Sanità, Cappellacci: Svolta storica, il Fondo a 143 miliardi non è mai stato così alto

Sanità, Cappellacci: Svolta storica, il Fondo a 143 miliardi non è mai stato così alto

26 Dicembre 2025 Off Di La Redazione

Una manovra costruita dentro “vincoli molto rigidi”, ma che segna comunque una discontinuità netta, soprattutto per la sanità. Ugo Cappellacci, presidente della XII Commissione Affari sociali della Camera, rivendica i risultati della legge di Bilancio in dirittura d’arrivo e parla senza esitazioni di una “svolta storica” per il Servizio sanitario nazionale. “Il Fondo sanitario nazionale ha raggiunto il record di 143 miliardi, con un incremento di quasi 7 miliardi e mezzo rispetto all’anno scorso: una cifra mai vista”, sottolinea Cappellacci, ricordando che sono già previsti ulteriori aumenti per il 2026 e il 2027. Non solo quantità, ma qualità della spesa: risorse indirizzate al personale, alla revisione dei Lea e all’aggiornamento delle tariffe delle prestazioni. “I sanitari sono l’ossatura del sistema e intervenire su di loro è determinante”, rimarca.

Il punto di partenza, spiega, è un contesto complesso: “La legge di bilancio si muove in un perimetro di difficoltà causate dalla gestione degli anni precedenti, che ha reso i vincoli molto stringenti”. Da un lato il deficit accumulato, che ha portato l’Italia in area di infrazione europea, dall’altro il peso del Superbonus, che grava sui conti dello Stato per circa 40 miliardi di euro solo nel 2025. “Tutto questo ha ridotto fortemente la possibilità di fare una politica pienamente espansiva”, chiarisce. Nonostante ciò, per Cappellacci il risultato è positivo. La scelta strategica del governo è stata quella di concentrare le risorse su lavoro, famiglia e sanità. Sul fronte fiscale, l’intervento sul cuneo e sulle aliquote Irpef ha rafforzato il ceto medio. “Si è parlato ironicamente di una manovra per ricchi, ma stiamo parlando di redditi intorno ai 2.500 euro al mese: famiglie con figli e mutui, che difficilmente possono essere definite tali”, osserva. Ampio spazio anche alle politiche per la natalità e l’occupazione femminile, considerate decisive in un Paese che registra un tasso di fecondità vicino a 1,2 figli per donna e un minimo storico di nascite che non si vedeva dal 1860. Accanto a questo, misure a sostegno del sistema produttivo, con crediti d’imposta e superammortamenti, in particolare per il Mezzogiorno.

Guardando al 2026, la priorità sarà trasformare gli stanziamenti in servizi reali. “Il compito della politica è evitare che le risorse restino sulla carta e assicurare un miglioramento concreto nell’accesso alle cure e nella qualità dell’assistenza”, afferma. In questa direzione si inseriscono due provvedimenti chiave attesi a gennaio. Il primo è il disegno di legge sulle prestazioni sanitarie promosso dal ministro Orazio Schillaci, che interviene in modo strutturale sulla domanda di salute e sul contrasto alle liste d’attesa. “Il decreto cambia paradigma perché dà al governo centrale un cruscotto di comando, consentendo interventi mirati e, se necessario, anche forme di commissariamento”, spiega il presidente della Commissione. Il secondo è il ddl delega sulla revisione delle professioni sanitarie, che arriva al termine di un’indagine conoscitiva svolta dalla Commissione Affari sociali. Il testo è già stato assegnato alla Camera e l’iter partirà con le audizioni nelle prossime settimane. “L’obiettivo è procedere rapidamente”, assicura Cappellacci. Nel frattempo, il presidente della Commissione si prepara anche all’uscita di un nuovo libro, La Rivoluzione gentile, che nasce da una riflessione sull’etica della classe dirigente. “La gentilezza non è debolezza, la competenza è indispensabile e il coraggio serve per decidere guardando alle prossime generazioni, non alle prossime elezioni”, conclude, richiamando la celebre distinzione degasperiana tra politico e statista.