Infezioni respiratorie in lieve calo, Iss: picco ancora da verificare

Infezioni respiratorie in lieve calo, Iss: picco ancora da verificare

18 Gennaio 2026 Off Di La Redazione

L’incidenza totale delle infezioni respiratorie acute nella comunità è risultata pari a 13,3 casi per 1.000 assistiti nella settimana dal 5 all’11 gennaio, in lieve diminuzione rispetto alla settimana precedente, quando era pari a 14,1. Il dato emerge dall’ultimo rapporto della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato il 16 gennaio dall’Istituto superiore di sanità (ISS), da quest’anno disponibile anche in formato interattivo.

Nel periodo considerato sono stati stimati circa 773.000 nuovi casi, con un totale dall’inizio della sorveglianza pari a circa 8,4 milioni di casi. L’incidenza più elevata si conferma nella fascia di età 0-4 anni, con circa 28 casi per 1.000 assistiti.

Secondo gli esperti del dipartimento di Malattie infettive dell’ISS, “sebbene l’incidenza dei casi registrati risulti ancora in diminuzione rispetto alle due settimane precedenti, per verificare il superamento del picco bisogna attendere le prossime settimane, alla luce dell’eventuale impatto della riapertura delle scuole e delle altre attività dopo le festività natalizie sulla circolazione dei diversi virus respiratori”.

Sul piano territoriale, l’intensità dell’incidenza risulta molto alta in Basilicata, alta in Abruzzo, Sicilia e Sardegna, media nelle Marche, nel Lazio, in Molise e in Puglia, e bassa nelle altre regioni, ad eccezione di Campania e Calabria, per le quali i dati non sono disponibili. L’ISS ricorda che il recente passaggio dalla definizione di caso di sindrome simil-influenzale (ILI) a infezione respiratoria acuta (ARI) rende difficili i confronti con le stagioni precedenti e con le soglie di intensità storiche.

Nella settimana 2026-02, il tasso di positività per influenza nella comunità è pari al 39,3%, mentre nel flusso ospedaliero raggiunge il 44,9%. La sorveglianza delle forme gravi e complicate segnala, nella settimana 01 (dal 28 dicembre al 4 gennaio), un numero di casi in diminuzione rispetto allo stesso periodo della stagione precedente. Il sottotipo più frequentemente riscontrato tra le forme gravi è A(H1N1)pdm09. La maggior parte dei casi riguarda persone non vaccinate.

Per quanto riguarda la caratterizzazione virologica, nella comunità e in ambito ospedaliero la percentuale di virus A(H3N2) risulta superiore rispetto a A(H1N1)pdm09. Non sono stati rilevati campioni positivi per virus influenzali di tipo A non sottotipizzabili come stagionali, potenzialmente indicativi di ceppi aviari. Le analisi di sequenziamento mostrano che tra i ceppi A(H3N2) circolanti in Italia è prevalente il subclade K, mentre i ceppi A(H1N1)pdm09 appartengono al subclade D.3.1.