Smi, ancora un no alla riforma della medicina territoriale in atto
26 Marzo 2026Lettera aperta su proposta di riforma della Medicina del Territorio – richiesta di immediato ritiro
Alla cortese attenzione
Dott.ssa Marina Berlusconi
Gentile Dott.ssa Berlusconi,
con la presente, nella mia qualità di Medico di Medicina Generale e rappresentante sindacale, sento il dovere di esprimere profonda preoccupazione e netta contrarietà rispetto alla proposta avanzata dal On. Stefano Benigni in materia di riforma della Medicina del territorio. Si tratta di una proposta che, pur presentata con intenti apparentemente innovativi, evidenzia in realtà una preoccupante superficialità di analisi e un evidente pressappochismo tecnico-organizzativo. Chi ha redatto tale documento dimostra di non possedere alcuna conoscenza concreta del funzionamento reale della Medicina Generale, né delle dinamiche assistenziali territoriali, né tantomeno del delicato equilibrio tra bisogni dei cittadini, sostenibilità del sistema e ruolo professionale dei Medici di Famiglia. Fa inoltre specie che un partito come Forza Italia, che ha sempre fondato la propria forza sul consenso popolare, oggi appaia arroccato in posizioni chiaramente impopolari, distanti dalle reali esigenze dei cittadini e dei professionisti sanitari. Una riforma scollegata dalla realtà. La Medicina del territorio non è un laboratorio teorico né un terreno di sperimentazioni improvvisate. È il pilastro del Servizio Sanitario Nazionale. La proposta in oggetto ignora completamente tali elementi, riducendo la Medicina Generale a un modello burocratico e centralizzato.
I rischi concreti per i cittadini sono evidenti:
– peggioramento dell’accesso alle cure
– perdita del rapporto fiduciario medico-paziente
– frammentazione dell’assistenza territoriale
– aumento della pressione su ospedali e pronto soccorso
Ancora più grave è il rischio di fuga dei Medici di Famiglia, con disincentivo per i giovani e abbandono del ruolo. È doveroso dirlo con chiarezza: chi ha elaborato questa proposta non dimostra alcuna nozione valida, né teorica né pratica, della Medicina del territorio.
Per tali motivi si chiede:
- il ritiro immediato della proposta
- l’apertura di un tavolo di confronto con i Medici di Medicina Generale 3. la costruzione condivisa di una riforma basata su evidenze e sostenibilità
La sanità territoriale non può essere oggetto di improvvisazione. Distinti saluti
Dott. Pasquale Persico
Medico di Medicina Generale
Segretario Aziendale SMI Caserta



