Caro carburante e crisi dei trasporti, la FP CGIL Salerno lancia una prima proposta ai sindaci: “Misure urgenti per i lavoratori”

Caro carburante e crisi dei trasporti, la FP CGIL Salerno lancia una prima proposta ai sindaci: “Misure urgenti per i lavoratori”

21 Ottobre 2026 Off Di La Redazione

Una condizione di insostenibilità economica e logistica sta mettendo a dura prova migliaia di lavoratrici, lavoratori e cittadini nella provincia di Salerno. La Funzione Pubblica CGIL di Salerno denuncia con forza una situazione drammatica legata al caro carburante, al costo della vita e alle difficoltà di approvvigionamento, evidenziando come la sofferenza maggiore sia vissuta oggi da tutte le cittadine e i cittadini colpiti da salari ancora bassi e da spese ormai insostenibili. Il territorio provinciale, vasto e disomogeneo e in gran parte composto da piccoli e medi comuni, soffre di una copertura del trasporto pubblico locale spesso discontinua o del tutto assente. Per questo motivo migliaia di persone, dipendenti pubblici e privati e pendolari, sono costrette a percorrere ogni giorno centinaia di chilometri con mezzi privati, affrontando spese di carburante altissime che erodono pesantemente retribuzioni già troppo basse.

A questo elemento strutturale si aggiunge una fase di straordinaria tensione sulla filiera dei trasporti e dei rifornimenti, con rallentamenti nelle consegne e difficoltà a trovare carburante dovute alle giuste proteste degli autotrasportatori.

Di fronte a questa emergenza quotidiana che colpisce l’intera collettività, la FP CGIL Salerno mette in campo una prima proposta concreta, scrivendo ai datori di lavoro pubblici, a partire dai Sindaci, per chiedere l’attivazione immediata e temporanea del lavoro agile e di altre soluzioni organizzative per il personale. Tagliare gli spostamenti in auto significa abbattere i costi di viaggio per i dipendenti, che oggi sono diventati davvero insostenibili. Dove si possono trovare soluzioni bisogna individuarle concretamente, dando priorità alla distanza tra l’abitazione e il posto di lavoro, per fronteggiare un’emergenza che rende il pendolarismo un fattore di rischio per la stabilità familiare e per la continuità dei servizi. Questo strumento “temporaneo” non nasce certo per contrarre le prestazioni, ma poggia su un’efficacia e su una produttività ampiamente sperimentate e dimostrate negli ultimi anni, sapendo che molte attività possono essere pienamente garantite da remoto senza alcun contraccolpo per l’utenza, anzi tutelando la continuità dell’azione amministrativa. È chiaro che questa rappresenta una prima proposta concreta per le attività compatibili, mentre per tutti quei lavoratori che operano in strada e le cui mansioni non sono smartabili la discussione resta aperta per individuare rapidamente ulteriori misure di mitigazione dei costi.

Proprio per dare risposte strutturali che vadano oltre i confini territoriali e affrontino le vere piaghe del Paese, a partire dalla difesa dei salari erosi dall’inflazione, dalla richiesta di una giustizia fiscale equa e dal superamento di una manovra di bilancio governativa inadeguata, la CGIL ha proclamato lo sciopero generale per il prossimo 20 novembre.