Monaldi, pazienti operati e riconoscenti: giù le mani da Oppido, stop al linciaggio mediatico

Monaldi, pazienti operati e riconoscenti: giù le mani da Oppido, stop al linciaggio mediatico

15 Marzo 2026 Off Di La Redazione

“Il cardiochirurgo oggi coperto di fango e di vergogna a noi e ai nostri figli ha salvato la vita”.

Si chiamano Gaia, Gabriele, Michele, Karol e Gioia e hanno tutti una cosa in comune, sono stati operati e salvati dal cardiochirurgo Guido Oppido.i

Le loro foto, anche in braccio a quel medico, oggi sono state esposte davanti all’ospedale Monaldi di Napoli dai loro genitori che, ancora una volta, esprimono solidarietà al primario coinvolto con altri sei colleghi nella triste vicenda di Domenico Caliendo, il bimbo di due anni e quattro mesi morto lo scorso 21 febbraio dopo un trapianto di cuore fallito eseguito il 23 dicembre 2025.

Stamattina, un centinaio di papà e mamme con i loro bambini, preoccupati per il futuro dei loro figli, alcuni indossando una maglietta bianca con un cuore rosso, hanno voluto essere presenti a questo sit- in anche per chiedere che venga messa fine alla gogna mediatica.

“Anche noi chiediamo verità per Domenico – spiega Cinzia all’ANSA – ma il professore Oppido ha ridato la luce e la speranza alle nostre vite: la giustizia abbia il suo corso ma nelle sedi opportune”. Cinzia è madre di una bimba di 11 anni diventata una paziente di Oppido a Bologna: “mia figlia ha subito 14 interventi, tra cuore e cervello. Oppido l’ha operata la prima volta nel 2015, al Sant’Orsola di Bologna, dove mi recai perché in altri ospedali non mi venne data alcuna speranza. Quando poi si è trasferito a Napoli l’abbiamo seguito e nel 2018 ha impiantato un pacemaker alla mia bambina”.

Cinzia e gli altri genitori ricordano a tutti che “chi ha intrapreso questa guerra mediatica dimentica che ci sono altri bambini che hanno bisogno di essere curati e questo è in particolare che non può essere trascurato”. Davanti al Monaldi, sotto le foto di alcuni dei bimbi sottoposti a intervento dal cardiochirurgo, campeggia uno striscione: “Oppido non si tocca”.