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	<title>abusi Archivi - TuttoSanità</title>
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	<title>abusi Archivi - TuttoSanità</title>
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		<title>Abusi, i bambini che subiscono violenza invecchiano prima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 May 2023 07:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I bambini abusati invecchiano prima: la violenza lascia infatti segni e alterazioni indelebili anche sul Dna e può compromettere la&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">I bambini abusati invecchiano prima: la violenza lascia infatti segni e alterazioni indelebili anche sul Dna e può compromettere la salute da adulti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Gli abusi nell&#8217;infanzia e nell&#8217;adolescenza minano cioè la vita di un individuo, con danni non solo psichici ma anche organici. A dimostralo è uno studio britannico, mentre i numeri degli abusi continuano a crescere anche in Italia.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In base all&#8217;ultimo rapporto sui minorenni vittime di abusi della Direzione centrale della Polizia criminale, che ha analizzato i dati del 2021 e del primo semestre del 2022, confrontandoli con il 2020, sono infatti aumentati del 54% i casi di abusi sui minori nelle scuole.</span></p>
<p id="ob"><span style="font-size: 14pt;">Ed in crescita è anche la violenza sessuale che aumenta del 19%.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">A fronte di tali dati allarmanti, la scienza conferma che i maltrattamenti subiti rappresentano un danno duraturo. Uno studio pubblicato sul British Journal of Psichiatry &#8211; che riporta i risultati di una analisi retrospettiva, la più ampia mai realizzata, condotta dall&#8217;Università di Glasgow e dall&#8217;Università di Hong Kong, su un campione di ben 141.748 individui di età compresa fra i 37 e i 73 anni, registrati in una biobanca nel Regno Unito &#8211; ha dimostrato che le violenze sofferte durante l&#8217;infanzia e l&#8217;adolescenza possono accorciare i telomeri, la parte del Dna che decide quanto dobbiamo vivere.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Gli abusi sono associati anche a una maggiore frequenza di tumori. Le donne soprattutto registrano un rischio doppio rispetto a chi non ha subito maltrattamenti. I risultati dello studio hanno dimostrato che gli adulti esposti da bambini a tre episodi o più tipi di maltrattamento (fisico, sessuale ed emotivo) mostravano una più ridotta lunghezza dei telomeri rispetto a chi non aveva subito alcuna violenza o ne aveva subito un solo episodio, evidenziando inoltre una riduzione maggiore per i casi che avevano sofferto la combinazione di abusi fisici e sessuali.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> &#8220;Come dimostra lo studio inglese &#8211; spiega Pietro Ferrara, referente nazionale della Società Italiana di Pediatria per abusi e maltrattamenti e professore di Pediatria all&#8217;Università Campus Bio-Medico di Roma &#8211; i minori abusati diventeranno adulti che non solo vivono peggio ma invecchiano prima perché lo stress e le modificazioni biochimiche, scatenate dalle violenze subite, determinano una erosione dei telomeri, cioè di quella parte del Dna che decide quanto dobbiamo vivere, influenzando le condizioni di salute da adulti. Inoltre, alcuni recenti studi &#8211; aggiunge &#8211; ci dicono persino che lo stress continuo e ripetuto delle bambine vittime di più abusi sessuali può determinare in età adulta una maggiore incidenza di tumori, con un rischio due volte più alto&#8221;. A mettere in luce quest&#8217;ultimo dato è una ricerca pubblicata su BioMed Central Cancer, condotta dalla Public Health Agency of Canada su un campione di 21.915 individui.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un fenomeno sempre più preoccupante, quello della violenza sui minori, contro il quale si stanno mettendo in campo iniziative mirate: proprio contro le violenze infantili e adolescenziali, continuano nel 2023, per l&#8217;ottavo anno consecutivo, i corsi formativi su tutto il territorio nazionale rivolti ai pediatri, realizzati con il contributo non condizionante di Menarini e il patrocinio della Società Italiana di Pediatria e della Federazione Italiana Medici Pediatri. Obiettivo del progetto, dal titolo &#8216;Facing Abuse 2.0. Emersione e comunicazione negli abusi infantili e adolescenziali&#8217;, è favorire la capillare diffusione, a livello territoriale e ospedaliero, delle conoscenze in tema di abusi e maltrattamenti per individuarne precocemente i segnali e prevenire le conseguenze in età adulta. Dopo Milano, dove ha preso il via, l&#8217;iniziativa proseguirà fino a metà dicembre in altre 9 città: Roma, Ascoli, Foggia, Milano, Napoli, Palermo, Pisa, Torino e Trieste. </span></p>
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		<title>Abusi su minore, ex parroco nel casertano rischia 8 anni di carcere</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/abusi-su-minore-ex-parroco-nel-casertano-rischia-8-anni-di-carcere/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=abusi-su-minore-ex-parroco-nel-casertano-rischia-8-anni-di-carcere</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Feb 2023 15:17:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CASERTA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[Caserta]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Otto anni e quattro mesi di carcere sono stati chiesti dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere per don Gianfranco&#8230;</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Otto anni e quattro mesi di carcere sono stati chiesti dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere per don Gianfranco Roncone, ex parroco di Presenzano, comune dell&#8217;Alto-Casertano, accusato del reato di violenza sessuale su un minore, all&#8217;epoca dei fatti 17enne.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">A don Roncone era contestato di aver abusato anche di un altro minore, ma per questo episodio la Procura ha invece chiesto l&#8217;assoluzione per non aver raggiunto la prova.</span></p>
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<div class="ob_auto_logo_container"><span style="font-size: 14pt;">Entrambi i ragazzi sono di origine albanese.</span></div>
