Spettacolarizzare il dolore, soprattutto nel lungo periodo, non paga: è controproducente
3 Marzo 2026La spettacolarizzazione di una tragedia alla quale stiamo assistendo da qualche settimana è inverosimile.
Premetto che ogni errore – che è stato compiuto nel portare alla morte un bimbo – va accertato e punito. Per questo esistono gli Organi competenti e sicuramente non sono giornalisti da quattro soldi e qualche personaggio in cerca di autore.
Sono un medico e so cosa significa fare una valutazione clinica e prendere una decisione: ciò comporta dei rischi di sbagliare e, se si sbaglia, c’è un’assunzione di responsabilità che può portare anche a pagare una pena. Ma spesso anche dire NO è una decisione, che, però, da alcune persone non viene accettata. A tal proposito nella mia carriera ho subito due denunce, entrambi improprie e in entrambi i casi sono stato difeso dal Pubblico Ministero che, per ruolo, doveva essere l’accusatore. Nell’ultimo caso ho contro-denunciato per calunnia, ed in questo caso è stato il medico vittima che ha richiesto un risarcimento di una ingente somma di denaro. Perché ricordiamoci che non solo il cittadino, ma anche il medico può denunciare un cittadino che non rispetta le regole e pretende che il medico, anche esso non le rispetti. Rivendicazioni inesistenti da parte dell’assistito con l’unico scopo di ottenere, nella migliore delle ipotesi, una sorta di atto di comodità, per non altro!
Ritornando nel merito della vicenda attuale, quello che non è ammissibile, è la gogna mediatica contro la Sanità pubblica, che ogni giorno si amplifica sempre di più e ciò che vediamo in tv, sui giornali e su internet, è solamente la punta dell’iceberg, poiché ogni giorno ci sono persone che attaccano i medici nei loro studi, al Pronto Soccorso, fino anche ad arrivare ad episodi di violenza estrema. E quasi sempre la pretesa è dettata da una richiesta impropria, spesso illegale!
Il rapporto medico-paziente dovrebbe fondarsi sulla fiducia reciproca, ma questa fiducia oramai è venuta a mancare per una serie di scelte politiche che si sono accumulate in decine di anni. Norme spesso anche appoggiate dai sindacati, che tutto fanno tranne tutelare i medici e, quindi, questo vale anche per la tutela della salute dei Cittadini.
Le proteste vanno fatte nei confronti dei decisori istituzionali e non certo contro gli operatori; altrimenti, continuando con questo modo di fare, stiamo solo contribuendo alla fine della Sanità pubblica, che porterà in un prossimo futuro ad una famiglia che avendo un bambino con un cuore malato, dovrà sborsare centinaia di migliaia di euro, per poterlo operare.


