<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	
	xmlns:georss="http://www.georss.org/georss"
	xmlns:geo="http://www.w3.org/2003/01/geo/wgs84_pos#"
	>

<channel>
	<title>Antonio Magliulo, Autore presso TuttoSanità</title>
	<atom:link href="https://www.tuttosanita.com/author/antonio-magliulo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.tuttosanita.com/author/antonio-magliulo/</link>
	<description>Sanità news in tempo reale</description>
	<lastBuildDate>Mon, 01 Jun 2026 11:29:48 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.2.9</generator>

<image>
	<url>https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2018/10/cropped-Simbolo-tutto-sanità-piccolo.png?fit=32%2C32&#038;ssl=1</url>
	<title>Antonio Magliulo, Autore presso TuttoSanità</title>
	<link>https://www.tuttosanita.com/author/antonio-magliulo/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">161904319</site>	<item>
		<title>Asl Ce, Salute mentale: laddove si diradano le nebbie del &#8220;male oscuro&#8221;</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/asl-ce-salute-mentale-dove-si-diradano-le-nebbie-del-male-oscuro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=asl-ce-salute-mentale-dove-si-diradano-le-nebbie-del-male-oscuro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 07:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[TUTTINTERVISTA]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[resistente]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tuttosanita.com/?p=100835</guid>

					<description><![CDATA[<p>In Italia, oltre 3,5 milioni di persone soffrono di disturbi depressivi. Di questi, circa un milione è colpito dalla forma&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/asl-ce-salute-mentale-dove-si-diradano-le-nebbie-del-male-oscuro/">Asl Ce, Salute mentale: laddove si diradano le nebbie del &#8220;male oscuro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 14pt;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-100838 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0003.jpg?resize=300%2C200&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="200" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0003-scaled.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0003-scaled.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0003-scaled.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0003-scaled.jpg?resize=1536%2C1024&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/06/IMG-20260529-WA0003-scaled.jpg?w=1140&amp;ssl=1 1140w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />In Italia, oltre 3,5 milioni di persone soffrono di disturbi depressivi. Di questi, circa un milione è colpito dalla forma più grave di depressione maggiore.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"> Si stima inoltre che circa il 10% della popolazione abbia sperimentato un episodio depressivo nel corso della propria vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Secondo una previsione dell’Oms, entro il 2030, il disturbo depressivo è destinato a diventare la patologia cronica e la prima causa di disabilità con il maggiore impatto economico e sociale al mondo.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Purtroppo, come ribadisce un vecchio adagio, le disgrazie non vengono mai da sole, e così alle prime due notizie negative bisogna aggiungere, necessariamente, la terza : <strong>sono anni che il Sistema sanitario nazionale  puntualmente sottofinanzia il segmento della psichiatria</strong> con conseguenze facilmente intuibili.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il campo è vasto, impossibile da trattare in un contesto limitato, qual è appunto quello di un articolo di giornale, ed allora, riproponendoci  di ritornare sull’argomento, proviamo a gettare un po’ di luce sul « male oscuro » della depressione, facendoci una chiacchierata con il dottor Fabrizio Ferraiuolo, direttore dell’Unità operativa di salute mentale di Caserta, che con il suo team, da anni ha dato corso adun approccio innovativo alla malattia.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Come sta affrontando ed affronta il Centro da lei diretto le forme depressive resistenti e quelle a forte rischio suicidario?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il Centro di Salute Mentale di Caserta per le depressioni resistenti, oramai da sette anni propone, con ottimi risultati, il trattamento con l’<strong>Esketamina</strong>, una datata sostanza utilizzata come anestetico, che ha evidenziato una decisa azione antidepressiva nelle forme refrattarie ai trattamenti con i comuni farmaci oggi impiegati nella cura ed in quelle che possono sfociare in atti inconsulti, fino alla violenza estrema rivolta contro se stessi. Su questo fronte il nostro Centro è il primo riferimento in Campania e tra i primi in Italia. P</span><span style="font-size: 14pt;">resso l’UOSM 12 di Caserta è attivo da tempo, infatti, un ambulatorio dedicato alle terapie innovative per i disturbi resistenti in psichiatria, con particolare attenzione alle forme depressive resistenti. </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Vuole chiarire il concetto di depressione resistente? Per depressione resistente si fa riferimento alla manifestazione di un episodio depressivo maggiore che non ha mostrato una risposta clinicamente significativa ad almeno due trattamenti antidepressivi differenti, assunti per tempi, dosaggi e aderenza terapeutica adeguati. In questa cornice, l’ambulatorio rappresenta un riferimento specialistico per la valutazione e il trattamento dei quadri depressivi refrattari, anche mediante l’impiego di Esketamina nei casi appropriati.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Perché anche oggi la depressione resistente rappresenta ancora una sfida così difficile da affrontare?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La difficoltà nasce anzitutto dalla stessa definizione clinica di resistenza. Una cospicua ed accreditata letteratura scientifica riporta che il 30-35% dei pazienti con diagnosi di Disturbo Depressivo Maggiore sono definiti come resistenti, se non raggiungono la remissione clinica dopo due cicli di adeguato trattamento antidepressivo (Oliveira- Maia et al., 2024). La natura cronica e la persistenza dei sintomi, in tali varietà, si riflette su un rischio suicidario che, rispetto alle forme melanconiche tipiche, è significativamente più elevato, con un’incidenza dei tentativi autolesivi fino a dieci volte superiore ed un rischio di mortalità al di sopra del 17%. Il tasso dei comportamenti suicidari nei resistenti è, infatti, raddoppiato e quello dei decessi è risultato dieci volte maggiore.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Su queste persone in trattamento la terapia non è solo farmacologica e non vengono affidate ad un singolo specialista, qui lavorate in squadra. Da chi è composto il gruppo di studio?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il team investigativo di riferimento è composto dai Dirigenti Psichiatri Milena Piccirillo, Pietropaolo Russo, Elena Scopetta, Cristina Serritella, Giulia Tarantino.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Al di là della cura dei pazienti che resta primaria, voi state cercando di portare avanti anche un lavoro di studio per consentire  anche ad altri l’utilizzo delle metodiche impiegate. </strong><strong>Su cosa si concentrerà concretamente la ricerca sperimentale?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Il focus della ricerca sarà orientato sul misterioso mondo dei biomarcatori nella depressione: il gruppo di studio analizzerà, attraverso un percorso sperimentale, la parametrazione degli indici infiammatori subclinici o silenti nelle forme depressive resistenti e in quelle atipiche, titolando specifici biomarcatori. Il Gold Standard da raggiungere è stabilire se il trattamento con Esketamina possa influenzare o spegnere tali indici e quali saranno gli esiti a un anno e a lungo termine.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Perché è importante studiare la qualità della vita e il rischio “quoad vitam” nei pazienti resistenti alle cure tradizionali?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">È importante perché, in questi quadri, non è in gioco soltanto la riduzione dei sintomi, ma anche il funzionamento globale e la prognosi vitale del paziente. Il campo esplorativo è particolarmente interessante perché prende in considerazione la qualità della vita ed il rischio “quod vitam” negli assistiti refrattari alle comuni cure erogate, definiti come depressi resistenti.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Quali parametri biologici verranno monitorati durante la ricerca? </strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sul piano operativo, saranno titolati diversi parametri sieroematologici. Le titolazioni dei biomarcatori dell’infiammazione, hsPCR, IL-6, IL-2, TNF- α, emocromo e fibrinogeno, nella coorte selezionata, saranno effettuate al tempo 0, a tre mesi, a 8 mesi e a un anno, ponendoli in relazione con il quadro clinico e la persistenza dei sintomi, nella speranza di facilitare nei pazienti il difficile recupero di una migliore qualità di vita. Un progetto molto ambizioso che richiederà tanto coraggio e un po&#8217; di sana follia per esplorare il lato oscuro della luna senza poter disporre dei potenti mezzi di “un’agenzia aereospaziale” (without sponsor).   </span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Esiste, dunque, un legame tra depressione resistente e infiammazione silente?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">È la nostra ipotesi di partenza. In questa prospettiva, nelle forme depressive resistenti ed a rischio suicidario sembra coesistere un processo infiammatorio subclinico. Da qui nasce la proposta di uno screening sierologico degli indici di flogosi, allo scopo di intercettare eventuali alterazioni biologiche silenti e metterle in relazione con il quadro clinico, la persistenza dei sintomi e la risposta al trattamento.