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<p><span style="font-size: 14pt;">    Il processo si sta svolgendo nel tribunale di Santa Maria Capua Vetere davanti al collegio della prima sezione presieduto da Giovanni Caparco; si tornerà in aula l&#8217;otto marzo per le discussioni dei difensori di don Roncone, gli avvocati Renato Jappelli e Dario Mancino.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    Il sacerdote fu sospeso dalla Diocesi di Teano alla vigilia di Natale 2020 dopo l&#8217;apertura nei suoi confronti dell&#8217;inchiesta per abusi sessuali sui due minori (uno dei quali lo aveva denunciato dopo i fatti avvenuti nell&#8217;agosto 2020). Pochi mesi dopo, nell&#8217;aprile 2021, gli accertamenti della Procura e dei Carabinieri di Capua portarono don Roncone agli arresti domiciliari, poi revocati nel successivo mese di agosto in seguito all&#8217;incidente probatorio che aveva messo faccia a faccia il prete con i suoi due accusatori; durante il confronto emersero infatti alcune difformità nel racconto da parte di una delle due vittime, così il gip sostituì i domiciliari con la misura dell&#8217;obbligo di dimora nel comune di Sparanise, paese di residenza del sacerdote. Oggi don Roncone è libero da ogni misura.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">    L&#8217;indagine partì nell&#8217;agosto 2020 dopo che il parroco fu sorpreso da una pattuglia di carabinieri della compagnia di Capua in auto, in una zona isolata nei pressi del cimitero di Presenzano, in compagnia di due giovani albanesi. </span></p>
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		<title>Sorrento, dove “abusare” è facile</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Milone]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Nov 2022 10:30:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[edilizi]]></category>
		<category><![CDATA[sorrento]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Località Malacoccola, acquisti al patrimonio comunale oltre cinquemila metri cubi di abusi edilizi. &#160; Quarant&#8217;anni di abusi ( le prime&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h3><span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif;">Località Malacoccola, acquisti al patrimonio comunale oltre cinquemila metri cubi di abusi edilizi.</span></h3>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-67694 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2022/11/ABUSO-e1667900980458-300x272.jpg?resize=300%2C272&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="272" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2022/11/ABUSO-e1667900980458.jpg?resize=300%2C272&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2022/11/ABUSO-e1667900980458.jpg?w=420&amp;ssl=1 420w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />Quarant&#8217;anni di abusi ( le prime contestazioni urbanistiche risalgono al 1984) in un&#8217;area sottoposta a vincoli paesaggistici, di assetto idrogeologico e tutela urbanistica su una superficie di circa 9000 metri quadrati per oltre 5000 metri cubi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Una vera e propria cittadella abusiva di &#8220;Attività Produttiva Turistica-Ricettiva&#8221; realizzata in dispregio di tutte le norme in materia di tutela urbanistica di un territorio collinare, digradante verso il mare, Parco Regionale Monti Lattari Sic (Sito di interesse comunitario), con mostruosi abusi edilizi da numerosi manufatti a piscine, stade, parcheggi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">A confermare l&#8217;acquisizione al comune di Sorrento la sentenza del giugno 2022 del consiglio di Stato dopo i numerosi rigetti di condono e sanatorie proposte dai conuigi proprietari, residenti nel comune di Sant&#8217;Agnello. Ordinato contemporaneamente lo sgombero dell&#8217;attività operativa malgrado i vari sequestri. Sulla vicenda era intervenuto a più riprese il presidente del Wwf Terre del tirreno, Claudio d’Esposito che in un ultimo esposto del 25 ottobre 2022 al Procuratore della Repubblica di Torre Annunziata Nunzio Fragliasso, scriveva:</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><em>“ Opere edili in area SIC &#8211; località Malacoccola – Sorrento”<br />
La sottoscritta associazione WWF Terre del Tirreno, espone quanto segue:<br />
nel Comune di Sorrento, in località Malacoccola, nel febbraio 2020 il WWF denunciava la realizzazione di una strada carrabile in un’area percorsa dalle fiamme appena il mese prima con taglio di alberi, movimento di terreno e sbancamento roccia per portare il tracciato ad una finta costruzione rustica.<br />
In questi giorni c’è stato segnalato come il tracciato da noi denunciato appaia di colore bianco ,ovvero ulteriormente modificato si presume tramite cementificazione, mentre l’edificio rustico appare ormai ultimato.<br />
Si fa presente che la zona in questione delle Tore-Malacoccola è da quasi quattro decenni interessata da un cantiere diffuso e perpetuo, che ha nel tempo trasformato, senza soluzione di continuità e in modo spesso irreversibile, uno degli angoli più interessanti dal punto di vista<br />
paesaggistico ed ambientale dell’intera costiera sorrentino/amalfitana”. </em></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><em> </em></span></p>
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		<title>Abusi su minori, il 50% degli ospedali non li riconosce</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Oct 2022 09:00:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sos abusi sui minori: a causa del gap formativo, non vengono riconosciuti in un ospedale su due. A evidenziare questa&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/abusi-su-minori-il-50-degli-ospedali-non-li-riconosce/">Abusi su minori, il 50% degli ospedali non li riconosce</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Sos abusi sui minori: a causa del gap formativo, non vengono riconosciuti in un ospedale su due.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">A evidenziare questa grave lacuna, comune alla maggior parte dei paesi europei, Italia compresa, è un&#8217;indagine condotta su 148 ospedali di 29 paesi, tra il personale dei pronto soccorso, dove è probabile che i bambini vittime di lesioni a causa di abusi, possano arrivare.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La ricerca è stata appena presentata al Congresso europeo di Medicina dell&#8217;Emergenza che si è svolto a Berlino. E&#8217; in questo scenario che, in vista della Giornata mondiale dei diritti dei bambini il 22 novembre, l&#8217;azienda farmaceutica Menarini rilancia il progetto &#8220;Facing abuse: emersione e comunicazione negli abusi infantili e adolescenziali&#8221;.</span><br />
