La Proposta di “Forza Italia” dà il colpo di grazia alla medicina di base

La Proposta di “Forza Italia” dà il colpo di grazia alla medicina di base

13 Marzo 2026 Off Di Pasquale Persico*

Proposta di legge “Benigni”: il comunicato FIMMG tra sudditanza politica e silenzio sul merito Lo SMI Caserta prende atto con sorpresa e preoccupazione del comunicato diffuso dalla FIMMG sulla proposta di legge sulla Medicina Generale con primo firmatario l’On. Stefano Benigni. Più che un documento sindacale, il testo appare come un atto di accompagnamento politico, caratterizzato da una evidente mielosa sudditanza verso la politica e in particolare verso esponenti di Forza Italia, più che da una reale volontà di difendere la Medicina Generale.Ciò che colpisce maggiormente è ciò che nel comunicato non viene detto.
Non vi è una sola analisi nel merito della proposta di legge.
Non vi è una valutazione degli effetti che questa riforma potrebbe avere sull’organizzazione della medicina territoriale.
Non vi è alcuna riflessione sulle ricadute per i medici di famiglia e per i cittadini.
Si preferisce invece raccontare incontri, interlocuzioni e relazioni politiche, quasi a voler rivendicare una prossimità ai centri decisionali più che una reale rappresentanza della categoria.
Ma la questione centrale resta una sola:
la FIMMG condivide oppure no l’impianto della proposta di legge Benigni?
Perché quel progetto normativo, nella sua impostazione, rischia di indebolire l’autonomia professionale della Medicina Generale, ridefinendo il ruolo del medico di famiglia in una posizione sempre più subordinata ai modelli organizzativi regionali e alle strutture territoriali.
Altro che evoluzione.
Se questa è la direzione della riforma, siamo di fronte al rischio concreto di una progressiva destrutturazione della Medicina Generale, con il conseguente indebolimento del presidio sanitario più vicino ai cittadini.
È quindi grave che di fronte a una proposta di tale portata la principale organizzazione sindacale della categoria non assuma una posizione chiara, limitandosi a difendere il metodo del dialogo politico senza affrontare il merito delle norme.
La Medicina Generale non può diventare terreno di equilibri politici o di relazioni istituzionali compiacenti.
Chi oggi firma comunicati di questo tipo dimostra di non conoscere realmente la Medicina del territorio, fatta di autonomia professionale, responsabilità clinica e rapporto fiduciario con i pazienti.
Non è questo ciò che vogliono i medici di medicina generale.
Non è questa una evoluzione migliorativa del sistema delle cure primarie.
E soprattutto non è questo il modello di sanità che serve ai cittadini.
Per questo lo SMI pone una domanda chiara e inevitabile:
la FIMMG ha deciso di sposare politicamente il progetto di legge Benigni?
Se così fosse, è doveroso dirlo apertamente alla categoria e assumersene la responsabilità davanti ai medici e ai cittadini.
Perché la Medicina Generale non ha bisogno di comunicati autocelebrativi.
Ha bisogno di rappresentanza vera, autonomia e difesa della professione.