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Nel Centro di Salute Mentale di Caserta sono previsti locali dedicati dove vengono seguiti i pazienti con depressione resistente? </strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">I pazienti sono accolti in un setting riservato. Le depressioni complesse, refrattarie ai comuni trattamenti e di frequente “improntate” da una reattività infiammatoria silente &#8211; cioè senza una manifesta sintomatologia clinica-, vengono accettate ed attenzionate in un ambulatorio dedicato presso la Salute Mentale di Caserta, nella sede di Via Roma.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>La depressione contemporanea è diversa rispetto a quella del passato?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">“La depressione dei nostri tempi”, agli occhi dei curanti, si presenta con un nuovo look, sfuggente e ancora non inquadrabile a tutto schermo, contraddistinto da una diversa vulnerabilità clinica che opera, da valida agonista, nel conferire un tipico spessore psicopatologico allo zoccolo duro di un male ritenuto sempre più come un disturbo eternalizzato e resistente. Un “male oscuro” che continua a fungere da attrattore e da cassa di risonanza nei confronti dei fattori avversi e delle attuali difficoltà come accadeva rispetto a quelle dei tempi passati.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>In che modo il disagio contemporaneo appare diverso rispetto a quello del passato?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>La differenza riguarda soprattutto il contesto in cui il disagio prende forma.</strong> L’uomo contemporaneo si rapporta non con un male di vivere nella sua “dimensione romantica goethiana” che lo vedeva impotente nei confronti della forza incontrollabile della Natura, entità selvaggia e divina, ma con una potenza distruttiva ed occulta, a volte aliena e a volte quasi neoplastica propria del suo ecosistema.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Questi fattori negativi agiscono separatamente oppure tendono a sommarsi tra loro?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Tendono a sommarsi e a stratificarsi.</strong> I suddetti eventi sfavorevoli coesistono in una contemporanea e specifica “dimensione avversativa” che va dalla sovraesposizione mediatica alla deriva sociale, politica ed essi non fanno un’onorevole ammenda alle disuguaglianze socio-economiche, alla povertà, alla caduta dei riferimenti, alla perdita della funzione guida della tradizione.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Anche l’ambiente e l’inquinamento possono influenzare la salute mentale?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Sì, tali « phantom elements » sembrano entrare nel campo della vulnerabilità psicofisica. Ancora in questa “lenta discesa negli abissi”, non senza qualche nota di paradossale stupore, sembrano concorrere l’inquinamento atmosferico, la variabilità climatica, la qualità dell’acqua potabile consumata, la disponibilità d’accesso agli spazi verdi ed anche, allibito e turbato da ciò, la presenza fumosa e spettrale dello smog.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Quanto può essere distruttiva questa miscela di fattori ambientali e sociali?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">La loro azione può essere profondamente esplosiva. Tale miscela nervina di agenti tossici annichilisce la salute come l’antimateria fa quando incontra la materia.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Quanto è importante, in questo contesto, poter accedere ad una sanità pubblica di qualità?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Nell’attuale scenario, l’accesso alle cure diventa un argine fondamentale. Ricorrendo in appello ad una nota shakesperiana “the last but not least”, nella sua accreditata enfatica inferenza, poniamo a fare da contraltare “alla funesta discesa nel precipizio”, un presidio protettivo essenziale che è l’agevole possibilità di accesso ad un’universalistica assistenza sanitaria di qualità.</span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;"><strong>Esistono modelli scientifici che cercano di spiegare l’impatto dell’ambiente sulla salute mentale?</strong></span></p>
<p><span style="font-size: 14pt;">Uno dei concetti più interessanti, in tal senso, è quello di esposoma. Il neuroscienziato Augustin Ibáñez, in un recente articolo a tema sulle politiche sanitarie-ambientali, sviluppo urbano ed invecchiamento cerebrale, edito su Nature Medicine, definisce l’attuale concetto di “esposoma”, qualificandolo come la sommatoria degli effetti combinati e concomitanti dei diversi fattori avversi di natura ambientale, sociale, politica e sanitaria, su di un individuo con un aumentato rischio di neuro-infiammazione, di malattie psicofisiche e di invecchiamento.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/asl-ce-salute-mentale-dove-si-diradano-le-nebbie-del-male-oscuro/">Asl Ce, Salute mentale: laddove si diradano le nebbie del &#8220;male oscuro&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100835</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Al Liceo Manzoni di Caserta la presentazione dè, “Le ragazze del malEssere” di Laura Cesarano Jouakim</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/al-liceo-manzoni-di-caserta-la-presentazione-de-le-ragazze-del-malessere-di-laura-cesarano-joakim/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=al-liceo-manzoni-di-caserta-la-presentazione-de-le-ragazze-del-malessere-di-laura-cesarano-joakim</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2026 08:10:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CASERTA]]></category>
		<category><![CDATA[VIDEO]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tuttosanita.com/?p=100460</guid>

					<description><![CDATA[<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/al-liceo-manzoni-di-caserta-la-presentazione-de-le-ragazze-del-malessere-di-laura-cesarano-joakim/">Al Liceo Manzoni di Caserta la presentazione dè, “Le ragazze del malEssere” di Laura Cesarano Jouakim</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><iframe loading="lazy" class="youtube-player" width="823" height="463" src="https://www.youtube.com/embed/VIC4OeQBEXM?version=3&#038;rel=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;fs=1&#038;hl=it-IT&#038;autohide=2&#038;wmode=transparent" allowfullscreen="true" style="border:0;" sandbox="allow-scripts allow-same-origin allow-popups allow-presentation"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/al-liceo-manzoni-di-caserta-la-presentazione-de-le-ragazze-del-malessere-di-laura-cesarano-joakim/">Al Liceo Manzoni di Caserta la presentazione dè, “Le ragazze del malEssere” di Laura Cesarano Jouakim</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100460</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Primo maggio, commemorazione dei caduti sul lavoro</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/primo-maggio-commemorazione-dei-caduti-sul-lavoro/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=primo-maggio-commemorazione-dei-caduti-sul-lavoro</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 May 2026 06:22:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[APPROFONDIMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Caduti]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tuttosanita.com/?p=100074</guid>

					<description><![CDATA[<p>Primo maggio festa dei lavoratori. Oltre al concertone che, a quanto pare, è diventato assorbente, allo sventolio di bandiere, ai&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/primo-maggio-commemorazione-dei-caduti-sul-lavoro/">Primo maggio, commemorazione dei caduti sul lavoro</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Primo maggio festa dei lavoratori. Oltre al concertone che, a quanto pare, è diventato assorbente, allo sventolio di bandiere, ai triti e ritriti discorsi dei big dei sindacati che nessuno più ascolta se non i sindacalisti stessi perché “precettati”, non c’ò altro.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Per carità, l’organizzazione c’è ancora, i torpedoni e i treni continuano a riempire le piazze dei raduni. La coreografia sembra quella degli anni migliori ma chi osserva con attenzione non può non vedere che è rimasta la forma, replicante di un rito stantio che non riesce più a svolgere neanche un ruolo consolatorio.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Troppi luoghi comuni, troppi slogan che appartengono ormai ad ere geologiche lontane, troppe pandemie, terremoti, carestie e “guerre e rumori di guerre” (chi ha orecchie per intendere intenda).</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Il disorientamento è totale. Restano solo Speranza e memoria per ricordare, con discernimento, le cose che contano.