Dal colpo di fulmine alla professione: Fabrizio Bombini racconta la sua passione per il bodybuilding
17 Ottobre 2026Pugliese d’origine e milanese d’adozione. Nella metropoli lombarda Fabrizio Bombini ha avuto “ l’incontro fatale con il Bodybuilding. Da qui è scaturito il proposito di professionalizzate la pratica sportiva.
Ad appena sedici anni l’incontro col fitness ed il Bodybuilding. È stato, per così dire, un colpo di fulmine od una marcia lenta di avvicinamento?

Direi che è stato un incontro che, con il tempo, si è trasformato in qualcosa di molto più profondo di una semplice passione. Ho iniziato ad avvicinarmi al fitness e al bodybuilding a sedici anni, in un periodo non particolarmente semplice della mia vita, separazione dei miei genitori, In quel momento, la palestra è diventata per me un punto di riferimento: un luogo in cui imparare a essere costante, a darmi degli obiettivi e a lavorare su me stesso.
All’inizio probabilmente ero attratto anche dall’aspetto fisico, come succede a molti ragazzi. Con gli anni, però, ho capito che il bodybuilding non riguardava soltanto l’estetica, ma anche la disciplina, la pazienza e la capacità di affrontare le difficoltà. È stato un percorso di crescita personale che continua ancora oggi, dopo circa vent’anni.
Come ha accolto la famiglia questa sua scelta che andava maturando in un età poco più che adolescenziale? Più accordo o più opposizione?

Mio padre non ha minimamente ostacolato la mia scelta, anche se ricordo perfettamente quel momento. Avevo sedici anni e, conoscendo il suo carattere molto autoritario, ero quasi intimorito dall’idea di andare da lui a dirgli che volevo iniziare ad allenarmi in palestra.
Ricordo che gli dissi semplicemente che volevo andare in palestra e, con mia grande sorpresa, non disse nulla: prese l’assegno e me lo diede per pagare l’iscrizione. Rimasi quasi basito, perché mi aspettavo una reazione completamente diversa.
Probabilmente anche il fatto che fosse lui stesso uno sportivo, avendo praticato tennis, lo portò a comprendere e rispettare quella mia scelta. Da quel momento la palestra è entrata nella mia vita e, a distanza di circa vent’anni, posso dire che quella decisione ha avuto un’importanza molto più grande di quanto potessi immaginare allora.
Prendersi cura del proprio corpo in maniera professionale non è cosa così semplice. Aldilà degli immaginabili esercizi fisici quotidiani anche l’alimentazione diventa fondamentale per la sua preparazione atletica.
Prendersi cura del proprio corpo richiede costanza, ma anche qualche sacrificio. Nel corso degli anni mi è capitato, per esempio, di rinunciare a una serata con gli amici perché il giorno dopo avevo allenamento o perché, dopo una sessione particolarmente impegnativa, preferivo assicurarmi le 7-8 ore di sonno necessarie per recuperare.
Non significa, però, che si debba rinunciare alle proprie attività sociali o ai momenti di svago. Credo piuttosto che, quando una passione diventa importante, si impari a fare delle scelte e a trovare un equilibrio. Non è necessario vivere in funzione della palestra: anche divertirsi, uscire e stare con le persone che amiamo fa parte del benessere. Semplicemente, in alcuni momenti può capitare di mettere il recupero e i propri obiettivi davanti a una serata.
L’allenamento, inoltre, non è l’unico elemento. Il recupero, il sonno e un’alimentazione adeguata hanno tutti un ruolo importante. Nel mio percorso ho imparato che i risultati non arrivano dall’oggi al domani: richiedono pazienza, progressione e continuità.
Nella sua presentazione ci ha riferito del suo impegno sui social. Ce ne vuole parlare?
Attraverso i social cerco di condividere la mia esperienza e di diffondere una cultura dell’allenamento più consapevole. Credo che oggi circolino molte informazioni sul fitness, ma non sempre siano corrette o spiegate in modo comprensibile.
Per questo cerco di proporre contenuti educativi che aiutino le persone a comprendere meglio il proprio corpo, gli esercizi e alcuni principi fondamentali dell’allenamento, sfatando anche certi falsi miti.
Il messaggio che vorrei trasmettere è che la palestra non è riservata a chi desidera un fisico scolpito o ha già una buona preparazione. Può essere uno strumento prezioso per persone con età, esperienze e obiettivi differenti.
Per me il rispetto verso se stessi comincia anche dalle piccole abitudini quotidiane: dedicare del tempo al movimento, imparare ad ascoltarsi e costruire uno stile di vita sostenibile. I social sono un mezzo per portare questo messaggio a più persone possibile.
I suoi progetti per il futuro.
Il mio obiettivo è consolidare il mio percorso come Personal Trainer e continuare a formarmi, perché credo che in questo settore sia fondamentale non smettere mai di imparare.
Vorrei aiutare sempre più persone a costruire un rapporto positivo e consapevole con l’allenamento, accompagnandole verso obiettivi realistici attraverso programmi strutturati e adatti alle loro esigenze. Sto sviluppando anche il coaching online, che permette di seguire le persone a distanza e di rendere il percorso più accessibile.
Parallelamente, desidero continuare a utilizzare i social per divulgare informazioni utili e corrette sul fitness. Per me il successo non consiste soltanto nel raggiungere un determinato risultato fisico, ma anche nell’aiutare una persona a sviluppare abitudini che possa mantenere nel tempo.
Vorrei che il mio lavoro contribuisse a far comprendere che allenarsi significa investire su se stessi, non soltanto dal punto di vista estetico, ma anche in termini di benessere, disciplina e qualità della vita.



