal ministero, comprese quelle sull’influenza, e il parere richiesto al Consiglio superiore di sanità. Per Schillaci, il punto resta il ruolo della vaccinazione nella prevenzione. &#8220;La gente deve capire che alcune malattie si debellano solo con i vaccini&#8221;, ha sottolineato. Le vaccinazioni rappresentano, ha aggiunto, &#8220;un esempio classico e fondamentale&#8221; di prevenzione e di salute pubblica. Sul Covid, infine, il ministro ha definito la pandemia &#8220;un dramma nazionale&#8221; e ha guardato ai lavori della Commissione parlamentare d’inchiesta in una prospettiva soprattutto di apprendimento. &#8220;Se serve a migliorare quello che non è andato bene, questo è nell’interesse di tutti&#8221;, ha affermato Schillaci.</span></p>
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		<title>Osteopati, da ieri aperti gli Elenchi speciali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 06:30:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[osteopati]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Tanto tuonò che piovve. Un passaggio atteso da anni diventa oggi realtà per gli osteopati italiani. La Federazione Nazionale degli&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">Tanto tuonò che piovve. Un passaggio atteso da anni diventa oggi realtà per gli osteopati italiani. La Federazione Nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP apre oggi gli Elenchi Speciali ad Esaurimento, dando concretamente avvio alla fase operativa del percorso di regolamentazione della professione. Il ROI – Registro Osteopati d’Italia accoglie con grande soddisfazione questo importante traguardo, che apre una nuova prospettiva per il futuro professionale degli osteopati.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“Sono oltre 15.000 gli osteopati che potenzialmente dovrebbero accedere agli Elenchi Speciali: un numero che dà la misura della portata di ciò che prende avvio oggi” ha dichiarato Mauro Longobardi, Presidente del ROI – Registro Osteopati d’Italia. “Dopo tanti anni di attesa e di lavoro, siamo felici che i professionisti possano finalmente intraprendere il percorso che, attraverso gli Elenchi Speciali, li condurrà verso l’Albo professionale degli Osteopati; la sede naturale della nostra professione, in grado di garantire identità, rappresentanza e tutela sia ai pazienti che ai professionisti”.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“Si apre ora una fase importante e delicata che richiederà tempo, attenzione e un confronto costante. Siamo consapevoli che potranno emergere esigenze differenti e alcune criticità. Auspichiamo che questo ultimo tratto del percorso possa svolgersi in modo equo e ordinato, tenendo conto della specificità dei diversi casi che potranno presentarsi” ha proseguito Longobardi.</span></p>
<p style="font-weight: 400;"><span style="font-size: 14pt;">“Ringraziamo le istituzioni e la politica che nel corso degli anni e nel costante confronto con la categoria, hanno contribuito a collocare l’osteopatia a pieno titolo tra le professioni sanitarie del nostro Paese, così come la Federazione Nazionale degli Ordini TSRM e PSTRP per il lavoro svolto e per l’impegno con cui sta accompagnando l’avvio degli Elenchi Speciali. Un percorso che ha richiesto anni di impegno, confronto e collaborazione, e che compie oggi un ulteriore e fondamentale passo verso il pieno inserimento dell’osteopatia nel sistema delle professioni sanitarie” ha concluso Longobardi.</span></p>
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		<title>15 e 16 settembre scioperano i medici di famiglia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 06:00:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[medici]]></category>
		<category><![CDATA[sciopero]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I medici di medicina generale aderenti allo SMI – Sindacato Medici Italiani &#8211; scioperano oggi e domani, 15 e 16&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">I medici di medicina generale aderenti allo SMI – Sindacato Medici Italiani &#8211; scioperano oggi e domani, 15 e 16 settembre 2026, contro il nuovo modello organizzativo della medicina generale. Al centro della protesta ci sono il Ruolo unico, il cosiddetto debito orario nelle Case di Comunità e l&#8217;organizzazione dell&#8217;assistenza territoriale prevista dagli accordi sulla medicina generale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">SMI contesta in particolare l&#8217;obbligo di svolgere attività oraria nelle Case di Comunità e sostiene che il nuovo assetto possa ridurre il tempo dedicato all&#8217;assistenza dei propri pazienti. Tra le richieste figurano il doppio canale, con la possibilità di scegliere volontariamente il passaggio alla dipendenza, e l&#8217;istituzione di una scuola di specializzazione universitaria in Medicina generale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La mobilitazione sarà accompagnata da manifestazioni in diverse città. Arriva inoltre, dopo l&#8217;assegnazione alla Commissione Affari sociali della Camera, il 9 settembre, la notizia che la petizione promossa da SMI sulla riforma della medicina generale ha superato le 9.300 firme.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In Emilia-Romagna alla mobilitazione aderisce anche Snami. Secondo quanto riportato da la Repubblica, il sindacato rappresenta circa 700 medici di famiglia nella regione, 200 dei quali nell&#8217;area bolognese. L&#8217;astensione è prevista il 15 e 16 settembre dalle 9 alle 20. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Roberto Pieralli, presidente regionale Snami, contesta in particolare il Ruolo unico e le Aggregazioni funzionali territoriali. Secondo Pieralli, il nuovo modello può arrivare a sommare fino a 38 ore di attività oraria all&#8217;assistenza dei propri pazienti, prevedendo anche attività notturne e festive. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">FIMMG non aderisce invece alla protesta. A Milano il sindacato, pur dichiarando di comprendere il disagio dei medici e in particolare dei giovani professionisti, ritiene che lo sciopero non rappresenti lo strumento adeguato per ottenere risultati concreti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">«Se la protesta è più che legittima e condivisibile, chiudere gli studi per due giorni non porterà a nessun risultato concreto», afferma Anna Pozzi segretario di FIMMG Milano, indicando come alternativa «soluzioni contrattuali che consentano di potenziare l&#8217;attività dei medici di famiglia negli studi diffusi su tutto il territorio».</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In Lombardia FIMMG punta sul rafforzamento delle Forme Associative Avanzate, dotate di personale di studio e infermieristico, nelle quali affiancare all&#8217;attività ordinaria prevenzione, presa in carico dei pazienti cronici e assistenza domiciliare. Il sindacato chiede inoltre che in queste strutture possano essere offerte prestazioni diagnostiche, compresa la telemedicina, oggi erogabili, secondo FIMMG Milano, solo in forma individuale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sulle Case di Comunità, il sindacato chiede che l&#8217;attività dei medici di famiglia non si trasformi in una «medicina di serie B», limitata alla distribuzione di ricette e certificati di malattia.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Resta anche il problema della carenza di professionisti. FIMMG Milano segnala che centinaia di migliaia di cittadini lombardi sono senza medico di famiglia. La Regione ha bandito 400 posti per la formazione. Secondo il sindacato, una volta completato il percorso e considerando 1.500 assistiti per ciascun professionista, questi medici potrebbero garantire l&#8217;assistenza a 600.000 cittadini.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><span style="font-size: 8pt;">Fonte: https://www.doctor33.it/articolo/68733/sciopero-medici-di-famiglia-il-15-e-16-settembre-al-centro-ruolo-unico-e-case-di-comunita</span></p>
