Blocco delle convenzioni “ a singhiozzo”, ma non per tutti

Blocco delle convenzioni “ a singhiozzo”, ma non per tutti

30 Ottobre 2018 1 Di Bruno Buonanno

Eccesso di prescrizioni o errore di programmazione? Intanto, mentre il grave disagio finisce per ricadere, come al solito, sulle spalle dei malati qualcuno, “ben informato” aggira l’ostacolo.

Nella vita di una persona conta molto la scrivania. Quando la poltrona di governatore era occupata da Stefano Caldoro l’ex sindaco di Salerno si ribellava, protestava e urlava – perfettamente a ragione – contro il blocco delle convenzioni che a fine anno dava un brusco stop alla sanità. Quattro anni dopo, la programmazione è inadeguata come allora. Sulla poltrona da governatore s’è intanto accomodato Vincenzo De Luca che ha smesso di lamentarsi dello stop sanitario che si ripete con puntualità trimestrale: il conto lo pagano silenziosamente soprattutto i cittadini.

<Zitti e in fila>, cari malati. E siccome non ci sono elezioni, non c’è bisogno di darvi troppe informazioni. Restate in sala d’attesa e non vi lamentate. Se la convenzione è ferma lo sanno in Regione e i manager; poi con una letterina ne sono informati i titolari di laboratori e dei centri sanitari.

E i cittadini in attesa? Facciano i pazienti. Un direttore generale mica può perdere tempo a far stampare manifesti, a inserire avvisi sui giornali, a organizzare spot televisivi e in radio o nelle stazioni dei metrò giusto per dire: <Cari malati l’assistenza è bloccata. Voi nel frattempo fermate il tumore, il diabete, la leucemia, il colesterolo fino a tale giorno. Poi magari tutto riprenderà>. Male, malissimo.

Il rapporto serio, costante, continuo e concreto con i pazienti, il <feeling> con i cittadini dovrebbe essere il primo requisito sul quale valutare i direttori generali, i così detti <manager> delle aziende sanitarie e ospedaliere convinti di lavorare in una impenetrabile torre d’avorio che non ha nulla a che vedere con cittadini, donne incinte, bambini malati, anziani con mille acciacchi costretti a rinunciare a un accertamento che dovrebbero invece ricevere dal servizio sanitario.

LE OPPORTUNITA’

Ma torniamo al blocco delle convenzioni. I maliziosi potrebbero ipotizzare strani giri di tangenti, accordi sottobanco, o – più semplicemente – solide amicizie e spontanee simpatie fra dirigenti. La verità è che la sanità in Campania offre mille spunti di valutazione. Due grosse la Synlab che ha acquisito a Napoli la SDN e la Life Brain con le loro aggregazioni di laboratori hanno avuto l’opportunità di individuare in quale centro far effettuare gli esami su sangue e urine consegnati in città nei <punti prelievo>. La Synlab ha scelto un mega laboratorio a Pagani, la Life Brain un’altra grande struttura a Nocera. Tutto secondo la prassi, tutto nella norma.

Ma c’è un dettaglio da non sottovalutare: Nocera e Pagani rientrano nella Asl di Salerno che, rispetto a tutto il resto della Regione Campania, col direttore generale della sua Azienda sanitaria ha deciso – ed è l’unica ad avere scelto una prassi autonoma – di andare avanti come prima, ossia senza la <trimestralizzazione> dei pagamenti rispetto al budget della convenzione. Parecchi dirigenti di laboratori convenzionati si lamentano: “Rispetto lo stop imposto dalla Asl e agli utenti sembro il cattivo perché nei centri prelievo che fanno capo ai laboratori del salernitano si continua a lavorare in convenzione. Le conseguenze sono drammatiche perché chi si ferma perde un paziente che si trasferisce nelle strutture che accettano senza problemi le impegnative a Napoli”, ripete con amarezza qualche dirigente. Come in un fiasco di vino troppo pieno, il travaso di analisi un bel giorno (a fine luglio) ha costretto la Regione a convocare una riunione ad horas perché i conti sono impazziti anche a Salerno. Orrore, paura, allarme rosso, saltano i conti anche nella bella Salerno? La Regione non ha perso tranquillità. E’ rimasta calma e serena: andate avanti, poi decideremo. Sul bubbone Salerno i 5 Stelle hanno presentato un’interrogazione regionale. Ma l’anomalia è rimasta con tanti punti interrogativi.

Prima domanda. Come mai in una Regione dove esiste la trimestralizzazione del budget di convenzione solo una delle cinque Asl – quella di Salerno – è autorizzata a lavorare e ad <andare avanti> col conteggio annuale?

Seconda domanda. La programmazione, nonostante i tavoli tecnici, è sbagliata. Chi si farà carico del preoccupante sforamento dell’azienda salernitana? Dopo lo stop che ha bloccato per mesi i laboratori, le altre Asl ci rimetteranno anche un’ eventuale compensazione?

Terza domanda. Come mai il dinamico Vincenzo De Luca, bravo governatore e attento commissario della Sanità, consente che l’azienda sanitaria di Salerno e provincia sia l’unica a rimanere fuori dalla trimestralizzazione?

LA DIAGNOSTICA

C’è un po’ di confusione sui laboratori di analisi e sulla programmazione. Ma anche per le attività di radiologia e diagnostica per immagini non tutto brilla. Tanto per rimanere in tema, un prestigioso centro partenopeo ha realizzato fuori città delle sedi distaccate. C’era libertà e autonomia nel decidere dove andare. La scelta è finita su una stradina che, come tutte le altre, ha due marciapiedi. Bene, quello dove lavorano tac, risonanze, radiologia, radioterapia e pet fa capo all’Asl Napoli 1 centro. L’altro marciapiede non appartiene al Comune di Napoli ma è sotto il controllo dell’Asl Napoli 2 Nord, posto giusto per realizzare lì il laboratorio di analisi trasferito dal centro cittadino.

Un vecchio detto fa riferimento a una nave dove a prua si combatte e a poppa non lo sanno. Un decreto commissariale (impugnato al Tar) bloccava a 33 il numero di apparecchiature Pet in Campania. Il commissario per la sanità, in attesa della pronuncia della magistratura amministrativa, ha modificato il decreto accendendo il disco verde per far funzionare a Salerno due macchinari per Pet. Ricordando la creatività della vecchia Cassa Mutua il via libera è arrivato per strutture <non convenzionate>, ma autorizzate dal commissario.

Purtroppo anche quando in città il blocco delle convenzioni coinvolge la radiologia e la diagnostica per immagini i manager si confermano lontani dai problemi dei cittadini. Senza preoccuparsi dei problemi di chi ha bisogno di assistenza evitano di comunicare a chi deve fare prevenzione o curarsi che tac e risonanze sono presenti nell’Ospedale del Mare, nel Cardarelli, nel Monaldi, nel Pausilipon, in tutti e due i Policlinici, nell’ambulatorio del Corso Vittorio Emanuele. Riaperto finalmente come pronto soccorso il CTO (che fa parte dell’Ospedale dei Colli) trasferisce per la risonanza magnetica i propri ricoverati in un centro convenzionato, che è il numero uno nella graduatoria per numero di esami fatti.