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Lo ha fatto benissimo Marco Bazzoni, operaio metalmeccanico e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza sul lavoro, che dal 2003 porta avanti una campagna serrata contro le morti sul lavoro. Lo ha fatto ridando almeno la dignità di un nome e di un cognome a chi, ancora oggi, per incuria, è costretto a dire addio anzitempo e contro natura, a questa vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ecco la lista delle vittime sul lavoro in Italia sulle colonne di Vanity Fair tenuta aggiornata da Marco Bazzoni:</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Michele Penna, panettiere di 73 anni</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Massimo Verri, operaio di 50 anni</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Francesco Stella, operaio di 38 anni</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Alessandro Losacco, operaio di 59 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Roberto Zanoletti, imprenditore di 56 anni</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Carmelo Longhitano, imprenditore di 51 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Gino Creuso, allevatore di 62 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Rocco D’Ascanio titolare di 68 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Claudio Garassino, agricoltore di 54 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Patrizio Spasiano, operaio di 19 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Luca Guerrini, operaio di 52 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Luca Oldano, operaio di 32 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Mario Morina, operaio di 59 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Petre Zaim, operaio di 58 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Cheikh Ndiaye, operaio di 32 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Felice Ferrara, impreditore di 44 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Charles Outtier, seminarista di 25 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Lello Di Giovambattista, agricoltore di 63 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Gabriele Raimondo, operaio di 33 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Marjorie Angela García Cruzn, operaia di 48 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sergio Michele, operaio di 57 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Eugen Daniel Vasiliu, operaio di 39 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Mauro Stocco, operaio di 57 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Michael Affatato, operaio di 26 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Carlo Biff, imprenditore dii 59 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Adriano Rigon, ex titolare di 65 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Alessandro Brunello, pilota motorista di 49 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Cosimo Demola, operaio di 48 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Kiro Novoselski, autista 56 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sebastiano Torreggiani, operaio agricolo di 27 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonino Curro, 36 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giuseppe Lonoce, agricoltore di 65 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giancarlo Ferretti, geometra di 63 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Lorenzo Bertanelli, operaio di 36 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Pirretti, operaio di 50 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Francesco Mansueto, giardiniere di 61 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Michele Giangregorio, imprenditore agricolo di 45 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giacomo Maimonte operaio di 55 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Manuel Vargiu operaio di 45 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Raffaele Sicari operaio di 26 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Michele Bernardi, operaio di 44 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Fabiano, operaio di 46 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Gianni Caula, titolare di azienda agricola di 57 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giorgio Bedini, titolare di 82 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giuseppe Poppiti, operaio di 52 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Mehmet Xibraku, operaio di 67 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Andrea Canzonieri operaio di 21 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Thomas Gobbi autista di 35 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Aurelian Vinau muratore di 41 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Francesco Ionadi, operaio di 62 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Agostino Bordogni, 58 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Alessandro Guerra, operaio di 54 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Fabrizio Casafina, operaio 57 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Umberto Coghetto, operaio di 27 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Peter Nussbaumer, boscaiolo di 23 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sanderson Mendoza, operaio di 26 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Casafina Antonio Alongi, operaio di 55 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Tommaso Geremia, operaio di 41 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Roberto Falbo operaio 53 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Marius Bochis, operaio di 41 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Gian Paolo Bernieri agricoltore di 63 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nicola Di Vito, agricoltore di 32 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Daniel Tafa, operaio di 22 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nicola Sicignano, operaio di 50 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Umberto Rosito, operaio di 38 anni, travolto da un tir,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Federico Ricci, operaio di 30 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Tommaso Altobelli, operaio di 60 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Francesco Procopio, operaio di 57 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nazareno Bistosini, imprenditore di 63 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Paolo Cervini, operaio di 57 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Domenico Brega, operaio di 58 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Paolo Mariottoni, imprenditore di 56 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giuseppe Scarpato, imbianchino di 54 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sabatino D’Alberto 71 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Francesco D’Alo, operaio di 59 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Pietro Zito, operaio di 35 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Claudio Clementoni, elettricista di 57 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Yassine Boussema, operaio di 17 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Pasquale Mastrototaro, operaio di 55 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Maiorano, imprenditore edile di 54 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Un operaio di 34 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Carmine Parlato, macchinista di 59 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nunzio Mazzone, titolare di un’impresa edile di 65 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Massimo Caliciuri, corriere di 53 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Simone Marolla, operaio di 45 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Eugenio Candi, imprenditore di 75 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nicola Marino, guardiano di 59 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Rapisarda, operaio di 65 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Stefano Vitali, muratore di 59 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Christian Rossetti, operaio di 49 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Marino Zaltron, operaio di 58 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Paolo Lambruschi operaio di 59 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Moamen Khairy Selim Osman operaio 35 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Paolo Straulino, operaio di 50 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Raffaele Galano, operaio di 58 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Stefano Alborino, operaio di 47 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Roberto Vitale, autista di 60 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Endrit Ademi, operaio di 24 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Yasslne Guerouahi, operaio di 30 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Jilali Sejdi, operaio di 48 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ahmed Mehmed, autotrasportatore di 59 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Robcornelis Maria Huijben Uiben, sommozzatore di 39 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Remzi E. operaio di 46 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Stefano Di Lorenzo, operaio di 55 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Lutfi Ferhati, operaio di 57 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Raffaele Bottalico, operaio di 23 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Mario Serafinelli, titolare di una carrozzeria di 64 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Anna Chiti, studentessa di un Istituto nautico di 17 anni (alternanza scuola lavoro),</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Domenica Russo, insegnante di 43 anni,</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Fatmir Bici, operaio di 56 anni,</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Meloni, operaio di 76 anni,</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Victor Durbala, operaio di 25 anni,</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Paolo Rigoni, imprenditore edile di 71 anni,</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ciro Amalfitano, fabbro di 62 anni,</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Paolo Vallan, operaio