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		<title>Battipaglia, il Gruppo Vitolo spegne 40 candeline e guarda alle sfide del futuro</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 05:30:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[SALERNO]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Grande successo nella suggestiva cornice del NEXT &#8211; Ex Tabacchificio di Capaccio Paestum per la serata celebrativa per i 40&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Grande successo nella suggestiva cornice del NEXT &#8211; Ex Tabacchificio di Capaccio Paestum per la serata celebrativa per i 40 anni di attività della Holding Gruppo Vitolo, solida realtà imprenditoriale fondata nel 1986 da Carlo e Rosanna Vitolo e oggi affermato punto di riferimento multisettoriale in Campania e sul territorio nazionale. Un traguardo importante che testimonia quattro decenni di costante crescita, visione strategica e profondo radicamento nel tessuto economico e sociale locale.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L’evento ha preso il via con un’elegante accoglienza riservata numerosi ospiti presenti – tra cui collaboratori, rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, clienti e partner storici. La fase iniziale della serata è stata dedicata a un caloroso momento di benvenuto, pensato per condividere con la comunità d&#8217;impresa le principali tappe e i traguardi più significativi che hanno segnato la storia e la continuità evolutiva del Gruppo.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La parte istituzionale, condotta con eleganza dalla giornalista Costanza Calabrese, si è aperta con la proiezione di un video emozionale che ha ripercorso il cammino aziendale: dagli esordi nel settore immobiliare e dalla nascita del Centro Medico San Luca – struttura pionieristica per la sanità campana che introdusse fin da subito approcci innovativi mettendo sempre al centro la cura della persona – fino al consolidamento e alla successiva evoluzione nel San Pio Medical Center. Filmati storici e testimonianze hanno raccontato la progressiva e dinamica diversificazione della Holding, oggi operativamente attiva in molteplici ambiti strategici: dalla sanità d&#8217;eccellenza al Business Process Outsourcing con Contact Centre Sud, fino al settore dell’hospitality e della ristorazione (con strutture di rilievo quali Hotel San Luca, Bar Ristorante La Nona Musa, Hotel Eboli ed Eboli Bistrot), passando per il comparto agricolo e vitivinicolo, la formazione medica ECM affidata a ViTer Formazione e i servizi integrati di mobilità e comunicazione curati da MVRent.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Uno dei momenti più significativi della serata è stato la consegna, da parte della famiglia Vitolo, di riconoscimenti a clienti e dipendenti di lunga data, a testimonianza del valore attribuito alle persone e alle relazioni che hanno contribuito alla crescita dell’azienda. A seguire, Elisa e Marcello Vitolo, oggi alla guida della Holding, hanno illustrato la visione strategica per i prossimi anni, evidenziando le opportunità e le sfide che caratterizzano i mercati in rapida evoluzione.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il momento sul palco si è concluso con l’ingresso della grande torta celebrativa, il tradizionale e augurale brindisi corale e i sentiti ringraziamenti rivolti a tutte le maestranze e a coloro che, a vario titolo, hanno contribuito a scrivere la storia quarantennale della Holding Gruppo Vitolo. La serata è poi proseguita in un&#8217;atmosfera conviviale con l’apertura del raffinato buffet e un coinvolgente intrattenimento musicale curato dal gruppo Arechi, che ha allietato i presenti alternando performance dal vivo e dj set.</span></p>
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		<title>Incidente azienda vernici a Caivano, l&#8217;Asl assicura: nessun pericolo per le persone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Sep 2026 05:00:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[azienda chimica]]></category>
		<category><![CDATA[Caivano]]></category>
		<category><![CDATA[incidente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A causa di un incidente verificatosi nella serata di sabato scorso, durante le procedure lavorative per la produzione di miscele&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">A causa di un incidente verificatosi nella serata di sabato scorso, durante le procedure lavorative per la produzione di miscele chimiche, è avvenuta la fuoriuscita di sostanze volatili da due contenitori dello stabilimento PPG Industries di Caivano, un&#8217;azienda che produce vernici. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">L’evento ha determinato varie segnalazioni da parte di cittadini non solo dell&#8217;area napoletana ma anche residenti in alcuni Comuni dell’Agro Aversano. Da qui l&#8217;esigenza di attivare tutte le procedure prudenziali a tutela della popolazione in particolare di quella posta a confine delle due province.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">La Prefettura di Caserta ha monitorato le attività intraprese dagli Enti tutori, che per tali tipologie di incidenti sono Il Comando dei Vigili del Fuoco che ha inviato nelle zone interessate il Nucleo NBCR (Nucleare-Biologico-Chimico-Radiologico) per intercettare la provenienza delle esalazioni, l’ARPAC per poter avviare appositi campionamenti e il Dipartimento di Prevenzione dell’ASL Caserta guidato dal dottor Giancarlo Ricciardelli. Ed è stato proprio il Dipartimento di prevenzione dell&#8217;Azienda sanitaria locale &#8220;che ha fornito le prime prudenziali indicazioni&#8221; per emanare appositi avvisi con l&#8217;obiettivo di allertare la popolazione per evitare, laddove possibile, di restare all’aperto senza mascherine FFP2, di tenere chiuse porte e finestre, di evitare di stendere il bucato all’esterno. Tutti suggerimenti che sono stati prontamente adottati, con provvedimenti, dai Sindaci dei Comuni coinvolti.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Il Direttore Generale dell’ASL Caserta dott. Antonio Limone, ha responsabilmente monitorato l’evoluzione della situazione.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Domenica 13 settembre si è tenuta una riunione del Centro di Coordinamento Soccorsi (CCS) organizzata da remoto dalla Prefettura di Napoli con partecipazione della Prefettura di Caserta, con partecipazione degli Enti per le Provincie di Napoli e Caserta, compresi i Dipartimenti di Prevenzione delle AA.SS.LL. Caserta e Napoli 2 Nord, oltre che delle Forze dell’Ordine e dell’incaricato del Ministro dell’interno per Terra dei Fuochi, per coordinare la risposta alle segnalazioni giunte dai Comuni dell’Agro Aversano.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Al fine di escludere qualsiasi residuo fattore di rischio e completare il quadro valutativo, è stato concordato nella stessa giornata un sopralluogo congiunto presso l’impianto PPG di Caivano con la partecipazione di personale di ARPAC e di ispettori REACH/CLP delle ASL Caserta e Napoli 2 Nord (altamente qualificati per il rischio chimico) insieme alla squadra NBCR dei Vigili del Fuoco e con il supporto delle Forze dell’Ordine, per verificare accuratamente le condizioni ambientali e la qualità dell’aria.</span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Dall’esito dell’accesso è emerso che l&#8217;incidente ha interessato due contenitori su tre, ciascuno della capacità di circa 1.000 litri, dai quali si è verificata una dispersione di sostanze volatili con sversamento per tracimazione.</span><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Tuttavia all’atto dell’accesso si è potuto constatare che la dispersione di tali sostanze risultava ormai conclusa e che le misure adottate hanno evitato lo spargimento in terreni, corsi d’acqua scarichi e fogne.  </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Dalla disamina delle schede di sicurezza delle sostanze si può asserire che trattasi di prodotti non persistenti, non bioaccumulabili e non interferenti endocrini, la cui tossicità risulta essere solo acuta per alcuni di essi a dosaggi elevati. Al momento non risultano segnalazioni sanitarie alla Centrale 118 e i luoghi attenzionati sono stati interdetti ai lavoratori.