La voce dei trapiantati al centro della 13ª edizione de “L’Epatologia nel 3° Millennio”
29 Novembre 2025
Anche quest’anno, in occasione della 13ª edizione della prestigiosa kermesse partenopea “L’Epatologia nel 3° Millennio”, svoltasi il 27 e 28 novembre 2025 nella splendida cornice di Palazzo San Teodoro a Napoli e sapientemente organizzata dall’amico dott. Ernesto Claar dell’Ospedale Evangelico Villa Betania, nonché responsabile scientifico dell’evento, il nostro presidente dott. Franco Martino ha vissuto due intense giornate di vera full immersion dedicate al tema “Paradigma delle cronicità”. Si tratta di un appuntamento nazionale al quale la sezione casertana dell’AITF, puntualmente invitata, non ha mai voluto far mancare la propria presenza. L’evento ha rappresentato un importante momento di incontro e confronto tra grandi professionisti della sanità, educatori e policy makers provenienti da tutta Italia, con l’obiettivo di condividere conoscenze, esperienze e nuove strategie per la prevenzione e la cura delle malattie del fegato, oltre che per approfondire le più recenti novità in ambito trapiantologico.

«Particolarmente interessante, quest’anno, – osserva Martino – è stata anche la sessione dedicata alla figura dell’infermiere come snodo strategico nella rete epatologica e trapiantologica. Una presenza tutt’altro che marginale, poiché spesso rappresenta il primo contatto relazionale con il paziente, dando avvio a un percorso di prossimità che si trasforma in competenza e, con il tempo, in vera e propria cura. È il caso dell’infermiere incaricato del coordinamento del follow-up, che monitora l’aderenza terapeutica, individua precocemente eventuali complicanze e, non ultimo, gestisce la comunicazione tra paziente, medico e servizi. Una funzione direttiva a tutti gli effetti, quella del cosiddetto case manager, che purtroppo ancora oggi incontra resistenze nel ricevere il giusto riconoscimento da parte di alcune direzioni strategiche ospedaliere». «L’evento annuale – conclude un entusiasta presidente Martino – oltre all’opportunità personale di poter approfondire ulteriormente la materia scientifica, rappresenta sempre un’occasione appetibile e preziosa per far sentire forte e chiara la voce dei trapiantati anche in consessi così prestigiosi.