di 58 anni,</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Cristian Barbagli, agricoltore di 41 anni,</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Agostino Scavo, 71 anni,</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Salvatore Cugnetto, operaio di 55 anni,</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Carmelo Magistro, operaio di 48 anni,</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Astrit Elezi, operaio di 38 anni,</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Razvan Iulian Gurau, operaio di 26 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Demasi, operaio di 60 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Michele Maravita, operaio di 55 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Samuel Scacciaferro, operaio di 26 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Gjovalin Qosaj, operaio di 47 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Vito Penna, operaio di 55 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Elio Reina, operaio di 65 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Carmine Vitolo, operaio di 55 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giovanni Sanfilippo, operaio di 60 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Alessandro De Marchi, operaio di 62 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Adriano Mazzelli, operaio di 53 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Patitucci, operaio di 57 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Diego Prianti, operaio di 52 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sankinder Singh, operaio di 60 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Un operaio di 55 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Mariano Bracalenti, operaio di 56 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">El Kahabch Abdelmajid, operaio di 48 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sergio Albanese, operaio di 66 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Un operaio edile di 50 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Li Changsheng, 54 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Claudio Ercoli, responsabile della stazione di servizio di 67 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Musiliu Sunmola, operaio di 59 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Marino Bocchi, autotrasportatore di 61 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ruben David Hinostroza Huaytalla, operaio di 55 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Anamaria Galusca Kadar, operaia di 44 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Francesco Boattini, titolare di 43 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Biagio Rizzo, agricoltore di 37 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Luciano Scrocca, operaio di 61 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Aldo Civillini, autotrasportatore di 49 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Pier Luigi Dalle Vedove, 67 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Un operaio di 41 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Paolo Fortin, operaio di 65 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giuseppe Cervillera, titolare di un impresa edile di 66 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Franco La Cava, operaio di 61 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Cosimo Granieri, operaio di 54 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ciro Pierro, operaio di 62 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Luigi Romano, operaio di 67 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Vincenzo Del Grosso, operaio 54 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Michele Fuedda, operaio di 39 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Pashtrik Krasniqi, operaio di 21 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Abdou Mustafa Ziad Saad, operaio di 21 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Abdelwahab Hamad Mahmoud Sayed, operaio di 39 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Arcuri, operaio di 48 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Mario Malzani, operaio di 50 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Cesare Guido, operaio di 60 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giovanni Faniuolo, titolare di 46 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Pasquale Dinoi, operatore ecologico di 53 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Di Stefano, operaio di 58 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Cosimo Palmigiano, operaio di 45 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sergio Casarano, meccanico di 65 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Hussain Mazammal, operaio di 28 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Vladimir Valah, operaio di 53 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Massimiliano Bona elettricista di 55 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Paolo Sella, titolare di 67 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Christian Herin, operaio di 44 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Un operaio di 42 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Fabio Crecchi, operaio di 58 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Stefano Cristinel Craescu, operaio di 46 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Arena, operaio di 64 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Travaglini, agricoltore di 48 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Demetrio Rim, operaio di 58 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Yosif Gamal, detto Jimmy, operaio di 69 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Toure Mamadou, operaio di 48 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Salvatore Sorbello, operaio di 53 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Daniele Cucchiaro, operaio di 47 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Francesco Ortucci operaio di 55 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Tiziano Bonacorsi, operaio di 59 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Davide Rao, operaio di 55 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Stefano Bottaro, 61 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Jihed Selmi, operaio di 36 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Fabio Gonelli, agricoltore di 62 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Pasquale Di Vita titolare di 51 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ciro Minopoli, operaio di 50 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Diodato, operaio di 60 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Rosario Di Palma, operaio di 51 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Petru Vintila, operaio di 53 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Vito Sansanelli, operaio di 62 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Picco titolare 49 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Carola Dettoma, 24 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Maione, operaio di 55 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Raimondo Mamone, imprenditore di 61 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Marsano operaio di 58 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Vasile Bujac, operaio di 31 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Rocco Trimarch, operaio di 59 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Matteo Forner, viticoltore di 44 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Pasquale Fiore Iliceto, operaio di 53 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Francesco Broda, operaio di 48 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Luogotenente Marco Piffari, 56 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Brigadiere Capo Valerio Daprà 56 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Carabiniere Scelto Davide Bernardello 36 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Andrea Misson operaio di 21 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Md Bellal, operaio di 29 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giuseppe Zuccoli, autista di 67 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nicola De Fenza, fabbro di 63 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Mario Parolini, artigiano di 53 anni, caduto da un’impalcatura mentre imbiancava,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Massimo Forniti, operaio di 60 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Andy Mwachoko, operaio di 42 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Supasi Lang, operaio di 58 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Claudio Reggiani, addetto di una ditta di catering di 64 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Amir Rucic, autotrasportatore di 46 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Vincenzo Bolero, geometra di 68 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Matteo Di Perna, operaio di 58 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Gennaro Nuzzo, operaio di 61 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Un operaio di 65 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Luca Domenicale, operaio di 29 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Diego Lucchini, imprenditore agricolo di 23 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sandro Marzetti, operaio di 64 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Allushaj Limos, operaio di 67 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Mounir Dhayba, operaio 46 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Marco Iazzetta, operaio di 63 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Prakash