La rivoluzione del microbiota che sta cambiando la medicina

La rivoluzione del microbiota che sta cambiando la medicina

11 Gennaio 2026 Off Di Prof. Giovanni Ponti

Nuove scoperte aprono a terapie impensate per patologie ad oggi di difficile cura.

 

In questo giornale ci sia già occupati di divulgare le novità circa il trapianto di microbiota presso l’Università di Bologna e le nuove evidenze scientifiche emerse dagli studi sul microbiota degli ultracentenari (Sireneo ottobre 2025). Negli ultimi anni si susseguono scoperte sorprendenti in questo ambito e alcune stanno già rivoluzionando la medicina moderna.

Negli anni ’90 con il termine flora batterica intestinale si indicava la popolazione microbica intestinale, che poi si è scoperto essere un complesso insieme, non solo di batteri, ma anche miceti, virus e protozoi, che vivono in simbiosi nel nostro intestino, svolgendo funzioni cruciali per la digestione del cibo che ingeriamo, la difesa dagli agenti patogeni che ingeriamo con gli alimenti, la nostra competenza immunitaria e la patogenesi di svariate patologie ad oggi difficilmente curabili.

Siccome la maggior parte dei microrganismi intestinali vivono in assenza di ossigeno (anaerobi) non è mai risultato possibile analizzare qualitativamente tali microrganismi in laboratorio mediante le colture in piastra, ma con l’avvento delle moderne tecniche di microbiologia molecolare (analisi del DNA e del microbioma, cioè il patrimonio genomico del microbiota) è possibile ottenere delle mappe diagnostiche individuali che ci informano sulla quantità, qualità e proporzioni delle differenti specie di microrganismi. Questi studi hanno consentito di evidenziare che è essenzialmente la madre, attraverso il parto naturale e l’allattamento, a fornire il primo nucleo del microbiota intestinale (native core microbiote), che poi si modifica fino all’età di 3-4 anni,perfezionandosi definitivamente e adattandosi all’ambiente esterno, al tipo di alimentazione e, addirittura, alle condizioni psico-fisiche sperimentate dall’infanzia alla pre-adolescenza. L’utilizzo di antibiotici in dosi sub-ottimali nei primissimi anni di vita si associa ad una selezione del microbiota che favorisce maggiore assorbimento dei nutrienti e obesità in età adulta. Oltre all’infanzia, anche la senilità è un periodo della vita in cui si assiste ad una modifica del microbiota, con riduzione qualitativa e quantitativa delle specie presenti, a causa delle difficoltà di masticazione, alimentazione, etc.

Le scoperte scientifiche più sorprendenti hanno riguardato la relazione tra qualità del microbiota e alcune patologie (obesità, diabete di tipo I, malattie neurodegenerative e psichiatriche) ed in particolare il setting delle cure oncologiche con le moderne immunoterapie, l’ultima frontiera delle terapie. Sicuramente la pietra miliare è costituita dal trapianto di microbiota nei casi di pazienti con infezione da clostridium difficile che riescono ad eradicare questo batterio, mente primi erano destinati al megacolon tossico e all’exitus. Molto promettenti sono le evidenze tra i pazienti oncologici non responsivi a queste approcci immmuno-terapeutici vi è disbiosi e la modifica del microbiota consente di acquisire sensibilità ed efficacia anche in questi pazienti. In modelli murini, il traferimento di microbioti di topi responsivi alle immunoterapie in topi non-responsivi, permette di superare la resisteza e di beneficiare delle imunoterapie. Con il termine di oncobioma si indica il microbiota associato ad una condizione neoplastica e molte ricerche anche cliniche sperimentali anche nell’uomo sono concentrate su questo tema estremamente promettente.  

Come possiamo modulare il nostro microbiota? Con la dieta possiamo agire riducendo i grassi e implementando le fibre che favoriscono la crescita di batteri con azioni anti-ossidanti; possiamo ridurre l’impego inappropriato di antibiotici; integrare la nostra nutrizione con probiotici e prebiotici; implementare l’attività fisica.