È allarme epatite A anche nel Salernitano
21 Marzo 2026Ad oggi si contano 12 casi: cinque all’Azienda Ospedaliero Universitaria “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno, quattro all’ospedale “Umberto I” di Nocera Inferiore, due al nosocomio “San Luca” di Vallo della Lucania ed uno al “Luigi Curto” di Polla. Un caso sospetto si registra al “Maria Santissima Addolorata” di Eboli dove un giovane, residente nella Piana del Sele, è stato ricoverato dopo aver consumato pesce crudo in un ristorante di sushi. Sono in corso gli esami specifi per la conferma del virus. Altre segnalazioni sospette sono in fase di verifica nei Distretti Sanitari della Valle dell’Irno e di Eboli.
“I numeri sono maggiori rispetto agli anni precedenti nello stesso periodo – spiega Alfonso Masullo, dirigente medico, responsabile del reparto di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliero Universitaria ‘San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona’ – ma al momento non viviamo un’emergenza”.
I sospetti si concentrano sugli alimenti a rischio: cozze, vongole, ostriche e telline crude o poco cotte, ma anche verdure a foglia larga non adeguatamente lavate. Il virus si trasmette per via oro-fecale e può incubare fino a 50 giorni, rendendo difficile risalire all’origine del contagio.
Il quadro clinico è chiaro: ittero, stanchezza estrema, transaminasi elevate, spesso preceduti da febbre, nausea e dolori addominali.



