Lotta tra la vita e la morte il piccolo trapiantato con un cuore inidoneo
15 Febbraio 2026In merito a quanto riportato dall’Agenzia ANSA nel corso della mattina di ieri (sabato 14 febbraio 2026) l’Azienda Ospedaliera dei Colli smentisce di aver reso dichiarazioni circa le condizioni cliniche del piccolo paziente trapiantato il 23/12/2025.
Questa la secca smentita dell’Azienda dei Colli con la quale viene interrotto un silenzio di piombo su di una vicenda delicatissima su più fronti.
Innanzitutto per il piccolo che, avendo ricevuto un organo compromesso, adesso rischia la vita. Poi la famiglia del piccolo, frastornata dall’assalto dei media, che affida alla mamma il compito di tenere i rapporti con la stampa. Composta, la donna continua a battere sullo stesso tasto: salvate mio figlio. Inutili per lei solidarietà, a volte di maniera, e tentativi di portare conforto.
Quando il dolore è troppo forte, come insegna la Bibbia commentando l’episodio sulla strage degli innocenti, opportunità e sensibilità suggerirebbero il silenzio: “Rachele piange i suoi figli, e non vuole essere consolata, perché non sono più”.
Ed invece c’è un “frinire di cicale” che, pur non avendo titoli, dietro l’apparente obiettivo di rendere giustizia alla sfortunatissima famiglia e al piccolo, finisce solo per aumentare la confusione, magari insinuando che una delle gemme della sanità campana non aveva le carte in regola per realizzare quella tipologia di intervento; oppure facendo riferimento ad una organizzazione carente; o, ancora, ad una specializzazione di uomini e mezzi non proprio all’altezza.
Ci sforza si di trasformare in giallo quello che giallo non è, perché da subito è apparso chiaro che l’episodio era addebitabile ad errore umano che, per quanti sforzi si facciano, anche in medicina, non è del tutto eliminabile. Dietro la facciata, si intravvede, invece, un misero tentativo di consumare rese di conti e “vendette professionali” covate per anni.
Purtroppo è vero: una foresta che cresce fa meno rumore di un albero abbattuto. Quei professionisti del Monaldi, oggi nella polvere, sono gli stessi che, nel tempo, hanno portato avanti con successo oltre tremila interventi. Ora hanno sbagliato? che paghino! Saranno i giudici a stabilirlo ma ulteriori crocifissioni e clamori, questo no. Si sta distruggendo così l’immagine dell’unico riferimento di cardiochirurgia pediatrica dell’intero Meridione. A vantaggio di chi?