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/incidente-azienda-vernici-a-caivano-lasl-assicura-nessun-pericolo-per-le-persone/">Incidente azienda vernici a Caivano, l&#8217;Asl assicura: nessun pericolo per le persone</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>La Madonnina del Vervece, 52 anni di fede e memoria nel cuore del mare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Milone]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 07:30:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-103735 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/e249430f-86a0-440a-85f3-b43191215bdf.jpeg?resize=169%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="169" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/e249430f-86a0-440a-85f3-b43191215bdf-scaled.jpeg?resize=169%2C300&amp;ssl=1 169w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/e249430f-86a0-440a-85f3-b43191215bdf-scaled.jpeg?w=576&amp;ssl=1 576w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/e249430f-86a0-440a-85f3-b43191215bdf-scaled.jpeg?resize=768%2C1365&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/e249430f-86a0-440a-85f3-b43191215bdf-scaled.jpeg?resize=864%2C1536&amp;ssl=1 864w" sizes="(max-width: 169px) 100vw, 169px" data-recalc-dims="1" /><br />
Massa Lubrense ha scritto ieri un&#8217;altra pagina indelebile di appartenenza alla fede e cultura mariana leegata al mare grazie alla 52 edizione della Madonnina del Vervece. Erano in tanti ieri mattina in mezzo al mare su ogni tipo di imbarcazioni, canoe comprese, ad ascoltare la Santa Messa celebrata sullo scoglio- santuario, il Vervece, da padre Enzo Fortunato che ha accolto quest&#8217;anno oltre alle autorità civili &#8211; il sindaco di Massa Lubrense, Lello Staiano, il tenente colonnello Andrea Placenti comandante l&#8217;aeroporto Ugo Niutta di Napoli, il capitano della Guardia di Finanza di Massa Lubrense Chiara Mangifesta, Capitano di Corvetta Cp Luca Giotta, il comandante della compagnia carabinieri di Sorrento, Mario Gioia. Filomena Pane, figliuola del pescatore Antonino morto a mare nel lontano 2017, Carlo Sommacal marito di Monica Montefalcone e papà di Giorgia le due subacquee scomparse alle Maldive le cui pietre insieme a quelle di Muriel Oddenino e Federico Gualtieri oltre a quelle del pescatore Antonino Pane sono state benedette dal celebrante prima della Celebrazione Eucaristica. E poi i subacquei i &#8221; guardiani&#8221; della statua della Madonna sommersa, il nucleo subacqueo della Guardia di Finanza, dei Carabinieri, della Polizia di Stato del diving Barracuda di Nerano che hanno deposto ai piedi della statua sommersa la corona d&#8217;alloro preparata con cura ed offerta dal fiorista Luca Terracusa, custodita gelosamente sullo scoglio dal marittimo Vincenzo Aiello. E poi al rientro sul circolo le premiazioni.<br />
</span></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-103766 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/6fc63f1c-0d28-4bac-a19a-4da914853774.jpeg?resize=225%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="225" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/6fc63f1c-0d28-4bac-a19a-4da914853774-scaled.jpeg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/6fc63f1c-0d28-4bac-a19a-4da914853774-scaled.jpeg?w=768&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/6fc63f1c-0d28-4bac-a19a-4da914853774-scaled.jpeg?resize=1152%2C1536&amp;ssl=1 1152w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il premio giornalistico Massimo Milone, consegnato a padre Enzo Fortunato dal figliuolo avv Andrea Milone, al decano dei giornalisti napoletani Mimmo Falco, al comandante dell&#8217;aeroporto militare di Capodichino tenente colonnello, Andrea Placenti, al comandante della Msc Lauro Maresca, alla stazione carabinieri di Massa Lubrense, al luotenente Cp. Maurizio Bellotti, al subacqueo della Guardia di Finanza Antonino Maresca, ai dottori Vincenzo Iaccarino primario di Cardiologia degli ospedali riuniti della penisola sorrentina e Mariano Pane del centro di diagnostica &#8221; Pane&#8221; di Piano di Sorrento, Mario Grassia capo della squadra mobile di Napoli.<br />
Attestati di benemerenza sono stati inoltre consegnati alla Polizia Municipale di Massa Lubrense, al sottocapo scelto cp Fabio Apuzzo ed alla cooperativa Marina della Lobra.<br />
<img decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-103763" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/22ef958c-e4c4-4624-927b-1dc25f861152.jpeg?resize=300%2C240&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="240" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/22ef958c-e4c4-4624-927b-1dc25f861152.jpeg?resize=300%2C240&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/22ef958c-e4c4-4624-927b-1dc25f861152.jpeg?resize=1024%2C820&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/22ef958c-e4c4-4624-927b-1dc25f861152.jpeg?resize=768%2C615&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/22ef958c-e4c4-4624-927b-1dc25f861152.jpeg?w=1048&amp;ssl=1 1048w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" /> <img decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-103764" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/d757bd7e-15ea-4162-996c-f842a7c5093f.jpeg?resize=300%2C272&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="272" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/d757bd7e-15ea-4162-996c-f842a7c5093f.jpeg?resize=300%2C272&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/d757bd7e-15ea-4162-996c-f842a7c5093f.jpeg?w=653&amp;ssl=1 653w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" /><br />
</span></p>
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		<title>Fondazione Tettamanti: passi in avanti sulla &#8220;Leucemia linfoblastica acuta&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 06:30:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[leucemia]]></category>
		<category><![CDATA[linfoblastica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p> Un’alterazione del gene PAX5 individua chiaramente un  sottogruppo di leucemia linfoblastica acuta (LLA) pediatrica a prognosi sfavorevole,  un’ipotesi discussa da&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;"> Un’alterazione del gene PAX5 individua chiaramente un  sottogruppo di leucemia linfoblastica acuta (LLA) pediatrica a prognosi sfavorevole,  un’ipotesi discussa da tempo dagli esperti, ma finora non dimostrata definitivamente: è  quanto emerge da uno studio appena pubblicato sulla rivista </span><i><span style="font-weight: 400;">Blood </span></i><span style="font-weight: 400;">e condotto dai ricercatori  del Centro di ricerca della Fondazione Tettamanti nell’ambito di una collaborazione  internazionale che riunisce centri di cura italiani, tedeschi e austriaci.  </span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">I dati ottenuti nello studio, condotto sulla più ampia casistica pediatrica finora raccolta su  questa alterazione, aprono inoltre una nuova possibile via terapeutica. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Il sottogruppo di malattia a prognosi sfavorevole </b></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">PAX5 è un gene che funziona come un interruttore nello sviluppo dei linfociti B, le cellule del  sangue coinvolte in questo tipo di leucemia: ne guida la corretta maturazione e, se alterato,  può favorire la trasformazione tumorale. