Colesterolo, nuove linee guida Usa sulla prevenzione cardiovascolare

Colesterolo, nuove linee guida Usa sulla prevenzione cardiovascolare

23 Marzo 2026 Off Di La Redazione

Abbassare il colesterolo LDL prima e mantenerlo basso più a lungo nel corso della vita. È questo il messaggio centrale delle nuove linee guida sulla prevenzione cardiovascolare pubblicate il 13 marzo 2026 da American Heart Association, American College of Cardiology e altre nove organizzazioni scientifiche statunitensi. Le raccomandazioni indicano target più stringenti per il colesterolo LDL e una strategia di prevenzione che inizia già in età pediatrica.

Secondo gli estensori del documento, intervenire precocemente sui livelli di colesterolo potrebbe contribuire a ridurre in modo significativo il rischio di infarto e ictus. Negli Stati Uniti le malattie cardiovascolari sono responsabili di circa un decesso su tre. «L’80% o più delle malattie cardiovascolari è prevenibile», ha dichiarato Roger Blumenthal, cardiologo della Johns Hopkins University e presidente del gruppo di lavoro che ha redatto le linee guida.

Una delle novità riguarda l’anticipazione dello screening del colesterolo. Le linee guida raccomandano un primo controllo dei livelli di LDL intorno ai dieci anni di età, con l’obiettivo di identificare precocemente i casi di ipercolesterolemia familiare, una condizione genetica che interessa circa una persona su 250 e che comporta livelli molto elevati di colesterolo già in giovane età. È inoltre indicato un nuovo controllo tra i 18 e i 20 anni e successivamente almeno ogni cinque anni negli adulti.

Il documento introduce anche obiettivi terapeutici più bassi per il colesterolo LDL. Nella popolazione generale il valore da raggiungere dovrebbe essere inferiore a 100 mg/dL. Per le persone con un rischio cardiovascolare di almeno il 10% nei successivi dieci anni il target scende sotto i 70 mg/dL, mentre per chi ha già avuto un infarto, un ictus o presenta una malattia arteriosa periferica l’obiettivo indicato è inferiore a 55 mg/dL.

Le linee guida sottolineano inoltre l’importanza di valutare il rischio cardiovascolare lungo un arco temporale più ampio rispetto al passato. Oltre al rischio a dieci anni, viene considerato anche quello a trent’anni, con l’obiettivo di intervenire prima nelle persone più giovani che potrebbero accumulare nel tempo una maggiore esposizione a livelli elevati di colesterolo LDL.

Il primo approccio raccomandato per ridurre il colesterolo resta quello legato allo stile di vita, con interventi su alimentazione e attività fisica. Tuttavia, il documento ricorda che in molti casi sono disponibili terapie farmacologiche efficaci. Le statine rappresentano il trattamento di riferimento, ma possono essere associate ad altri farmaci nei pazienti che non raggiungono i livelli desiderati o che non tollerano la terapia standard.

Tra le indicazioni contenute nelle linee guida figura anche la raccomandazione di effettuare almeno una volta nella vita il test per la lipoproteina(a), o Lp(a), una proteina associata a un aumento indipendente del rischio cardiovascolare. In presenza di valori elevati, gli esperti suggeriscono una riduzione più aggressiva dei livelli di colesterolo LDL.

Il documento mette infine in guardia dall’uso degli integratori come strategia per abbassare il colesterolo. Uno studio clinico citato nelle linee guida ha mostrato che diversi supplementi comunemente utilizzati, tra cui olio di pesce, cannella, curcuma, steroli vegetali e riso rosso fermentato, non hanno dimostrato una riduzione significativa dei livelli di LDL rispetto al placebo.