Manovra 2026, oltre 6 miliardi in più in sanità e nuove assunzioni nel Ssn
1 Gennaio 2026La legge di Bilancio 2026 è definitivamente legge. Con il via libera finale della Camera – 216 voti favorevoli, 126 contrari e 3 astenuti – il Parlamento ha approvato una manovra che, sul fronte sanitario, mette in campo un incremento significativo delle risorse e una serie di misure strutturali destinate a incidere sull’organizzazione del Servizio sanitario nazionale. Il Fondo sanitario nazionale viene rafforzato con un aumento di 2,38 miliardi di euro nel 2026, che si somma alle risorse già programmate, portando il finanziamento complessivo a 142,9 miliardi di euro, oltre 6,3 miliardi in più rispetto al 2025. Gli incrementi proseguiranno anche negli anni successivi: +2,63 miliardi nel 2027 e +2,63 miliardi annui dal 2028.
Uno dei capitoli più rilevanti riguarda il personale sanitario. Per ridurre le liste d’attesa viene autorizzata l’assunzione a tempo indeterminato, anche in deroga ai vincoli di spesa, con un tetto di 450 milioni di euro annui a partire dal 2026. La norma consente inoltre di completare le procedure di stabilizzazione del personale reclutato durante l’emergenza pandemica. Sono previsti aumenti delle indennità di specificità per la dirigenza sanitaria, per i medici, gli infermieri e gli operatori sociosanitari, oltre a misure dedicate ai professionisti dei pronto soccorso, per i quali le Regioni potranno incrementare il trattamento accessorio. Interventi rilevanti anche sul fronte della spesa farmaceutica. Dal 2026 il tetto per gli acquisti diretti aumenta dello 0,30%, mentre quello della farmaceutica convenzionata cresce dello 0,05%. Resta invariata la quota per i gas medicinali. Contestualmente, il Fondo per i farmaci innovativi viene ridotto di 140 milioni di euro annui, scelta che ha già sollevato perplessità tra operatori e addetti ai lavori.
Cambia anche il quadro per i dispositivi medici: viene fissato un nuovo limite nazionale di spesa pari al 4,6% del Fondo sanitario, con uno stanziamento aggiuntivo di 280 milioni di euro, riconoscendo l’aumento dei costi legato all’innovazione tecnologica. Sul versante tariffario, la Manovra stanzia 100 milioni di euro per l’avvio dell’adeguamento delle tariffe ambulatoriali, che si aggiungono al miliardo già previsto dal 2026 per la revisione delle tariffe di ricovero e riabilitazione.
Ampio spazio è dedicato a prevenzione e medicina di precisione: dal 2026 saranno disponibili 238 milioni di euro annui per screening oncologici, test genomici, screening neonatali, prevenzione dell’obesità e delle patologie croniche, oltre all’acquisto dei vaccini del calendario nazionale. Per il solo 2026 queste risorse sono incrementate di ulteriori 247 milioni di euro. Diventa infine strutturale la farmacia dei servizi dopo 16 anni di sperimentazione: le farmacie pubbliche e private convenzionate entrano stabilmente nel Ssn come presidio di sanità di prossimità, con 50 milioni di euro annui vincolati a partire dal 2026. Una trasformazione che ridefinisce il ruolo delle farmacie nell’assistenza territoriale, in sinergia con medici di famiglia e pediatri.