Anchara, operaio di 31 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giancarlo Uselli, 64 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Franco Gallittu, allevatore di 51 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Octav Stroici, operaio di 66 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Tarcisio Valci, operaio di 56 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Salvatore Parlato, operaio di 64 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Un operaio di 35 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Tomassetti, imprenditore edile di 58 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Mohammed Salifu, operaio di 43 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Michele Ciaccio, agricoltore di 62 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Lino Cesana, operaio di 65 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giovanni Belgiovine, operaio di soli 26 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Mirco Furlin, operaio di 47 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Un operaio di 56 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giuseppe Salvatore La Rosa, operaio di 60 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ervis Osmenaj, operaio di 39 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Iurii Kulba, operaio di 35 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Gerardo Adesso, operaio di 51 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Toader Palimaru, operaio di 63 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nazario Pontellato, operaio di 61 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nicola Pagan, operaio di 58 anni, Tommaso Diaz Ledesma, operaio di 29 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Tarik Ezzouhry, bracciante di circa 30 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Mohssine Ghouati, operaio di 27 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Andrea Bertoncini, agricoltore di 46 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nicola Garofalo, operaio di 62 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Giacomo Burtone, operaio di 49 anni</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Antonio Chiozzi, agricoltore di 85 anni</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Francesco Palermo, operaio di 67 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Carmelo Parisi operaio di 37 anni,</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sabatino Alfonsi operaio di 70 anni.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">            </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/primo-maggio-commemorazione-dei-caduti-sul-lavoro/">Primo maggio, commemorazione dei caduti sul lavoro</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">100074</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;malaffare&#8221; che uccide la sanità Campana</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/il-malaffare-che-uccide-la-sanita-campana/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=il-malaffare-che-uccide-la-sanita-campana</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Apr 2026 07:30:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[malaffare]]></category>
		<category><![CDATA[sanità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tuttosanita.com/?p=99713</guid>

					<description><![CDATA[<p>Sanità e &#8220;buchi neri&#8221;. Pensavamo fossero finite certe “male-pratiche” a danno del sistema sanitario regionale sulle quali alcuni studi legali&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/il-malaffare-che-uccide-la-sanita-campana/">Il &#8220;malaffare&#8221; che uccide la sanità Campana</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Sanità e &#8220;buchi neri&#8221;. Pensavamo fossero finite certe “male-pratiche” a danno del sistema sanitario regionale sulle quali alcuni studi legali hanno costruito ingenti fortune. Mi riferisco alla “consuetudine” (oggi calmierata di molto a seguito di pronunce della Suprema Corte) per cui gli avvocati, nell’ambito dello stesso credito vantato nei confronti di Asl e Aorn, presentavano al giudice più decreti ingiuntivi, cosiddetto frazionamento del credito.  </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Grazie al giochetto-abuso della “moltiplicazione dei decreti per ottenere la soddisfazione del medesimo credito” gli studi legali hanno ottenuto cifre incredibili e, nei casi limite, persino superiori a quelle del credito posto a base dell’azione di recupero.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Tanto il “malcostume” era diffuso che, per farvi fronte, un povero direttore generale – motu proprio – stilò una lista nera relativa agli studi legali che ricorrevano all’azione “moltiplicatoria” e stabilì di non avere rapporti con essi. Poi, molto poi, sono intervenute le pronunce ma, per così dire, “a stalle aperte e a buoi fuggiti”.  E, in tutta la regione Campania, si tratta di molti, moltissimi, milioni di “buoi”. Tutti “Buoi” sottratti alla cura dei malati e finiti nelle borse capienti di avvocati e avvocaticchi di pochi scrupoli.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Intanto che queto segmento veniva riportato in area legalità sono sorti o semplicemente hanno trovato maggiore impiego tanti altri “strumenti” per depredare questa autentica “camicia di Mariaccia” (chi la tira e chi la strappa) che è la sanità pubblica: stipendi pagati due volte; fatture pagate due volte; mancate resistenze dell’Ufficio legale  di  turno (soprattutto per cifre importanti vantate dai creditori l’Azienda) che viene difficile valutarle alla stregua di amnesie, distrazioni o errate pratiche nel lavoro…</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Del resto, la fantasia dei predatori dell’Aziende sanitarie quasi perdute non ha limiti. Si spiegano così la pubblicità numerose, appiccicate in punti strategici delle strutture sanitarie, di fiorenti studi legali che ti fanno promesse roboanti (soldi assai) per tutelarti rispetto alla malasanità. A queste, non meno numerose, le inserzioni pubblicitarie dei medesimi studi legali che hanno preso a campeggiare sulla Stampa e sui più comuni mezzi di comunicazione. Per carità, non c’è niente di illegale nel promuovere le proprie attività ma se da queste derivano più di una distorsione, il problema si pone. Nascono anche da questo clima, infatti, vicende dolorose e perniciose per la sanità: la medicina difensiva; i costi esorbitanti delle aziende assicuratrici che o si rifanno, appunto, a contratti salatissimi o rifiutano di operare, costringendo le aziende a scegliere la via “del minor danno” , accantonando riserse proprie con la speranza di riuscire a coprire i costi derivanti da eventuali azioni risarcitorie. E non si tratta eventi minimali come dimostrano le cifre, seppur non precisissime, di riferimento del fenomeno.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>Le aziende sanitarie regionali si coprono dai rischi di R.C. professionale con tre modalità (spesso alternative a livello di singola AASS):</em></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>1) premi di assicurazione e/o accantonamenti al fondo rischi e oneri:</em></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>2) specifici per R.C. professionale (cd. &#8220;autoassicurazione&#8221;);</em></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>3) specifici e/o generici per &#8220;cause civili ed oneri processuali&#8221;.</em></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>Questi oneri nel 2024 pare che abbiano raggiunto, complessivamente, circa 120 milioni di euro, distribuiti soprattutto tra alcune aziende ospedaliere: il Cardarelli con 33 mln di euro cuba quasi 1/3 del totale; segue il Policlinico Federico II con circa 12 mln di euro. L&#8217;A.O. dei Colli  che, nel 2024, sembra abbia accantonato per autoassicurazione poco più di 4 milioni di euro. </em></strong></span><span style="font-size: 18px;"><strong><em>La modalità di copertura preferita dalle AASS è quella della autoassicurazione, che cuba circa 80 mln di euro (2/3 del totale). Mentre l&#8217;assicurazione R.C. professionale, che copre circa 1/3 del totale oneri, è utilizzata da poche AASS: Policlinici di Napoli, Cardarelli e poche ASL (NA2 e NA3).</em></strong></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;"><strong><em>Può darsi che negli accantonamenti per rischi ci sia altro:  a scorrere i bilanci è però impossibile ricavare maggiori dettagli. Insomma, potrebbe trattarsi di cifre per difetto.</em></strong></span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/il-malaffare-che-uccide-la-sanita-campana/">Il &#8220;malaffare&#8221; che uccide la sanità Campana</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">99713</post-id>	</item>
		<item>
		<title>&#8220;Dalli agli ebrei&#8221;, quando i ricorsi sono peggio dei corsi</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/dalli-agli-ebrei/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=dalli-agli-ebrei</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2026 07:00:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[EDITORIALE]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Ebrei]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tuttosanita.com/?p=99487</guid>

