Vangelo in Salute: la Parola che Cura

Vangelo in Salute: la Parola che Cura

22 Febbraio 2026 Off Di Fabio De Biase

Le tentazioni non sono la prova che sei debole, ma il luogo dove puoi diventare vero.

La Quaresima comincia nel deserto…

Non in un tempio, non tra le folle, ma in uno spazio spoglio, essenziale, disarmato.

“Gesù fu condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato dal diavolo.”

È una frase che sorprende: non è il male a portarlo lì, ma lo Spirito.

Il deserto non è punizione, ma passaggio.

Non è abbandono, ma rivelazione.

La I Domenica di Quaresima è la grande clinica dell’anima: ci porta dove le maschere cadono e il cuore si mostra per ciò che è.

Non per umiliarci, ma per guarirci.

Gesù digiuna quaranta giorni e quaranta notti.

Ha fame. E il tentatore entra proprio lì: “Se tu sei Figlio di Dio, di’ che queste pietre diventino pane.”

La prima tentazione non è fare il male, ma usare il potere per sé.

Trasformare la fame in diritto assoluto.

Ridurre la vita a soddisfazione immediata.

Questa è la malattia più diffusa: credere che ciò di cui ho bisogno definisca chi sono.

Ho fame, dunque tutto mi è dovuto.

Mi sento vuoto, dunque tutto deve riempirmi.

Gesù risponde con una Parola che cura:

“Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio.”

Non nega il pane. Rimette ordine. Dice che l’uomo è più della sua fame.

Il deserto toglie il superfluo.

Non per impoverire, ma per purificare.

La Quaresima non è un tempo di tristezza, ma di verità.

È la stagione in cui la Chiesa ci invita a fare spazio, a disintossicarci dal rumore, a riconoscere ciò che davvero ci nutre.

Gesù non dialoga con il tentatore su un piano psicologico.

Risponde con la Scrittura.Non si affida all’istinto, ma alla Parola. Ecco la prima terapia quaresimale: lasciare che la Parola diventi criterio delle scelte.

Non ciò che sento, non ciò che conviene, ma ciò che è vero.

La seconda tentazione: spiritualizzare il potere

Il tentatore porta Gesù sul pinnacolo del tempio.

“Gettati giù, perché sta scritto: ai suoi angeli darà ordini per te.”

Qui la tentazione è sottile: usare Dio per confermare se stessi.

Trasformare la fede in spettacolo.

Chiedere segni per dimostrare qualcosa.

È la malattia di una religiosità narcisista:

credere per sentirsi superiori,

pregare per ottenere applausi invisibili,

fidarsi solo quando si hanno garanzie.

Gesù risponde:

“Non metterai alla prova il Signore Dio tuo.”

La fede in salute non pretende prove.

Si fida.

La terza tentazione: il successo senza croce

Infine, il tentatore mostra a Gesù tutti i regni del mondo.

“Ti darò tutto questo, se ti prostrerai e mi adorerai.”

È la tentazione del successo facile.

Del potere senza servizio.

Della gloria senza sacrificio.

Quante volte anche noi siamo tentati di scorciatoie!

Di compromessi silenziosi.

Di piccoli tradimenti per ottenere grandi risultati.

Gesù è netto:

“Vattene, Satana! Sta scritto: Il Signore, Dio tuo, adorerai: a lui solo renderai culto.”

La salute spirituale è una questione di adorazione.

Chi adori davvero?

Il denaro? L’immagine? Il consenso?

Dove c’è il tuo culto, lì c’è il tuo cuore.

Questa I Domenica di Quaresima è un check-up spirituale.

Ci mette davanti a tre domande decisive:

– Cosa mi nutre davvero?

– Che rapporto ho con Dio: fiducia o pretesa?

– Chi sto adorando con le mie scelte quotidiane?

La Quaresima non serve a moltiplicare sacrifici, ma a riordinare l’amore.

Non a sentirsi in colpa, ma a diventare più liberi.

Le tentazioni non sono segno di fallimento.

Sono il luogo in cui si chiarisce chi sei.

Anche Gesù è tentato. Ma non si lascia definire dalla tentazione.

La santità non consiste nel non essere tentati,

ma nel non negoziare la verità.

Alla fine del Vangelo, il diavolo si allontana e gli angeli si avvicinano a servire Gesù.

Dopo la prova, la consolazione.

Dopo la fedeltà, la pace. Il deserto non è eterno.

È un passaggio. Ma è un passaggio necessario.

Chi attraversa il deserto con la Parola nel cuore esce più libero, più lucido, più forte.

Non perché non abbia sofferto, ma perché ha scelto.

Per riflettere : la Quaresima come ritorno alla verità

La Parola che cura oggi non ci accusa,

ci invita a entrare nel deserto senza paura.

Non sei le tue tentazioni.

Non sei le tue cadute.

Non sei le tue fragilità.

Sei un figlio amato che può scegliere.

La Quaresima è la stagione della verità:

meno illusioni, più sostanza;

meno apparenza, più radice;

meno compromessi, più fedeltà.

E così la fede torna in salute,

quando smette di inseguire il pane a ogni costo,

quando rifiuta lo spettacolo religioso,

quando non adora altro che Dio.

Nel deserto non perdi te stesso.

Ti ritrovi.