Poliambulatori Specialistici , Uil Fp: no allo smantellamento

Poliambulatori Specialistici , Uil Fp: no allo smantellamento

8 Aprile 2026 Off Di La Redazione

Con le recenti “Manifestazioni d’interesse” per le Case di Comunità, destinate ai lavoratori del Comparto (infermieri, OSS, assistenti sociali, amministrativi) attualmente in servizio presso i Poliambulatori specialistici, l’ASL Salerno ha reso palesi le sue reali intenzioni nei riguardi del destino di queste ultime Strutture, cioè dei presidi sanitari in cui, quotidianamente, vengono erogate migliaia di prestazioni specialistiche (visite e diagnostica strumentale) a favore dei cittadini che per scelta o per necessità decidono di utilizzare il SSN per curarsi.

Il disegno emerge chiaramente scorrendo il testo e le tabelle contenute negli Avvisi pubblicati nell’Albo pretorio aziendale del 16 e del 24 marzo u.s.: ridimensionamento degli esistenti Poliambulatori specialistici , e trasferimento coatto di una parte o della totalità degli ambulatori , del personale e, ovviamente degli stessi medici specialisti, nelle “nuove” strutture, costruite o più spesso ristrutturate, con i fondi del PNRR. Questo senza considerare che finalità, modalità organizzative ed erogative, delle due istituzioni, Case di Comunità e Poliambulatori, sono differenti (anche se, auspicabilmente, integrabili in rete).

In sostanza, non avendo i mezzi, il tempo o semplicemente la volontà di assumere il personale medico, ad hoc incaricato, e quello infermieristico, specificamente formato, necessario ad assicurare il funzionamento delle Case di Comunità (strutture per l’assistenza primaria di prossimità, caratterizzate dall’ accesso semplice, diretto e gratuito di persone con problematiche sanitarie di entità verosimilmente di intensità medio-bassa, controlli sanitari in patologie croniche e/o in pazienti fragili, ecc., con l’intento, certamente condivisibile, di ridurre gli accessi impropri ai Pronto Soccorso ospedalieri) si è scelto la comoda, e sicuramente più economica, scorciatoia di impiegare quello che negli attuali Poliambulatori provvede ai bisogni sanitari di una moltitudine di utenti che, invece, accedono con un ordinato sistema di prenotazione, secondo una scala di priorità indicata dal medico curante, dietro il pagamento di un ticket o in regime di esenzione, per eseguire screening, prime diagnosi, follow-up, o per eseguire prestazioni di diagnostica strumentale. L’obiettivo primario dei Poliambulatori è attualmente la riduzione delle liste d’attesa per le prestazioni sanitarie specialistiche. 

La speranza dei gestori della Sanità pubblica, che rischia di trasformarsi in una pericolosa illusione, è che, trovandosi gli ambulatori del Poliambulatorio, fisicamente vicini a quelli dei MMG, il flusso predeterminato delle prestazioni specialistiche, spesso prenotate mesi prima ed eseguite con tempistiche ben definite, possa essere all’occorrenza interrotto e sconvolto per fornire consulenze specialistiche estemporanee.

Deve essere ben chiaro che gli Specialisti ambulatoriali convenzionati, ai sensi della normativa contrattuale, ed anche del buon senso, continueranno a svolgere la propria tradizionale attività, nella sede indicata dalla lettera d’incarico e/o dall’avviso di pubblicazione, od eventualmente, nel caso di chiusura totale e formalmente deliberata del Poliambulatorio, in un’altra sede indicata dall’Azienda. Nel caso invece di trasferimento parziale di alcuni ambulatori, lo spostamento dei relativi medici specialisti potrebbe essere ottenuto solo con l’attivazione della mobilità intraziendale, regolata da precise norme degli accordi convenzionali, nazionali (art.30 ACN) e regionali (art.2 AIR). Altrimenti la presenza dello specialista nella “nuova” sede avrebbe tutte le caratteristiche e gli effetti, anche economici, dell’attività esterna (art. 32 dell’ACN).

Quindi nessun automatismo!

Anche nella eventuale “nuova” sede gli specialisti trasferiti continuerebbero comunque ad eseguire le prestazioni cliniche e strumentali di propria pertinenza, secondo l’ordine previsto dalle agende di prenotazione e la tempistica messa a punto in collaborazione con i responsabili di branca, nel rispetto del fascicolo sanitario elettronico, peraltro rigidamente e periodicamente controllato dagli organi preposti, a partire dai NAS.

 La possibilità di eseguire consulti non programmati con altre figure mediche (MMG o specialisti di altre branche) nel corso della stessa seduta ambulatoriale, appare pertanto più teorica che reale, in sostanza un’operazione di facciata, considerando la saturazione delle agende di prenotazione e la lunghezza delle liste d’attesa. Gli specialisti ambulatoriali rifiutano la logica dell’overbooking camuffato e delle prestazioni aggiuntive non preventivamente concordate con le rappresentanze sindacali.

 L’unica seria ed efficace soluzione al bisogno di supporto specialistico nelle Case di Comunità è la creazione delle equipe multiprofessionali, previste del resto dalla normativa istitutiva delle nuove forme di assistenza territoriale, che comporta, per quanto riguarda la componente specialistica, la pubblicazione di nuovi turni per incarichi ad hoc.

Questa O.S. esprime la propria netta contrarietà alla via che sembra invece essere stata intrapresa dalla dirigenza dell’ASL, cioè la trasformazione degli attuali poliambulatori specialistici, svuotati e depauperati dell’indispensabile personale di supporto, in comodi ed economici tappabuchi, sottolineando che le ripercussioni più gravi di tale scelta , oltre che sulle condizioni di lavoro già difficili di tutti gli operatori, si manifesterebbero nell’ulteriore allungamento delle liste d’attesa per le prestazioni specialistiche, che rimane il principale motivo di preoccupazione e lagnanza dei cittadini nei confronti del SSN,

Una responsabilità che ricadrebbe unicamente sulle scelte inappropriate di chi le ha ideate ed attuate.

(Coordinamento Medici Uil Fp Salerno)