<span style="font-size: 14pt;">Il progetto, realizzato con il contributo non condizionante di Menarini e il patrocinio della Società Italiana di Pediatria (SIP), prevede corsi formativi rivolti per la prima volta a giovani medici in formazione delle Scuole di Specializzazione di Pediatria su tutto il territorio nazionale, allo scopo di aiutarli a identificare e riconoscere i segnali di maltrattamento nelle diverse forme. Puntare dunque sulla formazione dei giovani specializzandi, futuri pediatri del Servizio Sanitario Nazionale, per avere un impatto positivo sulla gestione e prevenzione degli abusi sui minori anche nei pronto soccorso degli ospedali, dove nella metà delle strutture gli operatori sanitari dichiarano di non avere strumenti conoscitivi adeguati per identificare i minori vittime di abusi: secondo un rapporto della Polizia di Stato, nel 2021 i reati commessi nel nostro Paese a danno dei minori hanno superato il record di 6mila nuovi casi. Dopo l&#8217;incontro a Roma, presso la Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, l&#8217;iniziativa proseguirà fino a metà dicembre in altre 8 sedi delle università coinvolte. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">&#8220;In Italia non è ancora promossa in maniera incisiva, già a partire dai corsi di laurea, la formazione dei pediatri per riconoscere gli abusi, che generalmente sono caratterizzati da &#8216;segnali&#8217; che devono essere decodificati perché le violenze sui minori non sono patologie in cui, costantemente, è presente un sintomo specifico&#8221;, dichiara Pietro Ferrara, coordinatore del progetto, referente nazionale della Società Italiana di Pediatria (SIP) per abusi e maltrattamenti e professore di Pediatria presso l&#8217;Università Campus Bio-Medico di Roma. Si tratta di un&#8217;iniziativa quanto mai indispensabile dopo l&#8217;emergenza Covid. &#8220;La pandemia infatti ha complicato ancora di più le cose &#8211; sottolinea Ferrara &#8211; e durante le fasi di lockdown, è diventato più difficile intercettare l&#8217;abuso a causa del forzato isolamento e anche della ridotta frequenza di accesso ai pronto soccorso pediatrici. A favorire questa escalation anche la sempre più diffusa tendenza dei bambini e dei ragazzi a rifugiarsi nella &#8216;rete&#8217; che li ha esposti ancor di più al rischio di adescamenti, abusi sessuali online e cyberbullismo&#8221;. Il rapporto diffuso della Direzione Centrale Polizia Criminale segnala infatti un aumento dell&#8217;8% dei reati a danno di minori dal 2020, quando i casi erano 5.789. Il totale dei reati segnalati sono stati 6.248, per il 64% ai danni di bambine e ragazze e alimentati dalla violenza sessuale, che registra anch&#8217;essa un record assoluto con 1.332 casi. Durante i corsi gli specializzandi avranno l&#8217;opportunità di ricevere da esperti di comunicazione, tecniche e suggerimenti da applicare quando ci si approccia al minore e alla sua famiglia, per imparare ad interpretare anche la gestualità e il linguaggio non verbale. Per questi giovani medici, conclude Ferrara, &#8220;è un&#8217;importante occasione di approfondimento e confronto su un tema delicato che mai come oggi richiede una particolare attenzione e preparazione specifica per essere affrontato&#8221;.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/abusi-su-minori-il-50-degli-ospedali-non-li-riconosce/">Abusi su minori, il 50% degli ospedali non li riconosce</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Scandalo di Meta in punta di &#8230; documenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Gaetano Milone]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Aug 2022 08:00:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[Meta]]></category>
		<category><![CDATA[scandalo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Godetevi la vita invece di sprecarla con la vostra miserabile cattiveria, primo o poi moriremo tutti! E che avete fatto&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/64552-2/">Scandalo di Meta in punta di &#8230; documenti</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">“Godetevi la vita invece di sprecarla con la vostra miserabile cattiveria, primo o poi moriremo tutti! E che avete fatto di buono? Di sensato? Di importante? Che avete fatto di bello oggi? Avete infangato, mentito, accusato! Avete sprecato ore al telefono a parlare di una pedana di legno! Siete stati chiamati da uno scemo almeno quanto voi, che a Natale nemmeno vi manda un salame paesano…”  E giù di li.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> Potrebbe essere un post di una squinternata in risposta ad un articolo di cronaca, pubblicato dal nostro giornale attenendosi rigorosamente, come è nel nostro costume, a fatti di cronaca supportati da certificazioni ufficiali.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> Ma, purtroppo non è così, e tutti rimaniamo allibiti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> A scrivere è un rappresentante dello Stato, una donna in forza alla Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, spietata in indagini sul demanio marittimo, “inciampata” in un incidente di percorso dove la “pagliuzza” diventa “trave” agli occhi di rigorosi investigatori, a “casa sua”, in famiglia.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> Il riferimento è ad un articolo pubblicato dalla nostra testata giornalistica su abusi rilevati e descritti con dovizia di particolari su suolo demaniale alla spiaggia di Meta in un&#8217;area in concessione a stretti parenti della “ricorrente”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">-Tali abusi descritti in verbali che pubblichiamo, con intervento anche dell’Agenzia delle Entrate di Napoli, sono stati poi “sanati” miracolosamente, diremo noi, abusando dell’articolo 38, dal dirigente del Demanio dello stesso comune di Meta, come sempre riportato dalla nostra testata.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Non un diritto di cronaca il nostro, ma un delitto di “lesa maestà” peraltro cavalcato sempre su Fb, dal Presidente (uscente ed entrante) della “Grande Onda”, di origini metesi e frequentatrice del lido.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> “Scherza con i fanti ma lascia stare in pace i Santi” recita un vecchio adagio che attualizza oggi i Santi in una donna rappresentante dello Stato, “toccata” nei suoi interessi familiari.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> Di seguito la certificazione ufficiale degli abusi riscontrati “contrabbandati” dalla solerte ragazza come una semplice pedana di legno!.</span></p>
<a href="https://www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2022/08/Meta_Sorr.pdf" class="pdfemb-viewer" style="" data-width="max" data-height="max" data-toolbar="top" data-toolbar-fixed="on">Meta_Sorr</a>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/64552-2/">Scandalo di Meta in punta di &#8230; documenti</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Asl Caserta, contestate irregolarità ed abusi edilizi nelle sedi di Mondragone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[La Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2022 17:02:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CASERTA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[asl caserta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#160; L’abuso nel posto che non ti aspetti. La Polizia Municipale del Comune di Mondragone ha effettuato dei controlli negli&#8230;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-full wp-image-59987 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2022/04/comune-di-mondragone-300x207-1.jpg?resize=300%2C207&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="207" data-recalc-dims="1" />L’abuso nel posto che non ti aspetti. La Polizia Municipale del Comune di Mondragone ha effettuato dei controlli negli uffici dell&#8217;Asl in via degli Oleandri: gli uomini del comandante David Bonuglia sono intervenuti ieri in seguito ad alcune segnalazioni circa la sussistenza di abusi edilizi nell&#8217;immobile che ospita l&#8217;azienda sanitaria, estendendo poi le verifiche anche al rispetto della normativa sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.</p>
