Sanità ed edilizia nel Salernitano: l’emergenza è diventata sistema

Sanità ed edilizia nel Salernitano: l’emergenza è diventata sistema

22 Gennaio 2026 Off Di La Redazione

Nel Salernitano l’emergenza non è più un’eccezione: è diventata sistema.
Ospedali in affanno, pronto soccorso congestionati, medici “gettonisti” chiamati a tappare falle strutturali, infermieri che lasciano il servizio pubblico, medici di base che non ci sono. Un quadro che non può più essere spiegato come un fatto contingente o legato esclusivamente all’ondata influenzale.
Allo stesso modo, nel settore dell’edilizia, a fronte di cantieri numerosi e risorse pubbliche disponibili, si registra una crescente difficoltà a reperire manodopera qualificata e imprese strutturate, capaci di garantire qualità, sicurezza e continuità del lavoro. Apparentemente due mondi lontani. In realtà, la stessa crisi.
La sanità pubblica vive una vera e propria emorragia di personale. In provincia di Salerno mancano centinaia di infermieri, decine di medici di base, interi reparti reggono solo grazie a professionisti a partita IVA pagati a gettone. Un modello emergenziale diventato ordinario, che certifica il fallimento della programmazione. A questo si aggiunge il fenomeno dell’esodo dei medici verso l’estero o verso il settore privato, dove condizioni di lavoro, retribuzioni e percorsi
professionali risultano più attrattivi. È un meccanismo che il settore dell’edilizia conosce da tempo: lavoratori qualificati che lasciano il territorio o cambiano settore perché qui non trovano stabilità, riconoscimento e prospettive. In entrambi i casi, la perdita di competenze non è casuale, ma il risultato diretto di anni di svalutazione del lavoro.
Il danno per il Paese è enorme. L’esodo di professionalità formate con risorse pubbliche si traduce in una perdita secca di valore economico, di produttività e di Pil. Lo Stato investe nella formazione di medici, infermieri, tecnici e operai specializzati, ma i benefici di quell’investimento vengono raccolti altrove. A questo si aggiungono costi indiretti: rallentamento dei servizi, minore qualità delle prestazioni, aumento della spesa emergenziale e perdita di coesione sociale. Un impoverimento strutturale che frena lo sviluppo e scarica il prezzo più alto sulle comunità locali.
Eppure, mai come oggi, sul territorio salernitano stanno arrivando risorse pubbliche straordinarie. Grazie ai finanziamenti del PNRR, nei prossimi anni verranno costruite Case della Comunità, realizzati interventi di ristrutturazione e ampliamento degli ospedali, fino al progetto simbolo della sanità locale: la costruzione del nuovo ospedale “Ruggi d’Aragona”.
Il paradosso è evidente: mentre si progettano e si realizzano nuove strutture sanitarie, manca il personale necessario a renderle operative. Il rischio concreto è che le nuove strutture del PNRR diventino contenitori moderni ma inutilizzabili.
Sanità ed edilizia condividono la stessa radice del problema: la distruzione della fiducia nel lavoro pubblico e regolato.
Ignorarlo significa accettare che l’emergenza diventi il nuovo equilibrio.
Lo dichiara, in una nota, Patrizia Spinelli, segretaria generale FENEALUIL Salerno