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">I ricercatori hanno osservato che il sottogruppo di pazienti in cui questo gene </span><b>risulta  “riarrangiato”, cioè fuso in modo anomalo con un altro gene, </b><span style="font-weight: 400;">presentano, fin dalla  diagnosi, alcune caratteristiche cliniche di rischio più marcate. Tra queste vi è in particolare una conta più elevata di globuli bianchi, rispetto agli altri bambini con LLA ma privi di questa  alterazione. </span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Il dato più rilevante riguarda però l’andamento della malattia dopo l’inizio della terapia: i  pazienti che eliminano rapidamente la malattia minima residua (MRD), ovvero le poche  cellule leucemiche ancora rilevabili con tecniche molecolari dopo le prime settimane di  terapia, hanno una prognosi eccellente, del tutto sovrapponibile a quella degli altri bambini  con LLA. Chi invece, al termine dell’induzione – ovvero la prima fase della terapia, che ha l’obiettivo di eliminare la maggior parte delle cellule leucemiche – presenta ancora tracce  misurabili di malattia minima residua ha un esito significativamente peggiore rispetto a  bambini con lo stesso livello di MRD, ma senza il riarrangiamento di PAX5. Entrambi i gruppi  di pazienti sono stati trattati all’interno dello stesso studio clinico e con la stessa terapia  intensificata, prevista per i pazienti a maggior rischio. Si tratta di un segnale che le attuali  strategie di trattamento non riescono ancora a colmare del tutto questo svantaggio. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Il gruppo di ricerca della Fondazione Tettamanti studia da anni le alterazioni di questo gene,  fu infatti il primo a identificare un caso di traslocazione che coinvolge PAX5 in un bambino  con leucemia. Da allora PAX5 è stato riconosciuto come uno dei bersagli più  frequentemente colpiti in questa malattia, alterato in circa il 30% dei casi. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>La prospettiva di una cura mirata </b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">Nel corso dello studio i ricercatori hanno anche individuato un possibile bersaglio  terapeutico. </span><b>Nicolò Peccatori</b><span style="font-weight: 400;">, medico pediatra, dottorando presso il Centro Tettamanti e  primo autore dell’articolo, specifica: “</span><i><span style="font-weight: 400;">Le cellule leucemiche PAX5-r (cioè con il </span></i></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><i><span style="font-weight: 400;">riarrangiamento del gene PAX5) producono in eccesso la proteina codificata dal gene FLT3,  che ne sostiene la crescita. Nei modelli preclinici sviluppati in laboratorio a partire dai campioni ottenuti dai pazienti, abbiamo osservato che queste cellule sono particolarmente  sensibili al gilteritinib, un farmaco che blocca l&#8217;attività di questa proteina e che è già utilizzato  in clinica contro altri tipi di leucemie, sia da solo sia in combinazione con il desametasone,  uno dei farmaci cardine della terapia della LLA.</span></i><span style="font-weight: 400;">” </span></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Si tratta per ora di risultati sperimentali, che aprono però la strada a nuovi studi per valutare  se e come questo approccio possa essere sviluppato in futuro nella pratica clinica. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Grazia Fazio</b><span style="font-weight: 400;">, autrice senior dell’articolo e ricercatrice Project Leader al Centro di ricerca  Tettamanti, dove coordina la linea di ricerca sul gene PAX5, sostenuta da un Investigator  Grant AIRC, aggiunge: “</span><i><span style="font-weight: 400;">FLT3 è un gene già noto in altre forme di leucemia, dove la sua  alterazione favorisce la crescita delle cellule tumorali. Nella leucemia PAX5-r, pur non  essendo mutato, risulta espresso in eccesso e ciò lo rende un potenziale bersaglio  terapeutico. Da tempo ci stiamo occupando delle alterazioni del gene PAX5 sotto diversi  aspetti. Tra gli altri, stiamo approfondendo in laboratorio come i farmaci che bloccano FLT3  possano in futuro essere usati per curare in modo più mirato ed efficace i pazienti con  PAX5-r, che oggi hanno poche alternative terapeutiche specifiche.</span></i><span style="font-weight: 400;">” </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Le caratteristiche dello studio </b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><span style="font-weight: 400;">I ricercatori hanno analizzato i dati di </span><b>159 bambini e adolescenti con LLA PAX5-r </b><span style="font-weight: 400;">trattati  tra il 2001 e il 2024 in Italia, Germania e Austria, concentrando le analisi di prognosi sui 96  pazienti arruolati nello studio AIEOP-BFM ALL 2017 e confrontandoli con quasi 2.000  pazienti senza questa alterazione. Parallelamente hanno studiato il profilo biologico della  malattia e valutato, in esperimenti di laboratorio su campioni derivati dai pazienti, l&#8217;efficacia  di farmaci diretti contro FLT3, identificando una potenziale vulnerabilità terapeutica del  sottogruppo PAX5-r. </span></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Giovanni Cazzaniga</b><span style="font-weight: 400;">, professore associato di genetica medica presso l&#8217;Università degli  Studi di Milano-Bicocca, responsabile dell&#8217;Unità di ricerca genetica della leucemia del Centro  di ricerca Tettamanti, direttore Genetica medica dell&#8217;IRCCS San Gerardo dei Tintori,  commenta: </span><i><span style="font-weight: 400;">“Con i risultati di questo studio abbiamo dimostrato per la prima volta, su una  casistica ampia e omogenea, l’andamento sfavorevole di questo sottogruppo. Il dato più utile  per la pratica clinica è che la prognosi negativa riguarda solo i pazienti che, dopo l’induzione,  non hanno ancora eliminato completamente la malattia residua; un’informazione che potrà  aiutare a individuare precocemente i bambini nei quali intensificare il trattamento. Insieme al  gruppo collaborativo internazionale “Ponte di Legno”, che si occupa dei sottogruppi rari di  leucemia, stiamo già lavorando per estendere questa valutazione anche a pazienti trattati  con protocolli diversi, per confermare la prognosi osservata e capire quali approcci  terapeutici diano i risultati migliori.” </span></i></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Lo studio è stato sostenuto da Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro e dal dottorato  DIMET dell’Università di Milano-Bicocca. </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">L’attività di ricerca della Fondazione Tettamanti e del suo Centro di ricerca oggetto di questo  studio è stata svolta nel contesto della convenzione con la Fondazione IRCCS San Gerardo  dei Tintori per lo svolgimento di progetti di ricerca congiunti. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>BLOOD, 10 agosto 2026 </b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b>Measurable Residual Disease–Dependent Unfavorable Outcomes in Pediatric PAX5- Rearranged B-Acute Lymphoblastic Leukemia </b></span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Nicolò Peccatori (1,2), Alessia Curto (1,2), Daniela Silvestri (1,3), Stefano Rebellato (1), Željko Antić è  (4,5), Karin Nebral (6,7), Anke K. Bergmann (4,5), Sabine Strehl (6), Martin Zimmermann (8), Claudia </span></p>
<p><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;">Saitta (1,2), Chiara Palmi (1), Michela Bardini (1), Sanil Bhatia (9), Arndt Borkhardt (9), Manuel Quadri  (1), Daniela Guardo (10), Luca Lo Nigro (11), Rosanna Parasole (12), Maria Caterina Putti (13),  Franco Locatelli (14,15), Julia Alten (16), Martin Stanulla (8), Barbara Buldini (17,18), Jolanda Sarno  (1,2), Kara L. Davis (19,20), Valentino Conter (1), Adriana Balduzzi (2,21), Maria Grazia Valsecchi  (1,2), Andrea Biondi (1), Andishe Attarbaschi (6,22), Martin Schrappe (16), Gunnar Cario (16),  Carmelo Rizzari (2,21), Giovanni Cazzaniga (1,2), Grazia Fazio (1,2) </span></p>