<p>Sotto quest&#8217;ultimo profilo, è emerso che agli uffici dell&#8217;Asl gli spogliatoi e i bagni non sono divisi per uomini e donne e mancano gli spogliatoi per disabili; tale mancanze porteranno a sanzioni e potrebbero portare anche a denunce penali.</p>
<p>I vigili urbani hanno anche sequestrato documentazione fotografica per accertare la presenza eventuale di abusi edilizi; per questo secondo profilo sarà importante il sopralluogo che effettueranno nei prossimi giorni i tecnici del Comune.</p>
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		<title>Abusi sessuali su minori nella Chiesa (V parte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aureliano Pacciolla*]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Aug 2020 09:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[abusi sessuali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>CONCLUSIONE Da un punto di vista generale, questo “vademecum” sembra che superi e includa tutti i documenti precedenti in tema&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/abusi-sessuali-su-minori-nella-chiesa-v-parte/">Abusi sessuali su minori nella Chiesa (V parte)</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">CONCLUSIONE</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Da un punto di vista generale, questo “vademecum” sembra che superi e includa tutti i documenti precedenti in tema di abuso sessuale di minori commessi da chierici. Ovviamente non è un testo giuridico completo né un riferimento clinico condiviso ma solo una specie di prontuario o una prima panoramica utile ai Vescovi, al clero e a tutti gli interessati sulle procedure più essenziali allo scopo di avere una uniformità di intenti, di criteri formativi e di attuazione pratica.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Da un punto di vista psicologico questo “vademecum” rappresenta un progresso per la confermata centralità della collaborazione tra i vari professionisti per il massimo bene comune: minori e svantaggiati.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Tutti gli psicologi potranno apprezzare l’accenno al ricorso a strutture di consulenza (statali o ecclesiastiche) e anche a singoli professionisti per consiglio, orientamento e assistenza. In passato que-sto è stato un punto critico per mancato ricorso oppure per il rapporto ostile tra accusato ed Ordinario. In alcuni casi l’accusato non è stato contattato dal suo Vescovo o questo non è mai andato a trovare l’accusato nella struttura di consulenza o in carcere. Inoltre, non sempre e in varie parti del mondo le cosiddette “case protette” (comunità religiose per il recupero di sacerdoti con vari tipi di problemi: di-pendenza da porno, alcol, gioco, abuso di potere) si sono rivelate adeguate alla complessità dei casi presi in incarico. Queste case o comunità protette potrebbero offrire delle condizioni accettabili per le misure alternative alla detenzione. È fondamentale che gli operatori di queste strutture sappiano collaborare con i consulenti dell’Autorità Giudiziaria Civile e i consulenti dell’Ordinario. Come si può facilmente osservare, il ruolo dei consulenti in questo “vademecum” è centrale non solo per la loro specifica preparazione ma anche perché dipende soprattutto da loro il recupero delle vittime. Per completezza, qui bisogna accennare anche ai casi di false accuse. Anche in questi casi i consulenti psicologi hanno un ruolo centrale. Da una parte, come è giusta la “tolleranza zero” nei confronti di chi abusa dei minori, dall’altra dovrebbe essere considerata altrettanto giusta la “tolleranza zero” nei confronti degli autori di false accuse. In particolare, bisogna considerare una ulteriore aggravante il caso di un sacerdote che accusa falsamente un altro sacerdote.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un altro pregio del “vademecum” è l’allegato che qui di seguito replichiamo “Tabulato per i casi di delicta riservata” che serve a velocizzare e a sintetizzare i casi più gravi. Questo tabulato viene qui di seguito replicato per contribuire sua alla divulgazione e alla velocizzazione dei percorsi giudiziari.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In conclusione, uno dei maggiori meriti e vantaggi di questo “vademecum” è la sua semplicità, praticità e validità universale per tutte le Chiese Cattoliche del mondo, comprese quelle di Rito Orientale. Ora, finalmente abbiamo una buona uniformità di normativa e di procedura sugli abusi di minori commessi dal Clero. Questo costituisce un grande vantaggio per la collaborazione tra canonisti e tra questi e i giuristi di tutti i Paesi. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Da parte dei consulenti psicologi che voglio rendersi utili in questa collaborazione dovranno essere preparati a conoscere e ad applicare i criteri dei manuali più condivisi, tra cui l’attuale DSM-5 (Diagnostic and Statistical Manual) o altri manuali analoghi allo scopo di effettuare valutazioni delle clini-che (diagnosi, i trattamenti e prognosi) evidence based e condivisibili con altri colleghi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Pertanto, la conoscenza del Diritto Canonico, del DSM-5 e della procedura penale del Paese in cui avviene il crimine sono alla base della formazione di chi dovrà trattare i casi di abuso di minori commessi da chierici. Questa è la prima volta che abbiamo una convergenza così amplia (applicabile in tutto il mondo) e così chiara tra vari esperti per agire in modo rapido allo scopo di proteggere le vittime e punire i carnefici e coloro che finora li hanno protetti.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">*Psicologo e psicoterapeuta, perito forense, già docente di psicologia generale e psicologia della personalità all’Università Lumsa-Humanitas di Roma</span></p>
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		<title>Abusi sessuali su minori nella Chiesa (IV parte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aureliano Pacciolla*]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Aug 2020 09:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[chiesa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>PUNTI DA APPROFONDIRE &#160; Pur riconoscendo la chiarezza, la sinteticità e l’articolazione logico-pratica di questo “vademecum” restano alcuni punti che&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/abusi-sessuali-su-minori-nella-chiesa-iv-parte/">Abusi sessuali su minori nella Chiesa (IV parte)</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<ol start="3">
