Infermieri tra salari fermi e carichi elevati, l’analisi Nursing Up
16 Febbraio 2026Nel 2024 oltre 20.000 infermieri hanno lasciato volontariamente la sanità pubblica, scegliendo la libera professione o l’estero. È uno dei dati riportati dal sindacato Nursing Up in un’analisi sulla condizione economica e professionale della categoria.
Il documento collega il tema alla crescente vulnerabilità economica evidenziata dal recente rapporto Caritas, che segnala un aumento del 154% dei disturbi depressivi nell’ultimo decennio tra le persone prese in carico dai centri di ascolto, con un’associazione nell’80% dei casi tra disagio mentale e difficoltà economiche o precarietà lavorativa. Secondo Nursing Up, l’insicurezza materiale rappresenta un fattore di rischio anche per categorie occupate stabilmente, come gli infermieri.
Sul piano retributivo, l’analisi richiama i dati Ocse (“Health at a Glance”), secondo cui lo stipendio lordo medio annuo degli infermieri italiani si colloca tra 29.000 e 32.000 euro, con un netto mensile nei primi anni di carriera tra 1.500 e 1.800 euro. In Germania e Francia la retribuzione media supera i 40.000 euro annui, mentre il divario aumenta ulteriormente rispetto a Svizzera, Norvegia e Finlandia.
Il tema si riflette in modo particolare nelle grandi città del Nord. Nursing Up cita dati Istat e osservatori immobiliari secondo cui l’affitto medio di un bilocale a Milano supera i 1.200 euro mensili, mentre a Bologna e Torino si colloca tra 850 e 1.050 euro. Con uno stipendio netto di 1.500 euro, l’incidenza dell’affitto può superare il 60% del reddito disponibile.
Secondo il sindacato, l’inflazione degli ultimi anni ha inciso sul potere d’acquisto, mentre gli adeguamenti contrattuali non avrebbero compensato pienamente l’aumento del costo della vita.
L’analisi richiama inoltre i risultati di una survey nazionale Nursing Up, secondo cui oltre il 70% degli infermieri, potendo tornare indietro, farebbe una scelta professionale diversa. Le criticità più segnalate riguardano retribuzioni ritenute non proporzionate alle responsabilità, scarse opportunità di carriera, progressioni lente e carichi di lavoro elevati.
Il sindacato evidenzia anche un calo dell’attrattività dei corsi di laurea in Infermieristica. Le domande di accesso ai test di ammissione risultano diminuite di circa l’11% e oggi si attestano intorno alle 21.000 richieste annue, rispetto a oltre 46.000 nel 2010.
Nel comunicato si richiama il tema del burnout e dello stress lavoro-correlato, legato a turni notturni, carenza di organico e difficoltà di conciliazione tra vita privata e lavoro. “Quando migliaia di professionisti scelgono di lasciare il servizio pubblico significa che esiste un problema strutturale di valorizzazione economica e di prospettiva che non può essere ignorato”, afferma Antonio De Palma, presidente Nursing Up.
Il sindacato chiede interventi strutturali: adeguamento salariale coerente con il costo della vita, riduzione del divario europeo, percorsi di carriera definiti, piano di assunzioni e strumenti di supporto organizzativo. “Valorizzare economicamente e professionalmente gli infermieri significa tutelare la tenuta del sistema sanitario e rendere la professione nuovamente attrattiva”, conclude De Palma.



