“Dalli agli ebrei”, quando i ricorsi sono peggio dei corsi
7 Aprile 2026Al peggio non c’è mai fine. È stato questo uno dei vecchi adagi al quale mio malgrado, tardi e non senza recalcitrare, mi sono dovuto arrendere. Per anni mi sono industriato a trovare qualche cosa che lo smentisse, che almeno ne riducesse la portata. Niente da fare. Alla fine, bruciante come tutte le sconfitte, la resa. Era proprio così. A cose terribili, a crimini esecrabili, a guerre crudeli, a cattiverie, singole e collettive, di portata siderale, hanno fatto seguito accadimenti ancora peggiori.
Gli esempi sono innumerevoli, ma vista la concomitante festa che ricorre ogni anno per celebrare la resurrezione del nostro Signore Gesù Cristo – e solo di festa si tratta perché l’aspetto spirituale del “Cristo nostra Pasqua immolato per noi” si è perso da tempo fra gli scaffali stracolmi, fino all’inverosimile, di gustose colombe farcite e di immancabili uova di cioccolato piene di belle sorprese – mi limiterò a citare: i bambini soldati; i bimbi massacrati di tutte le guerre (non solo di alcune ndr.); i bimbi ridotti a oggetti sessuali e poi soppressi per evitare di lasciare prove dei delitti consumati; il traffico degli organi, sottratti a pagamento dai poveri per darli ai ricchi acquirenti di salute.
E qui mi fermo, perché la lista è ancora lunghissima e finirei per smentire la mia stessa premessa che sarei stato breve su questo punto. Vado al dunque.
Da anni, e con sempre maggiore forza, anche nell’occidente cosiddetto libero e democratico, sta ritornando quell’urlo agghiacciante: “dalli agli ebrei”. Un urlo prodromo di revanscismi oscurantisti, di chiara marca nazista. Un urlo che non può non essere prodromo di ulteriori sciagure.
Ofer Winter è nome che non dice molto al grosso pubblico ma per gli “urlatori moderni e faziosi” è bastato quel nome, unito alla qualifica di ex generale dell’esercito israeliano (di fatto un pensionato) a spingere il Comune di San Giovanni a Piro (Cilento) a dichiararlo “persona non gradita”.
Di più e meglio, si fa per dire, alcune associazioni cilentane che a Capaccio hanno sfilato sotto l’Hotel Ariston perché stava ospitando un centinaio di cittadini israeliani in vacanza. Per l’occasione si è scomodata persino la locale sezione di “Legambiente” che, evidentemente, deve aver ravvisato un rischio di inquinamento ambientale per la concomitante presenza in loco di poco più di cento cittadini ebrei.
Per non lasciar adito a dubbi sulla natura dell’assembramento, i manifestanti hanno subito chiarito la portata del loro pensiero in quattro punti punti: “Siamo qui per manifestare dissenso alla vostra presenza, non per la vostra religione, per la vostra lingua, la vostra cultura ma perché vediamo in voi l’espressione di un governo omicida, violento, brutale”.
Senza bisogno di particolari approfondimenti, si giunge alla conclusione immediata che i “protestanti” hanno boicottato gente pacifica venuta nel “Bel Paese” a portare soldi. In questa direzione spingono, infatti, i loro chiarimenti ad excludendum: non c’erano motivi di lingua, di cultura o di religione. E, anche qui, vorrei vedere un corteo di manifestanti perché i crocieristi scesi a terra da una nave inglese non parlano l’idioma di Dante ma solo la lingua di sua maestà. Una conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che quei cittadini israeliani, hanno subito la contestazione per il solo fatto di essere israeliani.
Resta un altro quesito: perché definirli “espressione di un Governo omicida”? A questo punto, sfuggendo il ragionamento ad ogni logica comprensibile, viene naturale chiedersi: i solerti manifestanti cilentani hanno scoperto, sotto le mentite spoglie dei villeggianti, esponenti di primo o secondo piano del Governo israeliano? Niente di tutto questo. Turisti anonimi erano e turisti restano. E allora, a voler seguire anche le ardite distorsioni che hanno dato origine al corteo, bisognerebbe considerare indesiderati anche i turisti russi perché espressione di un dittatore che sta massacrando la nazione ucraina, quelli cinesi che vedono impegnato il loro dittatore in un genocidio o nell’internamento coatto della popolazione di fede islamica diverse genie africane perché i loro generali-dittatori stanno uccidendo uomini, donne e bambini rei di essere cristiani….
Suvvia, ma non è accoglibile e neanche pensabile ripercorrere certi pseudo-ragionamenti perché, e giova ripeterlo sempre, il sonno della ragione continua a generare mostri, valendosi sempre del silenzio complice di chi, nazione o individuo, si gira dall’altra parte, fingendo di non vedere e di non sentire.
Un’ultima considerazione, in questo clima di caccia alle streghe e di “notte dei cristalli”, adombrate e in tanti casi sì attuate, indicare la presenza di cittadini israeliani inermi in determinate località può essere molto pericoloso. Non sono pochi infatti i “pazzi indottrinati” e imbottiti di principi religiosi pronti a seminare la morte in nome di Dio. Soprattutto se le vittime appartengono al popolo di Israele. Di fatto, equiparando Dio ad un mandante di un omicidio mentre, a mente “sgombra”, non si può non cogliere che Dio può essere solo mandante di misericordia.