<li><span style="font-size: 14pt;"><strong> PUNTI DA APPROFONDIRE</strong></span></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Pur riconoscendo la chiarezza, la sinteticità e l’articolazione logico-pratica di questo “vademecum” restano alcuni punti che gli esperti dovranno chiarire per una applicazione ottimale nei casi più complessi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un primo chiarimento dovrà essere riservato alla procedura dell’indagine previa quando si rende necessario ascoltare un minore o una persona ad esso equiparata. In questi casi si raccomanda che “si adottino le norme civili del Paese e modalità adeguate alla età e allo stato” (vademecum, 3c, n. 51). Qui sarebbe bene precisare – soprattutto all’Ordinario – perché dovrà gestire l’indagine previa con l’aiuto di esperti di sua fiducia, che tra i professionisti più competenti a svolgere questo ruolo vi sono i periti e i CTU (Consulenti Tecnici d’Ufficio e di Parte) che hanno ricevuto una formazione specifica appositamente per interagire con minori e adulti vulnerabili nei vari Tribunali (Penale, Civile e Minori-le). Qui è opportuno ricordare come sia ormai prassi comune che in tutti i Paesi per ascoltare i minori si scelgono psicoterapeuti con un training nella CBCA (Criteria-Based Content Analysis) e nell’applicazione della VCL (Validity Check-List). Questa procedura inizialmente fu applicata proprio per l’ascolto protetto in sede di incidente probatorio ma ora è applicata in tutti gli ascolti protetti in cui è necessaria la diagnosi di attendibilità, credibilità e suggestionabilità verificabile anche dagli psicologi di parte. Un ascolto protetto condotto da un magistrato o avvocato o da chiunque non abbia avuto un training specifico sull’applicazione della CBCA non rende un buon servizio alla verità processuale, può essere facilmente impugnato, confonde maggiormente i bambini (o adulti vulnerabili) e dovrà es-sere ripetuto con ovvie conseguenze negative sulla parte lesa. Questo vale anche per i casi in cui è l’Ordinario che dovrebbe valutare la credibilità (vedi nota n. 4 di questo articolo).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un altro motivo per cui i Vescovi dovrebbero avere la collaborazione di alcuni psicoterapeuti di loro fiducia è perché molti di questi processi canonici saranno trattati anche nel Tribunale Penale (in alcuni Paesi detto Corte Criminale) in cui è sempre prevista la figura di uno psicologo come CTP (Consulente Tecnico di Parte). Infatti è consigliabile che lo psicologo che ha seguito un caso nelle fasi canoniche di indagine previa o di processo giudiziale o extragiudiziale o post-giudiziale sia CTP anche nel processo penale del Paese in cui si svolge il processo. Questi ruoli (CTP nel Tribunale Penale Civile e CTP nel Tribunale Ecclesiastico) dovrebbero essere compatibili. Invece, all’interno dello stesso pro-cesso canonico, il ruolo di psicologo nell’indagine previa non è compatibile con quello durante il pro-cesso sia giudiziale che extragiudiziale.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un ulteriore motivo per assicurare una collaborazione di fiducia tra il Vescovo e uno psicologo clinico (o psicoterapeuta) è per tutti i casi in cui la presunta vittima non sia un minore o una persona ad esso equiparata o vulnerabile. Infatti, nei processi per pornografia o pedopornografia, stalking o per mobbing (o per altre forme di abuso di potere), la vittima non necessariamente è equiparabile ad un minore o ad una persona vulnerabile; tuttavia, il reato permane ed il CTP psicologo è utile e necessario in entrambi i tipi di procedimenti, Civili ed Ecclesiastici.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un secondo punto che dovrebbe essere adeguatamente commentato e chiarito è quello che prevede il non luogo a procedere nel caso di decesso dell’accusato. In questi casi, sarebbe giusto non attivare alcun tipo di processo penale? Nel caso in cui da una parte la vittima ha riferito e certificato dei danni, dall’altra vi sono prove certe (come per esempio la presenza di tracce organiche) relati-ve all’accusato, cosa fare in caso di decesso dell’accusato prima della sentenza finale? Sospendere ogni tipo di procedura penale?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un terzo punto da chiarire è quello relativo all’ipotesi di conflitto fra quanto determinato nelle linee guida di una Conferenza Episcopale Nazionale e questo “vademecum”, quale dei due documenti deve prevalere? La nostra opinione è quella di determinare la prevalenza di questo “vademecum” su tutte i documenti pregressi, incluso quello sulle linee guida. Il motivo sta nella valutazione molto positiva – per chiarezza e completezza – di questo “vademecum” e anche per la praticità applicativa di un unico punto di riferimento in tutto il mondo cattolico. Il vantaggio dal punto di vista formativo ci sembra evidente. Tuttavia ogni esperto – sia psicologo che canonista – dovrà imparare a interagire con la legislazione locale.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">*Psicologo e psicoterapeuta, perito forense, già docente di psicologia generale e psicologia della personalità all’Università Lumsa-Humanitas di Roma</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/abusi-sessuali-su-minori-nella-chiesa-iv-parte/">Abusi sessuali su minori nella Chiesa (IV parte)</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Abusi sessuali su minori nella Chiesa (III parte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aureliano Pacciolla*]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 28 Aug 2020 09:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il terzo rilievo molto importante è quello dell’indagine previa che non è un processo ma solo una prima “istruttoria” al&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/abusi-sessuali-su-minori-nella-chiesa-iii-parte/">Abusi sessuali su minori nella Chiesa (III parte)</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;">Il terzo rilievo molto importante è quello dell’indagine previa che non è un processo ma solo una prima “istruttoria” al solo scopo di accertare la verosimiglianza in termini di “fumus delicti” preliminare a un processo. L’essenza e la finalità dell’indagine previa – condotta dal Vescovo o da un esperto di sua fiducia – è quella di accertare il fondamento dell’accusa, la natura del supposto reato, la frequenza, il luogo, le circostanze, le generalità delle presunte vittime ed una prima valutazione del danno (fisico, psichico e morale). Se in questa indagine previa dovessero sorgere altre ipotesi di reato, queste dovranno essere prese in considerazione in questo contesto. Il titolare dell’indagine preliminare non potrà avere ruoli giudicanti nell’eventuale processo penale giudiziale o extra giudiziale. L’Autorità Giudiziaria civile potrà richiedere quanto emerso in questa indagine previa (documentazione ed eventuali oggetti sequestrati).