Tumori in Italia, casi in aumento ma sopravvivenza migliora

Tumori in Italia, casi in aumento ma sopravvivenza migliora

6 Marzo 2026 Off Di La Redazione

Nel 2025 in Italia sono stimati oltre 360mila nuovi casi di tumore maligno, con un miglioramento della sopravvivenza ma con un divario territoriale che resta a sfavore del Sud e delle Isole. I dati sono stati presentati il 4 marzo durante il convegno “I tumori in Italia: sorveglianza epidemiologica della Rete italiana dei registri tumori”, promosso dall’Associazione Italiana Registri Tumori e ospitato dal Ministero della Salute.

Secondo il report, i nuovi casi stimati sono 362.100, di cui 182.300 negli uomini e 179.800 nelle donne. Nel periodo di osservazione pre-pandemico si è registrata una diminuzione sia dell’incidenza sia della mortalità negli uomini, mentre nelle donne l’incidenza ? risultata sostanzialmente stabile con una mortalità in calo.

La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi risulta in miglioramento per l’insieme dei tumori maligni. Il report segnala un incremento medio annuo dello 0,54% negli uomini e dello 0,39% nelle donne. Nonostante questo progresso, permane una differenza territoriale: la sopravvivenza a cinque anni resta inferiore di circa 5% nel Sud e nelle Isole rispetto al Centro-Nord.

Tra le sedi tumorali più frequenti nel 2025 si conferma al primo posto il tumore della mammella, con 55.900 nuovi casi stimati, seguito dal polmone con 43.500 casi, dal colon-retto con 41.700 casi e dalla prostata, che rappresenta la sede più frequente nel sesso maschile con 31.200 diagnosi.

Nel periodo analizzato si osserva una riduzione dell’incidenza per alcune sedi tumorali, tra cui fegato, colon-retto e stomaco. Al contrario, l’incidenza del melanoma cutaneo è aumentata in entrambi i sessi, mentre il tumore del polmonemostra un andamento divergente: in diminuzione negli uomini ma in aumento nelle donne.

Secondo il report, la progressiva riduzione del vantaggio storico di salute osservato nelle regioni meridionali può essere associata al cambiamento degli stili di vita, con minore adesione alla dieta mediterranea, maggiore sedentarietà e una più ampia diffusione di sovrappeso e obesità. Gli autori sottolineano inoltre l’importanza delle politiche di prevenzione e dei programmi di screening, che hanno contribuito ai miglioramenti osservati per alcune neoplasie, in particolare fegato e colon-retto.

La sopravvivenza a cinque anni dalla diagnosi resta complessivamente più elevata nelle donne rispetto agli uomini, con valori pari rispettivamente al 74,1% e al 70,7%.