Aziende sanitari Campane: “Non ti pago”
18 Dicembre 2025In Campania un’azienda sanitaria su due è stata diffidata per la mancata applicazione del contratto di lavoro della dirigenza medica e sanitaria. E il quadro è ancor più grave se si considera che molte delle aziende non diffidate non sono in regola con il rispetto del contratto e saranno, al più presto, oggetto di diffida. I dati drammatici delle violazioni sono contenuti nel “Libro Bianco” Anaao Assomed 2025, un report dettagliato che affronta il problema regione per regione. Emerge così che nel 2025 Anaao Assomed ha diffidato il 75% delle Aziende sanitarie italiane monitorate per la mancata applicazione del contratto di lavoro della dirigenza medica e sanitaria: 174 su 231. Un fenomeno che, per dimensione e continuità, non può più essere trattato come una somma di “eccezioni” locali. In questo contesto la Campania è una delle regioni con la maggiore platea di professionisti e strutture: 20 Aziende censite, con 8.716 medici e 798 dirigenti sanitari (dati Ministero della Salute 2023). Nel monitoraggio risultano già sottoposte a diffida 10 Aziende campane su 20. Il peso della Campania emerge anche dal confronto con altre regioni: Emilia-Romagna ha 14 Aziende censite, Calabria 9, Abruzzo 6, Basilicata 4. La fotografia campana, quindi, incide su un perimetro più ampio e su un numero di professionisti più elevato, con effetti diretti su organizzazione dei servizi e tenuta dei reparti. All’ombra del Vesuvio le violazioni contrattuali riguardano in particolare salute e sicurezza sul lavoro: in alcune Aziende campane le misure risultano “non adeguate” o solo parzialmente adeguate, un indicatore grave in contesti ad alta pressione assistenziale. Orario di lavoro e riposi con un forte rischio di burnout, ricorrono segnalazioni di violazioni legate al mancato rispetto delle 11 ore di riposo e, in diversi casi, al superamento delle 5 guardie mensili (e talvolta delle 10 pronte disponibilità), con carichi che si scaricano in modo disomogeneo sulle équipe. Guardie/reperibilità su sedi diverse da quella di assegnazione: un punto che genera contenziosi e disorganizzazione. Contrattazione integrativa aziendale: in varie Aziende risulta non avviata o avviata ma non conclusa, con ricadute su regole organizzative, fondi e percorsi professionali. Incarichi e progressioni: in più casi viene segnalata la mancata regolare attribuzione/retribuzione degli incarichi o la presenza di residui nei fondi dedicati, tema che alimenta frustrazione e blocca le carriere. Obiettivo del Libro Bianco, spiega il Segretario Nazionale Anaao Assomed Pierino Di Silverio, «non è un atto di accusa, ma un atto di responsabilità verso il Paese, verso la sanità e i professionisti per chiedere il rispetto dei diritti più elementari». In questo Anaao Assomed confida nella collaborazione delle direzioni aziendali per raggiungere l’obiettivo comune di ridurre al massimo i vuoti contrattuali. «Quando un’azienda non applica correttamente il contratto, non siamo davanti a una questione formale o burocratica: significa turni che diventano insostenibili, riposi compressi, regole che cambiano da una struttura all’altra, sicurezza sul lavoro trattata come un dettaglio e carriere che restano bloccate» dice il Segretario Regionale Anaao Assomed Bruno Zuccarelli. «È così che si logora chi lavora ogni giorno nei reparti e, inevitabilmente, ne risente anche la qualità dell’assistenza». Dall’Anaao Assomed Campania arriva con forza un monito: «Continueremo a monitorare e a incalzare le Direzioni aziendali. Il nostro obiettivo non è “collezionare diffide”, ma riportare l’applicazione del contratto dentro una normalità verificabile, azienda per azienda: a tutela dei medici, dei dirigenti sanitari e, indirettamente, dei cittadini campani».