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Se durante l’indagine previa dovesse essere necessario ascoltare il minore (o una persona ad esso equiparata) dovranno essere attuate tutte le procedure previste in questi casi. Questo argomento sarà ripreso nel paragrafo seguente sui “punti da approfondire”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il Vescovo potrebbe decidere di notificare all’inquisito che è in corso una indagine previa e, in caso di convocazione, non gli si può imporre il giuramento e conserva sempre il diritto di avvalersi di professionisti che lo assistano. Entrambi, presunta vittima e accusato, hanno sempre diritto all’assistenza spirituale, medica e psicologica; inoltre bisogna evitare atteggiamenti che possano anticipare le risultanze processuali.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In questa delicatissima fase dell’indagine previa è altamente consigliabile fare riferimento a strutture di consulenza (statali o ecclesiastiche) per consiglio, orientamento e assistenza. È possibile il ricorso anche a singoli professionisti per interventi limitati nel tempo o per interventi più strutturati per collaborare all’analisi dei singoli casi. Tutto ciò non costituisce una decisione processuale canonica. Questo tema sarà ripreso nelle conclusioni</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Le misure cautelari dovranno essere ben chiare all’interessato e pronte ad essere modificate, sospese e rievocate (in considerazione delle aggravanti, delle attenuanti e di cessata causa). Ognuna delle suddette modifiche dovrà essere notificata con un decreto, inclusa la decisione di riaprire le indagini per il sopraggiungere di nuovi elementi riguardanti il fumus delicti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Fra le prime misure cautelari vi è il divieto (o proibizione) di esercizio del ministero; ciò che prima era chiamato “sospensione a divinis” oppure “sospensione ad cautelam”. Inoltre, l’Ordinario fin dall’inizio dell’indagine previa può imporre all’accusato le misure cautelari.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">L’indagine previa – in termini di tempi e competenze – non può andare oltre la verifica di una fondata verisimiglianza della notitia de delicto e della corrispettiva esistenza del fumus delicti. Il titola-re del processo previo dovrà consegnare tutti gli atti raccolti, incluse le sue valutazioni, all’Ordinario e questo alla CDF.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un quarto rilevo del vademecum è quello relativo alle misure disciplinari. Una volta che la CDF riceve le risultanze dell’indagine previa dovrà dare un immediato riscontro all’Ordinario di competenza. Fra le possibilità più frequenti abbiamo: l’archiviazione; un approfondimento dell’indagine previa; l’imposizione di misure disciplinari non penali; l’imposizione di rimedi penali; le ammonizioni; l’apertura di un processo penale. Qualunque sia la decisione, la CDF dovrà comunicare anche le istruzioni applicative.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Per rendere più chiaro questo quarto rilievo sono necessarie delle esplicitazioni sulle suddette misure da applicare. Inoltre, è molto importante che il trasgressore capisca la pena comunicata anche per iscritto, inclusi i termini temporali e la possibilità di ricorso.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un quinto rilievo è quello pertinente le tre possibili decisioni che si possono prendere al termine di un procedimento penale canonico (sia giudiziale che extragiudiziale):</span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 14pt;">Conclusione condannatoria sulla base della certezza morale per le evidenze relative al reato. In questo caso deve essere chiara la sanzione canonica.</span></li>
<li><span style="font-size: 14pt;">Conclusione assolutoria se non vi è una certezza morale sulla colpevolezza oppure se il fatto non sussiste, o se l’imputato non ha commesso quanto gli si imputava.</span></li>
<li><span style="font-size: 14pt;">Conclusione dimissoria quando non è raggiunta una certezza morale per le poche o scarse evidenze; oppure vi sono delle contraddizioni nelle prove.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-size: 14pt;">È necessario evidenziare in modo molto chiaro a quali delle suddette tre categorie si riferiscono le ammonizioni o i rimedi penali.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sesto rilievo: le possibili procedure penali.</span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 14pt;">La procedura penale prevede le dimissioni dallo stato clericale insieme alla dispensa dalla legge del celibato.</span></li>
<li><span style="font-size: 14pt;">Il processo penale giudiziale si può svolgere in CDF o può essere affidato a un Tribunale inferiore (Ordinario o terzi incaricati dalla CDF); è garantito il diritto di appello contro la sentenza sia della parte accusata e sia del Promotore di Giustizia della CDF.</span></li>
<li><span style="font-size: 14pt;">Il procedimento penale extragiudiziale (a volte detto anche “processo amministrativo”) è meno formale, più rapido e mantiene le garanzie processuali previste. Anche questo processo prevede la possibilità di imporre delle misure cautelari all’accusato e che sia svolto in CDF o affidato ad una istanza inferiore.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nello svolgimento del processo penale extragiudiziale, ovviamente è parte essenziale del pro-cesso la presentazione dell’accusa e delle prove. Presentare l’accusa implica render noto all’accusato i dettagli del delitto che gli si attribuisce: natura dell’accadimento, luogo, data, occorrenze, vittime e circostanze. La presentazione delle prove implica la presa d’atto delle verbalizzazioni delle accuse da parte delle presunte vittime e dei testimoni, la documentazione raccolta (cartelle cliniche, scritti, foto, ricevute) e perizie (mediche, psicologiche e psichiatriche). Si possono continuare a raccogliere le prove anche a processo iniziato ma dovrà essere fissato un termine ragionevole entro cui presentare la difesa. L’imputato non è tenuto a confessare il suo delitto né gli può essere imposto il giuramento “de veritate dicenda”. La verifica della credibilità circa gli interventi potrebbe essere richiesta a seconda del caso e a discrezione dell’Ordinario. Questo argomento sulla credibilità sarà ripreso nel paragrafo seguente sui “punti da approfondire”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il processo penale extragiudiziale si conclude dopo che l’Ordinario ha condiviso gli atti processuali con due Assessori e dopo aver redatto il verbale dell’udienza in cui si valutano le prove e gli argomenti di difesa. Se il delitto risulterà accertato l’Ordinario dovrà emanare un decreto con la pena prevista per chiudere il processo. Una pena perpetua potrà essere data solo dopo l’approvazione della CDF ed è un atto personale dell’Ordinario e quindi necessita solo dell’autentificazione del Notaio e non è necessario che sia firmato dai due Assessori. Inoltre bisogna ricordare che: a) in alcuni casi, la CDF potrà avocare a sé il processo penale extragiudiziale; b) che il decreto penale ricade sempre sotto il segreto d’ufficio; c) che il decreto va notificato integralmente all’accusato.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il settimo rilevo è quello che riguarda le tre possibilità nella fase successiva alla procedura penale.</span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 14pt;">a) Se si tratta di un atto del Romano Pontefice, allora abbiamo la inappellabilità.</span></li>
