Liste d’attesa, ecco le prestazioni più critiche nei dati 2025

Liste d’attesa, ecco le prestazioni più critiche nei dati 2025

17 Febbraio 2026 Off Di La Redazione

Colonscopie, prime visite cardiologiche e dermatologiche figurano tra le prestazioni con le maggiori percentuali di ritardo grave secondo i primi dati 2025 della Piattaforma nazionale liste d’attesa. È quanto riportato da Il Sole 24 Ore, che anticipa i risultati del sistema di monitoraggio introdotto dal Ministero della Salute.

L’analisi prende in esame otto prestazioni considerate rappresentative: quattro esami diagnostici – colonscopia totale, ecocolordoppler dei tronchi sovraortici, gastroscopia, Tac del torace – e quattro prime visite specialistiche – cardiologica, dermatologica, oculistica e ortopedica.

Elemento centrale del nuovo sistema è l’indicatore di “alert”, che non si limita a registrare il superamento dei tempi massimi previsti per le diverse classi di priorità (urgente, breve, differibile, programmabile), ma misura anche la gravità del ritardo in relazione ai giorni di attesa effettivi e alla priorità indicata in prescrizione.

Tra i casi citati nell’articolo, il Policlinico di Bari registra l’85% di “alert” per la colonscopia totale e per la prima visita cardiologica. In Abruzzo il 68% delle colonscopie risulta in grave ritardo. In Puglia si segnalano percentuali elevate per l’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici (57%) e per le prime visite cardiologiche e oculistiche (52%).

Secondo quanto riportato dal quotidiano, i dati evidenziano una concentrazione delle criticità nelle Regioni del Mezzogiorno, mentre in alcune realtà del Nord – come il Veneto – le percentuali di “alert” risultano comprese tra l’1% e il 4% per diverse prestazioni. Anche la Provincia autonoma di Trento e l’Umbria presentano livelli più contenuti.

L’articolo sottolinea inoltre che in alcune strutture i tempi medi superano in modo significativo i limiti previsti, in particolare per le prestazioni con priorità “breve” e per quelle programmate. La piattaforma, alimentata dai flussi dei Cup regionali, consente per la prima volta una valutazione strutturata e comparabile dei ritardi per singola prestazione e singola struttura.

Il sistema di monitoraggio permette anche di osservare la distribuzione delle prestazioni tra attività istituzionale e intramoenia, elemento richiamato dal Ministero come utile per individuare eventuali anomalie organizzative. L’obiettivo dichiarato è disporre di uno strumento di analisi in grado di orientare interventi correttivi mirati a livello regionale e aziendale, superando la precedente frammentazione informativa.

I dati 2025 rappresentano una prima fotografia del funzionamento della piattaforma e introducono un indicatore di gravità che integra la tradizionale rilevazione dello sforamento dei tempi massimi, offrendo un quadro più dettagliato delle criticità nelle diverse aree del Paese.