<ol>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Centro di ricerca Tettamanti, Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori, Monza, Italia 2. Scuola di Medicina e Chirurgia, Università degli Studi di Milano-Bicocca, Milano, Italia 3. Biostatistica ed epidemiologia clinica, Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori,  Monza, Italia </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Dipartimento di Genetica umana, Facoltà di Medicina di Hannover, Hannover, Germania 5. Istituto di Genetica clinica e Medicina genomica, Ospedale universitario di Würzburg,  Würzburg, Germania </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Istituto di ricerca sul cancro pediatrico St. Anna (CCRI), Vienna, Austria </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Labdia Labordiagnostik, Vienna, Austria </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Dipartimento di Ematologia e Oncologia pediatrica, Facoltà di Medicina di Hannover,  Hannover, Germania </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Dipartimento di Oncologia, Ematologia e Immunologia clinica pediatrica, Facoltà di  Medicina, Università Heinrich Heine, Düsseldorf, Germania </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Unità di Ematologia, IRCCS Ospedale Pediatrico Giannina Gaslini, Genova, Italia 11. Centro di Ematologia e Oncologia pediatrica, Azienda Ospedaliero Universitaria  Policlinico “G. Rodolico” – San Marco, Catania, Italia </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Dipartimento di Oncologia, Ematologia e Terapia cellulare, Ospedale pediatrico  Santobono-Pausilipon, Napoli, Italia </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Clinica di Ematologia e Oncologia pediatrica, Dipartimento di Salute della donna e del  bambino, Azienda Ospedale-Università di Padova, Padova, Italia </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Dipartimento di Ematologia e Oncologia pediatrica, IRCCS Ospedale Pediatrico Bambino  Gesù, Roma, Italia </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Dipartimento di Pediatria, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma, Italia 16. Centro medico universitario Schleswig-Holstein, Campus Kiel, Dipartimento di Pediatria – Gruppo di studio BFM Germania (BFM-G), Kiel, Germania </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Divisione di Ematologia, Oncologia e Trapianto di cellule staminali pediatrici, Dipartimento  di Salute della donna e del bambino, Università di Padova e Azienda Ospedale-Università  di Padova, Padova, Italia </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Laboratorio di Oncoematologia pediatrica, Trapianto di cellule staminali e Terapia genica,  Istituto di Ricerca Pediatrica (IRP) Fondazione Città della Speranza, Padova, Italia 19. Divisione di Ematologia, Oncologia, Trapianto di cellule staminali e Medicina rigenerativa,  Dipartimento di Pediatria, Stanford University, CA </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Centro per la terapia cellulare del cancro, Stanford Cancer Institute, Stanford University  School of Medicine, Stanford, CA </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Dipartimento di Pediatria, Unità di Ematologia-Oncologia pediatrica, Fondazione IRCCS  San Gerardo dei Tintori, Monza, Italia </span></li>
<li><span style="font-weight: 400; font-size: 14pt;"> Dipartimento di Ematologia e Oncologia pediatrica, Ospedale pediatrico St. Anna,  Università Medica di Vienna, Vienna, Austria </span></li>
</ol>
<p><span style="font-size: 14pt;"><b><i>La Fondazione Tettamanti e il Centro di ricerca Tettamanti </i></b></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><i><span style="font-weight: 400;">La Fondazione Tettamanti è nata nel 1987 grazie alla donazione di Rita Minola Fusco, in memoria dei genitori  Matilde Tettamanti e Menotti De Marchi. Nel 1994, in collaborazione con il Comitato Maria Letizia Verga, oggi  Fondazione Maria Letizia Verga, viene inaugurato il </span></i><b><i>Centro di ricerca Tettamanti </i></b><i><span style="font-weight: 400;">la cui attività è integrata con la  Clinica pediatrica dell’IRCCS San Gerardo dei Tintori di Monza. </span></i></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><i><span style="font-weight: 400;">Il Centro esegue le indagini genetiche per tutti i centri di cura italiani AIEOP, su oltre 400 bambini e adolescenti  l’anno con diagnosi di LLA, coordinando oltre 50 tra ricercatori, tecnici e biologi, con oltre 600 pubblicazioni su  riviste scientifiche internazionali. Il Centro collabora inoltre con la Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università  degli Studi di Milano-Bicocca. </span></i></span></p>
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		<title>Appello del Nursig Up provinciale all&#8217;OPI di Napoli</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/appello-del-nursig-up-provinciale-allopi-di-napoli/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=appello-del-nursig-up-provinciale-allopi-di-napoli</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 05:30:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[ASSOCIAZIONI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
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		<category><![CDATA[OPI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>A seguire la lettera integrale che il segretario Nursing della provincia napoletana, Lello Pavone, rivolge all&#8217;Ordine infermieri di Napoli. Pregiatissimo&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/appello-del-nursig-up-provinciale-allopi-di-napoli/">Appello del Nursig Up provinciale all&#8217;OPI di Napoli</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-full wp-image-19607 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2019/10/riceviamo-logonuovo-pubblichiamo.png?resize=237%2C223&#038;ssl=1" alt="" width="237" height="223" data-recalc-dims="1" /></p>
<p><em>A seguire la lettera integrale che il segretario Nursing della provincia napoletana, Lello Pavone, rivolge all&#8217;Ordine infermieri di Napoli.</em></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Pregiatissimo Presidente, stimati Componenti del Consiglio Direttivo,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">la scrivente Organizzazione Sindacale Nursing Up, facendosi voce del profondo </span><span style="font-size: 14pt;">disagio, della stanchezza e del senso di smarrimento che attraversano quotidianamente l</span><span style="font-size: 14pt;">a comunità infermieristica delle strutture sanitarie della provincia di Napoli, si rivolge </span><span style="font-size: 14pt;">a codesto Spettabile Ordine con un accorato e formale appello alla vigilanza e </span><span style="font-size: 14pt;">all&#8217;intervento.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Siamo pienamente consapevoli della netta e opportuna distinzione tra l&#8217;ambito d&#8217;azione </span><span style="font-size: 14pt;">proprio del Sindacato e quello dell&#8217;Ente Ordinistico. Al Sindacato spetta la tutela </span><span style="font-size: 14pt;">contrattuale ed economica del lavoratore; all&#8217;Ordine la legge affida la tutela della </span><span style="font-size: 14pt;">professione, del corretto esercizio professionale e dell&#8217;interesse pubblico del cittadino </span><span style="font-size: 14pt;">alla salute. Tuttavia, quando le scelte organizzative aziendali arrivano a stravolgere la</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">natura stessa della professione infermieristica, il confine tra &#8220;organizzazione del </span><span style="font-size: 14pt;">lavoro&#8221; ed &#8220;esercizio della professione&#8221; cessa di essere una mera questione teorica e </span><span style="font-size: 14pt;">diventa una drammatica realtà quotidiana.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Per questo motivo avvertiamo l&#8217;urgenza di richiamare l&#8217;attenzione di codesto Ordine su </span><span style="font-size: 14pt;">un fenomeno sempre più diffuso e distruttivo: l&#8217;adozione di modelli organizzativi che, </span><span style="font-size: 14pt;">dietro la giustificazione formale delle esigenze aziendali, si traducono nella progressiva </span><span style="font-size: 14pt;">mortificazione della figura dell&#8217;infermiere e nel grave decadimento della sicurezza</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">delle cure. </span><span style="font-size: 14pt;">La deriva dei modelli organizzativi: un circolo vizioso che distrugge il capitale umano.