Sanità, il Rapporto CREA: la Campania migliora ma resta sotto i livelli ottimali
5 Marzo 2026Nel precedente articolo sul Rapporto Sanità Crea ci eravamo riservati di analizzare le performance regionali con particolare attenzione all’evoluzione del modello sanitario Campano, chiaramente non è facile rendere semplice e schematica tutta la situazione economica e sociale della Regione Campania. L’analisi, che parteda una base dei dati disponibili fine 2024 e 2025 , tiene in considerazione anche , i recenti dati socio economici sanitari , un focus attento su occupazione, PNRR e settori produttivi, fa emergere un modello di performance sanitaria che appare in prima battura confortante.
Infatti anche dallo stesso Rapporto Sanità 2025 (CREA Sanità) si evidenzia per la Campania un contesto in deciso miglioramento, ma con prestazioni ancora inferiori ai livelli ottimali.
inserendosi nel panorama di una “sanità a due velocità” cioè di una sanità con una profonda disuguaglianza nell’accesso alle cure, rispetto alle regione trainanti virtuose del Nord caratterizzate da eccellenze e una regione che spesso è in affanno. Ciò comporta una massiccia mobilità sanitaria degli assistiti alla ricerca di prestazioni sanitarie ritenute più efficienti. Le differenze territoriali nei Lea (Livelli Essenziali di Assistenza) e le inefficienze strutturali creano disparità, con il rischio che l’autonomia differenziata aumenti le distanzecreando trasferimenti di ricchezza tra i sistemi sanitari regionali. Per ovviare a questo aspetto la regioneCampania punta su un imponente piano di edilizia ospedaliera e digitalizzazione per ridurre il gap strutturale, affrontando le sfide di sostenibilità finanziaria ed efficientando e modernizzando il servizio. La Regione continua a lavorare sul piano di rientro e sul rafforzamento dei servizi territoriali per migliorare la qualità dell’assistenza sanitaria.
L’analisi delle performance sanitarie che emerge dal rapporto sanità ha l’obiettivo di contribuire alla valutazione della performance dei servizi sanitari con alcune metodologie di valutazione innovative e tiene conto di alcuni indicatori che sono aggregati in sei modelli:
1) equità di accesso alle cure; 2) esiti di salute; 3) appropriatezza; 4) innovazione; 5) economico-finanziaria; 6) sociale.
Il risultato regionale di performance è la sintesi di questi indicatori e varia fra 0 e 1 ritendendo che sia giàvalido un valore superiore allo 0,40.
Nel dettaglio c’è da dire che l’indice regionale di Performance, in tema di opportunità di tutela socio-sanitaria offerta ai propri cittadini, oscilla da un massimo del 55% del Veneto (tenendo conto che è 100% il livello massimo) ad un minimo del 23% della Calabria. e nel nostro caso la Campania esprime uno 0,26.
Appare evidente che comunque in generale I livelli di Performance regionali risultano, quindi, ancora significativamente distanti dal target ottimale, con una differenza significativa attribuita alle regioni che si posizionano agli estremi rilevati.
E in generale oltre un terzo delle Regioni non raggiunge un livello pari al 40% del massimo ottenibile.
Qualitativamente, nel ranking si identificano quattro gruppi di Regioni: due Regioni, Veneto e P.A. di Trento, raggiungono livelli complessivi di tutela significativamente migliori dalle altre, con un indice di Performance che supera il 50% di quella massima (rispettivamente 55% e 50%).
Nel secondo gruppo troviamo sei Regioni con livelli dell’indice di Performance abbastanza omogenei, compresi tra il 50% ed il 42%: P.A. di Bolzano, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana, Piemonte e Lombardia.
Nel terzo gruppo si attestano Friuli-Venezia Giulia, Sardegna, Valle d’Aosta, Molise, Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, con livelli di Performance compresi nel range 33-41%.
Infine, cinque Regioni, Puglia, Campania, Basilicata, Sicilia e Calabria, si attestano su livelli di Performance inferiori al 33% del massimo raggiungibile.”
Per quanto riguarda la regione Campania andando più nel dettaglio e analizzando singolarmente ogni risultanza possiamo dire che per la performance sanitaria della Campania è in grande crescita e si colloca tra le migliori in termini di incremento percentuale ma i livelli restano ancora un po’ lontani dai valori ottimalicome sopra evidenziato.
Va segnalato che per l’Edilizia e Investimenti la regione fa registrare a livello nazionale il maggior numero di nuovi ospedali in progettazione e realizzazione, con una attenzione maggiore alle nuove tecnologie integrate e strutture modulari.
La digitalizzazione e l’aspetto poi dell’Innovazione risultano molto più spinte che in passato con una crescita dell’ICT dedicati per migliorare l’innovazione dei servizi,
Sul lato economico la Sostenibilità Finanziaria nonostante rappresenti un persistente problema per la regionesempre alla ricerca di fondi da inserire in bilancio, pone l’attenzione sempre di più verso una gestione più attenta della spesa corrente che mira a cercare di contenere la forte incidenza della spesa privata, specialmente per le famiglie meno abbienti.
Sul lato elle professionalità nulla da eccepire per quando riguarda le Risorse Umane con un Forte impatto della spesa sanitaria sui redditi da lavoro dipendente (circa 6,4 miliardi di euro sono destinati al personale
Il lavoro fatto in questi anni deve essere di impulso per portare su ancora i livelli di performance che vengono registrati di anno in anno,
Non mancano come già detto, le professionalità, le strutture sanitarie di eccellenza, e la reperibilità di farmaci, che possono essere da volano per evitare fughe verso altre regioni,. Ma sicuramente una attenzione ai Lea alla gestione concorrenziale delle prestazioni private è la strada giusta per creare un sistema virtuoso. La spinta poi ad una managerialità più attenta alle prestazioni e alla gestione delle liste alla valorizzazione dei P:O. di Eccellenze potrebbe portare la Campania ad essere polo di riferimento per tutto il Sud consolidando ed è il nostro augurio una posizione di vertice tra le Regioni “a Sanita virtuosa”.


