Il virologo Burioni su la peste in Siberia: per l’Italia rischio minimo
17 Ottobre 2026“Non sappiamo cosa sia realmente successo in Siberia. I comunicati ufficiali russi riferiscono che una ragazza è morta per una polmonite acquisita in comunità, ma non hanno fornito informazioni sulla diagnosi e sulla causa del decesso, neppure all’Organizzazione mondiale della sanità. Il quadro resta oscuro e si è parlato di peste. Quando si parla di peste in Russia c’è da avere paura, perché l’Unione Sovietica ha una tradizione solidissima nell’utilizzo di questo agente patogeno nella guerra batteriologica,” ha dichiarato Roberto Burioni, professore di Microbiologia e virologia all’Università Vita-Salute San Raffaele, al Festival di Salute, promosso da Salute de la Repubblica in corso a Padova. “Per noi il rischio è minimo. Un caso di peste in New Mexico non mi preoccupa: si tratta di batteri che circolano in natura e che, se individuati in tempo, possono essere curati. Mi preoccupa, invece, un caso che provenga da un laboratorio russo. La peste sappiamo curarla. Quello che non sappiamo curare è l’opacità delle dittature”.