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In molte unità operative del nostro territorio si assiste all&#8217;applicazione di logiche di </span><span style="font-size: 14pt;">gestione del personale che svuotano l&#8217;infermiere delle sue prerogative intellettuali, </span><span style="font-size: 14pt;">scientifiche e decisionali, riducendolo a mero esecutore o costringendolo a colmare </span><span style="font-size: 14pt;">carenze strutturali attraverso un cronico demansionamento o un insostenibile </span><span style="font-size: 14pt;">sovraccarico di compiti.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Le ricadute di questo approccio non sono astratte, ma si riflettono direttamente sulla </span><span style="font-size: 14pt;">vita e sulla salute dei lavoratori:</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Incapacità di recupero psicofisico e stress correlato: L&#8217;esiguità degli organici e la </span><span style="font-size: 14pt;">razionalizzazione esasperata delle risorse provocano livelli altissimi di burnout, un </span><span style="font-size: 14pt;">aumento vertiginoso dello stress da lavoro-correlato e un logoramento fisico e </span><span style="font-size: 14pt;">psicologico dei professionisti, esposti quotidianamente a turni estenuanti e </span><span style="font-size: 14pt;">all&#8217;impossibilità di svolgere la propria attività con la dovuta serenità.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">L&#8217;impennata del rischio clinico e dell&#8217;errore: Un infermiere provato dalla stanchezza,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">costretto a gestire un numero di assistiti drammaticamente superiore agli standard di</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">sicurezza internazionali, opera in condizioni di perenne emergenza. In un simile </span><span style="font-size: 14pt;">contesto, il rischio di errore clinico, di ritardo nella somministrazione delle terapie o </span><span style="font-size: 14pt;">nella rilevazione dei segni di deterioramento del paziente aumenta in modo </span><span style="font-size: 14pt;">esponenziale.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il peggioramento degli esiti assistenziali e della sicurezza del paziente: Un&#8217;assistenza </span><span style="font-size: 14pt;">depotenziata non offre garanzie di qualità. La letteratura scientifica ha ampiamente </span><span style="font-size: 14pt;">dimostrato che il calo del rapporto tra infermieri e pazienti si correla direttamente </span><span style="font-size: 14pt;">all&#8217;aumento delle infezioni correlate all&#8217;assistenza, delle lesioni da pressione,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">dell&#8217;allungamento dei tempi di degenza e, tragicamente, dell&#8217;incremento del tasso di </span><span style="font-size: 14pt;">mortalità intra-ospedaliera.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">La fuga dal Servizio Sanitario Pubblico: L&#8217;effetto collaterale di questo clima di </span><span style="font-size: 14pt;">continua mortificazione è la disaffezione verso il sistema pubblico. Assistiamo a un </span><span style="font-size: 14pt;">vero e proprio &#8220;esodo&#8221; di professionisti qualificati che scelgono di rassegnare le</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">dimissioni, di trasferirsi verso contesti privati o verso realtà meno logoranti,</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">depauperando gli ospedali pubblici di competenze preziose e alimentando</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ulteriormente la spirale della carenza organica.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il nodo etico e deontologico: le responsabilità di Dirigenti e Coordinatori</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Infermieristici.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Ciò che la scrivente O.S. intende evidenziare con particolare vigore di fronte al </span><span style="font-size: 14pt;">Presidente dell&#8217;OPI di Napoli è l&#8217;origine di molte di queste scelte organizzative. Troppo </span><span style="font-size: 14pt;">spesso, infatti, i modelli che dequalificano la professione e aumentano i rischi per i </span><span style="font-size: 14pt;">professionisti e i pazienti non vengono calati dall&#8217;alto da figure burocratiche estranee </span><span style="font-size: 14pt;">alla nostra professione, ma vengono ideati, avallati ed eseguiti da colleghi investiti di</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">ruoli dirigenziali e di coordinamento.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">I Dirigenti delle Professioni Infermieristiche e i Coordinatori dovrebbero rappresentare </span><span style="font-size: 14pt;">il presidio etico e la guida scientifica dell&#8217;infermieristica, ponendosi come scudo a </span><span style="font-size: 14pt;">tutela della qualità dell&#8217;assistenza e della dignità dei propri collaboratori. Purtroppo, si </span><span style="font-size: 14pt;">osserva frequentemente come taluni Dirigenti e Coordinatori finiscano per piegarsi </span><span style="font-size: 14pt;">passivamente alle logiche delle Direzioni Strategiche, inseguendo il solo ed esclusivo</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">obiettivo del risparmio economico e del contenimento della spesa.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Per far &#8220;quadrare i conti&#8221; aziendali o per mostrare una formale efficienza contabile alle </span><span style="font-size: 14pt;">Direzioni Generali, si tagliano le risorse per l&#8217;assistenza, si avallano turnazioni </span><span style="font-size: 14pt;">massacranti, si tollera il demansionamento e si costringono i colleghi a lavorare in </span><span style="font-size: 14pt;">condizioni di perenne insicurezza.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Tutto questo si pone in aperto contrasto sia con la Legge 3/2018, che impone di </span><span style="font-size: 14pt;">promuovere e assicurare l&#8217;indipendenza e la responsabilità della professione, sia con il </span><span style="font-size: 14pt;">Codice Deontologico, il quale sancisce che l&#8217;agire professionale dell&#8217;infermiere (art. 1 </span><span style="font-size: 14pt;">e art. 45) e l&#8217;impegno dell&#8217;OPI debbano essere liberi da impropri condizionamenti, da </span><span style="font-size: 14pt;">interessi aziendali e da indebite pressioni. Un ruolo di responsabilità direttiva o </span><span style="font-size: 14pt;">organizzativa non sospende l&#8217;obbligo di fedeltà al Codice Deontologico, né può </span><span style="font-size: 14pt;">trasformare un infermiere nell&#8217;esecutore materiale di tagli economici a scapito dei </span><span style="font-size: 14pt;">cittadini e della sicurezza dei colleghi.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Di fronte a questo scenario, restare in silenzio o trincerarsi dietro la formula “l’Ordine</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">non fa sindacato” rischia di trasformare la neutralità istituzionale in un&#8217;inconsapevole </span><span style="font-size: 14pt;">complicità con il degrado del sistema. Se l&#8217;Ordine non contratta gli stipendi ed è giusto </span><span style="font-size: 14pt;">che sia così , l&#8217;Ordine ha però il compito inderogabile di difendere l&#8217;autonomia </span><span style="font-size: 14pt;">professionale, la dignità del lavoro infermieristico e il diritto dei cittadini a ricevere </span><span style="font-size: 14pt;">cure sicure ed efficaci.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Per tali ragioni, la scrivente Organizzazione Sindacale rivolge un formale e sentito </span><span style="font-size: 14pt;">appello al Presidente dell&#8217;OPI sempre attenta a questi temi affinché l&#8217;Ordine eserciti </span><span style="font-size: 14pt;">con fermezza il proprio ruolo di vigilanza, ponendo in essere le seguenti azioni:</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un’azione di richiamo formale e di sensibilizzazione deontologica nei confronti dei </span><span style="font-size: 14pt;">Dirigenti delle Professioni Infermieristiche e dei Coordinatori, affinché ricordino che </span><span style="font-size: 14pt;">la fedeltà al Codice Deontologico e la tutela della sicurezza assistenziale precedono </span><span style="font-size: 14pt;">qualunque direttiva di mero taglio contabile, e che l&#8217;avvallamento di modelli </span><span style="font-size: 14pt;">organizzativi dequalificanti costituisce una precisa responsabilità deontologica ed </span><span style="font-size: 14pt;">etica.