<li><span style="font-size: 14pt;">b) Nel caso di un processo penale giudiziale vi è la possibilità di fare appello con un atto di impugna-zione presso il Tribunale di seconda istanza, che è la CDF.</span></li>
<li><span style="font-size: 14pt;">c) Nel caso di un procedimento penale extragiudiziale vi è la possibilità presentare un ricorso contro il decreto di condanna.</span></li>
</ol>
<p><span style="font-size: 14pt;">In questi ultimi due casi – processo penale giudiziale ed extragiudiziale – le pene inflitte vengono sospese mentre restano le misure cautelari.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Ottavo rilievo: il ricorso contro il decreto penale dovrà essere formalmente rivolto all’Ordinario (entro dieci giorni) e questo potrà (entro 30 giorni): a) correggere il proprio decreto (dopo essersi consultato con la CDF); b) respingere la domanda; c) non rispondere. Nel caso in cui l’Ordinario scegliesse di re-spingere o non rispondere, entro 15 giorni l’accusato può rivolgersi direttamente alla CDF tramite il suo procuratore.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nono rilevo: l’accusato ha il diritto – fin da quando si ha la notitia de delicto – di chiedere la dispensa dagli oneri connessi al suo stato clericale (compreso celibato e voti religiosi) direttamente al Sommo Pontefice tramite la CDF e con l’approvazione dell’Ordinario.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Questo vademecum prevale sulle linee guida delle Conferenze Episcopali Nazionali (CDF 2011) tuttavia esso non vuole sostituirsi alla formazione nell’ambito specifico della procedura penale canonica.  (Continua)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">*Psicologo e psicoterapeuta, perito forense, già docente di psicologia generale e psicologia della personalità all’Università Lumsa-Humanitas di Roma</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/abusi-sessuali-su-minori-nella-chiesa-iii-parte/">Abusi sessuali su minori nella Chiesa (III parte)</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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		<title>Abusi sessuali su minori nella Chiesa (II parte)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Aureliano Pacciolla*]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Aug 2020 09:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[abusi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’APPLICAZIONE PRATICA &#160; Sì, in effetti ciò che manca è proprio l’applicazione pratica. Come nei casi di malattia grave, la&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/abusi-sessuali-su-minori-nella-chiesa-ii-parte/">Abusi sessuali su minori nella Chiesa (II parte)</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>L</strong><strong>’APPLICAZIONE PRATICA</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sì, in effetti ciò che manca è proprio l’applicazione pratica. Come nei casi di malattia grave, la diagnosi è giusta, incluso il livello di gravità, la medicina è stata prescritta ma il malato collabora con la guarigione? È legittima questa domanda? Sembra che la Chiesa sia molto biblica nei suoi tempi e poco biblica nei suoi interventi.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un motivo parzialmente comprensibile è dato dalla crisi del coronavirus che ha impedito il primo incontro previsto dalla CEI per il 7 Marzo. Tuttavia solo poche diocesi hanno usato il tempo del lock down per organizzare le strutture previste; ossia:</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">1.Rendere pubblici i nomi e i recapiti del RDTM (Referente Diocesano per la Tutela dei Minori) con una operatività di 24/h.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">2.Rendere pubblici in ogni luogo di culto (parrocchie, santuari, conventi) i componenti del SRTM (Servizio Regionale per la Tutela dei Minori) e del SITM (Servizio Interdiocesano per la Tutela dei Minori).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Una parte di questo lavoro poteva essere svolto in smart working ma sicuramente l’accumulo di tempo perso sarà risolto durante l’estate ‘20, anche perché un ulteriore stimolo proviene da questo nuovo documento denominato “Vademecum”.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<ol>
<li><span style="font-size: 14pt;"><strong> Schema del “vademecum”</strong></span></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Questo nuovo documento è appositamente chiamato “vademecum su alcuni casi di procedura nel trattamento dei casi di abuso sessuale di minori commessi da chierici” perché vuole essere uno strumento di facilitata e immediata consultazione per gli Ordinari e gli Operatori del diritto che si tro-vano nella necessità di dover tradurre in azioni concrete la normativa canonica circa i casi di abuso sessuale di minori compiuti da chierici (come si specifica nell’introduzione).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Consideriamo le principali articolazioni di questo “vademecum” fatto per meglio comprendere e attuare le esigenze della giustizia suddiviso in nove parti per poi considerare alcuni contenuti più interessanti:</span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 14pt;">Che cosa configura il delitto?</span></li>
<li><span style="font-size: 14pt;">Che cosa fare quando si riceve un’informazione su un possibile delitto (notitia de delicto)?</span></li>
</ol>
<p><span style="font-size: 14pt;">a/ Che cosa s’intende per notitia de delicto?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">b/ Quali azioni si devono intraprendere quando si è ricevuta una notitia de delicto?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">III. Come avviene l’indagine previa?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">a/ Che cos’è l’indagine previa?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">b/ Quali atti giuridici bisogna compiere per avviare l’indagine previa?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">c/ Quali atti complementari si possono o si debbono compiere durante l’indagine previa?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">d/ Come si impongono le misure cautelari?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">e/ Che cosa fare per concludere l’indagine previa?</span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 14pt;">Che cosa può fare la CDF (Congregazione per la Dottrina della Fede) a questo punto?</span></li>
