Padre Nogaro
7 Gennaio 2026Solo con il nome si può iniziare questa riflessione, un nome che ha attraversato, per decenni, non solo finché è stato Vescovo, ma anche dopo, la storia, la vita, le difficoltà e, perché no, il possibile risveglio del nostro territorio. Ma questo termine, territorio, non è corretto, Lui si rivolgeva a tutti noi come ad una comunità. Ha fatto tanto per noi, diranno tutti, ma non basta riconoscerlo, per comunicare a tutti quanto lui avrebbe voluto “dare”, ancora!. Accoglienza, disponibilità, ascolto, generosità, condivisione…. di problemi, progetti, ma, tanto, di idee! Il suo sguardo attento, riflessivo, critico, di indirizzo a fare di più, per tutti! Un incoraggiamento che andava oltre le parole. Ma non bastano queste parole per dire chi era Nogaro, il suo sguardo attento, il suo sorriso incoraggiante, addolcito con le caramelle, sì, le caramelle che a tutti donava. Nogaro, un intellettuale di prestigio come pochi, un critico attento, un Uomo coraggioso, che ha dato al nostro territorio una spinta incomparabile, nella speranza di trasformarla in comunità. L’input per guardare oltre, oltre i tanti, atavici problemi che zavorrarrano le nostre terre, le istituzioni, i soggetti, le azioni. L’auspicio di chi lo conosceva era quello di poter tradurre concretamente il suo instancabile impegno per dare “anche” ai più giovani l’opportunità di ascoltarlo, di guardare il suo sguardo attento e profondo, per respirare l’incoraggiamento ad andare oltre le difficoltà, a difendersi, a lottare per un mondo migliore. La Canonica, dove ha vissuto gli ultimi anni della sua vita, si era trasformata non solo in un luogo di incontro per intellettuali, di grande prestigio, come Massimo Cacciari, a lui profondamente legato, ma, anche e soprattutto, un luogo di accoglienza, unico! Quella semplicità che consentiva a tutti di entrare, vedersi riconosciuto, accolti con generosità. Ora sentirà, senza dubbio, il calore di quelle lacrime di tanti, tantissimi poveri, senza tetto, viandanti della vita che, ogni giorno chiedevano a lui non solo aiuto materiale, ma affetto, rispetto e sorrisi. Gli stessi sorrisi attenti per chi, come me, tante volte, si è vista accogliere per una conferenza, un dibattito, la presentazione di un libro. Assaporero’ le caramelle che mi ha donato in questi giorni, sicura che la loro dolcezza conserva l’intelligenza che il suo sguardo attento esprimeva.



