Carburanti, molti distributori a secco: allarme per la sanità

Carburanti, molti distributori a secco: allarme per la sanità

22 Ottobre 2026 Off Di La Redazione

Quello che sembrava un racconto lontano ora si è materializzato anche nelle nostre realtà territoriali: ore di attesa per fare il pieno, lunghe file davanti ai pochi distributori ancora riforniti e automobilisti costretti a spostarsi anche nei comuni limitrofi alla ricerca di benzina e gasolio.

Nel Napoletano ed anche nel resto della regione – in questi casi la densità abitativa conta – il blocco degli autotrasportatori contro il caro carburante continua a mostrare i suoi effetti sulla vita quotidiana.

Le pompe rimaste a secco si moltiplicano, le consegne non arrivano e trovare un distributore ancora operativo diventa una ricerca che può richiedere, nei casi estremi, ore. Con ripercussioni anche sulla circolazione cittadina, dove le file di auto in attesa di rifornimento finiscono per occupare intere corsie, mandando il traffico in tilt.
C’è chi si mette in fila sperando che il carburante non finisca prima del proprio turno e chi, dopo aver trovato gli erogatori vuoti, riparte alla ricerca di un altro impianto. C’è anche chi si ritrova a dover spingere manualmente il proprio motorino per aver esaurito il carburante prima di essere riuscito a rifornirsi. Le code si concentrano davanti ai distributori che hanno ancora disponibilità, mentre la corsa al pieno contribuisce a esaurire più rapidamente le scorte. Difficoltà si registrano anche per i rifornimenti di Gpl.
La caccia al carburante corre anche sui social. Nei gruppi dei diversi comuni della provincia di Napoli si moltiplicano richieste e segnalazioni. C’è chi domanda dove sia ancora possibile fare rifornimento, chi indica un distributore aperto e chi chiede conferme prima di mettersi in macchina e rischiare di trovare l’ennesima pompa a secco. Montano anche le proteste per i prezzi. Alcuni automobilisti denunciano rincari e accusano i gestori di speculare sull’emergenza, segnalando impianti ancora operativi con il diesel a 2,799 euro al litro e la benzina a 2,499, a fronte di prezzi medi indicati rispettivamente in circa 2,25 e 1,99 euro. Una differenza che alimenta la rabbia di chi, dopo ore di attesa, si trova costretto a fare il pieno di carburante e a doverlo pagare molto di più.

Sanità in difficoltà, l’allarme di “Nessuno tocchi Ippocrate”
 Ma il rischio che le conseguenze del blocco vadano ben oltre i disagi per gli automobilisti e per i rifornimenti alimentari viene denunciato anche dall’associazione sanitaria “Nessuno Tocchi Ippocrate”. Manuel Ruggiero esprime piena solidarietà alle ragioni della protesta degli autotrasportatori, ma chiede che venga garantito il passaggio delle cisterne destinate al rifornimento di carburante. “Senza carburante si ferma tutto il trasporto su ruote, anche quello dei pazienti. C’è chi deve essere trasportato nei centri dialisi, ci sono i trasporti secondari come quelli dei pazienti da ospedale a ospedale, elicotteri e 118. Ora ci troviamo di fronte ad una contrattazione con la salute”, denuncia.
    Un appello che porta al centro della protesta la necessità di garantire la continuità dei servizi sanitari. La preoccupazione riguarda infatti anche gli stessi malati che devono raggiungere, talvolta quotidianamente, ospedali e centri sanitari per visite, esami e trattamenti. Per loro, restare senza carburante può significare non riuscire a raggiungere una prestazione necessaria.