Carenza di personale sanitario, nuovi modelli formativi e mobilità professionale nel Rapporto Ocse-Ilo
22 Febbraio 2026Le carenze di personale sanitario e il disallineamento tra competenze disponibili e fabbisogni assistenziali richiedono nuovi modelli formativi flessibili. È quanto emerge dal rapporto congiunto Ocse-Ilo sulle professioni sanitarie, che indica percorsi modulari di ingresso, riconoscimento delle competenze pregresse e maggiore mobilità professionale come leve per rafforzare la forza lavoro.
Il documento analizza le difficoltà di reclutamento e retention che interessano molti sistemi sanitari e sottolinea la necessità di ampliare l’accesso alle professioni della salute attraverso percorsi educativi adattabili alle diverse fasi della vita lavorativa. Tra le strategie evidenziate figurano programmi di formazione modulare, validazione dell’esperienza maturata in contesti lavorativi e integrazione tra istruzione formale e apprendimento continuo.
Secondo il rapporto, questi strumenti possono contribuire a ridurre i tempi di ingresso nelle professioni, sostenere la riqualificazione del personale e facilitare la mobilità tra ruoli e livelli assistenziali. Viene inoltre richiamata l’importanza di politiche coordinate tra settore educativo, sanitario e del lavoro per garantire standard di qualità e sicurezza delle cure.
Il report evidenzia anche il ruolo del task-shifting e della ridefinizione delle competenze professionali per rispondere all’evoluzione dei bisogni assistenziali, in particolare nell’ambito della gestione delle cronicità e dell’assistenza territoriale. In questo contesto, la valorizzazione delle competenze già presenti nel sistema viene indicata come elemento chiave per migliorare l’efficienza organizzativa e la capacità di risposta dei servizi sanitari.