					<description><![CDATA[<p>Al peggio non c’è mai fine. È stato questo uno dei vecchi adagi al quale mio malgrado, tardi e non&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/dalli-agli-ebrei/">&#8220;Dalli agli ebrei&#8221;, quando i ricorsi sono peggio dei corsi</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Al peggio non c’è mai fine. È stato questo uno dei vecchi adagi al quale mio malgrado, tardi e non senza recalcitrare, mi sono dovuto arrendere. Per anni mi sono industriato a trovare qualche cosa che lo smentisse, che almeno ne riducesse la portata. Niente da fare. Alla fine, bruciante come tutte le sconfitte, la resa. Era proprio così. A cose terribili, a crimini esecrabili, a guerre crudeli, a cattiverie, singole e collettive, di portata siderale, hanno fatto seguito accadimenti ancora peggiori.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Gli esempi sono innumerevoli, ma vista la concomitante <strong>festa </strong>che ricorre ogni anno per celebrare la resurrezione del nostro Signore Gesù Cristo &#8211; e solo di festa si tratta perché l’aspetto spirituale del “Cristo nostra Pasqua immolato per noi” si è perso da tempo fra gli scaffali stracolmi, fino all’inverosimile, di gustose colombe farcite e di immancabili uova di cioccolato piene di belle sorprese – mi limiterò a citare: i bambini soldati; i bimbi massacrati di tutte le guerre (non solo di alcune ndr.); i bimbi ridotti a oggetti sessuali e poi soppressi per evitare di lasciare prove dei delitti consumati; il traffico degli organi, sottratti a pagamento dai poveri per darli ai ricchi acquirenti di salute.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">E qui mi fermo, perché la lista è ancora lunghissima e finirei per smentire la mia stessa premessa che sarei stato breve su questo punto. Vado al dunque.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Da anni, e con sempre  maggiore forza, anche nell’occidente cosiddetto libero e democratico, sta ritornando quell’urlo agghiacciante: “dalli agli ebrei”. Un urlo prodromo di revanscismi oscurantisti, di chiara marca nazista. Un urlo che non può non essere prodromo di ulteriori sciagure. </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ofer Winter è nome che non dice molto al grosso pubblico ma per gli “urlatori moderni e faziosi&#8221; è bastato quel nome, unito alla qualifica di ex generale dell’esercito israeliano (di fatto un pensionato) a spingere il Comune di San Giovanni a Piro (Cilento) a dichiararlo “persona non gradita”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Di più e meglio, si fa per dire, alcune associazioni cilentane che a Capaccio hanno sfilato sotto l’Hotel Ariston perché stava ospitando un centinaio di cittadini israeliani in vacanza. Per l’occasione si è scomodata persino la locale sezione di “Legambiente” che, evidentemente, deve aver ravvisato un rischio di inquinamento ambientale per la concomitante presenza in loco di poco più di cento cittadini ebrei.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Per non lasciar adito a dubbi sulla natura dell’assembramento, i manifestanti hanno subito chiarito la portata del loro pensiero in quattro punti punti: “Siamo qui per manifestare dissenso alla vostra presenza, non per la vostra religione, per la vostra lingua, la vostra cultura ma perché vediamo in voi l&#8217;espressione di un governo omicida, violento, brutale&#8221;.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Senza bisogno di particolari approfondimenti, si giunge alla conclusione immediata che  i “protestanti” hanno boicottato gente pacifica venuta nel “Bel Paese” a portare soldi. In questa direzione spingono, infatti, i loro chiarimenti <em>ad excludendum:</em> non c’erano motivi di lingua, di cultura o di religione. E, anche qui, vorrei vedere un corteo di manifestanti perché i crocieristi scesi a terra da una nave inglese non parlano l’idioma di Dante ma solo la lingua di sua maestà. Una conferma, qualora ce ne fosse bisogno, che quei cittadini israeliani, hanno subito la contestazione per il solo fatto di essere israeliani. </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Resta un altro quesito: perché definirli &#8220;espressione di un Governo omicida&#8221;? A questo punto, sfuggendo il ragionamento ad ogni logica comprensibile, viene naturale chiedersi: i solerti manifestanti cilentani hanno scoperto, sotto le mentite spoglie dei villeggianti, esponenti di primo o secondo piano del Governo israeliano? Niente di tutto questo. Turisti anonimi erano e turisti restano. E allora, a voler seguire anche le ardite distorsioni che hanno dato origine al corteo, bisognerebbe considerare indesiderati anche i turisti russi perché espressione di un dittatore che sta massacrando la nazione ucraina, quelli cinesi che vedono impegnato il loro dittatore in un genocidio o nell’internamento coatto della popolazione di fede islamica diverse genie africane perché i loro generali-dittatori stanno uccidendo uomini, donne e bambini rei di essere cristiani….</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Suvvia, ma non è accoglibile e neanche pensabile ripercorrere certi pseudo-ragionamenti perché, e giova ripeterlo sempre, il sonno della ragione continua a generare mostri, valendosi sempre del silenzio complice di chi, nazione o individuo, si gira dall’altra parte, fingendo di non vedere e di non sentire.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Un’ultima considerazione, in questo clima di caccia alle streghe e di “notte dei cristalli”, adombrate e in tanti casi sì attuate, indicare la presenza di cittadini israeliani inermi in determinate località può essere molto pericoloso. Non sono pochi infatti i “pazzi indottrinati” e imbottiti di principi religiosi pronti a seminare la morte in nome di Dio. Soprattutto se le vittime appartengono al popolo di Israele. Di fatto, equiparando Dio ad un mandante di un omicidio mentre, a mente &#8220;sgombra&#8221;, non si può non cogliere che Dio può essere solo mandante di misericordia.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/dalli-agli-ebrei/">&#8220;Dalli agli ebrei&#8221;, quando i ricorsi sono peggio dei corsi</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">99487</post-id>	</item>
		<item>
		<title>L&#8217;Ordine medici Caserta scivola sul cordoglio</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/lordine-medici-caserta-scivola-sul-cordoglio/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lordine-medici-caserta-scivola-sul-cordoglio</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Mar 2026 06:00:52 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CASERTA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Caserta]]></category>
		<category><![CDATA[foyto]]></category>
		<category><![CDATA[Ordine medici]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tuttosanita.com/?p=98756</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;articolo che segue, prodotto dai camici bianchi casertani, offre spunti di riflessione interessanti anche se non tutti condivisibili. Oltretutto, trattandosi&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/lordine-medici-caserta-scivola-sul-cordoglio/">L&#8217;Ordine medici Caserta scivola sul cordoglio</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">L&#8217;articolo che segue, prodotto dai camici bianchi casertani, offre spunti di riflessione interessanti anche se non tutti condivisibili. Oltretutto, trattandosi della morte di un bimbo in ambiente ospedaliero, si toccano tasti delicatissimi di fronte ai quali è preferibile il silenzio. Ma tant&#8217;è, nell&#8217;era della comunicazione di massa, parlano tutti anche chi (tengo a sottolineare, non è questo il caso) sarebbe meglio tacesse.  Ora, ribadisco, concetti quali quelli di evitare processi sommari, comminare condanne  pubbliche a mezzo stampa, prima ancora che i processi vengano celebrati  nelle sedi competenti, assolvere e giustiziare (per fortuna solo metaforicamente) sono tutte cose esecrabili&#8230;.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Sfiorare il ridicolo però, mettendo una foto incongrua su un testo che esprime il cordoglio dei medici di &#8220;Terra di Lavoro&#8221; per la tragedia grande del piccolo Domenico &#8211; come ha scoperto e postato sul suo profilo facebook quel &#8220;Pierino la peste&#8221; del  dottore Pasquale Persico &#8211; è accadimento possibile (chi non fa non sbaglia)ma va immediatamente corretto. Il sorriso si addice poco al cordoglio.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>A seguire testo e &#8220;foto incriminata&#8221;:</strong></p>
<p><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-98757 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/03/ordine-medici-eletti-1024x684-1.jpg?resize=300%2C200&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="200" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/03/ordine-medici-eletti-1024x684-1.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/03/ordine-medici-eletti-1024x684-1.jpg?resize=768%2C513&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2026/03/ordine-medici-eletti-1024x684-1.jpg?w=1024&amp;ssl=1 1024w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ordine Dei Medici Di Caserta Cordoglio alla famiglia del piccolo Domenico. No alla delegittimazione della professione medica. Questo il documento elaborato dal Consiglio Direttivo dell’Ordine Provinciale dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Caserta in merito alla dolorosa vicenda del piccolo Domenico:</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">“Si esprime il proprio più profondo cordoglio e la più sincera vicinanza alla famiglia del piccolo Domenico, tragicamente scomparso presso l’unità operativa di Cardiochirurgia dell’Ospedale Monaldi. In questo momento di immenso dolore, l’intera comunità medica condivide il lutto e rinnova il massimo rispetto per i familiari, restando in attesa che la magistratura e le autorità competenti facciano piena luce sull’accaduto. Siamo certi che la giustizia farà il suo corso nel rigoroso rispetto del principio costituzionale della presunzione di innocenza, poiché è indispensabile che ogni valutazione sia affidata esclusivamente alle sedi istituzionali preposte, evitando anticipazioni o ricostruzioni sommarie che rischiano di trasformarsi in processi mediatici paralleli.