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Una presa di posizione pubblica e formale nei confronti delle Direzioni Strategiche </span><span style="font-size: 14pt;">delle Aziende Sanitarie della provincia di Napoli, segnalando e contestando </span><span style="font-size: 14pt;">formalmente tutte quelle delibere, disposizioni d&#8217;servizio o modelli organizzativi che </span><span style="font-size: 14pt;">restringono l&#8217;autonomia infermieristica, dequalificano il ruolo dell&#8217;operatore o ne </span><span style="font-size: 14pt;">compromettono l&#8217;integrità psicofisica.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Presidente, i colleghi che ogni giorno entrano in corsia non chiedono all&#8217;Ordine di </span><span style="font-size: 14pt;">sostituirsi al Sindacato nelle trattative contrattuali, ma chiedono di non essere lasciati </span><span style="font-size: 14pt;">soli di fronte a scelte aziendali che distruggono la loro professionalità e mettono a </span><span style="font-size: 14pt;">rischio la propria salute e la vita delle persone assistite.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">In attesa di riscontro e di un cenno di adesione alle istanze sopra descritte, si porgono  </span><span style="font-size: 14pt;">distinti saluti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nursing UP</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Segreteria Provinciale Napoli</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Lello Pavone</span></p>
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		<title>Stop al gran caldo ma arrivano i temporali</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 14 Sep 2026 05:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[caldo]]></category>
		<category><![CDATA[piogge]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Ha fine, ed era ora, il caldo anomalo sull&#8217;Italia: da oggi, lunedì 14 settembre, torna l&#8217;Anticiclone delle Azzorre, con&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p id="" class="art-text"><span style="font-size: 14pt;">Ha fine, ed era ora, il caldo anomalo sull&#8217;Italia: da oggi, lunedì 14 settembre, torna l&#8217;Anticiclone delle Azzorre, con giornate stabili e temperature in linea con la stagione. Ma la tregua durerà poco: già da mercoledì 16 settembre una nuova perturbazione dal Nord Europa potrebbe portare piogge e un deciso cambio di scenario.</span></p>
<p id="" class="art-text"><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;Italia sembra finalmente uscire, almeno per il momento, dal tunnel delle ondate di calore che hanno caratterizzato un&#8217;estate particolarmente rovente. Nell&#8217;ultimo bollettino del ministero della Salute, sabato 12 settembre tutta la Penisola sarà infatti contrassegnata dal bollino verde, con rischio zero per la salute legato alle alte temperature da Nord a Sud.</span></p>
<h2 id="torna-l-anticiclone-delle-azzorre-84"><span style="font-size: 14pt;">Torna l&#8217;Anticiclone delle Azzorre</span></h2>
<p id="" class="art-text"><span style="font-size: 14pt;">Questa settimana sarà caratterizzata inizialmente dal ritorno dell&#8217;Anticiclone delle Azzorre che, a partire da oggi,  si espanderà verso l&#8217;Europa occidentale e il Mediterraneo, interessando anche l&#8217;Italia.</span></p>
<p id="" class="art-text"><span style="font-size: 14pt;">L&#8217;anticiclone delle Azzorre, infatti, altro non è che una vasta area di alta pressione di origine oceanica che ha il suo centro motore proprio in corrispondenza dell&#8217;omonimo arcipelago portoghese (le Isole Azzorre) nel cuore dell&#8217;Oceano Atlantico. A differenza del più caldo anticiclone africano, essendo quello azzorriano alimentato da correnti marittime, si distingue per favorire un clima temperato e piacevole. Esso funge da &#8220;scudo&#8221; contro le perturbazioni garantendo stabilità atmosferica, senza tuttavia permettere le ondate di calore estreme a cui ci siamo abituati negli ultimi anni.</span></p>
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		<title>Terry Siciliano,  comunicazione e cura sono inseparabili</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/terry-siciliano-comunicazione-e-cura-sono-inseparabili/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=terry-siciliano-comunicazione-e-cura-sono-inseparabili</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Marco Magliulo &#38; Pasquale Maria Sansone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Sep 2026 07:00:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[TUTTINTERVISTA]]></category>
		<category><![CDATA[endometriosi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; Laureatasi in Medicina a Messina Terry Siciliano si è specializzata in Ginecologia ed Ostetricia a Roma. In un grande&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/terry-siciliano-comunicazione-e-cura-sono-inseparabili/">Terry Siciliano,  comunicazione e cura sono inseparabili</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-82528 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2024/07/in-punta-di-penna.jpeg?resize=300%2C163&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="163" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2024/07/in-punta-di-penna.jpeg?resize=300%2C163&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2024/07/in-punta-di-penna.jpeg?w=510&amp;ssl=1 510w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" /></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Laureatasi in Medicina a Messina Terry Siciliano si è specializzata in Ginecologia ed Ostetricia a Roma. In un grande ospedale della capitale ancora un&#8217;esperienza formativa fortissima reggendo la struttura un &#8220;assalto&#8221; di 4.000 parti l&#8217;anno. Infine l&#8217;altro grandissimo interesse professionale suscitato dalle lezioni della cattedratica Caterina Exacoustos per l&#8217;endometriosi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Dottoressa Siciliano, le sue competenze sono tutte di grande interesse, ma noi abbiamo scelto di cominciare dalla fine: l&#8217;endometriosi.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-103728 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/Sicil-2-1.jpg?resize=225%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="225" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/Sicil-2-1-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/Sicil-2-1-scaled.jpg?w=768&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" data-recalc-dims="1" />In realtà l’endometriosi, per me, non è proprio “la fine”. È uno dei motivi per cui ho scelto questa specializzazione.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Già prima di iniziare mi aveva molto colpito il tema del ritardo diagnostico: mi affascinava, e allo stesso tempo mi interrogava, il fatto che tante donne potessero convivere per anni con dolore e altri sintomi senza arrivare a una diagnosi. Volevo capire perché accadesse e soprattutto imparare a riconoscere questa malattia.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Durante la specializzazione ho poi avuto la grande fortuna di incontrare la professoressa Exacoustos, che mi ha insegnato moltissimo non soltanto sull’endometriosi e sull’ecografia ginecologica di secondo livello, ma sulla ginecologia in generale e sul modo di approcciarsi alla paziente.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Da lì quello che inizialmente era un interesse è diventato una parte fondamentale della mia attività professionale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Come mai, ancora oggi, nonostante gli sviluppi entusiasmanti della diagnostica per immagini è così difficile individuare l&#8217;endometriosi?