Fertilità e ambiente, i fattori paterni influenzano lo sviluppo embrionale

Fertilità e ambiente, i fattori paterni influenzano lo sviluppo embrionale

6 Aprile 2026 Off Di La Redazione

La consulenza preconcezionale dovrebbe sistematicamente includere i padri. È questa la principale implicazione di un’analisi pubblicata su Nature Reviews Urology a cui ha contribuito Giuseppe Novelli, ordinario di Genetica medica all’Università degli Studi di Roma Tor Vergata. Il lavoro passa in rassegna le evidenze disponibili sul legame tra la salute paterna e lo sviluppo della prole, con potenziali ricadute sulla pratica preventiva.

Il paradigma consolidato che concentra l’attenzione sulla salute materna come principale determinante dello sviluppo precoce viene qui ridiscusso alla luce di evidenze crescenti sul ruolo paterno. Lo spermatozoo non è soltanto un vettore genetico: trasporta anche segnali molecolari che riflettono le condizioni di salute, le abitudini di vita e le esposizioni ambientali dell’individuo, e che possono intervenire nelle primissime fasi dello sviluppo embrionale.

Il meccanismo è di natura epigenetica: modificazioni che regolano l’espressione genica senza alterare la sequenza del DNA. Una parte di questi segnali, osservano gli autori, è in grado di sopravvivere ai processi di riprogrammazione che normalmente seguono la fecondazione, continuando a esercitare un’influenza sull’espressione genica nelle prime fasi dello sviluppo. «Per decenni abbiamo concentrato l’attenzione soprattutto sulle madri. Ma il padre contribuisce con oltre il 50% del DNA e fornisce anche una mappa dinamica del proprio stile di vita e dell’ambiente in cui ha vissuto. Lo sperma è un messaggero biologico, non solo un corriere genetico», afferma Novelli.

Tra le esposizioni identificate come rilevanti per la salute riproduttiva maschile, il calore occupa un posto di rilievo: l’esposizione prolungata ad alte temperature può compromettere la fertilità attraverso alterazioni epigenetiche dello sperma. Analogamente, sostanze chimiche diffuse nell’ambiente, metalli pesanti e alcuni sottoprodotti alimentari sono indicati come fattori da monitorare per i possibili effetti sulla qualità del materiale seminale e, di conseguenza, sullo sviluppo embrionale.

Il dato forse più rilevante per la pratica clinica è che questi segnali non sono fissi: la plasticità epigenetica dello sperma apre una finestra di intervento concreta nel periodo preconcezionale. Migliorare la dieta, ridurre lo stress, limitare le esposizioni a sostanze tossiche e al calore eccessivo può modificare il profilo epigenetico trasmesso, con potenziali benefici per lo sviluppo della prole.

Le implicazioni sul piano della prevenzione sono dirette. «La prevenzione diventa una responsabilità condivisa», conclude Novelli. «Chiediamo che la consulenza preconcezionale includa sistematicamente i padri, che le politiche di sicurezza sul lavoro proteggano dalla tossicità del calore, e che la ricerca valuti i rischi chimici anche attraverso i biomarcatori dello sperma. La scienza è chiara, il momento di agire è ora».

 

 

 

 

Fonte: https://www.doctor33.it/articolo/67330/fertilita-e-ambiente-i-fattori-paterni-influenzano-lo-sviluppo-embrionale-lo-studio