“Nessuno tocchi Caino! Chi lo farà sarà punito sette volte”
9 Febbraio 2026Cosa c’è di particolare in Visible Human Project se non il navigare in un mondo di immagini alla scoperta di un corpo, la rivelazione di una diversa intimità da scoprire, di un locus dell’anima, la traccia della sua presenza, il tentativo di comprendere, fibra dopo fibra, la reale natura, il fine della vita e della morte legandolo, senza orpelli, all’ evidenza scientifica. Scienza e fede sono un eterno dilemma! Su milioni di cavi e antenne viaggiano le immagini di un corpo smembrato, lontano dall’ordito originale, sotterraneo e delegittimato della propria morte. Tra ricerca o semplice curiosità, la sterminata platea dei cybernaviganti approda in un orizzonte di cristalli liquidi ruotando all’infinito immagini tridimensionali, un susseguirsi di sezioni anatomiche estenuanti del cadavere di J.P.J. condannato a morte e giustiziato per i reati commessi.
La scienza sale sempre in cattedra. Disegna un puzzle minuto e scheggiato la cui traccia si smarrisce nel fumo denso dei tanti interrogativi su di un anatomismo esasperato e senza anima.
Quanto diverso i tempi, dal mio tempo quando studente chiudevo le tante rappresentazioni dell’Atlante di Anatomia Umana preservando, nel chiuderlo con un semplice gesto, quasi un rituale, il senso intimo della morte, la consapevolezza del silenzio, la sensazione di aver toccato e animato nella mia mente qualcosa di reale e inaccettabile. Consapevole che tutto, gelosamente custodito, sarebbe ritornato, in un giorno o notte qualsiasi a ricordarmi il mistero , la certezza della morte, la speranza dell’immortalità e della consolazione.
Forse al termine di questo viaggio nei confini della materia, ricomponendo idealmente le res derelictae come storia di un abbandono imposto, di una sottrazione a esercitare il diritto al proprio corpo, all’intimo del corpo, alle sue parti, resta urgente l’interrogativo sulla liceità di un uso multimediale, generalizzato e accessibile della vita e della morte di un uomo.