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-103729 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/sicil.jpg?resize=200%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="200" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/sicil-scaled.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/sicil-scaled.jpg?w=683&amp;ssl=1 683w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/sicil-scaled.jpg?resize=768%2C1152&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" data-recalc-dims="1" />Perché l’endometriosi è una malattia estremamente eterogenea. Non esiste un sintomo unico che ci permetta di dire immediatamente: “questa è endometriosi”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Può manifestarsi con dolore mestruale, dolore durante i rapporti, dolore pelvico cronico, disturbi intestinali o urinari, difficoltà nel concepimento. E poi esistono anche donne con una malattia importante e una sintomatologia molto più sfumata.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">A questo si aggiunge un problema culturale: per moltissimo tempo il dolore mestruale è stato normalizzato. Quante donne si sono sentite dire “è normale, hai il ciclo”? E invece un dolore che condiziona la vita quotidiana merita di essere indagato.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Oggi l’ecografia ci permette di fare moltissimo. Un’ecografia ginecologica di secondo livello eseguita da un operatore specificamente formato può identificare e mappare molte forme di endometriosi, anche profonda.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ma non basta avere un ecografo molto performante. Bisogna sapere cosa cercare, dove cercarlo e soprattutto bisogna aver ascoltato la paziente prima di iniziare l’esame. La tecnologia è fondamentale, ma lo sono altrettanto la formazione e il sospetto clinico.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Siamo venuti a conoscenza di un caso dove per ben nove anni una paziente è stata sottoposta a terapie che risultavano totali inefficaci derivando da errata diagnosi. Nove anni dopo la scoperta dell&#8217;endometriosi, la resezione di una parte dell&#8217;intestino, l&#8217;asportazione di un ovaio e di altri tessuti intestinali che la rendevano praticamente sterile e con stomia che non si è mai potuta risolvere. Il giudizio dei giudici sulla vicenda fu che i professionisti che l&#8217;avevano seguita non avevano colpa, non &#8220;avevano commesso errori&#8221; per cui andarono assolti&#8230;.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-103730 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/Siciliano.jpg?resize=200%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="200" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/Siciliano.jpg?resize=200%2C300&amp;ssl=1 200w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/Siciliano.jpg?w=540&amp;ssl=1 540w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" data-recalc-dims="1" />Questa è una storia che mette in luce uno degli aspetti più delicati dell’endometriosi: il ritardo diagnostico e le conseguenze che, in alcuni casi, può avere sulla vita di una donna.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’endometriosi è una malattia complessa, che può presentarsi in modi molto diversi e che, nelle forme profonde, può arrivare a interessare anche organi come l’intestino, la vescica o gli ureteri. Oggi, però, abbiamo conoscenze e strumenti diagnostici che ci consentono di riconoscerla molto meglio rispetto al passato.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Per questo uno degli obiettivi più importanti deve essere ridurre il tempo che intercorre tra la comparsa dei sintomi e una valutazione specialistica adeguata.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Credo che tutto parta dall’ascolto. Se una donna riferisce ripetutamente un dolore importante, persistente, che interferisce con la sua quotidianità, quel dolore non dovrebbe essere semplicemente normalizzato.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Non significa che dietro ogni dolore ci sia necessariamente un’endometriosi. Significa che quel dolore merita di essere ascoltato, indagato e, quando necessario, approfondito.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Come si può prevenire con efficacia l&#8217;endometriosi?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="alignnone size-medium wp-image-70533" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2023/02/Ecografo.jpg?resize=300%2C225&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="225" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2023/02/Ecografo.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2023/02/Ecografo.jpg?resize=160%2C120&amp;ssl=1 160w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2023/02/Ecografo.jpg?w=640&amp;ssl=1 640w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />Più che di prevenzione dell’endometriosi in senso stretto, parlerei di prevenzione del ritardo diagnostico, perché oggi non abbiamo una strategia che ci permetta di impedire con certezza l’insorgenza della malattia.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Quello che possiamo fare, però, è riconoscerne prima i segnali.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un dolore mestruale molto intenso, che costringe una ragazza a non andare a scuola o una donna a non andare al lavoro, il dolore durante i rapporti, alcuni disturbi intestinali o urinari che si accentuano durante le mestruazioni sono sintomi che meritano attenzione.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Questo non significa, e ci tengo a sottolinearlo, trasformare ogni dolore mestruale in una diagnosi di endometriosi. Significa smettere di considerare automaticamente normale un dolore che normale non è quando compromette la qualità di vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Prima riusciamo a individuare le pazienti che hanno bisogno di un approfondimento, prima possiamo costruire per loro un percorso adeguato.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Nell&#8217;esercizio della sua professione lei ha scelto la strada della comunicazione e del coinvolgimento della paziente. L&#8217;umanizzazione della cura nel suo studio è di casa, ma quella che dovrebbe essere la regola troppo spesso diventa un&#8217;eccezione.</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-103732 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/Sici.jpg?resize=225%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="225" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/Sici-scaled.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/09/Sici-scaled.jpg?w=768&amp;ssl=1 768w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" data-recalc-dims="1" />Per me comunicazione e cura non possono essere separate.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Quando una donna entra nel mio studio può portare con sé dolore, paura, il desiderio di una gravidanza oppure magari anni di visite e di risposte che non l’hanno convinta. Io credo che il nostro primo compito sia ascoltarla e poi darle gli strumenti per comprendere quello che sta succedendo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Anche durante l’ecografia cerco di spiegare quello che sto vedendo, quello che sto cercando e, quando possibile, quali possono essere i passi successivi. Non voglio che la paziente esca con un referto in mano senza aver capito che cosa significhi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">E questo diventa ancora più importante nell’endometriosi, perché non esiste una terapia uguale per tutte. Davanti a me non c’è “un’endometriosi”: c’è una donna con la sua età, i suoi sintomi, il suo desiderio o meno di gravidanza, le sue priorità e la sua qualità di vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Coinvolgere la paziente nelle decisioni, quindi, per me non è qualcosa in più rispetto alla medicina. È parte della medicina.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/terry-siciliano-comunicazione-e-cura-sono-inseparabili/">Terry Siciliano,  comunicazione e cura sono inseparabili</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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