Meningite, Sip: Vaccini arma più efficace

Meningite, Sip: Vaccini arma più efficace

22 Marzo 2026 Off Di La Redazione

Il focolaio registrato nel Regno Unito rappresenta un monito chiaro: contro la meningite “il vaccino è la più importante arma che abbiamo”. A sottolinearlo è il presidente della Società Italiana di Pediatria, Rino Agostiniani, che invita a rafforzare la prevenzione soprattutto tra bambini e adolescenti, le fasce più esposte al rischio. La meningite meningococcica, spiegano i pediatri, è un’infezione batterica invasiva che può evolvere molto rapidamente, anche nel giro di poche ore. I sintomi iniziali – febbre, malessere generale – sono spesso aspecifici, ma la malattia può aggravarsi fino a provocare sepsi, danni neurologici permanenti o morte.

La meningite è un’infiammazione delle meningi, le membrane che avvolgono cervello e midollo spinale. Nella maggior parte dei casi è di origine infettiva e può essere causata da virus, batteri o funghi. Le forme virali sono più frequenti e generalmente meno gravi; quelle batteriche, invece, sono più rare ma decisamente più pericolose. Tra queste, la malattia meningococcica invasiva – causata dal batterio Neisseria meningitidis – è una delle più temibili. Può manifestarsi come meningite o sepsi e, secondo l’Istituto Superiore di Sanità, nel 10-20% dei casi può avere un decorso fulminante, portando al decesso anche in poche ore nonostante una terapia adeguata. “I soggetti più a rischio sono i bambini nel primo anno di vita e gli adolescenti”, evidenzia Agostiniani. I primi per l’immaturità del sistema immunitario, i secondi per le maggiori occasioni di contatto e trasmissione legate alla vita sociale. Non a caso, il recente focolaio britannico ha coinvolto soprattutto studenti, confermando la vulnerabilità di questa fascia di età.

L’infezione si trasmette da persona a persona attraverso le secrezioni respiratorie, con contatti stretti e prolungati. Il periodo di incubazione è in media di 3-4 giorni, ma può variare da 2 a 10. Un elemento spesso poco noto è che il contagio avviene soprattutto tramite portatori sani del batterio, che non sviluppano la malattia. Inoltre, la meningite meningococcica è meno contagiosa rispetto ad altre infezioni respiratorie: tende infatti a generare focolai circoscritti, in contesti come scuole, università o luoghi affollati, più che una diffusione generalizzata nella comunità. La prevenzione si basa su due pilastri: vaccinazione e profilassi antibiotica. I vaccini contro il meningococco rappresentano la principale difesa e sono raccomandati fin dai primi mesi di vita. In Italia, la vaccinazione contro il meningococco B è offerta gratuitamente nel primo anno, con somministrazione in più dosi. Per gli adolescenti, però, l’offerta varia da Regione a Regione, creando disuguaglianze nell’accesso, più volte segnalate dalla comunità pediatrica. “È importante verificare e completare il proprio percorso vaccinale: la prevenzione non si esaurisce nei primi anni di vita, ma deve accompagnare tutto il percorso di crescita”, ribadisce la Sip. In caso di esposizione, è fondamentale intervenire rapidamente anche sui contatti stretti con una profilassi antibiotica: un singolo ciclo è in grado di prevenire il contagio in circa il 90% dei casi.

Il caso britannico riporta infine al centro il tema della disinformazione. Mettere in dubbio efficacia e sicurezza dei vaccini, avverte la Sip, significa aumentare concretamente il rischio di diffusione di malattie gravi ma prevenibili. Per questo, concludono i pediatri, è essenziale affidarsi a fonti scientifiche autorevoli e rafforzare una comunicazione chiara e basata sulle evidenze, per evitare cali nelle coperture vaccinali e nuove “sacche di suscettibilità” nella popolazione.