Clima, Copernicus: nel 2025 più stress da caldo e peggiora la qualità dell’aria
16 Gennaio 2026Nel 2025 metà delle aree terrestri globali ha registrato più giorni della media con stress da caldo almeno forte, definito come temperatura percepita pari o superiore a 32 °C, una condizione che l’Organizzazione mondiale della sanità indica come principale causa di mortalità globale legata agli eventi meteo. Nello stesso anno, l’aumento degli incendi boschivi ha contribuito a peggiorare la qualità dell’aria, con potenziali effetti nocivi sulla salute umana. I dati emergono dal nuovo rapporto pubblicato dal Centro europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (Ecmwf), che gestisce il Servizio relativo ai cambiamenti climatici di Copernicus (C3S) e il Servizio di monitoraggio atmosferico di Copernicus (Cams) per conto della Commissione europea.
Secondo il dataset ERA5, il 2025 è stato il terzo anno più caldo mai registrato, con una temperatura media globale pari a +1,47 °C rispetto al livello preindustriale, dopo il +1,60 °C del 2024, l’anno più caldo in assoluto. La media delle temperature del triennio 2023–2025 ha superato per la prima volta la soglia di +1,5 °C rispetto al periodo 1850–1900. Utilizzando diversi metodi, il livello attuale di riscaldamento globale di lungo periodo è stimato intorno a +1,4 °C. Sulla base dell’attuale tasso di riscaldamento, la soglia dell’Accordo di Parigi potrebbe essere raggiunta entro la fine del decennio.
Il rapporto indica che gli ultimi undici anni sono stati i più caldi mai osservati. Nel 2025 la temperatura annuale ha raggiunto il valore più elevato mai registrato in Antartide e il secondo più alto nell’Artide. Condizioni record sono state rilevate anche in diverse altre aree, in particolare nel Pacifico nord-occidentale e sud-occidentale, nell’Atlantico nord-orientale, nell’Europa nord-occidentale e orientale e nell’Asia centrale.
Le cause principali dell’eccezionale andamento termico degli ultimi tre anni sono l’accumulo di gas serra in atmosfera, dovuto alle emissioni e alla riduzione dell’assorbimento da parte dei pozzi naturali, e le temperature superficiali del mare particolarmente elevate, associate a El Niño e ad altri fattori di variabilità oceanica amplificati dal cambiamento climatico. Contribuiscono anche le variazioni di aerosol, nuvolosità e circolazione atmosferica.
Sul fronte sanitario, Cams segnala che gli incendi hanno prodotto particolato e ozono, con un degrado significativo della qualità dell’aria e potenziali effetti nocivi sulla salute, sia a livello locale sia su scala più ampia. Secondo i dati di Cams, in Europa sono state registrate le emissioni annuali da incendi più elevate, con un impatto potenziale sull’esposizione agli inquinanti.
“I dati confermano che Europa e mondo stanno vivendo il decennio più caldo mai registrato”, ha dichiarato Florian Pappenberger, direttore generale di Ecmwf, richiamando il ruolo di Copernicus nel supporto alle decisioni di adattamento. Per Mauro Facchini, responsabile dell’osservazione della Terra presso la Direzione generale per l’Industria della difesa e lo Spazio della Commissione europea, il superamento della media triennale di +1,5 °C rafforza l’importanza del monitoraggio per orientare mitigazione e adattamento.
Carlo Buontempo, direttore del servizio Copernicus sul clima, sottolinea che il mondo si sta avvicinando rapidamente al limite di lungo periodo fissato dall’Accordo di Parigi e che la priorità è gestire le conseguenze dell’inevitabile superamento.
Secondo Laurence Rouil, direttrice di Cams, l’aumento dei gas serra resta principalmente legato alle attività umane e il monitoraggio atmosferico è essenziale per supportare politiche integrate su qualità dell’aria e clima.



