Autonomia differenziata e sanità, Bruno Zuccarelli: “Rischio concreto di una frattura irreversibile nel diritto alla salute”

Autonomia differenziata e sanità, Bruno Zuccarelli: “Rischio concreto di una frattura irreversibile nel diritto alla salute”

20 Febbraio 2026 Off Di La Redazione

«Il diritto alla salute è un diritto costituzionale e universalistico. Se l’autonomia differenziata si traduce in una diversa capacità di finanziare la sanità tra Regioni, il rischio è quello di creare una frattura strutturale e irreversibile tra cittadini di serie A e cittadini di serie B». A lanciare un chiaro allarme sul futuro della sanità campana è il segretario regionale Anaao Assomed Campania, Bruno Zuccarelli. Quella del sindacato dei dirigenti medici e sanitari è una voce di dissenso molto chiara rispetto all’approvazione degli schemi di intesa preliminare con Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto per l’attribuzione di ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. Per Anaao Assomed Campania il tema non è politico, ma strettamente sanitario e professionale: equità di accesso alle cure, condizioni di lavoro dei dirigenti medici e sanitari, sostenibilità del Servizio sanitario nazionale. La Campania affronta già oggi criticità strutturali: mobilità passiva verso altre Regioni, carenza cronica di personale, difficoltà nel reclutamento di specialisti in discipline ad alta complessità, liste di attesa che richiedono interventi strutturali, fabbisogni assistenziali elevati legati a condizioni socio-economiche più fragili rispetto alla media nazionale. «Se le Regioni economicamente più forti potranno contare su maggiori risorse per investimenti, organizzazione e retribuzioni, la Campania rischia un ulteriore depauperamento di professionisti e competenze. Sarebbe un effetto calamita che aggraverebbe le disuguaglianze già esistenti», afferma Zuccarelli. Il sindacato dei dirigenti medici e sanitari campani sottolinea come l’autonomia non possa prescindere da condizioni preliminari inderogabili: definizione e finanziamento integrale dei Livelli Essenziali di Assistenza su base nazionale, superamento dei tetti di spesa per il personale, fondo perequativo strutturale e certo, tutela dell’unitarietà del contratto nazionale della dirigenza medica e sanitaria. «Non possiamo accettare una sanità a geometria variabile. Il luogo di nascita o di residenza non può determinare la qualità e la tempestività delle cure. Senza un sistema di garanzie solide e finanziate, l’autonomia differenziata rischia di compromettere l’unitarietà del Servizio sanitario nazionale», prosegue Zuccarelli. Per Anaao Assomed Campania la questione è anche organizzativa e professionale. «I dirigenti medici e sanitari lavorano già oggi in condizioni di forte pressione assistenziale. Se si amplia il divario tra Regioni, si indebolisce il carattere nazionale della programmazione sanitaria, della formazione specialistica e della contrattazione». Questo significa meno equità per i cittadini e meno tutele per i professionisti. «La Campania non chiede privilegi, ma pari condizioni di partenza per garantire ai cittadini lo stesso diritto alle cure assicurato altrove. Difendere l’unitarietà del Servizio sanitario nazionale significa difendere la coesione del Paese», conclude il segretario regionale Bruno Zuccarelli.