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Preoccupa, infatti, il clima comunicativo che si è generato attorno alla vicenda, con narrazioni che spesso sembrano attribuire responsabilità “a priori” senza il supporto di accertamenti tecnici definitivi. Tale approccio non solo lede la dignità dei professionisti coinvolti, ma compromette la fiducia dei cittadini nel Servizio Sanitario Nazionale, un sistema che resta tra i più autorevoli al mondo per qualità delle cure e aspettativa di vita. Tuttavia, è necessario riconoscere con onestà che oggi domina l’opinione comune che il risultato medico sia garantito quasi per diritto costituzionale; l’attenzione cade spesso sulla degenza o sull’esito estetico, dimenticando che i medici sono uomini e, come tali, soggetti all’errore, specialmente quando operano in contesti dove le risorse non soddisfano appieno il bisogno di salute.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">L’Ordine di Caserta esprime dunque una forte vicinanza ai colleghi e agli operatori del Monaldi che, in questa disgrazia, si sono trovati a operare entro i limiti evidenti del nostro sistema. In Italia, le risorse destinate alla sanità non sono sufficienti a garantire condizioni ottimali, il che comporta turni emergenziali, carenza di personale e gravi difficoltà nell’aggiornamento professionale continuo, come dimostrato dai dati Co.Ge. APS sul debito formativo dei medici in Italia. Molte strutture sanitarie, specialmente quelle pubbliche, non sono istituzionalmente accreditate e spesso non possiedono ancora i requisiti necessari per l’accreditabilità. A questo proposito, sorge una provocazione necessaria: chi chiederebbe mai a un astronauta di partire per la Luna su un veicolo non a norma, o a un ingegnere di costruire un grattacielo ignorando le leggi antisismiche o antincendio? Eppure, quotidianamente, la politica e le istituzioni autorizzano i medici a fare salute in condizioni di estrema precarietà.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nonostante l’eccellenza dei nostri professionisti, l’ultraspecializzazione e le moderne tecnologie impongono protocolli sempre più rigidi che spesso si scontrano con condizioni ambientali sfavorevoli. Per questo l’Ordine richiama l’attenzione su punti imprescindibili: il rispetto dei principi deontologici dell’informazione, affinché il diritto di cronaca sia esercitato con equilibrio; la tutela della dignità degli operatori per evitare che narrazioni sensazionalistiche alimentino episodi di violenza; e, infine, un impegno concreto delle istituzioni per garantire sicurezza e risorse adeguate agli operatori sanitari. Solo attraverso il rispetto delle regole, la responsabilità istituzionale e un confronto serio sulle criticità del sistema si potrà tutelare realmente il diritto alla salute dei cittadini e la dignità di chi, ogni giorno, dedica la propria vita alla cura degli altri”.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/lordine-medici-caserta-scivola-sul-cordoglio/">L&#8217;Ordine medici Caserta scivola sul cordoglio</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">98756</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Autonomia differenziata: l&#8217;Italia ridiventerà &#8220;un&#8217;espressione geografica&#8221;</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/autonomia-differenziata-litalia-ridiventera-unespressione-geografica/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=autonomia-differenziata-litalia-ridiventera-unespressione-geografica</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Feb 2026 09:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[autonomia differenziata]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tuttosanita.com/?p=98480</guid>

					<description><![CDATA[<p>Eccoci. Ci siamo. A piccoli ma inesorabili passi la polverizzazione del &#8220;Bel Paese&#8221; entra nella sua fase attuativa. Il Consiglio&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/autonomia-differenziata-litalia-ridiventera-unespressione-geografica/">Autonomia differenziata: l&#8217;Italia ridiventerà &#8220;un&#8217;espressione geografica&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Eccoci. Ci siamo. A piccoli ma inesorabili passi la polverizzazione del &#8220;Bel Paese&#8221; entra nella sua fase attuativa. Il Consiglio dei ministri ha approvato gli schemi di pre-intesa per il riconoscimento di competenze aggiuntive a Piemonte, Liguria, Lombardia e Veneto, avviando l’iter istituzionale dell’autonomia differenziata che coinvolge anche profili sanitari legati al coordinamento della finanza pubblica e all’organizzazione dei servizi. Poco contano le elegie pubbliche di famiglia, casa, patria e bandiera che il Centrodestra continua ad invocare ad ogni piè sospinto. Si tratta di chiacchiere. I fatti sono questi e dicono altro. </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Nessuna lusinga &#8220;dolce&#8221; condita in salsa politichese potrà mai coprire il vuoto ideale dal quale è nata la ricetta leghista che, da anni, ha fatto appelli alla pancia dei cittadini &#8220;padani&#8221; per raggiungere il vero obiettivo di togliere a chi ha di meno e dare a chi ha di più. Parole come solidarietà ed equità sono scomparse da anni dall&#8217;agenda politica, per essere riprese solo nel breve periodo che precede le elezioni. E qui una piccola disgressione va fatta sui recenti tentativi di riforma della legge elettorale, a partire da quella proposta dal leghista Calderoli che, in diretta Tv, ebbe a definirla una porcata. E poi Rosatellum, Rosatellum bis (attualmente in vigore) ed i vari tentativi abortiti di riforma, attraverso l&#8217;Italicum, il Porcellum (di cui sopra) ed il Mattarellum. Senza dilungarmi ancora, resta il fatto che la legge elettorale, con piccole e risibili modifiche, nonostante sia considerata pessima da tutte le forze  politiche, resta ancora la a spingere sempre più cittadini al non voto e a sottolineare la capacità di rigenerazione della casta. </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ma adesso torniamo a noi. Una delle materie più delicate, quella a garanzia costituzionale (articolo 32), deputata ad assicurare la salute dei cittadini, e che già oggi e di attribuzione regionale, diventerà &#8211; senza più ingerenze &#8211; di competenza delle Regioni. Ed il risultato non potrà essere che uno solo: avremo tante sanità quante sono le regioni italiane. D&#8217;altronde per verificare questi semplici concetti non è necessario fare un salto nel futuro. Basta guardare alle erogazioni e successive divisioni del Fondo sanitario nazionale per rendersi conto, ad esempio, che un cittadino ligure (pro capite) viene finanziato con oltre cento euro in più rispetto ad uno residente in Campania. </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Arbitrio? Errore materiale? Niente di tutto questo. Si sta solo applicando la norma che, giustamente, destina un finanziamento aggiuntivo alle regioni che ospitano un maggior numero di residenti anziani.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Peccato però che continua aa restare inapplicata l&#8217;altra normativa (fortemente caldeggiata dall&#8217;Oms ma evidentemente ignorata dai nostri politici) che fissa un finanziamento aggiuntivo anche per le regioni più povere e culturalmente più arretrate. Povertà e scarsa cultura si traducono, infatti, in una mancata consapevolezza dell&#8217;importanza della medicina preventiva ed in un aumento delle, cosiddette, morti evitabili che pesano, però, almeno in termini di coscienza, sulle spalle &#8220;anonime&#8221; di quanti ha disatteso l&#8217;applicazione di questa norma per mero interesse di parte: le regioni del Nord. Nel mentre i politici del Sud stanno a guardare.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">E qui &#8211; per ora  &#8211; faccio punto.</span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/autonomia-differenziata-litalia-ridiventera-unespressione-geografica/">Autonomia differenziata: l&#8217;Italia ridiventerà &#8220;un&#8217;espressione geografica&#8221;</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">98480</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Domenico ha smesso di soffrire</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/domenico-ha-smesso-di-soffrire/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=domenico-ha-smesso-di-soffrire</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 21 Feb 2026 08:58:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Domenico]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tuttosanita.com/?p=98441</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il cuore che il piccolo Domenico non ha potuto ricevere ha salvato un bambino a Bergamo. Questa l&#8217;unica consolazione in&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/domenico-ha-smesso-di-soffrire/">Domenico ha smesso di soffrire</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;">Il cuore che il piccolo Domenico non ha potuto ricevere ha salvato un bambino a Bergamo. Questa l&#8217;unica consolazione in una vicenda, per il resto, amarissima. Per Domenico, invece, quasi come un atto di misericordia è giunto il riposo eterno. </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Condizioni in &#8220;ulteriore, progressivo e rapido peggioramento&#8221;. Questo l&#8217;ultimo bollettino medico dell&#8217;ospedale collinare napoletano che preannunciava l&#8217;imminenza dell&#8217;infausto evento. Ed infatti, poco dopo le cinque Domenico ha iniziato il suo brevissimo viaggio verso quella Luce infinita che non contempla tramonti.  </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">A quanti hanno ricevuto il dono della fede, come i martiri descritti nell&#8217;Apocalisse di Giovanni &#8211; non resta altro da chiedere: &#8220;Signore, fino a quando? </span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Fino a quando i bambini soldati, i bambini morti per fame, quelli uccisi sotto  i bombardamenti, quelli torturati per divertimento in sordide storie di sesso, utilizzati come cavie nelle sperimentazioni, ammazzati dai propri genitori, costretti a lavori durissimi che li derubano della fanciullezza&#8230;&#8230;.. </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/domenico-ha-smesso-di-soffrire/">Domenico ha smesso di soffrire</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">98441</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Bambino trapiantato, cronaca di una tragedia annunciata</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/bambino-trapiantato-cronaca-di-una-tragedia-annunciata/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=bambino-trapiantato-cronaca-di-una-tragedia-annunciata</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 20 Feb 2026 08:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[PRIMO PIANO]]></category>