</ol>
<p><span style="font-size: 14pt;">a/ Che cosa sono le misure disciplinari non penali?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">b/ Che cosa è un precetto penale?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">c/ Che cosa sono i rimedi penali, le penitenze e le riprensioni pubbliche?</span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 14pt;">Quali sono le decisioni possibili in un processo penale?</span></li>
<li><span style="font-size: 14pt;">Quali sono le procedure penali possibili?</span></li>
</ol>
<p><span style="font-size: 14pt;">a/ Che cos’è il processo penale extragiudiziale?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">b/ Come si svolge un processo penale extragiudiziale secondo il CIC (Codex Iuris Canonici)?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">c/ Come si conclude un processo penale extragiudiziale secondo il CIC?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">d/ Come si svolge un processo penale extragiudiziale secondo il CCEO (Codex Canonum Ecclesiarum Orientalium)?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">e/ Il decreto penale ricade sotto il segreto di ufficio?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">VII. Che cosa può succedere quando finisce una procedura penale?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">VIII. Che cosa fare in caso di ricorso contro un decreto penale?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">a/ Che cosa prevede il CIC in caso di ricorso contro un decreto penale?</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">b/ Che cosa prevede il CCEO in caso di ricorso contro un decreto penale?</span></p>
<ol>
<li><span style="font-size: 14pt;">C’è qualcosa che bisogna tenere sempre presente?</span></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<ol start="2">
<li><span style="font-size: 14pt;"><strong> I NOVE DETTAGLI PIÙ RILEVANTI</strong></span></li>
</ol>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un primo dettaglio degno di nota è quello di ribadire come vittima di questo reato in oggetto siano tutti i minori di 18 anni e le persone che hanno abitualmente un uso imperfetto della ragione. È dunque abolita ogni differenza fra pedofilia ed efebofilia. Questo reato può comportare nei casi più gravi la dimissione dall’Istituto religioso (come atto confermato dalla CDF) con la conseguente cessazione dei voti e degli obblighi derivanti dalla professione oppure la dimissione dallo stato clericale. Qui è necessario ricordare brevemente che la diagnosi di pedofilia prevede un’interazione sessuale con un infra-tredicenne e la diagnosi di efebofilia una medesima interazione con un/a teenager (13-18 anni).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Un secondo dettaglio – sicuramente più importante – è quello sull’obbligo dell’Autorità Ecclesiastica a prendere in considerazione anche una notitia de delicto vaga e indeterminata proveniente da fonti la cui credibilità può sembrare, ad una prima impressione, dubbia. Quando la notitia de delicto è appresa nel contesto del vincolo strettissimo del sigillo sacramentale bisognerà invitare il penitente a condividere le sue informazioni in un altro contesto, cioè fuori dalla confessione, al fine di essere più operativi per aiutare le presunte vittime. A questo punto viene da chiedersi come convincere il penitente a condividere le sue informazioni in un altro contesto soprattutto quando si rifiuta in modo ostinato. Per risolvere questo problema bisogna fare almeno tre distinzioni preliminari: a) il caso del penitente è una vittima di un abuso sessuale, che si sente in colpa pur essendo vittima e per questa sua colpa sente il bisogno di confessarsi; b) il caso di un sex offender che sente il bisogno di confessarsi; c) il caso di una falsa confessione allo scopo di avere le prove che un sacerdote sa che un minore è in pericolo e non fa nulla. Questo problema potrebbe essere affrontato tenendo ricordando al penitente (vittima, carnefice o testimone) che la natura del sacramento della penitenza è il perdono e questo implica il pentimento con l’impegno a rimediare al danno arrecato (a se o ad altri). L’invito a condividere le informazioni in un altro contesto dovrebbe essere parte integrante dell’effettivo pentimento e quindi anche della volontà a fare qualcosa per la vittima.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">In questo secondo punto del “vademecum” è previsto un pronto intervento. Una volta appurata la verosimiglianza dell’accusa, deve essere applicato quanto indicato al n. 17: “Anche in assenza di un esplicito obbligo normativo, l’autorità ecclesiastica presenti denuncia alle autorità civili competenti ogni qualvolta ritenga che ciò sia indispensabile per tutelare la persona offesa o altri minori dal pericolo di ulteriori atti delittuosi”. È molto importante osservare che anche nel caso di “non luogo a procedere” per mancanza di verosimiglianza dell’accusa, l’Ordinario del luogo dovrà sempre e comunque comunicare la “notitia de delicto” alla CDF. Il pronto intervento implica, oltre a quanto detto, anche avviare una “indagine previa”.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Questo pronto intervento emergenziale dovrà essere rispettato anche in due casi eccezionali: la prescrizione e l’extraterritorialità. Infatti, la “notitia de delicto” potrebbe riferirsi a eventi passati eventualmente già prescritti; oppure potrebbe riferirsi a eventi accaduti fuori dalla propria Diocesi: “l’Ordinario che abbia ricevuto la notitia de delicto deve trasmetterla senza indugio all’Ordinario o al Gerarca del luogo dove sarebbero avvenuti i fatti” (art. 31).</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Come si potrà rilevare, le prime 24-48 ore successive a una notitia de delicto sono estremamente rilevanti in termini di responsabilità per chiunque ma soprattutto per i Vescovi. Sarebbe bene documentare le procedure perché sono previste gravi sanzioni per i ritardi e le omissioni da parte di chiunque. (Continua)</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 14pt;">*Psicologo e psicoterapeuta, perito forense, già docente di psicologia generale e psicologia della personalità all’Università Lumsa-Humanitas di Roma</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/abusi-sessuali-su-minori-nella-chiesa-ii-parte/">Abusi sessuali su minori nella Chiesa (II parte)</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
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