Ospedale di Castellammare, due interventi salvavita

Ospedale di Castellammare, due interventi salvavita

2 Agosto 2020 2 Di Gaetano Milone

Esistono episodi che riconciliano con l’assistenza sanitaria regionale e ridanno fiducia ai cittadini troppo spessi costretti a confrontarsi con episodi di malasanità.

 

Due ricoveri d’urgenza all’ospedale San Leonardo di Castellammare, due infarti acuti del miocardio da stabilizzare ed inviare al Centro di Cardiologia più vicino attraverso la centrale operativa del 118. Il tutto nel più breve tempo possibile per due immediati e professionali intervento salvavita.

 La prima diagnosi, quella che individua immediatamente la gravità della situazione malgrado sintomi fuorvianti da parte del primo dei ricoverati (riferisce di dolori al torace dovuti forse all’uso continuo del ventilatore) viene certificata senza alcun dubbio dalla dottoressa Grazia Infuso, del Pronto Soccorso del San Leonardo che trasferisce immediatamente in cardiologia il ricoverato che viene sottoposto ad elettrocardiogramma dal dott.  Salvatore Mennella e stabilizzato per il trasferimento d’urgenza all’ospedale Del Mare di Napoli.

 Segue la stessa trafila, il secondo infartuato, ricoverato pochi minuti dopo e trasferito con la stessa tempestività e professionalità al nuovo, prestigioso ospedale di Ponticelli.

Entrambi, poco più che quarantenne il primo, e, di una decina d’anni più giovane il secondo, vengono sottoposti ad intervento chirurgico con inserimento di uno stent coronarico per ripristinare il flusso sanguigno in un vaso occluso.

 Ad eseguire gli interventi, le dottoresse Chiara De Biase e Carmen De Angelis coadiuvate dagli infermieri Sebastiano Liccardo e Vincenzo Maresca.

Subito dopo il risveglio, il trasferimento nell’Utic (terapia intensiva cardiaca) ed affidati alle cure del gruppo infermieri, Antonio D’Amora, Alessio Esposito, Giuseppe Sorrentino, Stefania Di Finizio.

 Una giornata di ordinaria amministrazione per i sanitari del San Leonardo di Castellammare di Stabia e quelli dell’Ospedale del Mare di Napoli. Appartenenti ad Asl diverse, la Na 3 Sud il primo, l’Asl Na 1 il secondo ma uniti da una perfetta organizzazione territoriale.

 Un binomio d’eccezione, fatto di preparazione, serietà professionale, spirito di sacrificio, in questo periodo di allarme sanitario continuo dovuto alla presenza del Covid 19, fra i due ospedali.

 Entrambi di frontiera, il primo troppo spesso tirato in ballo per episodi di organizzazione interna del personale legati a vecchie gestioni, il secondo, fiore all’occhiello della Sanità Campana, celebrato, tra gli altri, dagli stessi americani della Nato di Napoli, come esempio di funzionalità e pluralità di branche mediche, in prima linea nella lotta al Coronavirus.