		<category><![CDATA[bimbo]]></category>
		<category><![CDATA[Trapianto]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tuttosanita.com/?p=98402</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nessuna sorpresa. Nessun lieto fine. Come ormai si era capito da giorni, il miracolo non c’è stato. I medici della&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/bambino-trapiantato-cronaca-di-una-tragedia-annunciata/">Bambino trapiantato, cronaca di una tragedia annunciata</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;"><img decoding="async" loading="lazy" class="size-medium wp-image-7164 alignleft" src="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2018/12/Monaldii.gif?resize=300%2C225&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="225" srcset="https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2018/12/Monaldii.gif?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2018/12/Monaldii.gif?resize=768%2C576&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.tuttosanita.com/wp-content/uploads/2018/12/Monaldii.gif?resize=160%2C120&amp;ssl=1 160w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" />Nessuna sorpresa. Nessun lieto fine. Come ormai si era capito da giorni, il miracolo non c’è stato. I medici della commissione appositamente istituita per valutare la possibilità per il bambino di tentare un secondo trapianto sono stati chiarissimi: “Alla luce delle valutazioni effettuate al letto del paziente e sulla base degli ultimi esami strumentali, si è stabilito che le condizioni del bambino non sono compatibili con un nuovo trapianto”. Una sentenza senza appello: il piccolo corpicino, straziato dalle macchine e dalle medicine che ancora lo supportano, non è in grado di reggere un nuovo intervento chirurgico.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Resta solo da consumare la lenta agonia che lo porterà, finalmente, a ritrovare la pace.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Altro contesto, altri tempi, ma mi tornano in mente alcune analogie con la tragedia del piccolo Alfredino, che trovò la morte dopo essere precipitato in un pozzo artesiano vicino Vermicino. Correva l’anno 1981 e dopo tre giorni di cronache Rai in diretta &#8211; con un intero Paese che si mobilitò e appassionò alla storia – Alfredino smise di lottare. Furono necessari 28 giorni per recuperarne la salma.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Anche oggi, un intero Paese è stato catapultato dai media in questa vicenda straziante. Trasmissioni televisive dedicate, Tg, articoli, gli immancabili pareri degli esperti. Anche oggi, tutti col fiato sospeso per vedere se gli sforzi congiunti di politici, medici, scienziati, fossero stati in grado di far pendere la bilancia dal lato della vita.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Purtroppo, anche questa volta, la storia non si sta sviluppando nella direzione da tutti auspicata. Protagonisti e comprimari ritornano, o ritorneranno, lentamente nell’ombra di un oblio veramente doloroso solo per quanti hanno amato ed ameranno per sempre il piccolo Domenico. Adesso che incombe un’aria sempre più cupa e tutto evolve verso la disgrazia di un tragico destino, al quale gli uomini hanno dato una mano sostanziosa, ridiamo almeno la dignità di un nome a questo bambino.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">La triste vicenda non ha mietuto, purtroppo, una sola vittima. Certo, non c’è assolutamente paragone con la tragedia vissuta dal piccolo Domenico e dalla famiglia ma un’altra vittima eccellente &#8211; dopo le vagonate di fango che, in questi giorni, le sono state lanciate addosso da ogni dove, potrebbe essere proprio l’ospedale Monaldi. La tempesta mediatica che ha investito la struttura che, trent’anni fa, era stata la prima in tutto il Sud Italia a realizzare un trapianto di cuore, rinverdendo nel tempo gli allori, è infatti di quelle che lasciano il segno.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">          </span></p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/bambino-trapiantato-cronaca-di-una-tragedia-annunciata/">Bambino trapiantato, cronaca di una tragedia annunciata</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">98402</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Lotta tra la vita e la morte il piccolo trapiantato con un cuore inidoneo</title>
		<link>https://www.tuttosanita.com/lotta-tra-la-vita-e-la-morte-il-piccolo-trapiantato-con-un-cuore-inidoneo/?utm_source=rss&#038;utm_medium=rss&#038;utm_campaign=lotta-tra-la-vita-e-la-morte-il-piccolo-trapiantato-con-un-cuore-inidoneo</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Antonio Magliulo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Feb 2026 07:00:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CAMPANIA]]></category>
		<category><![CDATA[NAPOLI]]></category>
		<category><![CDATA[NOTIZIE]]></category>
		<category><![CDATA[Campania]]></category>
		<category><![CDATA[Napoli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.tuttosanita.com/?p=98317</guid>

					<description><![CDATA[<p>In merito a quanto riportato dall’Agenzia ANSA nel corso della mattina di ieri (sabato 14 febbraio 2026) l’Azienda Ospedaliera dei&#8230;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/lotta-tra-la-vita-e-la-morte-il-piccolo-trapiantato-con-un-cuore-inidoneo/">Lotta tra la vita e la morte il piccolo trapiantato con un cuore inidoneo</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span style="font-size: 18px;"><em>In merito a quanto riportato dall’Agenzia ANSA nel corso della mattina di ieri (sabato 14 febbraio 2026) l’Azienda Ospedaliera dei Colli smentisce di aver reso dichiarazioni circa le condizioni cliniche del piccolo paziente trapiantato il 23/12/2025. </em></span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Questa la secca smentita dell’Azienda dei Colli con la quale viene interrotto un silenzio di piombo su di una vicenda delicatissima su più fronti.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Innanzitutto per il piccolo che, avendo ricevuto un organo compromesso, adesso rischia la vita. Poi la famiglia del piccolo, frastornata dall’assalto dei media, che affida alla mamma il compito di tenere i rapporti con la stampa. Composta, la donna continua a battere sullo stesso tasto: salvate mio figlio. Inutili per lei solidarietà, a volte di maniera, e tentativi di portare conforto.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Quando il dolore è troppo forte, come insegna la Bibbia commentando l’episodio sulla strage degli innocenti, opportunità e sensibilità suggerirebbero il silenzio: “Rachele piange i suoi figli, e non vuole essere consolata, perché non sono più”.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ed invece c’è un “frinire di cicale” che, pur non avendo titoli, dietro l’apparente obiettivo di rendere giustizia alla sfortunatissima famiglia e al piccolo, finisce solo per aumentare la confusione, magari insinuando che una delle gemme della sanità campana non aveva le carte in regola per realizzare quella tipologia di intervento; oppure facendo riferimento ad una organizzazione carente; o, ancora, ad una specializzazione di uomini e mezzi non proprio all’altezza.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Ci sforza si di trasformare in giallo quello che giallo non è, perché da subito è apparso chiaro che l’episodio era addebitabile ad errore umano che, per quanti sforzi si facciano, anche in medicina, non è del tutto eliminabile. Dietro la facciata, si intravvede, invece, un misero tentativo di consumare rese di conti e “vendette professionali” covate per anni.</span></p>
<p><span style="font-size: 18px;">Purtroppo è vero: una foresta che cresce fa meno rumore di un albero abbattuto. Quei professionisti del Monaldi, oggi nella polvere, sono gli stessi che, nel tempo, hanno portato avanti con successo oltre tremila interventi. Ora hanno sbagliato? che paghino! Saranno i giudici a stabilirlo ma ulteriori crocifissioni e clamori, questo no. Si sta distruggendo così l’immagine dell’unico riferimento di cardiochirurgia pediatrica dell’intero</span> Meridione. A vantaggio di chi?</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.tuttosanita.com/lotta-tra-la-vita-e-la-morte-il-piccolo-trapiantato-con-un-cuore-inidoneo/">Lotta tra la vita e la morte il piccolo trapiantato con un cuore inidoneo</a> proviene da <a href="https://www.tuttosanita.com">TuttoSanità</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">98317</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
