Il Servizio Sanitario nel rapporto Crea tra interrogativi e scelte

Il Servizio Sanitario nel rapporto Crea tra interrogativi e scelte

16 Febbraio 2026 Off Di Pippo Fontana

L’italia vanta uno dei Sistemi Sanitari Nazionali (SSN) più avanzati al mondo. Eppure, se lo esaminiamo bene non per tutti funziona allo stesso modo. A fotografarlo è l’analisi che viene dal recente rapporto 2025 CREA (CENTRO DI RICERCHE APPLICATE IN SANITA’) pubblicato qualche settimana fa.

ll Rapporto CREA SULLA Sanità è uno studio che è nato una ventina di anni fa presso l’Università di Roma “Tor Vergata”,, ed ha lo scopo di divulgare le attività di ricerca intraprese nel campo dell’economia, politica e management sanitario e, allo stesso tempo, fornire elementi di valutazione sulle performance del sistema sanitario nazionale e regionale e sulle sue prospettive future. L’indagine   è diretto ad indirizzare e informare tutti gli addetti al settore , ivi compresi cittadini, professionisti e mondo industriale. Lo studio viene pubblicato annualmente con un report che evidenzia l’andamento e la qualità del servizio del nostro sistema sanitario.

Negli ultimi decenni il nostro sistema sanitario ha subito grandi ed importanti trasformazioni che seguono di pari passo vari fattori, in primo luogo l’andamento demografico del paese, la crescita zero, l‘aumento dell’età media e della popolazione anziana, e quindi di crescenti bisogni connessi alla gestione del progressivo declino delle normali funzioni fisiologiche.  Ma anche altri problemi sono causa di questa deriva, i numeri chiusi all’università che limitano l’accesso nelle professioni medico sanitarie generando mancanza di professionisti , e sicuramente l’attenzione alla parte economica ed alle leggi di stabilità finanziari nazionali e regionali. Ciò ha comportato negli ultimi anni un grande riduzione e diminuzione delle risorse assegnate, nonostante i finanziamenti aggiuntivi stanziati dal post-covid. Ma l’attenzione al  tema del finanziamento del sistema è importante , perche il nostro SSNviene finanziato principalmente con le imposte indirette tra le quali IVA, IRAP e accise sulla benzina e dirette con l’addizionale regionale,   ma a contribuire fattivamente e solo il 20 % degli italiani mentre l’80 % versa un valore molto ad si sotto dei servizi sanitari  che riceve. Il principiò dell’universalismo del sistema sanitario nato negli anni 70 garantisce l’accesso alle cure a tutti i residenti indipendentemente dal reddito, basandosi sugli introiti di fiscalità generale, con un principio equitario che oggi affronta sfide come invecchiamento, disuguaglianza regionale , costi elevati e soprattutto necessita di “sostenibilità”.

Ma è oggi il principio dell’equità si scontra con la condizione economica delle famiglie infatti cresce sempre piu la spesa sanitaria privata, con difficolta di accesso delle famiglie piuambienti . Oltre 1.6 milini di famiglie è in uno stato di disagio economico nell’affrontare le spese sanitarie soprattutto quando le strutture pubbliche hanno tempi di attesa lunghi. Altro aspetto è il gap territoriale tra regioni ricche e regioni meno ricche dove la spesa pro-capite varia notevolmente, e inoltre i dati sulla mobilità sanitaria esprimono per le spese private divari importanti.

Dati economici alla mano il SSN italiano necessita di investimentifinanziari per colmare il differenziale rispetto agli altri Paesi europei. Recuperare qualche decina di miliardi servirebbe a poco tenendo conto che per assumere personale ne servirebbero una stima di circa 30 mld e aumentare gli stipendi per rendere piuattraente la professione nel ssn genererebbe altri 10 mld .

Emerge quindi in maniera chiara ed inequivocabile che il il ssnnon è piu in grado di garantire quell’assistenza universalistica e generale , e quindi un attenzione sui Livelli essenziali di assistenza(LEA) .

In tale contesto vi è la necessità attraverso scelte coraggiose di riallineare il nostro servizio sanitario alla sua mission nel rispetto delle risorse disponibili evitando ogni penalizzazione, razionamento o ritardo per le famiglie piu ambienti. L’idea di un intervento pubblico teso alla governace di tutto i sistema sanitario  pubblico e privato appare opportuno quanto prima.

Rendere il servizio piu rispondete a criteri di efficienza e funzionalità attraverso scelte  precise, agire in base alle criticità patologia o terapeutiche, e soprattutto tenere in considerazione l’accesso ai servizi sanitari da parte dei piu indigenti.

Il rapporto assume anche per le Regioni una importanza notevole per la valutazione delle performance dei servizi sanitari erogati attraverso una serie di rilevazioni metodologie di valutazione innovative che tengano conto di diversi fattori.

Riservandoci un ulterirore approfondimento e disamina del rapporto CREA  per quanto riguarda gli ambiti trattari e le performance delle diverse  sanitò regionale , ci resta solo datracciare la linea direttiva cioè quella politica. La soluzione è sicuramente far condividere al mondo politico una visione globale e univoca,  comprendere che serve acquisire la consapevolezza di un piano  attuale e prospettiva ,e quindi ciò  implica  che bisognar generare scelte condivise e coerenti con il contesto socio economico presente ed evitare invece che la sanità diventi il campo di scontro tra le diverse parti politiche .